Quaderni del Master in "Immigrazione, Genere, Modelli Familiari e Strategie di Integrazione" n. 5
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Quaderni del Master in "Immigrazione, Genere, Modelli Familiari e Strategie di Integrazione" n. 5

  1. 126 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Quaderni del Master in "Immigrazione, Genere, Modelli Familiari e Strategie di Integrazione" n. 5

Informazioni su questo libro

Il Quaderno vuole essere uno spazio aperto a quanti portano il proprio contributo all'interno del Master di 1° livello in "Immigrazione, genere, modelli familiari e strategie di integrazione" promosso nell'ambito del Centro Interdipartimentale MeRGED – Migrazione e Riconoscimento, Genere, Diversità – e afferente al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università di Pavia. Ateneo che da alcuni anni considera il tema delle migrazioni una delle sue direttrici strategiche, un impegno nella didattica, la ricerca, la terza missione. Il Master ogni anno si arricchisce della presenza di studiosi, ricercatori ed operatori che indagano e affrontano, con il loro lavoro, i tanti aspetti del fenomeno delle mobilità umane e che mostrano in ciò particolare sensibilità ai temi di genere. Il Quaderno, nato con l'intenzione di valorizzare e premiare l'impegno dei nostri studenti pubblicando una sintesi dei loro migliori lavori di tesi, si arricchisce ogni anno del contributo di ricercatori e docenti del master. Questo numero, che inaugura la decima edizione del Master, si apre con un intervento di Cécile Kyenge il cui titolo Europa nostra. Europa solidale, mette a fuoco i limiti evidenti che le politiche dell'Unione hanno fin qui avuto in tema di immigrazione e le potenzialità che un intervento deciso improntato all'accoglienza e alla solidarietà potrebbe rappresentare l'intera Europa. Tra gli altri interventi Governare l'integrazione: il contributo dei consoli e delle comunità migranti, risultato di una tavola rotonda a cui hanno partecipato i Consoli Generali di Messico, Equador e Perù.

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Informazioni

La femminilizzazione dell’immigrazione
verso l’Italia.

Di Renata Panas
Nel corso del ventesimo secolo e nei primi anni del ventunesimo, in Italia, come in altri paesi dell’Unione Europea, si è registrato un notevole e profondo cambiamento del mercato del lavoro femminile immigrato: secondo i dati Istat, dal 2004 al 2014 il numero delle donne lavoratrici di origine straniera è raddoppiato. Ciò è da collegarsi soprattutto all’allargamento dell’Unione Europea del 2004 e del 2007 che ha favorito non solo un aumento della popolazione straniera, che è quasi triplicata, sfiorando i ٥ milioni di migranti, con una crescita dell’incidenza straniera sulla popolazione residente dal 3,2% all’8,1% nel 2014, ma anche la femminilizzazione dell’immigrazione, con un peso percentuale della componente femminile straniera sulla popolazione più elevato rispetto a quella maschile – 8,3% contro 7,9% – e un’ inversione rispetto al 2004 quando la componente maschile superava quella femminile1.
Nel 2014 i primi cinque paesi più numerosi per presenza femminile sono Romania, Albania, Ucraina, Marocco e Cina. La Romania è al primo posto grazie all’entrata nell’UE, l’immigrazione rumena aumenta sia numericamente sia come tasso di femminilizzazione; per contro si registra una lieve diminuzione per l’Albania e Marocco, anche come conseguenza dell’acquisizione della cittadinanza di settori di comunità da lungo presenti sul territorio italiano, ma anche in questi casi con un tasso di femminilizzazione in crescita. Le Filippine vengono superate da Cina e Moldavia la cui immigrazione mostra un tasso consistente di femminilizzazione.
Dunque negli ultimi dieci anni, ci troviamo di fronte ad una nuova realtà: la migrazione femminile è diventata una scelta autonoma, non più dipendente dalla famiglia di origine o dal marito. La donna migrante è una donna intraprendente che, spinta dalle esigenze economiche e dai disagi famigliari, si mette alla prova acquisendo cosi il proprio status di breadwinner, in grado di mantenere la famiglia e di svolgere una pluralità di compiti soprattutto nell’ambito lavorativo, consapevole di sé, più forte e indipendente2. Il percorso avviato dalla donna immigrata non è facile: è un percorso alquanto doloroso e difficoltoso. Da sempre legata alla famiglia e ai figli, se tale legame da una parte la rende fragile, dall’altra la consapevolezza di dover superare le difficoltà per il benessere dei propri famigliari, la rende forte.

1. L’immigrazione femminile

Come mostra la tav. 1 complessivamente, tra gli iscritti dall’estero, la componente maschile è in minoranza: sono più donne che uomini (51,9%) ad abbandonare il proprio paese e a trasferirsi in Italia per motivi di lavoro.
Una buona parte delle donne immigrate proviene dall’Europa Orientale, come le cittadine moldave, bulgare e rumene che superano abbondantemente per numero i connazionali presenti in Italia. Esse si collocano soprattutto nella fascia d’età compresa tra 40-59 anni. Si tratta di donne adulte, alcune già pensionate, che si rimettono in gioco alla ricerca di un’oc...

Indice dei contenuti

  1. Cover
  2. Quaderno5
  3. Colophon
  4. indice
  5. introduzione
  6. Europa nostra, Europa solidale.
  7. La governance delle migrazioni, ovvero il metodo toyota nella gestione pubblica di un fenomeno
  8. I diritti dei migranti e la loro tutela sul territorio
  9. Governare l'integrazione: il contributo dei consoli e delle comunità migranti
  10. Narrazioni, percezioni, incontri: modalità di comunicazione tra scuola e famiglie migranti (e non).
  11. La femminilizzazione dell'immigrazione verso l'Italia.
  12. Ni una muerta mas. I femminicidi di Ciudad Juarez.
  13. Chiedere asilo in Italia: la centralità del colloquio personale e il ruolo determinante delle commissioni territoriali nel percorso d'accoglienza.
  14. Il sistema SPRAR e l'integrazione socio-economica: criticità e buone pratiche di un'organizzazione in trasformazione.
  15. 'Out-Side-In' e 'DARAJA': il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università di Pavia in due progetti in favore di richiedenti asilo e rifugiati.
  16. Note sugli autori