COSA RESTA DI LUI
Discografia
Ecco la copertina originale del disco che fece conoscere al mondo la musica di Robert Johnson
La discografia di Robert Johnson comprende 29 brani originali, più una serie di copie che ci sono rimaste e altre che furono perdute. In tutto oggi possiamo vantare circa 42 brani, alcuni oggetto di controversie riguardo la loro reale paternità. Le canzoni furono registrate in sole due sessioni tra il 1936 e il 1937.
La prima sessione si tenne nei giorni 23, 26 e 27 novembre 1936 al Gunter Hotel in Sant'Antonio, Texas. Fu Ernie Oertle, allora manager dell'ARC, che si occupò delle prime incisioni. La seconda si tenne nell'aprile dell'anno successivo, sempre per la stessa etichetta, ma questa volta non fu una semplice sessione di prova bensì una registrazione in piena regola visto il successo dei primi brani di Johnson. L'artista quindi incise in uno degli uffici del Brunswick Records , dove la ARC aveva stabilito il suo quartier generale. E questo fu tutto. Tuttavia non fu una cosa facile in quanto Johnson era irritabile, nervoso e sempre in preda i fumi dell'alcool. Il manager Dan Law dovette faticare molto per tenerlo sotto controllo, ma non ci riuscì visto che, dopo averlo alloggiato in una boarding house di Sant'Antonio, fu chiamato d'urgenza proprio da Oertle, che era stato avvertito dalla Polizia che il suo pupillo era stato arrestato per ubriachezza molesta, rissa e resistenza alle Forze dell'Ordine.
Con grandi difficoltà Johnson fu tirato fuori di galera, ma era stato brutalmente pestato e, sembra, anche percosso con la sua amata chitarra. La cosa fu messa subito a tacere, ma l'indomani Johnson si rifece vivo chiedendo 50 centesimi " per farsi una donna, altrimenti non avrebbe potuto essere presente alle registrazioni ". Ciò spiega perché passarono circa tre giorni tra le varie incisioni, che all'epoca si tenevano a ritmo serrato e " in serie ". E sappiamo con sicurezza che nella stessa sessione di Johnson erano previsti anche i Messicani
" Hermanas Barraza " e il pianista Daniel Palomo. Sarà forse questa sua irrequietudine a portare l'ARC, malgrado l'innegabile
bravura dell'artista, a produrre un unico brano nel 1939, preferendogli artisti meno talentuosi? Sto parlando di Terraplane Blues, una delle primissime incisioni del novembre '36…e che fu anche l'unica canzone che Johnson riuscì ad ascoltare da vivo. IL suo compenso totale fu di 300 dollari, una cifra ragguardevole per un rambler, ma Johnson riuscì a mangiarsi tutto in un paio di giorni e a rimanere in bolletta. Chiaramente di diritti d'autore manco a parlarne.
Nella prima sessione furono incisi brani storici, come Kind Hearted Woman Blues, Come into my kitchen, Ramblin' on my mind, oltre alla bellissima Terraplane Blues. Probabilmente però fu Sweet Home Chicago a regalargli l'immortalità…così come sicuramente Crossroad Blues contribuì a privarlo della vita. Un binomio vita-morte di cui non godiamo nei pezzi della seconda sessione, ormai divorati dal tormento e dall'oscurità. Non a caso gli assatanati del rock preferirono cimentarsi in brani del tipo Love in Vain e Me and the Devil Blues, facilmente abbinabili al sapore del degrado e dell'alienazione. La freschezza e anche la genialità delle esecuzioni di soli pochi mesi prima aveva ceduto il posto ad un'amarezza esistenziale e ad una pesantezza del suono che nemmeno i testi sicuramente di maggior spessore e sentimento riescono ad alleviare. Ascoltando queste incisioni, sorge addirittura il dubbio che si tratti dello stesso uomo.
Ancora oggi non tutta la critica musicale è concorde sullo spessore artistico di Johnson, la cui arte sicuramente risente moltissimo dell'influenza di altri artisti del periodo.
Stilisticamente parlando, il blues di Johnson NON E' originalissimo: ad esempio, nella sua epica Crossroads Blues è facile riscontrare accentuate similitudini con Down the dirt road blues, del maestro
Charlie Patton. E arriva immediatamente all'orecchio quanto in Walking Blues si sia ispirato all'omonima canzone di Son House.
Ancora qualche esempio? Hellhound on my train ha molto del brano Devil got my woman di Skip James; e che dire dgli assoli di Malted Milk e Drunken Hearted Man , che strizzano l'occhio ai famosi assolo monocorda di Lonnie Johnson? Potrei andare avanti ancora per un bel po', citando Six weeks old Blues di Peetie Wheatstraw, intuibile nella sua famosissima Me and the devil blues ...ma non avrebbe alcun senso farlo.
Allora in COSA risiederebbe la magia della sua musica? E' possibile parlare della " fascinazione oscura" tirata in ballo spesso e volentieri dai maestri del rock?
Senza scomodare il buon vecchio Satana, mi sento di affermare con sicurezza che la modernità di Robert Johnson risieda proprio nell'approccio crudo e sofferto dei suoi brani, in quella capacità di impatto che pochi Bluesman, Charlie Patton compreso, era in grado di suscitare e, soprattutto, nella liricità della narrazione che ha davvero qualcosa di magico.
Johnson non parla del dolore: lo vive. Non impreca: grida. E non si limita a cantare l'amore: muore con esso. Se fu davvero " iniziato " a qualcosa, questo m...