True Detective. Vivere e morire a Los Angeles
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True Detective. Vivere e morire a Los Angeles

Informazioni su questo libro

Chi ha ucciso Ben Caspere? Cosa si agita nel nero di Vinci? Per scoprirlo è necessario immergere l'anima in un mondo fatto di poliziotti, criminali, politici corrotti, prostitute e killer psicopatici. Benvenuti nel luna park di Nic Pizzolatto che fonde colpi di scena, letteratura hard boiled, cinema noir e gangster movie.
Dopo il successo di Viaggi al termine della notte, arriva il nuovo saggio dedicato alla seconda stagione di True Detective con saggi, immagini, profili, interpretazioni critiche, materiale multimediale e tutto quello che c'è da sapere sulle otto puntate della serie tv prodotta dalla HBO.

Scelto da 375,005 studenti

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Informazioni

Editore
goWare
Anno
2016
eBook ISBN
9788867974962

Parte seconda
THE PLAYERS

COLIN FARRELL:
THE GAMBLER

Fabiana Proietti
Ci siamo.
Già...
Escono i distintivi, spuntano le pistole, si procede agli arresti. È il nostro lavoro.
Allora?
Allora... le identità inventate e quelle vere si scontrano in un attimo. Sei pronto questa volta?
Sonny Crockett e Rico Tubbs, Miami Vice
Da Sonny Crockett a Ray Velcoro, da un poliziotto sotto copertura a uno sbirro sbandato e compromesso, Colin Farrell ha dimostrato negli anni una particolare empatia verso personaggi doppi, moralmente ambigui o scopertamente peccatori, infondendovi una carica di malinconia troppo forte perché attribuibile a un processo mimetico attoriale.
Se fosse così, Farrell sarebbe il più grande attore del mondo. Anche se per un po’, negli anni successivi al suo primo ruolo importante, il soldato Bozz in Tigerland di Joel Schumacher, il mondo ha dato l’impressione di crederlo.
Fisico scattante e faccia diversa dagli standard hollywoodiani dei primi Duemila, a metà tra bravo ragazzo dai lineamenti piacenti e canaglia dei bassifondi, si conquista parti e copertine, entrando appieno negli ingranaggi dell’industria senza farsi mancare procedural drama come Sotto corte marziale o thriller di pura suspense come In linea con l’assassino, né l’occasione di lavorare con grandi nomi come Spielberg, Stone o Malick. In questa prima fase ricopre ancora il ruolo dell’eroe, del personaggio positivo, mentre da antagonista è comunque inserito nel sistema e quindi esecutore dell’ordine sociale.
Eppure, come intuiva Francesco Ruggeri nella sua analisi del 2003, Colin Farrell era già un corpo anomalo nel panorama hollywoodiano, attratto dai propri personaggi per via di un dettaglio che sembra sfuggire alle innocue maglie del plot o alla visione banalmente rassicurante del regista.
Lavorare in controtendenza rispetto alla sceneggiatura, ritagliandosi quasi un film personale all’interno dell’affresco generale, inizia però a rivelarsi un compito sempre più difficile e rischioso, che non sempre gli riesce. Iniziano a piovere copioni sbagliati, scelte azzardate, mentre l’identità vera prende sempre più spazio su quelle inventate e la vita di Colin diventa un film ben più interessante di quelli realizzati per il grande schermo.
Dai flirt con le dive del periodo – per tutte valga una Britney Spears sull’orlo del baratro, ma ancora ufficialmente ninfetta del pop mondiale – alle voci sempre più insistenti che lo vogliono alcolizzato o drogato, al sextape messo in circolo dalla playmate Nicole Narain, la metà degli anni Duemila vede sprofondare le sue quotazioni come interprete, la sua vita andare in pezzi (andrà in rehab nel 2006) ma allo stesso tempo regala all’attore il ruolo che – assieme al Ray Velcoro scritto da Nic Pizzolatto – è ancora il migliore della sua ricca ma altalenante filmografia.
Michael Mann lo sceglie come Sonny Crockett per il remake cinematografico della serie cult Miami Vice, nel ruolo che fu di Don Johnson, accanto a Jamie Foxx nei panni di Ricardo Tubbs. La Miami di Mann è una distesa di cielo e mare verso i quali Farrell posa costantemente lo sguardo, concedendosi questi attimi sospesi che stanno al suo personaggio come la fuga in motoscafo a La Havana sta al corpo dell’opera. Intermezzi, interstizi in cui Mann libera nell’immagine l’intimità dei suoi protagonisti e che trovano compimento nelle scelte decisive che sono chiamati a fare.
Nell’ultima straordinaria sequenza dell’addio a Isabella – parallela al risveglio della compagna di Tubbs, in questo movimento incessante che pare davvero seguire quello dell’oceano verso l’orizzonte da cui è attratto lo sguardo dei personaggi – c’è già in Sonny molto di questo ultimo, incredibile Ray Velcoro, che ci ha fatto innamorare di nuovo del Farrell attore. Come se Pizzolatto avesse in testa proprio l’infiltrato di Mann nella scrittura del suo detective dannato e immalinconito.
Un anno dopo, il doppio è ancora in agguato. Non più con se stesso, nella coesistenza di Bene e Male in unico corpo, ma faccia a faccia con l’immagine rovesciata di sé offerta dal fratello Ewan McGregor nel fiacco Cassandra’s Dream di Woody Allen. Qui Farrell torna a fare il suo gioco, a ritagliarsi un film a parte che in effetti spicca malgrado la pellicola costituisca uno dei peggiori risultati dell’Allen maturo che, perso dietro a tesi da dimostrare, usa i personaggi come mere pedine. Tutti, eccetto Colin. Che non si piega come il collega McGregor a essere il funzionale vettore del plot, ma dà vita a un ritratto a sé stante di questo ragazzotto incapace di resistere al brivido del gioco o al richiamo dell’alcol. Ma allo stesso tempo così puro che gli è impossibile derubricare l’omicidio a espediente per far carriera. Il suo ruolo, sulla pagina quasi da spalla, si ribalta attraverso una performance che fa del vizio un modo di agganciare il pubblico, di essergli vicino nella sua imperfezione. E proprio quando smette di giocare in preda al senso di colpa, Ewan McGregor lo esorta a continuare, a seguire la propria natura: “Terry, you’re a gambler”. Anche Farrell è uno scommettitore, un amante del rischio. Un interprete strano, poco strutturato, che più che recitare ha bisogno di entrare nella pelle dei suoi personaggi, di viverli o fare in modo che siano loro a vivere ...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Colophon
  4. Presentazione
  5. Introduzione. Qualcosa di noir di Giacomo Calzoni
  6. Parte prima TRACCE
  7. Parte seconda THE PLAYERS
  8. Parte terza GLI EPISODI
  9. CAST
  10. ILLUSTRAZIONI
  11. Gli autori
  12. Lista dei nomi citati
  13. Edizioni Sentieri selvaggi
  14. goWare <e-book> team
  15. Manifesto di goWare
  16. Indice

Domande frequenti

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