Nuova Tèchne n. 25
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Nuova Tèchne n. 25

Informazioni su questo libro

Numero monografico sul tema delle autobiografie, biografie immaginarie e dintorni.

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Informazioni

S t efano Tonietto

Letteratura Latina Minore

“Delirio faticoso e avvilente quello del compilatore di grossi libri,
del dispiegatore in cinquecento pagine d’un concetto la cui
perfetta esposizione orale capirebbe in pochi minuti! Meglio
fingere che questi libri esistano già, e presentarne un riassunto,
un commentario.”
(J. L. Borges, Finzioni)
“La storia di una letteratura inesistente (ce n’è appena un
accenno in Borges) potrebbe essere un ‘bestseller’
eccezionale. Purtroppo, solo un genio potrebbe scriverla
in modo soddisfacente.”
(E. Montale, «Corriere della Sera», 31.12.1967)
PREMESSA
Di una nuova Storia della Letteratura Latina per i Licei, dopo Marchesi, Conte-Pianezzola e Spreafichi-Hoffmann, non si sentiva ancora di certo il bisogno; tanto meno oggi, nel momento in cui la cultura classica, a cominciare purtroppo dalla scuola, pare in ritirata davanti alla vittoriosa, incalzante avanzata del sapere meramente scientifico-tecnologico e di una civiltà che dimentica sempre più i valori da cui ha pure avuto origine.
Non sarà però fuori luogo, forse, presentare − per gli studiosi, per gli specialisti ma anche per gli studenti volonterosi − una breve Storia della Letteratura Latina Minore; minore, ovviamente, non certamente quanto a pregio, ma per lo spazio ad essa dedicato dai manuali maggiori e più prestigiosi. Quanti tesori non si nascondono in quei nove-dieci secoli di letteratura latina compresi fra Livio Andronico e il Corpus Iuris Civilis! Ma il fulgore delle gemme maggiori (Plauto, Lucrezio, Cesare, Cicerone, Virgilio - e ometto gli altri) ne ha finora oscurato il tenue luccichio.
Ci siamo dunque proposti, col presente manuale, di delineare i principali tratti di quella letteratura minore o anche minima, colmando così le lacune delle più grandi e blasonate Storie letterarie. Non v’è poi a chi sfugga come, nell’odierno fervore di rinnovamento che investe tutto il settore dell’istruzione in Italia (grazie all’illuminata guida degli ultimi Ministri competenti, specialmente dell’ultimo), nel contesto di una larga diffusione dei saperi (ormai qualunque studente può trovare su Internet le notizie che gli servono sugli Autori curricolari), concentrare lo studio del Latino a pochi punti inessenziali non potrà che giovare da un lato al completamento celere dei programmi, dall’altro alla formazione dei futuri quadri che il mondo dell’imprenditoria si attende dal nuovo Liceo e dei futuri spettatori-consumatori cui anelano l’attuale cultura radiotelevisiva e il mercato ormai fattosi globale.
Ai nostri studenti passati e presenti, ai prossimi manager e alle prossime veline, dedichiamo il frutto del nostro lavoro.
Avvertenza: i capitoli dedicati a Angusto, Assiduo, Bestia sono stati pubblicati in una prima versione sul n. 8 di gennaio 2013 de «Il Furore Dei Libri».
L. ANNIUS OCTAVIANUS ANGUSTUS
Tra i più acuti teorici della politica in età post-ciceroniana troviamo L. Annius Octavianus, detto malignamente Angustus da detrattori invidiosi. In rapporti d’amicizia con Asinio Pollione, che tuttavia gli rifiutò l’onore di collocare un suo busto nella biblioteca pubblica da lui fondata, pare concludesse la vita esule a Tapso, in un anno incerto tra il 19 e il 17 a.C.
Angusto non fu uomo d’azione, sibbene un pensatore. Egli espose le proprie dottrine politiche in un’opera intitolata, forse non originalissimamente, De re publica, in almeno sei libri, a noi noti indirettamente grazie alla confutazione che ne fece Assenzio nel De generatione civitatum (V sec. d.C.). Si trattava di un dialogo fittizio, ambientato nel gennaio del 104 a.C. nel carcere Mamertino, tra Mario e Silla, con sporadici interventi da parte di Giugurta ivi detenuto; dopo la narrazione del mito di Hic, Haec, Hoc, l’opera si concludeva con la morte del re numida.
Nel trattato Angusto riprendeva la tradizionale, aristotelica classificazione dei vari tipi di costituzione (monarchia o governo di uno solo su molti; oligarchia o governo di pochi su molti; democrazia o governo dei molti), arricchendola di altre inedite possibilità: egli teorizzò ad esempio la pantocrazia, o governo di tutti su nessuno, la schedonpantocrazia, o governo di quasi tutti su uno solo, la tinocrazia, o governo di uno, non si sa chi, su molti (1).
Acute dovevano essere le pagine in cui discuteva di un ipotetico Stato in cui le responsabilità vengono palleggiate tra i vari organi della pubblica amministrazione (sferopaizocrazia). Non mancava, nel terzo libro, l’esposizione della dottrina tragelafiana del megaladelphòs o magnus frater (2), cui Angusto attribuiva grande importanza, al punto da preconizzarne l’avvento al posto del sistema imperiale; cosa che gli procurò forse, l’esilio (3).
Scolaro di Angusto fu Papilius Macao, che dopo aver brillantemente teorizzato la cryptocrazia, o centro di potere occulto, fondò una scuola di teoria politica a Pompei nel luglio del 79 d.C. (ne vengono alla luce i resti grazie agli scavi attualmente in corso) (4).
Note
(1) Consapevolmente, Angusto fece uso di termini greci (e ne coniò di nuovi) nella sua elaborazione teorica; nel perduto proemio al terzo libro, infatti, affermava, riecheggiando Lucrezio: arduum est Latinis verbis perì politèia scribere, ma, a differenza di quello, ne traeva la conclusione che Graece loqui melium est quam Latine morari, col solito, abusato gioco di parole tra i verbi moror, “indugiare”, e moror, “fare lo scemo” (cfr. Suet., Nero, 33,1).
(2) La filosofia politica di Tragelafo di Rodi (II sec. a.C.) ebbe seguaci a Roma, specie dopo l’età di Silla. E’ noto l’aforisma tragelafiano, tramandato da Eustachio, secondo cui imperio deteritur, qui non imperat (fr. 1 Schnell). La dottrina del megaladelphòs fu esposta nella perduta opera Somnium Sippionis in forma di mito: Poseidone chiese a Zeus, suo fratello maggiore, che gli Ateniesi potessero darsi una costituzione democratica. Il padre degli dèi acconsentì, al solo patto di potersene stare ad osservare le procedure elettorali e parlamentari. Imbarazzati da quel corrucciato, onnipresente sguardo divino, gli Ateniesi non riuscirono ad organizzarsi in modo efficace, e alla fine supplicarono Poseidone di dar loro una costituzione diversa, qualunque cosa, anche una tirannide oligarchico-conservatrice; cosa che il dio del mare concesse, sdegnato, per poi andarsene sbattendo la porta con tanta foga da sinistrare gravemente la cinta dell’Acropoli (la “caduta del muro” celebrata dagli storici di parte oligarchica).
(3) Ma per Pannunzio Flacco (Spetteg., XII, 34,7) l’esilio di Angusto fu conseguenza dell’incauto complimento da lui rivolto all’imperatrice Livia Augusta in occasione del di lei cinquantesimo compleanno (“Da tempo, signora, attendevo questo momento!”).
(4) Il sito della scuola (insula CCXXII) è rivelato dai numerosi graffiti a soggetto politico, opera evidentemente degli scolari; particolarmente curioso quello che invoca l’avvento della phantasiocratia o “governo dell’immaginazione” (CIL XIV, 365477).
LELLIO ASSIDUO
Figura in un certo senso emblematica della temperie politico-culturale del I secolo d.C. fu Quinto Lellio Assiduo (Q. Lellius Assiduus), originario di Bilbilis in Spagna (sua madre, una Valeria Procilla, era forse zia di Marziale) donde venne a Roma verso il 28 d.C., all’età di vent’anni. Recava in dono all’imperatore Tiberio il suo primo componimento, la Laudatio Romae, in distici elegiaci alternati a coliambi...

Indice dei contenuti

  1. Sommario
  2. L’editoriale di Tèchne
  3. E. Franzosini, José Turmieda Castro
  4. S. Tonietto, Letteratura Latina Minore
  5. M. Aub, Biografia di Jusep Torres Campalans
  6. J. Aubrey, William Shakespeare
  7. M. Schwob, Katherine la merlettaia. Donna d’amore
  8. M. de Cervantes, Colui che qui vedete
  9. Rembrandt, Autoritratti
  10. L. Pirandello, Informazioni sul mio involontario soggiorno sulla terra
  11. A. Monterroso, L'Autobiografia di Charles Lamb
  12. R. Bolaño, Autobiografie: Amis & Ellroy
  13. D. Charms, Adesso racconterò come sono nato
  14. J. Hašek, L'anima di Jaroslav Hašek racconta
  15. A. Campanile, Archimede
  16. G. Pontiggia, Viaggio alle sorgenti del Nilo
  17. G. Manganelli, Nota autobiografica
  18. C. Zavattini, Vi racconterò la mia vita
  19. A. Gianolio, Tirri (Renato Zattelli) Mamma son tanto felice
  20. D. Montaldi, Orlando P. Descrizione della mia Vita (frammento)
  21. M. Finotto, Una vita per grazia ricevuta
  22. G. Celati, Esercizio autobiografico in 2000 battute
  23. C. Cetti, Autobiografia
  24. E. Cavazzoni, Il perito aeronautico
  25. U. Cornia, Io all’asilo andavo in via Ancona
  26. G. Mammi, Recensione malevola scritta con quasi tre secoli di ritardo
  27. P. Morelli, Più di là che di qua
  28. A. Castronuovo, Aristarco Scannaloca alla vergogna!
  29. F. Cardarelli, Vita di Antonio
  30. E. Mazzardi, La passione dell’Osvaldo
  31. J. Narros, Lo scriba in affitto
  32. F. Marsibilio, Breve autobiografia di un misogino
  33. A. De Pirro, Linee autobiografiche
  34. C. Dossi, Autobiografie e biografie azzurre
  35. E. Montale, Intenzioni (intervista immaginaria)
  36. U. Foscolo, [Sonetto Autoritratto]
  37. L. Di Lallo, Squarci biografici e autobiografici
  38. F. e M. Tramezzino, Coppia di biografie sottili, appetitose
  39. N. Parra, Epitaffio
  40. B. Munari, Autobiografia
  41. L. Pignotti, Fotobiografia
  42. C. Costa, Corrado Costa
  43. L. Fois, Album di famiglia gonfiabile e altro
  44. P. Pergola, Simon McCloud
  45. P. Vistoli, La mia vita in 14 osservazioni
  46. G. Zaffagnini, Autoritratto e autoimpronte
  47. A. Somenzari, Breve storia della Motobiografia
  48. L. Filippelli, Una strana sostanza arcobaleno. Autobiografia (visiva)
  49. R. Butazzi, Nuovo Laboratorio Biografico Italiano
  50. A. Trasciatti, Biografie
  51. P. Barchi, Racconto registrato e trascritto di una vita singolare, toscana
  52. A. Debenedetti, Immaginatevi
  53. G. Zauli, Autobiografia congiuntiva imperfetta di un sognatore
  54. A. Merce, Autobiografia
  55. Art index
  56. Notizie sugli autori di questo numero