Partendo dalla realtà dei corsi di latino 'fantasma' presenti nella maggior parte delle scuole secondarie di primo grado, la Regione Veneto ha organizzato un convegno per valutare la sua introduzione nel percorso ufficiale, sottoposto a scelta opzionale.
Obiettivi, metodi, strumenti, finalità e contenuti. Il tema si specchia nel valore culturale collettivo della società e nell'arricchimento della persona immersa nei significati del patrimonio linguistico e nell'eredità umanistica.
The region Veneto has organized a conference to evaluate the impact of introducing officially (but optional) the Latin courses in the secondary first level school. Such courses are now 'phantom like' in most of such classes.The aim is to evaluate the objectives, methods, goals, instruments and contents of such courses.This will translate into an increased value of the same society and an enrichment of the 'Person', who is embedded in the meanings of the languages and humanistic legacy.

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Il Latino nella secondaria di primo grado
Atti del Seminario per Docenti della Scuola secondaria Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Padova
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Il Latino nella secondaria di primo grado
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Manuali di studioCategoria
Guide di studio1. Com’è nato il Seminario
Il
Seminario nasce da un desiderio, da un’idea progettuale della
prof.ssa Emanuela Andreoni Fontecedro, condivisa con la prof.ssa
Anna Spata: promuovere l’insegnamento del Latino nella scuola
secondaria di primo grado.
Il Seminario di formazione è stato pensato come il primo momento
di un più ampio e ambizioso progetto di ricerca-azione, finalizzato
a sperimentare, in modo strutturato e organico, l’insegnamento del
Latino nella scuola secondaria di primo grado.
Noi speriamo che l’intero progetto si possa effettivamente
realizzare successivamente, anche in esito alla giornata
odierna.
L’idea del progetto e del Seminario di formazione è stata
condivisa dalla dott.ssa Maria Assunta Palermo, Direttore Generale
della Direzione degli Ordinamenti Scolastici del MIUR, e dall’USR
del Veneto, in primo luogo nella persona del suo Direttore
Generale, dott.ssa Augusta Celada.
L’USR del Veneto ha permesso la realizzazione del Seminario, in
collaborazione con il Liceo Fermi.
2. L’azione di sostegno e promozione della cultura classica nella scuola e nella società italiana
Il
Seminario si situa nell’orizzonte complessivo di numerose attività
e manifestazioni che negli ultimi anni vi sono state nel nostro
paese per sostenere e promuovere la cultura classica nella scuola e
nella società.
Tutti noi abbiamo ben presenti molteplici attività culturali e
editoriali che hanno questo obiettivo.
L’elenco sarebbe, per fortuna, lungo. Ricordo, in ambito più
strettamente scolastico, la Notte Nazionale del Liceo Classico, che
coinvolge oramai quasi tutti i Licei Classici italiani, e le
Olimpiadi delle Lingue e Civiltà Classiche. Ricordo, tra i tanti
Convegni, il Festival del Classico di Torino del mese di
ottobre.
Tralascio i numerosi libri, ben noti, sulla cultura classica
usciti in questi ultimi anni, molti dei quali anche con un ottimo
successo editoriale.
Possiamo affermare che permane nel nostro Paese un interesse
diffuso per le sue radici culturali, che hanno bisogno, però, di
costante cura e attenzione.
3. Lo scopo del Seminario
Il
Seminario si occupa di una realtà – l’insegnamento del Latino nella
scuola secondaria di primo grado – che, fino ad ora, mi pare, è
stata trascurata e non è stata indagata. Pur in assenza di dati
quantitativi, possiamo ritenere che siano molto numerose le scuole
secondarie di primo grado in cui vi sono diversificate esperienze
di insegnamento del Latino.
Sappiamo che con la legge 16.6.1977 n. 348, entrata in vigore
dall’a.s. 1977/1978, lo studio del Latino è stato completamente
eliminato dalla scuola media, così come era previsto dalla legge
31.12.1962 n. 1859, che lo prevedeva come obbligatorio in II,
integrato nell’insegnamento dell’Italiano, e come materia autonoma
facoltativa in III (il superamento nell’esame della prova di Latino
era necessario, però, per accedere al Liceo Classico).
Tuttavia, nella maggior parte delle scuole medie (poi scuole
secondarie di primo grado) il Latino non è scomparso. Sono stati
proposti e continuano ad essere proposti corsi di Latino,
prevalentemente in orario pomeridiano extracurricolare, di durata
variabile (per poche ore complessivamente o per periodi più
lunghi), ma non mancano esperienze di studio del Latino all’interno
dell’orario curricolare.
Spesso i corsi sono richiesti dalle famiglie e concorrono ad
arricchire l’offerta formativa delle scuole.
Pur in assenza di dati complessivi, sulla scorta di esperienze
personali e di informazioni raccolte informalmente, è plausibile
pensare che l’insegnamento in genere sia molto tradizionale,
“tantucciano”. Accanto al prevalente studio
linguistico-grammaticale, in genere correlato con lo studio della
lingua italiana, sono spesso affrontati anche aspetti della civiltà
classica, magari con forti semplificazioni, talora con una certa
attenzione a uno studio iniziale del lessico.
Che queste esperienze abbiano una certa diffusione è
testimoniato dal fatto che alcune case editrici hanno pubblicato
dei testi per l’insegnamento del Latino, benché la materia non sia
prevista nell’ordinamento della scuola secondaria di primo grado
(osservo che nelle Indicazioni nazionali del 2012 non vi è alcun
riferimento al Latino e vi è un unico fugace riferimento alla
civiltà classica greca e latina).
Il carattere “ufficioso” di queste esperienze, che non sono
sottoposte a indicazioni ordinamentali o a verifiche comuni, che
favoriscono una certa omogeneità, come accade, ad esempio, con gli
esami di Stato nella scuola secondaria di secondo grado, determina
varietà di contenuti, di metodi e di strumenti. La varietà è
ricchezza, ma è talora confusione e modesta qualità della
proposta.
L’impostazione dei corsi, poi, è spesso finalizzata a rendere
più agevole l’inserimento degli studenti nei corsi liceali, in
primis nel Liceo Classico.
Frequentemente al corso di Latino viene affidata anche con una
valenza orientativa, ma non abbiamo riscontri in merito, cioè non
abbiamo elementi per dire se abbia contribuito e quanto nella
scelta della scuola secondaria di secondo grado.
Spesso su questi corsi, il cui valore è disomogeneo, il giudizio
dei docenti “delle superiori”, almeno per come ho avuto modo di
raccoglierlo, non sempre è positivo, anzi è talora recisamente
negativo.
Lo scopo del Seminario, alla luce di quanto detto, è duplice. In
primo luogo, vuole dare un’occasione di visibilità e di confronto a
queste esperienze di insegnamento del Latino. In secondo luogo,
vuole offrire suggestioni, idee e strumenti per un insegnamento del
Latino nella scuola secondaria di primo grado (ma anche di secondo
grado!) più efficace e più interessante, più in linea con le
migliori prassi didattiche, più coerente con il dibattito attuale
sull’antico e sul classico.
L’insegnamento del Latino nella scuola secondaria di primo grado
pone inevitabilmente alcune non semplici domande: perché introdurlo
(o mantenerlo)? Per quali finalità? In quali tempi? A chi
indirizzarlo (a tutti o opzionale per chi intende poi studiarlo nel
liceo)? Quali contenuti privilegiare? Quali metodi e quali
strumenti utilizzare?
Gli interventi dei nostri relatori vogliono dare un utile
contributo per rispondere ad esse.
Gianni Colombo
Dirigente Tecnico USR per il Veneto
Parte I
Competenze e contenuti nella Secondaria di primo grado attraverso l’insegnamento-apprendimento del Classico
La lingua e la città: insegnare l’antico nel primo ciclo di istruzione
Augusta Celada
Significative le riflessioni emerse nel corso del seminario “Il Latino nella secondaria di primo grado”, che si è tenuto presso il Liceo Enrico Fermi di Padova, in data 22 novembre 2019. Lo scopo è stato quello di indagare il senso e l’utilità di un apprendimento precoce del latino e delle lingue classiche in generale nelle scuole secondarie di primo grado in cui viene offerta l’opzione - a partire dalla seconda classe - di apprendere elementi di base della grammatica latina. La letteratura scientifica sottolinea universalmente la centralità della promozione di competenze rispetto alla semplificazione o all’anticipazione di conoscenze. Per tali ragioni nel testo si è indagato il significato e i vantaggi che possono derivare da un approccio generalizzato e precoce all’antico. All’interno del quadro di riferimento europeo, tre delle otto competenze chiave risultano di interesse se si considera che l’insegnamento dell’antico nella scuola secondaria di primo grado può sviluppare l’acquisizione della competenza alfabetico-funzionale e della competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali in particolare, ma anche della competenza in materia di cittadinanza. L’articolo argomenta le motivazioni e le tematiche connesse, il richiamo a ‘concetti e fenomeni’ di base da avviare fin dalla scuola secondaria di primo grado, tali da costituire anche un’occasione di innovazione pedagogica. Il contributo conclude con l’idea che i problemi dell’oggi attraverso la lente dell’antico possono essere affrontati in una dimensione di “semplicità e naturalezza”, propria di una democrazia, o di una repubblica o di un impero retti secondo le regole originarie e fondative del diritto.
The reflections that emerged during the seminar "Latin in first grade secondary school" which was held at Enrico Fermi High School in Padua on 22nd November 2019 were significant. The aim was to investigate the meaning and usefulness of early learning of Latin and classical languages in general in first grade secondary schools, where the option - starting from the second class - of learning the basic elements of Latin grammar is offered. The scientific literature universally underlines the centrality of the promotion of skills with respect to the simplification or anticipation of knowledge. For these reasons, the text investigates the role and the advantages that can derive from a generalized and early approach to the old. Within the European framework, three of the eight key competences are of interest if we consider that the teaching of the ancient in the secondary school can develop the acquisition of the alphabetic-functional competence and the competence in the matter of awareness and cultural expression in particular, but also of citizenship competence. The article discusses the motivations and the related themes, the reference to basic 'concepts and phenomena' to be started right from the first grade of secondary school, such as to also constitute an opportunity for pedagogical innovation. The contribution concludes with the idea that the problems of today through the lens of the ancient can be faced in a dimension of "simplicity and naturalness", proper to a democracy, or a republic or an empire governed by the original rules and foundations of law.
Parole chiave
Lingue antiche; competenze chiave UE; educazione alla cittadinanza; educazione civica; innovazione pedagogica
Keywords
Ancient languages; EU key competences; citizenship education; civic education; pedagogical innovation
Il presente contributo riassume alcune riflessioni emerse nel corso del Seminario “Il Latino nella secondaria di primo grado” realizzato in co-progettazione tra il MIUR Direzione generale degli Ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, l’Ufficio scolastico Regionale per il Veneto e il Liceo Enrico Fermi di Padova che lo ha ospitato il 22 novembre 2019.
La riflessione intende indagare il senso e l’utilità e, in conseguenza l’attualità nell’attuale panorama ordinamentale, didattico e normativo, di un apprendimento precoce del latino, e delle lingue classiche in generale, partendo da un dato di realtà. È noto, infatti, che in molte scuole secondarie di primo grado viene offerta l’opzione, a partire dalla seconda classe, di apprendere elementi di base della grammatica latina. Si vuole fin d’ora scongiurare una preconcetta interpretazione della questione come mera restitutio di una pratica didattica nostalgicamente rimpianta da alcuni laudatores temporis acti.
Le domande che qui si intendono porre, sono le seguenti: oggi ha una qualche utilità e legittimità insegnare il latino nella scuola secondaria di primo grado? E oltre al latino nella secondaria di primo grado si potrebbe pensare anche ad un approccio precoce al greco? Può essere preso in considerazione un insegnamento dell’antico nella sua complessità nel primo ciclo di istruzione ? Ed eventualmente con quali finalità? La risposta non può certamente essere quella che spesso accompagna l’offerta di questi corsi, cioè fornire un’anticipazione delle conoscenze di base che gli studenti dovranno affrontare all’inizio del nuovo corso di studi liceale.
Una possibile risposta alla questione è piuttosto da ricercare all’interno del nuovo quadro normativo europeo, e in particolare nella Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea (2018/C 189/01) del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, testo rilevante ai fini del SEE [1] : lo spazio economico europeo. La letteratura scientifica sottolinea universalmente la centralità della promozione di competenze rispetto alla semplificazione o all’anticipazione di conoscenze. Promuovere lo sviluppo delle competenze e garantirne la stabilizzazione all’interno dell’apprendimento formale rappresenta oggi uno degli obiettivi principali della prospettiva di uno spazio europeo dell’istruzione, l’unica via per «sfruttare a pieno le potenzialità rappresentate da istruzione e cultura quali forze propulsive per l’occupazione, la giustizia sociale e la cittadinanza attiva e mezzi per sperimentare l’identità europea in tutta la sua diversità».
È pertanto all’interno di questa cornice che si deve indagare il significato e i vantaggi che possono derivare da un approccio generalizzato e precoce all’antico.
Entrando nello specifico, il quadro di riferimento europeo delinea otto tipi di competenze chiave:
1) competenza alfabetica funzionale
2) competenza multilinguistica
3) competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegner...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Il Latino nella secondaria di primo grado
- Indice dei contenuti
- Introduzione
- 1. Com’è nato il Seminario
- 2. L’azione di sostegno e promozione della cultura classica nella scuola e nella società italiana
- 3. Lo scopo del Seminario
- Parte I
- La lingua e la città: insegnare l’antico nel primo ciclo di istruzione
- 1. Competenza alfabetico-funzionale
- 2. Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali
- 3. Competenza in materia di cittadinanza
- La motivazione dello studio del Latino: il Latino dell’Europa
- 1. La motivazione dello studio del Latino
- Parte II
- Il modello Andreoni Fontecedro nella scuola secondaria di primo grado
- 1. Un modello funzionalista
- 2. La valenza verbale, gli Attanti/Argomenti
- 3. In nucleo verbale, circostanti e espansioni
- 4. L’analisi logica secondo il modello funzionalista
- 5. Dall’italiano al Latino
- 6. La decodifica del testo
- Esperienze e proposte per lo studio della lingua latina nella scuola secondaria di primo grado
- 1. Il modello Andreoni Fontecedro per lo studio della lingua latina nella scuola secondaria di primo grado
- 2. Breve analisi della situazione attuale
- 3. Rimodulazione in chiave didattica della ricerca scientifica e del metodo Andreoni Fontecedro
- 4. Le proposte operative
- 5. Quali i problemi organizzativi?
- 6. Quali prospettive per il futuro?
- Riferimenti bibliografici
- Bibliografia essenziale
- Parte III
- L’importanza del latino per un giovane del XXI secolo
- 1. Latino sì! Latino no!
- 2. Un cenno allo studio del latino in Italia
- 3. Un esempio: il latino nella Facoltà Giurisprudenza
- 4. Alcune risposte programmatiche e riflessioni su tante domande
- 5. Un messaggio di speranza
- Figli di un dio minore… voci dal silenzio
- 1. Competenze in materia di cittadinanza attraverso il Latino
- 2. “Dare voce” al… silenzio
- 3. Il lessico dei modelli e degli stereotipi femminili del mondo romano
- 4. Tacita Muta e il silenzio femminile
- 5. La donna virtuosa
- 6. Orazia
- 7. Virginia
- 8. La condizione femminile e l’emancipazione
- 9. Oggi…
- 10. Donne troppo indipendenti
- 11. Ortensia
- 12. Clodia
- 13. Il servaggio nell’antica Roma
- 14. Gli schiavi nelle campagne e nelle miniere
- 15. Gli schiavi di città
- 16. Oggi…
- 17. La ‘nona’ competenza-chiave europea
- Parte IV
- Patavium: la Padova romana con lo sguardo di oggi
- 1. L’antica Patavium: uno sguardo a una città invisibile” attraverso le fonti archeologiche, letterarie ed epigrafiche
- 2. L’antica Patavium: uno sguardo ai suoi abitanti
- Siste viator iter animumque intende et lege: il racconto delle pietre
- 1. Il lascito di un concittadino illustre
- 2. Digital public history: una necessaria digressione metodologica
- 3. Epigrafi on the road
- 4. Una pietra una storia: un esperimento di archeofiction
- 5. Un cortometraggio
- 6. Nuove e “vecchie” forme di multimedialità
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