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Le parole dei ragazzi su sessualità, pornografia, sessismo

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Le parole dei ragazzi su sessualità, pornografia, sessismo

Informazioni su questo libro

Cos'è per te la sessualità? Cosa significa essere virile? Cosa provi quando leggi di uomini che violentano le donne? Pensi che la violenza sia una componente della sessualità maschile? La pornografia influisce, e come, sulla tua sessualità? Sono le domande rivolte da Monica Lanfranco - giornalista, formatrice e attivista - a più di 1000 studenti tra i 16 e i 19 anni. Dalle risposte emerge il ritratto di giovani uomini che, in assenza di indicazioni da parte di un mondo adulto con cui il patto educativo è visibilmente rotto, raccontano di internet e della pornografia on line come della principale fonte di insegnamento e iniziazione alla sessualità e di una maschilità vissuta in una pericolosa confusione tra virilità e violenza.

Scelto da 375,005 studenti

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Informazioni

Anno
2019
eBook ISBN
9788859019534
Argomento
Didattica

1

Cos’è per te la sessualità?

«Amore».
«Sesso di continuo».
«È una esigenza naturale, primaria, presente in ogni uomo o donna, che è controllata da noi ed ereditata dalla natura animale».
«Boh».
«L’insieme delle pratiche umane volte alla soddisfazione della libido».
«Per me non è soltanto carnalità: è tutto ciò che concerne la relazione con l’altro/altra».
«Secondo me la sessualità è la tendenza innata di percepire le differenze tra maschio e femmina. È la parte più intima di ognuno, quella che si vuole forse nascondere più di tutte, per paura sia di se stessi che degli altri. È la parte più misteriosa e segreta e trova sede nei sentimenti dell’anima, quelli ai quali non si può comandare neanche con la forza di volontà. Probabilmente è la parte più irrazionale di noi (non chiedetemi cosa io abbia scritto…)».
«Un bel modo di passare il tempo».
«La sfera della sessualità riguarda inizialmente un ambito istintivo nel quale si incarnano sentimenti, passioni ed emozioni. La carnalità sessuale può essere sintomo dell’amore per l’altro, ed è prima di tutto l’atto della procreazione piuttosto che la ricerca del piacere. Per non essere moralisti bisogna ammettere che l’uomo, essendo anche carne, ha bisogno di carne. Tuttavia è il senso che viene dato a quell’atto che ne modifica la valenza: se viene considerata come sfrenata ricerca di piacere, allora è inconcludente e può sfociare nella violenza; se invece il senso è quello di riconoscere la bellezza dell’amore, una persona, attraverso questo atto di perfetta intimità, allora acquisisce la sua reale funzione simbolica».
«Non so. Forse trovare una tipa in discoteca e sfondarla così tanto che i genitori non la riconoscano. Ma vi sembra di fare queste domande ad un gruppo di diciannovenni con l’ormone a palla?».
«La sessualità è qualcosa di profondo che si instaura tra due persone, non è detto che siano un uomo e una donna per forza».
«È il rapporto intimo che si instaura fra due o più persone e che porta ai rapporti sessuali (si spera maschi con femmine!)».
«La sessualità è la forza che spinge l’uomo a procreare».
«A mio parere è il compimento dell’atto d’amore tra due innamorati».
«È ciò che caratterizza l’uomo dalle donne e/o dalla omosessualità».
«A parte l’orientamento sessuale del singolo (che non dovrebbe in alcun modo incidere sullo stile di vita di quella persona, né sul suo stato sociale) la sessualità di una persona sono i sentimenti più intimi e privati che si provano verso qualcuno del sesso opposto o dello stesso che sia».
«Per me la sessualità è il rapporto intimo tra persone che si amano, dopo vari mesi di convivenza».
«È una delle cose più belle che ci sia; se si fa con amore lo è ancora di più».
«È un atto inizialmente istintivo che si riconduce all’amore ma che è al 99% piacere. Può essere colto il suo vero significato quando è a scopo procreativo».
«Per me la sessualità è l’essere intimi con qualcuno, sia maschile che femminile. La sessualità può essere anche qualcosa che si può insegnare, come rispetto verso l’altro».
«È tutto ciò che riguarda la sfera sessuale e affettiva tra due individui che si amano, a prescindere dal sesso e della razza».
«Quando due persone vanno a letto e fanno i figli».
«Esiste per distinguere il sesso maschile da quello femminile ed è la capacità di produrre un organismo da aggiungere all’umanità».
«È l’amore tra due persone».
«Secondo me è quella componente umana che ci rende più fragili ed emotivi. È la parte dell’animo umano che più è incontrollabile e guidata dall’istinto».
«Un’esigenza di due esseri viventi, una esigenza intima che si cerca nell’altro sesso».
«L’appartenenza al proprio sesso ed essere felici del proprio corpo».
«È un modo per scoprire nuove parti di sé e comportamenti per superare la timidezza e diventare più consapevoli e maturi».
«È un momento di incontro tra due persone dove veramente sia uno che l’altra possono confidarsi liberamente ed esprimersi a 360° su ciò che pensano».
«Approcciarsi e conoscere i lati deboli della figura femminile».
«È avere una relazione con un partner con il/la quale condividere la propria vita in sintonia e spendere del tempo in tranquillità insieme. Ma è anche avere rapporti con questa persona e non vergognarsi nel farlo».
«È la netta divisione tra uomo e donna, ciò che ci rende diversi sul piano fisico e comportamentale».
«Per me la sessualità è riempire un rapporto, renderlo unico, colmarlo di amore che si concretizza».
«È una parte importante della vita di ogni persona, ancora di più nell’adolescenza, in cui si scopre questo mondo. In particolare è un passo importante da compiere quando ci si fidanza perché non è solo una bella esperienza fisica, ma diventa parte importante (ma non fondamentale) del rapporto stesso».
«Intimità tra un maschio e una donna legata alla riproduzione per mandare avanti la specie».
«Non è una etichetta e non va considerata come tale: il rispetto di una persona non deriva dal suo orientamento sessuale, deriva dalla persona stessa. Credo che non esistano categorie definite e che, di conseguenza, le categorie non accettate dalla tradizione non debbano essere accettate per poi essere nuovamente etichettate: ognuno è se stesso».
«La sessualità è il complesso dei maschi e delle femmine, la differenza di genere. Ma può anche essere intesa come il complesso dei comportamenti che riguarda gli atti finalizzato alla riproduzione e alla ricerca del piacere. Ultimamente non esistono solo due generi, quello maschile e quello femminile, ma omosessuali, transessuali, ecc. hanno cambiato la società odierna».
«La sessualità è quando due persone di sesso opposto o stesso sesso decidono di manifestare il proprio amore per l’altro attraverso il sesso o altri atti sessuali. La sessualità deve essere condivisa da entrambi i partner perché non si possono accettare atti disumani come lo stupro o la violenza sulle donne, molto sentita ai giorni nostri attraverso i media. La sessualità può anche avvenire non per amore, ma per soddisfacimento di un bisogno personale (sempre condiviso)».
«È l’amore che c’è tra me e la mia fidanzata».
«È la libertà di concepire il sesso in modo personale e di manifestarlo a proprio modo. La sessualità è una libertà di chiunque».
«È quando due persone si vogliono tanto bene e decidono di coronare il loro amore facendo ciò che per natura le persone fanno da sempre, ovvero il sesso. Attenzione, potrebbe creare dipendenza…».
«Per me ha un significato abbastanza ampio perché la sessualità è una cosa che va coltivata: è grazie ad essa che noi umani possiamo continuare a fare figli e a mantenere e creare legami affettivi che fanno parte della nostra vita».
«È un concetto complesso poiché non si intende solo il rapporto sessuale ma anche un mix di sensazioni ed emozioni».

Confusione e incertezza

Ed eccoci dunque alle risposte sulla sessualità, le riflessioni alla prima domanda nel questionario, la stessa posta anche nel blog agli adulti.
Come detto nell’introduzione, l’idea di raccogliere questo materiale germoglia dopo la lettura delle domande poste sul blog nel 2012, idea che si trasformò poi in libro e, quindi, nel laboratorio teatrale per uomini, del quale parlerò più avanti.
Le risposte dei ragazzi mi arrivano in forma cartacea nella faticosa e caldissima estate del 2017, trascorsa in buona parte a decifrare la scrittura delle oltre 5500 schede degli studenti dei cinque istituti superiori di Imola (le scuole non avevano accettato la richiesta di fare rispondere via mail: sarebbe stato troppo laborioso portare i ragazzi in aula computer...). I questionari furono somministrati nelle cinque scuole nel giro di una settimana, e agli studenti fu data un’ora per rispondere, in forma anonima.
Parte di questo materiale diventerà un pezzo considerevole del copione di Manutenzioni-Uomini a nudo Young, il laboratorio teatrale per le scuole superiori, gemello di quello per gli adulti: ma la differenza rispetto al primo esperimento è che qui si tratta delle parole dei nostri figli, in età compresa tra i 16 e i 19 anni, sui corpi, sul sesso, sulla violenza verso le donne.
In parte, dunque, questi pensieri nero su bianco sono il risultato di ciò che il mondo adulto ha trasmesso loro.
Il mondo adulto, quindi tutte e tutti noi: a casa, a scuola, in palestra, all’oratorio, al bar, dagli schermi della tv e da quelli del computer, attraverso i social e la rete.
Penso da sempre che porre domande sia fondamentale, non solo perché interrogare costituisce uno degli strumenti principali, accanto allo studio e alla documentazione, del lavoro di chi fa informazione.
Perché? Perché fare domande è uno dei segnali di intelligenza dopo la fase cruciale del non verbale della prima infanzia. E fare domande è mettersi in relazione, esprimere curiosità e disponibilità all’ascolto delle parole di altre persone. Dare attenzione e valore alla curiosità, e quindi alle domande che ne sono indicatrici, stimolandole e non sottraendosi ad esse, è uno dei compiti più delicati e interessanti per chi si occupa di formazione, informazione e educazione.
Cosa ci raccontano alcune delle risposte alla domanda Cosè per te la sessualità?
Molte delle risposte sono l’indice dello scarsissimo scambio con il mondo degli adulti: come si è detto ci troviamo di fronte a un apprendimento «fai da te» principalmente attraverso internet, quindi tramite la pornografia diffusa dai «siti deposito» che vanno per la maggiore e che sono notissimi alle giovani generazioni sin dall’adolescenza, se non ancora prima.
Va da sé che, se si scorrono le frasi, appare evidente che una delle parole chiave per riassumere il comune sentire di molti di questi giovani è: fragilità. Su questa parola, e sul concetto di fragilità, vale la pena di soffermarsi perché è necessario lavorare in modo diverso a seconda del genere, a partire dall’età più tenera, per disattivare i pregiudizi secondo cui il maschile si deve tenere il più lontano possibile dalla fragilità, pena la decadenza del primato virile, e al contrario sarebbe proprio la fragilità una delle caratteristiche peculiari della femminilità, insieme alla capacità di provare empatia, dote che al maschile si trasforma in debolezza da evitare accuratamente.
«La civiltà dell’empatia è alle porte. Stiamo rapidamente estendendo il nostro abbraccio empatico all’intera umanità e a tutte le forme di vita che abitano il pianeta. Ma la nostra corsa verso una connessione empatica universale è anche una corsa contro un rullo compressore entropico in progressiva accelerazione, sotto forma di cambiamento climatico e proliferazione delle armi di distruzione di massa. Riusciremo ad acquisire una coscienza biosferica e un’empatia globale in tempo utile per evitare il collasso planetario»? Sono le parole di Jeremy Rifkin, noto e autorevole economista ecologista.1
Ho pensato a lui, autore controcorrente rispetto allo stereotipo della virilità assunta come antitesi all’empatia, perché ricordavo con piacere come avesse usato nelle sue opere la parola e il concetto di empatia, che spesso fa storcere il naso a chi non la annovera tra i termini compatibili con i discorsi seri, concreti, virili della politica e della lotta, forse perché, invece, è un lemma adoperato molto dalle donne e dal femminismo. Nutro da tempo alcune convinzioni: senza la capacità, che si apprende e che si comunica con l’educazione e la cultura (quindi non innata), di entrare in relazione con le persone e quello che ci circonda, senza l’attivazione di ascolto (che non significa essere d’accordo, ma sapere confliggere senza annientare), e infine senza la pratica paradossale del «mettersi nei panni altrui», penso non sia possibile cambiare nel profondo, né a livello individuale né a quello collettivo.
Tutto ciò che ho descritto pocanzi è l’empatia: si tratta di una emozione, certo, ma anche di una pratica della quale la nostra vita insieme alle altre persone non può fare senza, a meno di non trasformare l’esistenza in una giungla governata dalla legge del mors tua vita mea.
Empatia, mitezza, ascolto sono merce rara nell’ambiente virtuale che oggi costituisce il principale ambiente di chi è nativo o nativa digitale: i social. Non...

Indice dei contenuti

  1. L’autore
  2. Introduzione. O dell’importanza di farsi domande
  3. Capitolo 1. Cos’è per te la sessualità?
  4. Capitolo 2. Cosa significa per te essere virile?
  5. Capitolo 3. Cosa provi quando leggi di uomini che violentano le donne?
  6. Capitolo 4. Pensi che la violenza sia una componente della sessualità maschile più che di quella femminile?
  7. Capitolo 5. La pornografia influisce, e come, sulla tua sessualità?
  8. Capitolo 6. Dalle parole ai fatti
  9. Conclusioni
  10. Cosa sentire, vedere e ascoltare: bibliografia, filmografia, sitografia
  11. Ringraziamenti

Domande frequenti

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