Bibliografia
Murray N. Rothbard, Diritto, natura e ragione. Scritti inediti versus Hayek, Mises, Strauss e Polanyi, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2005 (1948-61).
Murray N. Rothbard, Lo Stato falsario, Treviglio, Leonardo Facco, 2005 (1963).
Murray N. Rothbard, La Grande Depressione, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2006 (1963).
Murray N. Rothbard, Sinistra e destra: l'avvenire della libertà, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2012 (1965).
Murray N. Rothbard, Per una nuova libertà, Macerata, Liberilibri, 1996 (1973).
Murray N. Rothbard, L’etica della libertà, Macerata, Liberilibri, 1996 (1982).
Murray N. Rothbard, Il mistero dell'attività bancaria, Massa, Usemlab 2013 (1983).
Murray N. Rothbard, Contro Adam Smith, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2007 (1995).
Su Murray N. Rothbard
Llewellyn H. Rockwell, Jr., Murray N. Rothbard: In Memoriam, Auburn, The Ludwig von Mises Institute, 1995.
Norman P. Barry, “Rothbard’s Liberty, Economy and State”, Journal des Economistes et des Etudes Humaines, VI, 1 marzo 1995, pp. 105-119.
Roberta Adelaide Modugno, Murray N. Rothbard e l’anarco-capitalismo americano, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1998.
Justin Raimondo, An Enemy of the State: The Life of Murray N. Rothbard, New York, Prometheus Books, 2000.
David Gordon, The Essential Rothbard, Auburn, The Ludwig von Mises Institute, 2007.
Brian Doherty, Radicals for Capitalism: A Freewheeling History of the Modern American Libertarian Movement, New York, Public Affairs, 2007.
Gerard Casey, Murray Rothbard, New York, Continuum, 2010.
Istituto Bruno Leoni
L’Istituto Bruno Leoni (IBL), intitolato al grande filosofo del diritto Bruno Leoni (1913-1967), nasce con l’ambizione di stimolare il dibattito pubblico, in Italia, esprimendo in modo puntuale e rigoroso un punto di vista autenticamente liberale.
L’IBL intende studiare, promuovere e divulgare gli ideali del libero mercato, della proprietà privata e della libertà di scambio.
Attraverso la pubblicazione di libri, l’organizzazione di convegni, la diffusione di articoli sulla stampa nazionale e internazionale, l’elaborazione di brevi studi e briefing papers, l’IBL mira a orientare il processo decisionale, a informare al meglio la pubblica opinione, a crescere una nuova generazione di intellettuali e studiosi sensibili alle ragioni della libertà.
L’IBL vuole essere per l’Italia ciò che altri think tank sono stati per le nazioni anglosassoni: un pungolo per la classe politica e un punto di riferimento per il pubblico in generale. Il corso della storia segue dalle idee: il liberalismo è un’idea forte, ma la sua voce è ancora debole nel nostro paese.
IBL Libri è la casa editrice dell’Istituto Bruno Leoni.
Istituto Bruno Leoni
Piazza Cavour, 3
10123 Torino
www.brunoleoni.it
{*} “The Anatomy of State”, Rampart Journal, I, estate 1965, pp. 1-24; ristampato in Tibor R. Machan (a cura di), The Libertarian Alternative, Chicago, Nelson Hall, 1974, pp. 69-93; ora in Murray N. Rothbard, Egalitarianism as a Revolt Against Nature and Other Essays, seconda edizione, con una introduzione di David Gordon, Auburn, Ludwig von Mises Institute, 2000, pp. 55-88.
{1} Non possiamo sviluppare in questo scritto i molti problemi e le fallacie della “democrazia”. Basta qui dire che il vero agente o “rappresentante” di un individuo è sempre soggetto agli ordini dell’individuo, può essere revocato in ogni momento e non può agire contrariamente agli interessi e desideri del suo principale. Chiaramente il “rappresentante” di una democrazia non può mai soddisfare queste funzioni di agente, le uniche consone a una società libertaria.
{2} I socialdemocratici spesso replicano che la democrazia – la scelta a maggioranza dei governanti – implica logicamente che la maggioranza deve lasciare certe libertà alla minoranza, affinché la minoranza possa diventare un giorno maggioranza. Lasciando da parte altri difetti, questo argomento ovviamente non tiene dove la minoranza non può diventare la maggioranza, per esempio quando la minoranza appartiene a un gruppo razziale o etnico differente dalla maggioranza.
{3} Joseph A. Schumpeter, Capitalismo, socialismo, democrazia, Milano, Etas Kompass, 1967 (1942), p. 191 e n. 10: «L’attrito o antagonismo fra settore privato e settore pubblico è stato accentuato dal fatto che […] lo stato è vissuto di cespiti prodotti nella sfera privata per scopi privati, e che da questi bisognò distrarre con ricorso alla forza pubblica. La teoria che costruisce le imposte sull’analogia delle quote d’iscrizione a un circolo o dell’acquisto dei servizi, poniamo, di un dottore, prova soltanto come questa parte delle scienze sociali sia lontana dall’abito mentale scientifico». Cfr. anche Murray N. Rothbard, “La fallacia del settore pubblico” (1961), in Id., La libertà dei libertari, a cura di Roberta A. Modugno Crocetta, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2000, pp. 69-80.
{4} Cfr. John Locke, Trattato sul governo, Roma, Editori Riuniti, 1984 (1690), p. 71: «ciascuno ha la proprietà della sua persona: su questa nessuno ha diritto alcuno all’infuori di lui. Il lavoro del suo corpo e l’opera delle sue mani, possiamo dire, sono propriamente suoi. Qualunque cosa dunque egli tolga dallo stato in cui natura l’ha creata e lasciata, a essa incorpora il suo lavoro e vi intesse qualcosa che gli appartiene, e con ciò se l’appropria». NdT
{5} Franz Oppenheimer, The State, New York, Vanguard Press, 1926, pp. 24-27: «Ci sono due mezzi fondamentalmente opposti attraverso i quali l’uomo, che richiede sostentamento, è indotto a ottenere i necessari mezzi per soddisfare i suoi desideri. Questi sono il lavoro e la rapina, il proprio lavoro e l’appropriazione forzosa del lavoro degli altri. […] Propongo nella discussione seguente di chiamare il proprio lavoro e lo scambio equivalente del proprio lavoro con il lavoro degli altri, il “mezzo economico” per la soddisfazione del bisogno mentre l’appropriazione non ripagata del lavoro degli altri sarà chiamata il “mezzo politico”. […] Lo Stato è un’organizzazione del mezzo politico. Nessuno Stato, quindi, può venir in essere fino a quando il mezzo economico ha creato un definito numero di oggetti per la soddisfazione dei bisogni, i quali oggetti possono esser sottratti o appropriati con la rapina bellicosa».
{6} Albert Jay Nock ha scritto vividamente che «lo Stato pretende ed esercita il monopolio del crimine. […] Esso proibisce l’omicidio privato, ma organizza esso stesso omicidi su una scala colossale. Punisce ...