"Tèchne", nata nel 1969 come laboratorio dello sperimentalismo verbo-visivo legato all'esperienza del Gruppo 70, è una rivista che pone al centro della sua ricerca il comico, il nonsenso, il fantastico, il bizzarro, il gioco. Pubblica solo testi creativi e inediti, almeno per il lettore italiano (niente saggistica seria, recensioni, dibattiti sul "rapporto fra..." o sulla "funzione di..." e simili amenità). Dal 2008 escono una serie di numeri monografici dedicati alla Matematica divertente (17, 2008), al Rogo dei libri (18, 2009), al Nulla (19, 2010), alle Modeste proposte (20, 2011), all'Incompiutezza (21, 2012), ai Consigli inutili (22, 2013). Questo è il secondo numero della nuova serie digitale, pubblicata per l'editore Quodlibet, dedicato al tema degli Ufo. Il direttore è Paolo Albani.Testi di: Woody Allen, Raffaele Aragona, Patrizia Barchi, Pierre Barthélémy, Roland Barthes, Tristan Bernard, Adrián N. Bravi, Laura Brignoli, Fredric Brown, Massimo Bucchi, Renzo Butazzi, Dino Buzzati, Antonio Castronuovo, Daniil Charms, Ugo Cornia, Guido Crepax, Alberto Debenedetti, Giuliano Della Casa, Ada De Pirro, Renato de Rosa, Lino Di Lallo, Luigi Filippelli, Ennio Flaiano, Lino Fois, Giovanni Fontana, Carlo Fruttero, Franco Gàbici, Rosanna Giaquinta, Nelson Goodman, Carl Gustav Jung, Franco Lucentini, Giorgio Manganelli, Luigi Malerba, Gianfranco Mammi, Enrico Mazzardi, Jacopo Narros, Mauro Orletti, Luca Maria Patella, Paolo Pergola, Lamberto Pignotti, Willy Vilbres Rabboni, Dennis Holme Robertson, Hélène Smith, Afro Somenzari, Wis?awa Szymborska, Paolo Vistoli, Paolo Volponi, Juan Rodolfo Wilcock, Giovanni Zaffagnini, Cesare Zavattini, Daniele Zinni, Eno Zoni.

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Nuova Tèchne n. 24
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Literature GeneralL i no Di Lallo
La prosa “marziana” o “ultra marziana” di Pietro Selvatico Estense
«Non v’è santo tanto selvatico da non avere in sé tabe di letteratura».
«… da codesto selvatico, lucido “non sapere”…»
Giorgio Manganelli, La letteratura come menzogna.
L’estroso Pietro Estense è asteriscato come Selvatico. E con il suo stile da ircocervo cervellotico non ha nemmeno, per utilizzare una espressione manganelliana «la cautela selvatica dei saggi arcaici» (1).
Non è un Robespierre, ma un Robespietro della conservazione. È un conservatore vessatore che si avvale di un rigurgito di arcaismi dispotici, scritti con inchiostro subbugliante, e che lancia come strali.
La prosa di Pietro Selvatico Estense è una prosa che definisco arbitrariamente “marziana” o ultra marziana; una prosa tentacolare, né compressa né sincopata, priva di cesure, ma ricca di sussulti sismografici.
Il ritmo vive nei singhiozzi della lingua, nei precipizi e sui picchi della scrittura. Potrei dire: una prosa abbigliata con farfugliamenti sillabici selvatici: «quell’abbarbagliamento di tinte smaglianti» (2); «la maggior possibile strambalataggine di colori» (3) o «strampalateria di colori» (4); «un colore convulsivamente avventato senza modellazione, sfolgorante pei più strambi assorellamenti di tinte fulgidissime» (5).
Mentre Baudelaire scrive i suoi Saggi extravaganti, Pietro Selvatico scrive i suoi saggi extraterrestri ed extralarge. Baudelaire si occupa del Salon del 1859, l’Estense Selvatico si occupa dell’Esposizione Nazionale di Firenze del 1861.
Certo, Pietro non avrebbe mai difeso la teoria sadiana, ma soltanto la teoria sediana, cioè quella relativa a una comoda e sedativa sedia. Come architetto è stato un selvatico sassoso, parlando di «spiritualismo di calce e mattoni» (6), e occupandosi delle pietre della facciata della chiesa di San Pietro a Trento, eseguita in stile gotico, stile di cui era un grande e convinto sostenitore.
Vi è in lui una fondamentale vocazione all’antichità. Tutta l’arte deve essere avvolta in capsule di antichità, in quello che egli chiama «lo eletto stile degli avi» (7). Da non fumatore prende di sovente una presa di questo stile e attacca tutti «coloro che si lasciano infranciosare il fertile ingegno» (8).
Lo stile del critico d’arte Selvatico è uno choc “marziano”. La sua prosa è un artificio verace e fantasioso, oppure è un fuoco d’artificio fantasiosamente farfugliato? Mentre Baudelaire sottolinea: «non mi stanco di richiedere che si usi l’immaginazione, e s’introduca la poesia in tutte le funzioni dell’arte» (9), Selvatico scrive: «la potenza attuosa della fantasia», e ancora: «colla ferace immaginativa a tracciare invenzioni di pensata evidenza» (10).
Il suo lessico irsuto e frenetico presenta delle extrasistole fanaticamente extrasintattiche. Non si resta che sbigottiti dai suoi biscotti lessicali. Proprio Baudelaire scriverebbe: «lo sfarfallio e l’aritmia del suo discorso» (11).
Il poeta dello Spleen parlando di Rousseau, come «paesaggista nordico», scrive: «I suoi cieli sono unici per la loro mollezza lanosa» (12). L’Estense vuole forse pedinarlo, così ricorda che Francesco Albani, «l’Anacreonte della pittura», è un «buon pittore di paesaggi», ma «colorì paesi di armoniosa mollezza» (13).
Qualche altro azzardato, forzato parallelismo: in Baudelaire si legge: «atmosfera cromatica» e «quell’incorreggibile testa di morto ancora infarcita di tutte le pessime ragioni della carne effimera e mortale» (14); in Pietro Selvatico: «tinta atmosferica» e «un Cristo… con tinte di cadavere infradiciato» (15). Ben presto quest’ultimo torna però al suo «frettoloso lavoreccio» linguistico (16).
Al lettore che legge: «drapperie svolte con ampiezza di partiti, tuttochè un po’ accortacciat...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Colophon
- Sommario
- L’editoriale di Tèchne
- C.G. Jung, Contributo alla storia del fenomeno degli Ufo
- G. Manganelli, L’attesa dei marziani
- E. Flaiano, Manifesto lunare
- J.R. Wilcock, Dischi volanti
- D. Charms, Come mi fecero visita i messaggeri
- R. Barthes, Marziani
- P. Volponi, Per la costituzione di una nuova Accademia dell’Amicizia di qualificato popolo (frammenti)
- H. Smith, Scrittura marziana
- W. Allen, La minaccia degli UFO
- C. Zavattini, Marte
- T. Bernard, Chissà che cosa ci dicono!
- C. Fruttero e F. Lucentini, Marxisti volanti non identificati
- L. Malerba, L’ufologo
- D. Buzzati, Il disco si posò
- L.M. Patella, «QUI È NORMALE» (reportage marziano)
- E. Zoni, Gli extraterrestri della Valle Padana
- U. Cornia, Aspirazioni
- W. Szymborska, Solitudine cosmica
- J. Narros, Due testi marziani
- G. Zaffagnini, Foto marziane
- A. Bravi, Gli abitanti della Luna
- G. Mammi, Tristezza
- A. Somenzari, Due
- E. Mazzardi, Temar Traslochi
- P. Vistoli, Il mondo in cifre 2014
- P. Barthélémy, Le gioie del calcio marziano
- M. Orletti, Il socialismo extraterreste
- P. Pergola, Diario di Sfyyzz: dal Pianeta Terra
- A. De Pirro, Allo specchio
- A. Castronuovo, Un alieno qui da me, anzi due
- D. Zinni, Mica tutti
- W.V. Rabboni, Un UFO in giardino
- F. Gàbici, Divagazioni sulla marzianità
- L. Fois, Due dischi volanti
- L. Di Lallo, La prosa “marziana” o “ultra marziana” di Pietro Selvatico Estense
- L. Brignoli, L’invertoso aggramerato
- R. Butazzi, Papaveri e orinatoi: condizioni e abitudini di vita su Marte
- P. Barchi, Dizionarietto a uso di chi si imbatta in un extraterrestre in visita alla Terra
- A. Debenedetti, Siderali
- L. Filippelli, La castagnata
- R. de Rosa, I marziani
- L. Pignotti, Minifavola
- G. Fontana, Neofosfeni
- N. Goodman, Messaggio da Marte
- D.H. Robertson, Il concetto di Proprietà discusso con un marziano
- R. Aragona, Paronomàsie dell’altro mondo
- F. Brown, L'ultimo dei marziani
- Art index
- Notizie sugli autori di questo numero
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