Tra Pio X e Benedetto XV
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Tra Pio X e Benedetto XV

La diplomazia pontificia in Europa e America Latina nel 1914

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Tra Pio X e Benedetto XV

La diplomazia pontificia in Europa e America Latina nel 1914

Informazioni su questo libro

  Settembre 1914. Mentre l'Europa sta precipitando nel baratro di quella che diventerà la Prima guerra mondiale, la Santa Sede fa i conti con un delicato passaggio di pontificato. A papa Giuseppe Sarto (Pio X), morto il 20 agosto, succede il 3 settembre il cardinale Giacomo Della Chiesa, con il nome di Benedetto XV. La Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari, preposta alla gestione dei rapporti tra la Santa Sede e gli Stati, viene incaricata di redigere un dettagliato report dell'attività svolta dalla diplomazia pontificia durante il pontificato appena concluso, in diversi Paesi dell'Europa continentale e dell'America Latina. 

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Informazioni

Anno
2018
Print ISBN
9788838245879
eBook ISBN
9788838247033
Categoria
Religion

Santa Sede e America Latina all'inizio del Novecento: problemi politici e sfide pastorali

Paolo Valvo

1. Introduzione


In un memorandum redatto per i cardinali membri della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari tra la fine del 1903 e l’inizio del 1904, la cui genesi sembrerebbe essere stata ispirata da Pio X, appena eletto pontefice, venivano fissati i tratti essenziali di quella che si presumeva dovesse essere l’agenda diplomatica del nuovo pontificato. Relativamente all’America Latina, il documento si soffermava sulla necessità di istituire una Delegazione apostolica «con carattere diplomatico nel Venezuela» e «una egualmente con carattere diplomatico in Centro America». Quanto alla prima, si faceva notare che «attualmente la Repubblica del Venezuela fa parte della Delegazione Apostolica di Haiti; ma a causa delle enormi distanze, il Delegato Apostolico residente in Haiti non può avere e non ha di fatto alcuna influenza nel Venezuela» [1] . In merito alla creazione della Delegazione apostolica dell’America Centrale il documento precisava invece che essa «fu decisa e fu anche designato il Delegato, ma poi tutto rimase sospeso per le difficoltà economiche della Santa Sede» [2] . A tale riguardo, il documento aggiungeva poco più oltre:


Ultimamente per ragioni economiche si ebbe la velleità di annettere la Repubblica di Haiti alla Delegazione Apostolica del Chilì. Questo progetto deve essere abbandonato sia perché sopprime una Rappresentanza Pontificia all’estero, sia perché, omettendo altre considerazioni, è ridicolo a causa della distanza e della situazione geografica delle due Repubbliche. Piuttosto sarebbe opportuno togliere alla Delegazione Apostolica nel Perù la Repubblica Boliviana ed affidarla al Delegato Apostolico del Chilì, che ha con detta Repubblica relazioni più facili; al Delegato Apostolico nel Perù rimarrebbe la Repubblica del Perù e la Repubblica dell’Equatore fino al giorno in cui potrà darsi un Delegato Apostolico a ciascuna di queste due Repubbliche [3] .


Nel settembre del 1914, quando, all’indomani dell’elezione al soglio pontificio del cardinale arcivescovo di Bologna Giacomo Della Chiesa, la medesima Congregazione redige le «Relazioni sulla situazione delle Nazioni» per offrire al nuovo papa una panoramica delle condizioni della Chiesa nei vari contesti nazionali (e dell’azione ivi svolta dalla diplomazia pontificia), la Santa Sede può contare su una Nunziatura apostolica in Brasile e su due Internunziature in Argentina e Cile. Ai rappresentanti pontifici viene inoltre riconosciuto carattere diplomatico in Bolivia (dove però il Vaticano non dispone di un delegato apostolico residente), Colombia, Costa Rica, Honduras, Nicaragua, Perù e Venezuela, mentre ciò non avviene in Salvador e in Guatemala [4] . Contemporaneamente, presso la Santa Sede sono accreditati sette ministri plenipotenziari di altrettanti Paesi latinoamericani (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Perù) [5] .
I dodici Paesi qui menzionati hanno un peso non indifferente all’interno del documento qui pubblicato, che ne contempla in totale diciannove, tra Europa e America Latina. Un dato che fa riflettere, se si considera che nei «Promemoria» sulle questioni pendenti redatti in seno alla Congregazione all’avvio del precedente pontificato (1903) l’America Latina non era menzionata [6] , anche se l’importanza della regione nell’economia generale della diplomazia della Santa Sede veniva sottolineata in altri documenti coevi del dicastero. Ancora più inspiegabile in questo senso appare l’assenza di riferimenti al subcontinente – con la sola eccezione della Bolivia – nella “Relazione sugli Stati” che verrà redatta nel 1922, all’avvento al soglio pontificio di papa Achille Ratti (Pio XI) [7] .
Non a tutte le nazioni latinoamericane presenti nelle Relazioni del 1914 viene in ogni caso riservato lo stesso spazio. Colpiscono, al riguardo, le poche pagine riservate a Paesi di grandi dimensioni come Argentina, Brasile e Cile a confronto di quelle assai più numerose dedicate ai cinque piccoli Stati dell’America Centrale, ovvero Costa Rica, Guatemala, Honduras, Nicaragua e San Salvador. Tale differenza si spiega probabilmente col fatto che l’istituzione della Delegazione apostolica nell’America Centrale – a cui afferiscono tutti e cinque i Paesi, in alcuni dei quali (Costa Rica, Honduras e Nicaragua) il delegato apostolico viene ricevuto con carattere diplomatico – risale al 1908. Si tratta quindi di un dossier piuttosto recente, che presenta numerosi aspetti di problematicità, sul piano sia politico sia (soprattutto) pastorale. Da qui può derivare la necessità di fornire al nuovo papa, peraltro non digiuno di questioni diplomatiche [8] , un quadro della situazione particolarmente dettagliato.
A fronte dell’ampiezza complessiva con cui le Relazioni si soffermano sugli affari del cattolicesimo latinoamericano, le omissioni presenti nel documento sono comunque significative. Esse riguardano Cuba e Portorico – dove è presente dal 1899 una Delegazione apostolica, affidata dalla fine del 1913 all’arcivescovo di Santo Domingo [9] – e tutta una serie di Paesi nei quali, alla morte di papa Sarto, i rappresentanti della Santa Sede si trovano ancora impossibilitati a risiedere, normalmente per ragioni di ordine politico. È il caso innanzitutto di Haiti e della Repubblica Dominicana, dove le tensioni interne impediscono alla Santa Sede di nominare il successore del delegato apostolico mons. Giulio Tonti (nominato nunzio in Brasile il 21 giugno 1902) [10] . Occorre attendere il pontificato di Benedetto XV perché un rappresentante della Santa Sede – nella persona di mons. Francesco Cherubini – ritorni a Haiti [11] . A Santo Domingo addirittura, pur in assenza di una rottura formale delle relazioni diplomatiche, la diplomazia pontificia potrà rimettere piede nel Paese solo nel 1930 [12] . In Paraguay e Uruguay, a mons. Antonio Sabatucci [13] viene impedito di presentare le proprie credenziali, «a motivo delle lotte anticlericali» [14] . Mentre Sabatucci (così come i suoi successori) continua a seguire dall’Argentina gli affari religiosi delle due nazioni, la Delegazione apostolica in Paraguay rimane vacante fino alla ripresa delle relazioni diplomatiche, che avviene alla fine del 1919 con il successivo invio nel Paese di mons. Alberto Vassallo di Torregrossa [15] . In Uruguay invece si avrà la creazione di una Nunziatura apostolica solo alla fine del 1939 [16] . Una situazione analoga si verifica in Ecuador, dove nel novembre del 1901, alla partenza di mons. Alessandro Bavona – nominato il 13 luglio 1901 delegato apostolico e inviato straordinario in Perù, Ecuador e Bolivia – ha inizio una rottura di fatto delle relazioni diplomatiche, a dispetto della quale il rappresentante pontificio in Perù continua a mantenere il titolo e le facoltà di delegato apostolico anche per il Paese confinante [17] . Tale situazione verrà sanata dal modus vivendi tra la Santa Sede e l’Ecuador del 24 luglio 1937, a cui farà seguito la nomina a nunzio apostolico nel Paese di mons. Fernando Cento (6 agosto 1937) [18] .
L’assenza che pesa maggiormente nel documento è però quella del Messico, dove a partire dalla seconda metà del pontificato di Leone XIII si assiste al fiorire della grande stagione del movimento sociale cattolico, destinato a essere bruscamente ridimensionato dalle lotte rivoluzionarie degli anni Dieci [19] . Sul piano diplomatico, gli anni di Pio X sono quelli in cui la Santa Sede – quarant’anni dopo che l’ultimo nunzio apostolico (nel 1865) ha abbandonato il Messico – riesce finalmente a inviare un proprio rappresentante nel Paese [20] , per quanto sprovvisto di carattere diplomatico [21] . Dalla Delegazione apostolica nel Messico, nei suoi primi dieci anni di vita (1904-1914), passano personalità destinate a svolgere un ruolo di rilievo nelle dinamiche curiali, anche nei successivi pontificati. Si tratta dei tre futuri cardinali Domenico Serafini, Bonaventura Cerretti e Tommaso Pio Boggiani, il quale, dopo aver ricevuto l’ordine di lasciare in via definitiva la Delegazione alla fine di gennaio del 1914 (per ragioni ancora non del tutto chiarite), si ritrova qualche mese più tardi ad essere nominato segretario del Conclave [22] , e in seguito a svolgere lungo il pontificato di Benedetto XV e la prima metà di quello di Pio XI il ruolo di “cardinale esperto”, per tutto ciò che concerneva il Messico [23] .
Nonostante la mancanza di un rappresentante della Santa Sede in loco [24] – dopo il rientro di Boggiani a Roma la Delegazione apostolica rimarrà, infatti, chiusa fino alla fine del 1921 – notizie sul Messico continuano ad arrivare in Vaticano, attraverso la Delegazione apostolica di Washington e i vescovi messicani di passaggio per l’Urbe [25] . Ad offrire una panoramica de...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Tra Pio X e Benedetto XV
  3. Indice dei contenuti
  4. Introduzione
  5. La visione vaticana sull'Europa
  6. Santa Sede e America Latina all'inizio del Novecento: problemi politici e sfide pastorali
  7. Avvertenza all'edizione
  8. 1914 - Relazioni presentate al S.P. Benedetto XV sulla situazione delle Nazioni
  9. Austria-Ungheria
  10. Portogallo
  11. Russia
  12. Germania
  13. Francia
  14. Spagna
  15. Colombia
  16. Repubblica di Honduras
  17. Repubblica di Guatemala
  18. Repubblica di San Salvador
  19. Venezuela
  20. Repubblica di Costarica
  21. Repubblica di Nicaragua
  22. Perù
  23. Bolivia
  24. Repubblica Argentina
  25. Serbia
  26. Cile
  27. Brasile
  28. Terra Santa Sacra Custodia
  29. Indice dei nomi

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