Vangelo Catechesi Catechismo
eBook - ePub

Vangelo Catechesi Catechismo

  1. Italian
  2. ePUB (disponibile su mobile)
  3. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Vangelo Catechesi Catechismo

Informazioni su questo libro

Un testo che aiuta la comprensione dei termini Vangelo, Catechesi, Catechismo, e del loro reciproco rapporto. Il Papa chiarisce il contenuto e approfondisce la radice del rapporto profondo tra questi concetti.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Vangelo Catechesi Catechismo di Benedetto XVI,Joseph Ratzinger in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Teologia e religione e Religione. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

III - Evangelizzazione, catechesi e catechismo

A partire dai Sinodi episcopali del 1974 e del 1977, dapprima quasi in modo inavvertito, poi però con sempre crescente forza illuminante, due antiche parole bibliche sono venute in primo piano nella coscienza ecclesiale: evangelizzazione e catechesi.
La potenzialità di infiammare, che soprattutto la prima parola a motivo della sua origine reca in sé, ha comportato che insorgesse anche una polemica. “Evangelizzazione” viene sospettata di essere una parola per coprire il tentativo di una restaurazione cattolica, che inseguirebbe il sogno dell’antica Europa cattolica e vorrebbe instaurare nuovamente una predominanza della fede e del pensiero cattolici. Ma i fedeli in tutto il mondo intendono quella parola in maniera diversa, molto semplicemente a partire dalla forza di speranza del messaggio di Gesù, messaggio la cui novità e singolarità storica ha trovato la sua espressione sintetica nella parola vangelo (cfr. Mc 1,1; 1,15).

I pareri e le indicazioni che assunsero lentamente forma nel dialogo dei Vescovi durante il Sinodo del 1974, sono sintetizzati in uno dei più bei documenti postconciliari, l’esortazione apostolica Evangelii nuntiandi emanata da Paolo VI. Il Sinodo seguente con il tema catechesi ha approfondito ulteriormente un aspetto importante dell’evangelizzazione: i suoi risultati furono resi pubblici alla Chiesa e al mondo da Giovanni Paolo II nella costituzione Catechesi tradendae. A partire dallo stesso impulso che aveva spinto i Vescovi a sottolineare, negli anni settanta, l’evangelizzazione e la catechesi come i due punti pastorali nevralgici dell’epoca presente, è scaturita nel Sinodo del 1985 la richiesta di un catechismo comune di tutta la Chiesa cattolica. Questo libro, apparso esattamente trent’anni dopo l’inizio del Concilio, può essere compreso solo nel contesto dell’impegno per l’evangelizzazione e per la catechesi, che a partire dall’impulso del Vaticano II cercò negli anni settanta una forma concreta per la sua applicazione.

Che il Catechismo sin dal primo momento della sua elaborazione, ancor prima che qualcuno ne avesse letto una riga, divenisse segno di contraddizione, non può meravigliare. Questo indica solo l’attualità di un’opera che è qualcosa di più che un libro: è un evento nella storia della Chiesa. Ciò che non incontra nessuna resistenza, verosimilmente non ha affatto toccato le necessità urgenti di un’epoca. L’esperienza più negativa del Cristianesimo nel nostro secolo non è quella dell’aperta opposizione ad esso: che regimi potenti perseguitino con tutti i mezzi a disposizione una minoranza di fedeli senza potere, è un segno di quale forza interiore essi attribuiscano alla fede che anima questa piccola schiera. È preoccupante invece l’indifferenza nei confronti del Cristianesimo, che apparentemente non meriterebbe più alcuna discussione: viene manifestamente considerato come un pezzo d’antiquariato senza valore, che si può con tranquillità lasciar lentamente appassire, o perfino custodire in un museo. Il Catechismo, al contrario, fu ed è un evento che, ben al di là delle discussioni intraecclesiali, ha destato l’attenzione del mondo profano; una breccia nel muro di silenzio dell’indifferenza. La fede diventa nuovamente sale, che ferisce e risana; appello, che provoca ad una presa di posizione.

Prima di chiederci quale funzione possa esercitare il Catechismo nel quadro del compito fondamentale del- l’evangelizzazione e della catechesi, dobbiamo cercare di chiarire il contenuto di questi due concetti in se stessi. Se, com’è opportuno – trattandosi di teologia cristiana –, cerchiamo la radice di queste due parole nella Bibbia, emerge qualcosa di importante: entrambi sono concetti specificamente cristiani, che come tali hanno preso forma solo negli scritti del Nuovo Testamento. Per la parola “vangelo” ciò può essere visto in modo molto impressionante a partire dal fatto che questo vocabolo greco compare negli scritti rabbinici come parola greca traslitterata in lettere ebraiche, proprio per caratterizzare il messaggio dei cristiani [1]. Per la parola “catechizzare” il risultato da molti punti di vista è ancora più chiaro, poiché questa parola non appare affatto nella traduzione greca dell’Antico Testamento, nella Septuaginta; solo Paolo le ha dato il suo significato specifico e permanente [2]. Ci troviamo dunque in presenza di realtà nelle quali ci viene incontro la novità e la singolarità del Cristianesimo.

1. “Vangelo”, “evangelizzare”
Il significato dei concetti alla luce della Bibbia e del Catechismo

Esaminiamo dapprima un po’ più da vicino la parola “vangelo” (evangelizzare ecc.). Questa parola ha assunto il suo senso specifico, come si è appena detto, solo a partire dal ministero di Gesù, ma si fonda nondimeno su due presupposti precristiani, che in essa vengono congiunti e caricati di un nuovo significato.
C’è innanzitutto il messaggio di gioia del Deutero-Isaia: ai poveri viene recata la gioiosa notizia, il vangelo ( Is 58,6; 61,1). L’espressione “i poveri” comincia in realtà già qui ad essere una designazione per l’Israele credente, che soffre per Dio e che proprio nei semplici, nei poveri ha resistito a tutte le catastrofi della storia.
Accanto a questa radice veterotestamentaria se ne trova una non giudaica, una specie di teologia politica, che era caratteristica per i grandi imperi dell’Oriente così come per i regni ellenistici e infine per l’impero romano. Vangelo è qui l’annuncio dell’avvento al trono di un nuovo sovrano; il suo regno è “vangelo”. Egli porta con sé – così si va continuamente annunciando – l’era nuova, l’era migliore; egli dona la pace, il diritto e il benessere; il fatto che egli esista ed agisca, è “vangelo”, rinnovamento del mondo e della storia [3]. Il concetto richiama dunque l’utopia realizzata e ricorda da questo punto di vista i messaggi utopici di salvezza del nostro secolo, che ci hanno annunciato l’uomo nuovo e la nuova società.
Il vangelo di Gesù Cristo trasforma radicalmente questa teologia politica: il nuovo “regno” non viene da questo o da quel sovrano, non da questa o quella ideologia, ma viene da Dio stesso. Ad esso però noi giungiamo nella comunione con Gesù di Nazaret crocifisso e risorto. Siamo così giunti al nuovo significato cristiano della parola “vangelo”, che può essere presentato in tre momenti.

a. Il vangelo di Gesù
Come primo strato vi è ciò che gli evangelisti ci trasmettono come annuncio proprio del vangelo da parte di Gesù. In Gesù, innanzitutto, i concetti di “vangelo” e “regno di Dio” (regno dei cieli, signoria di Dio) sono inseparabilmente intrecciati (Mc 1,15). Il regno di Dio è Dio stesso. Pertanto, quando Gesù dice: “il regno di Dio è vicino”, ciò significa innanzitutto semplicemente: Dio stesso è vicino. Voi siete vicini a Dio, ed egli a voi. Ed ancora: Dio è un Dio che agisce. Dio non è relegato nella sfera “trascendentale”, che lo separerebbe dalla sfera “categoriale” del nostro fare e del nostro vivere. Egli è presente ed ha potere. Nella sua apparente assenza ed impotenza egli è colui che è veramente presente e dominante, con una signoria diversa, naturalmente, da quella che si immaginano i detentori umani del potere o anche coloro che non hanno potere ma ne sono affamati.
Il messaggio di Gesù in questo senso è molto semplice; è l’annuncio del Dio presente, vivente vicino a noi [4]. Ora, su quale sia la vera novità del messaggio di Gesù, rifletteremo in seguito. Credo sia bene, dapprima, soffermarci già su questo passaggio e meditare sul nostro rapporto con questo nocciolo dell’annuncio di Gesù: quale ruolo gioca propria- mente Dio nel nostro annuncio? Non eludiamo, perlopiù, i temi che ci sembrano più “concreti” e più urgenti – le questioni politiche, sociali, economiche, psicologiche, questioni di critica della Chiesa e di riforma della Chiesa? Pensiamo che si sappia già di Dio. Il tema “Dio” contribuisce troppo poco alle nostre questioni quotidiane. Gesù ci corregge: Dio è il tema pratico e il tema realistico per l’uomo – allora e sempre. Come apostoli di Cristo, dobbiamo dare agli uomini ciò di cui soprattutto hanno bisogno: la comunione col Dio vivente. Non siamo tutti, segretamente, più o meno contagiati dal deismo [5]? Dio, pensiamo, è troppo lontano – non giunge nel nostro quotidiano. Parliamo in proposito di ciò che è vicino, pratico. No, dice Gesù: Dio è qua, è a portata di voce. Dio – è la prima parola del vangelo, che trasforma la nostra vita intera, se gli crediamo. Partendo dal mandato di Gesù, questo dev’esser detto con forza completamente nuova in questo nostro mondo.
Ma dobbiamo ancora prestare una maggiore attenzione a quei pochi testi nei quali il concetto di vangelo appare sulla bocca di Gesù stesso. Qui è innanzitutto da rilevare che il vangelo (da Isaia) vale soprattutto per i poveri (Lc 4,18). Connesse a ciò sono le azioni della salvezza e della guarigione: i ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono mondati, i muti parlano, i morti risorgono (Mt 11,5; Lc 7,22). Il vangelo non è solo parola, è anche azione. Dio vi si rivela come colui che agisce. Egli agisce per coloro che soprattutto hanno bisogno e che lo attendono a cuore aperto, confidano in lui, che egli voglia e possa salvarli. Il Catechismo al riguardo ha un’espressione molto bella: “il Regno appartiene ai poveri e ai piccoli, cioè a coloro che l’hanno accolto con un cuore umile ... Gesù condivide la vita dei poveri, dalla mangiatoia alla croce ... Anzi, arriva a identificarsi con ogni tipo di poveri e fa dell’amore operante verso di loro la condizione per entrare nel suo Regno [6]”. Il Catechismo mostra qui la radice più profonda di ciò che noi oggi chiamiamo “opzione preferenziale per i poveri”. Diviene evidente che questa non è affatto un’opzione che noi come cristiani potremmo scegliere o anche respingere, ma una condizione necessaria, che scaturisce dall’essenza stessa del vangelo [7].

La vita di Gesù è la migliore interpretazione per il fondamento e il senso di tale opzione. Cristo, il figlio di David, non viene al mondo – come si aspettavano i saggi dell’Oriente – nel palazzo regale, bensì nella stalla. La sua prima designazione pubblica come “re” è posta come motivo dell’esecuzione sopra la testa del Crocifisso. I suoi apostoli sono pescatori – non dotti teologi, bensì rappresentanti della gente semplice.
Un’ulteriore dato di fatto, disomogeneo ma connesso, si mostra quando ascoltiamo che Gesù dice di sé che è venuto “a cercare e a salvare ciò che era perduto” (Lc 19,10). In quest’enumerazione buttata giù, per così dire, stenogra- ficamente, diventa già visibile qualcosa delle molteplici sfaccettature dell’opzione per i poveri che è nell’umanazione di Dio. Il senso di essa appare forse nel modo più chiaro nel detto: “se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non potrete entrare nel regno dei cieli. Perciò chi diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli” (Mt 18,3 s.). Questo detto è un’espressione particolarmente concentrata per un’intera teologia dell’esser piccoli, del piccolo, dell’essere bambini, la quale troviamo in Gesù. Come quest’intera catena di parole, esso ha, in fin dei conti, un contenuto cristologico, rinvia all’intima biografia di Gesù stesso: egli è il divenuto piccolissimo, che ad esempio è “il più piccolo” (Mt 11,11) rispetto a Giovanni il Battista; egli è completamente “Figlio“ e mai chiuso nel “proprio”, bensì con la sua intera esistenza rapporto col Padre.


Perché è così? Solo con un accenno si può qui rispondere a questa domanda di vasta portata, nella quale è in gioco l’intera forma intima dell’avvicinarsi di Dio agli uomini. Io penso che si potrebbero riconoscere soprattutto due motivi interiori di questa direzione dell’agire di Dio che vuol mostrare la direzione all’agire umano.
Per uno si dovrebbe parlare di “compassione” di Dio al dolore: Dio ode il grido degli oppressi, dei sofferenti di questo mondo. È questo grido che tocca il suo cuore e che lo costringe a scendere. Egli “ode” anche il tacere degli uomini che cadono nel peccato e si trovano perciò nella più profonda miseria che esista: nella perdita della verità, dell’amore, nella perdita di Dio. Poiché egli è creatore, ama tutto il creato. La sua essenza – l’amore – lo costringe ad ovviare a queste molteplici e differenti, anzi, contraddittorie modalità di bisogno, addirittura ad entrare in esse, per rovesciarle. “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,48) – queste parole conclusive del discorso della montagna, così enigmatiche, significano: lasciatevi contagiare dalla dinamica di un amore che non può restare nello splendore del cielo, quando dalla terra sale il grido dei sofferenti. Di recente un vescovo mi ha raccontato che suo padre, il giorno della sua messa novella, gli disse: piuttosto che con una pelle dura sul cuore, preferirei vederti morto. Qui si tratta proprio di questo. L’evangelizzazione significa, in ultima istanza, questo: aprirsi con Cristo per donare ad altri ciò che ci è stato donato, per rovesciare la povertà di ogni genere.
A ciò è connesso il secondo motivo, che diventa visibile nella povertà del Figlio e nella sua...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Vangelo catechesi catechismo
  3. Indice dei contenuti
  4. Prefazione
  5. Presentazione
  6. I - Perché un catechismo della chiesa cattolica?
  7. II - Cosa significa "fede"?
  8. III - Evangelizzazione, catechesi e catechismo
  9. IV - Gesù di Nazaret, Israele e i cristiani
  10. Cenni sull'origine dei singoli contributi
  11. Titoli abbreviati