Patria
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Informazioni su questo libro

Patria racconta le connessioni con la sfera più profonda, fisica e biologica della persona (il padre e, ovviamente, la madre), e con le idee più astratte: per esempio, il mondo concepito come patria del sapiente nella filosofia degli Stoici. Ciò non toglie che a patria si sia accompagnato spesso l’aggettivo piccola.
Il lavorio della mente umana si rivela inoltre nell’associare significati concreti e significati astratti, in un gioco indefinito di associazione e variazione di significati/idee. Patria non ha femminile, e però alla serie appartiene la coppia patrimonio/matrimonio.

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Informazioni

1. Alle origini

1. Prima dell’italiano

La storia di una parola intellettuale è anche una storia dell’idea e della sua vita e delle sue dinamiche nel tempo e in diversi ambienti umani. La parola che è protagonista di questo libretto è molto ricca, e spero di restituirne almeno i tratti essenziali.
Nel primo secolo e mezzo di vita della lingua volgare (la lingua del popolo: volgo) in Italia (fino al 1375), chiamata più tardi lingua italiana, la parola patria registra 1120 occorrenze scritte [1] . Le attestazioni provengono da scritture della Liguria e del Veneto, di Milano e di Roma, della Sicilia e di Bologna, di Napoli e di Firenze (che fa la parte del leone, perché la maggior parte delle scritture antiche è di provenienza fiorentina e toscana). Alcune delle attestazioni non si possono assegnare a patria, ma appartengono comunque alla famiglia lessicale cui patria fa capo (§§ 2-3). Negli Statuti perugini del 1342, per esempio, si fa parola della «patria podestà», cioè del ‘potere del padre’ e del suo ruolo giuridico nella famiglia, codificato dall’antico diritto romano; e però padre e patria sono parole appartenenti alla stessa famiglia lessicale.
Il racconto che qui propongo comincia propriamente nel Medioevo, con Dante, dopo una breve premessa su Agostino e sull’Italia medievale. Scorrendo le 1120 attestazioni si nota tuttavia che la parola è presente in misura preponderante nei volgarizzamenti, cioè nelle traduzioni dal latino alla lingua volgare. Patria non ha chiesto grandi sforzi ai benemeriti volgarizzatori, perché in latino la parola è identica: ciò significa che la parola nasce sì nel volgare italiano del XIII secolo, ma con un lungo passato alle spalle, che rimane in buona misura attivo in italiano (e in altre lingue derivate dal latino); perciò sarà utile definire i significati della parola in latino (e in greco) per misurare se e in quale misura essi sono conservati o abbandonati o rinnovati in italiano. I significanti possono restare immutabili nei secoli e anche trasmettersi uguali da una lingua all’altra, ma i significati sono assai meno stabili, particolarmente nelle parole che veicolano significati intellettuali o emotivi (spesso sviluppatisi da significati concreti): nella loro elasticità e plasmabilità si riflette il lavorio incessante della mente umana.
Di questo tipo sono patria e anche nazione, parola che ha un significato in parte coincidente con patria, e che le si accompagna o la sostituisce più volte nel corso della storia qui raccontata. Un’interessante distinzione fra i due termini è proposta in un libro su patria dedicato alla storia, prevalentemente francese, di questa parola-concetto, con varie osservazioni interessanti anche per l’italiano. Nella premessa l’autore, lo storico Silvio Lanaro, scrive:
Fino a qui ho parlato di nazione, e tuttavia il libro si intitola Patria. Vuol forse dire che i due concetti sono perfettamente equipollenti, e che se ne è scelto uno per la sua maggiore attrattiva? Evidentemente no. «Nazione» è la comunità politica che tramite apposite istituzioni organizza una popolazione insediata su un determinato territorio, tutelandola all’esterno e rappresentandone la proiezione “identitaria” in senso forte. «Patria» invece è qualcosa che le sta dietro, che la precede logicamente e anche cronologicamente: è il luogo fisico dove l’ambiente e il paesaggio – costruiti o modificati dalla “vita activa” delle generazioni – svolgono una funzione primaria di protezione e rassicurazione esistenziale, e dove una cultura non semplicemente verbale produce affinità, consonanze, parentele ideali e morali; non solo, è anche un luogo principe dell’immaginario, dove simboli e miti garantiscono quell’autorappresentazione senza la quale nessun gruppo sociale è in grado di vivere e di sopravvivere. Mi rendo conto che la distinzione non è intangibile, e che sono possibili accavallamenti o sovrapposizioni: eppure una differenza esiste […] [2].

Parafrasando e integrando questa definizione onestamente problematica, che mette in rilievo il margine di equivalenza tra due termini comunque distinti, si può dire che patria esprime un concetto astratto o anche astratto, con una forte componente originaria concreta, il che le consente di precedere nella logica e nel tempo la nazione. Patria, inoltre, rinvia a un ambiente umano dotato di coesione, avvertito e sentito in forme non sempre razionalizzabili e traducibili in parole; se la patria è, per così dire, attivata, la persona si sente a suo agio e s’intende senza difficoltà anche con degli sconosciuti. Agiscono dunque l’istinto, la sensibilità, un sottofondo emotivo; razionalità e concreti interessi comuni fanno anche parte di questo concetto complesso. L’elenco dei diversi tratti semantici qui elencati non pretende di essere completo, né tutte le componenti del fascio di elementi devono essere compresenti (lo stesso vale per nazione) [3].
Patria fa parte del lessico fondamentale, e proprio per questo motivo suscita risonanze personali e sfumature di significato che non trovano facile traduzione in altre lingue. Da questo punto di vista mi è sembrato utile il passo del filosofo inglese Anthony Ashley Cooper (1671-1713), il secondo dei testi riportati in epigrafe, che si riferisce a patria del latino (non dell’italiano). Eccone una possibile traduzione:

Qualche volta tendo a provare, devo confessarlo, una forte irritazione verso la nostra lingua [inglese], che ci ha negato l’uso della parola Patria e non ci ha dato altro nome per esprimere la nostra comunità di origine che il termine Country, il quale già portava due significati diversi, entrambi lontani dall’umanità o dalla società [4];

e in nota aggiunge gli equivalenti latini di country, quelli che lo disturbano: « rus [campagna] e regio [regione], in francese campagne e pays» [5].
Nella narrazione che segue si menzioneranno alcuni dei molti sinonimi di patria.





[1] Il dato si ricava dall’ Opera del Vocabolario Italiano (OVI), la base di dati che raccoglie integralmente il lessico del volgare delle origini: http://gattoweb.ovi.cnr.it/(S(4n44ue55kkhsfu2nbwnvao45))/CatForm21.aspx
[2] Patria. Circumnavigazione di un’idea controversa, Venezia, Marsilio, 1996, pp. 14-5. Fra le opere che interessano l’argomento, si legge utilmente Nicoletta Bazzano, Donna Italia: storia di un’allegoria dall’antichità ai giorni nostri, Costabissara (Vicenza), Colla, 2011. Sull’idea e l’immagine geografica dell’Italia è da vedere il denso contributo di Manlio Pastore Stocchi, Patria e nazione nella letteratura italiana, in Cum fide amicitia. Per Rosanna Alhaique Pettinelli, a cura di Stefano Benedetti-Francesco Lucioli-Pietro Petteruti Pellegrino, Roma, Bulzoni, 2015 («Studi e testi italiani», 27), pp. 373-382 e, dello stesso, La cultura geografica dell’Umanesimo (1992), nel volume Pagine di storia dell’Umanesimo italiano, Milano, FrancoAngeli, 2014, pp. 108-147. Di altro taglio è Patria. Lo scrittore e il suo Paese, Roma-Napoli, Theoria, 1992, che raccoglie le testimonianze di nove autori.
[3] Un’utile introduzione è Steven Grosby, Nationalism, Oxford, Oxford University Press, 2005; fondamentale è, di Adrian Hastings, The Construction of Nationhood. Ethnicity, Religion and Nationalism, Cambridge, Cambridge University Press, 1997. In italiano, Alessandro Campi, Nazione, Bologna, Il Mulino, 2004. Il libro di Federico Chabod, L’idea di nazione, Bari, Laterza, 1967, prende le mosse dal XVIII secolo.
[4] Cito da Characteristics of Men, Manners, Opinions, Times, etc., a cura di John M. Robertson, 2 voll., Londra, Grant Richards, 1900, II, p. 248 (anche nell’edizione più recente, ma ammodernata linguisticamente, a cura di Lawrence E. Klein, Cambridge University Press, 1999, p. 402).
[5] La sinonimia indicata nel Roget’s International Thesaurus, revised by Robert L. Chapman, New York, Harper and Row, 1977, alla voce Country (181.2) riporta l’inglese fatherland (‘la terra dei padri’), il gemello tedesco Vaterland, il latino patria, il francese patrie, e, tra le parole inglesi, motherland e ovviamente home (di significato ben distinto da house), che ha la stessa origine del tedesco Heim (con l’avverbio heim e il sostantivo Heimat) e significato prossimo. Alla voce country, Roget 182.3 riporta rusticity e ruralism, i significati che mal si conciliano, secondo Shaftesbury, con ‘patria’; più circoscritto è evidentemente il senso di regio, e non per nulla tra le parole affini Roget 180.1 registra country. Cfr. inoltre patrie e Heimat nel Vocabulaire Européenne des Philosophies, a cura di Barbara Cassin, Paris, Le Robert-Seuil, 2004, pp. 907 e 546-549, e i rinvii ivi indicati.

2. Padre e madre : parole della famiglia e famiglie di parole

Nella nostra coscienza linguistica le parole non vivono allo stato isolato ma si associano secondo un doppio principio. Il primo è la somiglianza di significato, per la quale padre e madre trovano dei sinonimi in papà o babbo, e in mamma:con una differenza d’uso, perché papà, babbo, mamma sono di tono più confidenziale. Il secondo è l’affinità del significante che, grazie ai procedimenti di derivazione di una parola dall’altra, dà luogo alle famiglie lessicali. Della famiglia di padre fanno parte molte voci, come padrone (e si pensi a padre padrone), padronanza, padroneggiare, spadroneggiare; patriarca e patriarcale; patrimonio e patrimoniale; patrono, patrocinio e patrocinare; patria (e si pensi a padre della patria o, meglio, Padre della Patria), patriota, patriottico, patriottismo.
Mettendo in relazione padre e madre si ottengono due famiglie lessicali abbastanza simmetriche:

padre madre
padrino madrina
padrone padrona
paterno materno
paternità maternità
patriarcale matriarcale
patrigno matrigna

ma anche corrispondenze di significante prive di corrispondenza nel significato, come patrimonio e matrimonio; oppure patern...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Patria
  3. Avvertenza
  4. 1. Alle origini
  5. 2. Una parola fra ragione e sentimento
  6. 3. Patria inclusiva, patria attiva
  7. 4. La vittoria della patria
  8. 5. Modernità e contemporaneità della patria: nuove trasformazioni
  9. Indice dei nomi
  10. Indice dei contenuti

Domande frequenti

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