“Il paradosso della politica è la sua assenza di fondamento proprio”
Jacques Rancière
La filosofia politica da sempre ha costituito un campo di ricerca articolato e problematico: la realtà di cui essa si occupa incarna una parte caleidoscopica dell’esperienza dell’uomo. Questo testo si impegna a mettere a fuoco, in particolare, le fondamentali evoluzioni e oscillazioni della filosofia politica attraverso il xx secolo sino ai giorni nostri. Una sorta di “lungo addio” a particolari elementi, come la relazione con la Storia, lo status epistemologico rispetto ai suoi temi, il rapporto con la Ragione, il ruolo degli intellettuali.
Il percorso di lettura proposto evoca tappe teoriche fondamentali: da Rawls a Habermas, da Weber a Schmitt, da Arendt a Derrida, da Strauss a Nozick, da Taylor a Rancière, da Foucault a Žižek, come pure contesti storico-sociali di riferimento. Si delinea così un possibile laboratorio di riflessioni, in cui poter sperimentare confronti e ipotesi di ricerca su questioni e concetti cruciali per la comprensione politica dell’epoca che attraversiamo. E abbiamo una grande necessità di conoscerla meglio, per governarla.

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Il lungo addio della filosofia politica contemporanea. Processi storici e questioni epistemologiche
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Philosophical EssaysCapitolo 1
Elementi per una fenomenologia storico-politica di età contemporanea
Un’attività di ricerca attenta e accurata ci insegna che le vicende intellettuali, le teorie e i concetti hanno un loro intrinseco valore, ma appartengono, insieme, a un ambiente storico e sociale che consente di spiegarne meglio origini, caratteri, significati, possibilità: l’attenzione alla prospettiva storica è uno degli elementi distintivi della civiltà occidentale moderna, che, come ha ampiamente mostrato Oswald Spengler, concepisce le cose nel loro divenire[1] e non a caso, il noto studioso di storia delle dottrine politiche (nonché pioniere della scienza politica contemporanea) Gaetano Mosca osservava che esiste un’azione reciproca tra pensiero e fatto politico[2]. Ciò appare particolarmente vero se si considera il rapporto tra pensiero e politica dal Novecento a oggi[3], o se lo si confronta con fasi storiche antecedenti. Nel modo in cui questo rapporto si dipana lungo l’età contemporanea, infatti, si può ritenere che confluiscano due dimensioni essenziali: quella socio-esistenziale, e quella spazio-territoriale. Si può dire che si tratta di due dimensioni che riflettono il rapporto dell’uomo con la politica da una parte dal punto di vista dell’individuo, dall’altra da quello dell’istituzione, e quindi è importante esaminarle con attenzione, poiché vengono a determinare elementi che permettono di tratteggiare una introduttiva fenomenologia storico-politica dell’età contemporanea e costituiscono aspetti preliminari per le argomentazioni che andremo successivamente a sviluppare.
1.1 Pensiero politico e dimensione socio-esistenziale
Per quanto riguarda l’aspetto socio-esistenziale del momento politico, si deve rilevare che dal xx secolo in poi si verifica un fenomeno che apre scenari notevoli, ossia il progressivo accesso delle masse alla politica. La massa ha costituto sempre una dimensione socio-antropologica carica di significati nelle vicende dell’umanità e delle sue relazioni col potere, come ha mostrato la ricerca di Canetti[4], divenuta giustamente un classico della letteratura su questo concetto. Ora, con l’accesso delle masse alla politica, la politica cessa di essere una dimensione dipendente solo dalle logiche del potere, del diritto, della ragion di Stato: le scelte politiche non determinano più solo le condizioni di vita più pratiche degli individui, ossia la loro ricchezza o povertà o la tutela dei propri diritti, ma contribuiscono a influenzare fortemente il senso della vita degli uomini, le loro occupazioni e preoccupazioni, l’oscillazione tra ciò che è pubblico e privato. La dimensione del senso in generale, nel xx secolo, si trova in una situazione assai cruciale[5]. Infatti, si può affermare che la vicenda filosofica dell’Occidente si apre quando viene capovolto il rapporto cosmo-politico (e zoo-politico), subordinando il primo al secondo, la natura alla storia; questo capovolgimento raggiunge il culmine nel xx secolo. La domanda chiave della società, della conoscenza, della politica, della scienza nella modernità non è più “Cos’è?”, ma “A che serve?”. L’uomo dell’età contemporanea si trova inserito in una situazione storica così fortemente condizionata da componenti scientifiche e tecniche che la possibilità di uscire da questi condizionamenti è quasi nulla. Effetto di tutto ciò è l’affermarsi di una dimensione definitivamente nichilista e reificata[6]. «Il nichilismo» dice Martin Heidegger leggendo Friedrich Nietzsche, il cui pensiero è un nodo chiave nel dibattito sulle questioni esistenziali della civiltà contemporanea, «è la verità ormai sovrana secondo la quale tutti i fini dell’ente sinora dati sono caduti»[7]. Questo problema esistenziale del senso, ha avuto effetti anche nella politica del xx secolo e sembra essersi delineato lungo due momenti distinti. Una prima fase coincide con la vicenda storica del secolo sino alla fine della Seconda guerra mondiale, in cui assistiamo al processo che conduce al totalitarismo, in cui ha luogo l’annientamento della sfera privata, il luogo dell’autocostituzione e autodeterminazione dell’individuo: è il momento della dissoluzione del privato nel pubblico, dell’annichilimento dell’individualità e della personalità. Una seconda fase è invece individuabile con l’ultimo trentennio della seconda metà del secolo in cui, progressivamente, si assiste alla privatizzazione e dissoluzione della sfera pubblica, che scompare nella morsa dell’individualismo radicale. Attraverso queste fasi, si sancisce il passaggio dalla condizione del cittadino a quella del consumatore: i problemi politici si sono trasformati sostanzialmente in problemi economici[8] ed è il mercato, è l’economia a decidere la politica e non più, come in passato, la politica a determinare l’economia.
1.2 Pensiero politico e dimensione spazio-territoriale
Per quanto riguarda invece l’aspetto spazio-territoriale del...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Fontespizio
- Colophon
- Presentazione
- Introduzione
- Capitolo 1 – Elementi per una fenomenologia storico-politica di età contemporanea
- Capitolo 2 – Filosofia politica e Storia
- Capitolo 3 – Filosofia politica e suo statuto teorico
- Capitolo 4 – Filosofia politica e Ragione
- Capitolo 5 – Filosofia politica e intellettuali
- Capitolo 6 – Dopo l’addio: la filosofia politica contemporanea e il mondo neoliberale
- Bibliografia
- Indice dei nomi
Domande frequenti
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