L'economia sociale di mercato
eBook - ePub

L'economia sociale di mercato

  1. 110 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

L'economia sociale di mercato

Informazioni su questo libro

Il dibattito sull'economia sociale di mercato, come soluzione alla crisi del sistema italiano, è stato recentemente protagonista sulle principali testate giornalistiche. Autorevoli commentatori hanno argomentato pro o contro questo modello. Ma quali sono le caratteristiche e gli sviluppi storici e teorici che lo renderebbero proponibile nel contesto attuale?L'Autore ne ripercorre la genesi, a partire da quel filone del liberalismo europeo chiamato ordoliberalismo, fino all'originale interpretazione di don Luigi Sturzo in Italia.Basata su alcuni capisaldi quali l'economia di mercato, la libera iniziativa, la lotta ai monopoli (pubblici e privati) e la stabilità monetaria, l'economia sociale di mercato è distante sia dalle dottrine interventiste come dal capitalismo selvaggio. Al centro c'è l'idea che il sistema economico, per esprimere al meglio le proprie funzioni produttivo-allocative, dovrebbe operare in conformità con una"costituzione economica" che lo Stato stesso pone in essere.

Informazioni

Anno
2011
eBook ISBN
9788849830200
Argomento
Economia

1.

Quadro storico

SOTTO IL PROFILO STORICO, commentando le vicende che seguirono gli avvenimenti del 1870, «quando l’opera e la parola e lo spirito di Bismarck, e le teorie e l’azione del socialismo marxistico, cospirarono a discreditare l’ideale della libertà»1, Benedetto Croce tenta di elaborare un raffronto tanto raffinato quanto problematico (e per alcuni artificioso) tra la libertà intesa come “ideale pratico” e la libertà intesa come “concezione filosofica”. Nel primo caso, l’ideale pratico rinvierebbe inevitabilmente all’insieme di costumi, istituti e leggi che definiscono, caratterizzandola, la vita di un popolo; nel secondo caso, per concezione filosofica della libertà dovremmo intendere un coerente sistema filosofico. Per Croce, il paradosso risiederebbe nel fatto che il liberalismo inglese «nel quale l’ideale di libertà ebbe la prima e più nobile affermazione e dove fu tradotto in istituti e costumi e donde ne venne l’esempio più efficace agli altri popoli», fu «per lungo tempo il meno adatto a dimostrare filosoficamente il proprio ideale e il suo proprio fare»2. La ragione di tale “discutibile” affermazione di Croce, che evidenzierebbe un paradosso nel modo in cui le teorizzazioni sul concetto di libertà si siano differenziate dalla loro storicizzazione, è individuata da Valerio Zanone nell’avversione di Croce nei confronti delle correnti di pensiero “sensiste”, “edonistiche” e “utilitaristiche”, considerate dal nostro «poveri e fallaci teorizzamenti». In questa prospettiva andrebbe letta anche la severa recensione di Croce al classico di J.S. Mill On Liberty, nella quale opera, per il filosofo abruzzese-napoletano, «la sincera fede liberale dell’autore» sarebbe «meschinamente e bassamente ragionata mercè dei concetti di benessere e di felicità e di prudenza e di opportunità»3.
D’altro canto, è sempre Croce a riconoscere che proprio in Germania, dove la teoria della libertà era stata oggetto di “grandiosi sistemi filosofici”, il liberalismo non era riuscito ad imporsi come prassi politica, al punto che non mancano studiosi che hanno fatto notare come il liberalismo tedesco sia stato caricato dalla storiografia francese, anglosassone e anche da quella tedesca di tutti i mali della storia patria4. Scrive a tal proposito Croce: «La scarsa e dubbia tradizione di libertà nella vita germanica, la poca vivezza nel sentimento di essa e la disposizione alla sudditanza la lasciavano schiacciare sotto l’idea dello Stato, una sorta di astrazione personificata con attributi e atteggiamenti da nome giudaico»5.
Sarà Wilehlm Röpke, tra gli autori ordoliberali, ad avanzare un argomento di carattere teologico: «La decisiva devozione del luteranesimo allo Stato che sembra lo renda inetto a far da contrappeso a quest’ultimo e il fatto di essere stato palese strumento dell’assolutismo in Germania hanno suggerito l’opinione che nel luteranesimo sia da ricercarsi una fonte dell’assolutismo statale germanico; e certuni arrivano persino a tracciare una linea di collegamento da Lutero oltre Hegel fino a Marx e Lenin da una parte e fino a Bismarck, Treitschke e Hitler dall’altra»6.
Anche la Rivoluzione Industriale, che ebbe modo di trasformare la Germania non prima del 1890, in seguito al processo di unificazione, non comportò un’elaborazione teorica in grado di orientare le dottrine economiche e politiche verso il liberalismo classico, così come accadde nei Paesi anglosassoni durante il secolo precedente. La struttura economica rimase sostanzialmente legata alla tradizione monarchico-feudale e le timide “inclinazioni liberiste” che si riscontrarono tra il 1870 e il 1878, con qualche apertura alle esportazioni, appaiono dettate più da opportunistiche ragioni che rispondevano agli interessi dei circoli conservatori prussiani che da una conversione degli stessi ai principi del libero mercato7.
In questo contesto si colloca il tentativo di Ludwig von Mises di scardinare il blocco politico, economico, sociale e culturale del liberalismo germanico, quando nel 1919 pubblica Nation, Staat und Wirtschaft, un notevole contributo scientifico all’elaborazione di una teoria del liberalismo che lo allontanasse dalle tentazioni nazionalsocialiste. È lo stesso Mises a scrivere: «Un libro scientifico con un disegno politico. Si trattò di un tentativo di alienare i sentimenti del popolo tedesco e austriaco dalle idee nazional-socialiste […] e di raccomandare la ricostruzione sulla base di una politica liberal-democratica. Il libro non riscosse nessuna attenzione, e pochi lo lessero. So, però, che sarà letto in futuro. I pochi amici che lo stanno ora leggendo non ne dubitano»8.
L’insuccesso del libro di Mises si inserisce nel clima culturale dell’epoca, «l’accentuato pluralismo culturale, sociale e politico della repubblica di Weimar». In quel clima le forze liberali si mostrarono estremamente deboli rispetto alle tentazioni dello statalismo autoritario e di altri movimenti popolari ancora in embrione. Secondo l’opinione di Ernest Nolte, la repubblica di Weimar rappresentò la ricerca e il fallimento di una soluzione alla «domanda fondamentale del sistema liberale; come potesse cioè formarsi nella lotta di opposte correnti di fede e di pensiero, ciascuna delle quali intendeva avere il monopolio della verità, quella cooperazione che rende possibile sia la continuazione dello sviluppo sia lo smascheramento dell’ultima fede come non-verità»9; in definitiva, la regola d’oro di un qualsiasi sistema liberale: come garantire il doveroso consenso sul legittimo dissenso?
E ancora più esplicito è stato Max Weber, il quale attribuisce al regime burocratico della tradizione bismarckiana la responsabilità di non aver educato la classe politica tedesca alla problematica del pluralismo. Scrive Weber: «La nazione fu disabituata da quella positiva cooperazione al proprio destino politico per mezzo dei suoi rappresentanti effettivi, la quale soltanto rende possibile l’educazione del giudizio politico»10.
Una visione “monopolistica” dell’elaborazione dei processi di decisione politica, questa, che mal si concilia con la prospettiva “cooperativa” che, facendo proprio il “principio di concorrenza” come strumento ermeneutico dell’agenda politica e non come mero elemento di qualche policy, determina la cifra liberale del tessuto politico, economico e culturale di un dato contesto. Ecco la ragione per cui, alla mentalità tedesca dell’epoca, il “parlamentarismo liberale” non poteva che apparire come la forma stessa di un “sistema in crisi permanente” che necessitava di un “critica permanente”, poi culminata nel periodo 1930-32 con il collasso finale e «l’autoparalisi del parlamentarismo»11. In questo senso, sostiene Daniel Villey, la salita la potere del nazionalsocialismo non è altro che «l’ultimo episodio della secolare guerra dello spirito tedesco contro l’idea di libertà»12.
1. B. CROCE, Principio, ideale, teoria. A proposito della teoria filosofica della libertà, in ID., Il carattere della filosofia moderna, Laterza, Bari 1941, ristampato in B. CROCE, L. EINAUDI, Liberismo e liberalismo, a cura di P. Solari, Ricciardi, Milano-Napoli 1957, pp. 65-81.
2. Ivi, pp. 73-75.
3. Citato in V. ZANONE, Il liberalismo moderno, in L. FIRPO (a cura di), Storia delle idee politiche economiche sociali, UTET, Torino 1989, p. 224.
4. Cfr. P. COMMUN, Introdution. Le libéralisme allemands, in PH. NEMO, J. PETITOT (a cura di), Histoire du libéralisme en Europe, PUF, Paris 2006, pp. 82 e s.
5. B. CROCE, Principio, ideale, teoria..., cit., p. 75.
6. «Il luteranesimo ha agito, per esempio, molto diversamente nella Svezia […] In Germania invece ha agito in quell’ambiente storico feudale-assolutista che si era formato dopo che la distruzione della cultura delle città tedesche alla fine del medio evo (probabilmente la più grande catastrofe della Germania nella quale si preparò tutto il resto fino ad oggi) aveva rotto la spina dorsale alla borghesia tedesca: rottura che non è mai guarita interamente. Soltanto questo incontro di un impianto teologico pericoloso nel luteranesimo con le corrispondenti condizioni sociologiche ha mutato il contrappeso in un peso ancor maggiore per lo Stato e ha prodotto effetti che, dal punto di vista del liberalismo e della democrazia, sono passivi considerevoli. Se il protestantesimo luterano avesse potuto evolversi anziché a Chiesa dominante e di Stato, a Chiesa libera, sarebbe diventato nonostante le sue basi teologiche un centro di tolleranza e di opposizione allo Stato, fedele alla missione che deve avere ogni libera minoranza di credenti, a qualunque indirizzo appartenga», W. RÖPKE, Civitas humana. I problemi fondamentali di una riforma sociale ed economica, Rizzoli, Milano-Roma 1947, pp. 119-120.
7. Cfr. V. ZANONE, op. cit., p. 224. Sull’argomento cfr. G. DE RUGGERO, Storia del liberalismo europeo, Laterza, Roma-Bari 1995.
8. L. VON MISES, Notes and Recollections, Libertarians Press, South Holland, Ill. 1978, p. 66.
9. E. NOLTE, La crisi dei regimi liberali e i movimenti fascisti, il Mulino, Bologna 1970, p. 109.
10. M. WEBER, Parlament und Regierung im neugeordneten Deutschland, Duncker & Humblot, München-Liepzig 1918; tr...

Indice dei contenuti

  1. Copertura
  2. Titolo Pagina
  3. Copyright
  4. Indice
  5. Introduzione
  6. 1. Quadro storico
  7. 2. L’Ordoliberalismo - la Scuola di Friburgo
  8. 3. L’economia sociale di mercato - Ludwig Erhard
  9. 4. L’umanesimo liberale - Wilhelm Röpke
  10. 5. Il personalismo liberale di Röpke
  11. 6. La ricezione italiana
  12. 7. L’interpretazione sturziana
  13. Conclusioni

Scelto da 375,005 studenti

Accesso a oltre 1,5 milioni di titoli a un prezzo mensile trasparente.

Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Scopri come scaricare libri offline
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per chi studia o per i professionisti che amano esplorare una vasta gamma di argomenti. Accedi all'Essential Library con oltre 800.000 titoli affidabili e bestseller nei settori business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la funzione Leggi ad alta voce.
  • Complete: perfetto per studenti avanzati e ricercatori che necessitano di accesso completo e senza restrizioni. Sblocca oltre 1,5 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete offre anche funzionalità avanzate come Leggi ad alta voce Premium e Assistente alla ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con fatturazione mensile, semestrale o annuale.
Perlego è un servizio di abbonamento a libri di testo online che ti permette di accedere a un'intera biblioteca digitale a meno del prezzo di un singolo libro al mese. Con oltre 1,5 milioni di libri su più di 990 argomenti, qui trovi tutto ciò che ti serve! Scopri la nostra missione
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Scopri di più sulla funzione di sintesi vocale
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS e Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app
Sì, puoi accedere a L'economia sociale di mercato di Flavio Felice in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati su Economia e Teoria economica. Abbiamo oltre 1,5 milioni di libri disponibili nel nostro catalogo da esplorare.