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Informazioni su questo libro
«Per quanto mi riguarda non sono progressista ma neanche declinista. Il mondo è ancora fin troppo bello per me. Un lombrico non smette di stupirmi. E so che nessuna tecnologia mi permetterà mai di comprendere mia moglie, né di amarla di più. La mia resistenza al progressismo procede dal mio accogliere il mondo così com'è dato, con tutto il suo dramma. Non ho ancora imparato a costruire una casa, coltivare un orto, pensare come sant'Agostino, poetare come Dante, perché dovrei gettarmi su un casco con realtà aumentata? Non sono ancora abbastanza umano, perché dovrei cercare di diventare cyborg? Sarebbe, con la scusa di essere all'avanguardia, disertare il mio posto. Chi si meraviglia della nascita di un bambino è poco sensibile alla pubblicità dell'ultimo iPhone. Uno che sa ancora gridare per la nostra salvezza non è abbastanza credulone per votarsi all'intelligenza artificiale. A meno che l'intelligenza artificiale non l'aiuti a gridare di più e a stupirsi del lombrico».
Novanta testi brillanti e profondi, in cui Fabrice Hadjadj si interroga sul futuro della nostra umanità sottoposta alla crescente influenza della tecnologia e del consumo. Rifiutando ogni discorso moralistico, attraverso il suo linguaggio festoso trasmette un'irresistibile gioia di vivere, mentre allo stesso tempo chiarisce le basi che ci permettono di rifondare la nostra relazione con l'economia e la politica.
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Indice dei contenuti
- Prologo. Sognare il mondo così com’è
- I. Prima che il lettore scompaia
- II. Transumanismo & transito intestinale
- III. Luce dell’alluce
- IV. Dell’innovazione & rinnovamento. Il paradigma della primavera
- V. Al tappeto
- VI. A tavola!
- VII. Il nostro pane quotidiano
- VIII. Perfezionamento dell’impulsività
- IX. La società della dissociazione
- X. I corpi del purgatorio
- XI. Per un’etica della crudeltà
- XII. Stato di guerra
- XIII. Terrorismo & tecno-capitalismo: per il paradiso premere il pulsante
- XIV. Un po’ di energia
- XV. Niente è più universale dell’universo
- XVI. Il fuggente & l’eterno
- XVII. Sacra Famiglia (I): «Oikos»
- XVIII. Galline vecchie
- XIX. La grande arte della riparazione
- XX. La questione dell’avere (I)
- XXI. La questione dell’avere (II): dall’uso all’usura
- XXII. La questione dell’avere (III): chi è Mammona?
- XXIII. Nostalgia della magia
- XXIV. Star Wars & l’obsolescenza della fantascienza
- XXV. Sull’illusione di una comunicazione facile
- XXVI. Il nuovo supplizio di Tantalo
- XXVII. L’estinzione di peluche
- XXVIII. I suoceri & la biodiversità
- XXIX. Il mistero pasquale nell’evoluzione
- XXX. «Life at the limits»
- XXXI. Dove la natura dimora
- XXXII. Del collare anti-fuga
- XXXIII. Culto della singolarità & indifferenziazione
- XXXIV. Piccolo discorso sul dialogo
- XXXV. A proposito degli ortaggi Toshiba
- XXXVI. «Quantified-self» (I): né perché, né come, ma quanto?
- XXXVII. «Quantified-self» (II): Ritratto del computer-poeta & dell’uomo utilizzatore-finale
- XXXVIII. Chicago (I): dalla catena di macellazione alla catena di montaggio
- XXXIX. Chicago (II): leggere tra gli «skylines»
- XL. Chicago (III): cibo assimilato dalla finanza
- XLI. Via di Damasco & via di Vincennes
- XLII. Cantico dei limacidi
- XLIII. La palla al piede
- XLIV. Semplice come un «Kalašnikov»
- XLV. Macchina per piacere
- XLVI. Armi improprie
- XLVII. «Notre jeunesse»
- XLVIII. Quando il suolo si sottrae
- XLIX. La stampante 3D
- L. Il giudizio di Cambise
- LI. Slot-machine
- LII. Robinsonate
- LIII. Genere comico
- LIV. Individualismo & disgregazione sociale
- LV. Estetica delle macchine & design degli apparecchi
- LVI. Henri Raynal (I): il «complesso di Candaule»
- LVII. Henri Raynal (II): parlare di moda
- LVIII. Romanticismo & lavoro dipendente
- LIX. Laicità & Laicismo
- LX. «Packaging»
- LXI. Da che pulpito
- LXII. Età della vita
- LXIII. Ologramma
- LXIV. Carità della boxe
- LXV. Dell’accelerazione (I): camminare & correre
- LXVI. Dell’accelerazione (II): l’immobilizzazione folgorante
- LXVII. Dell’accelerazione (III): ritrovare il tempo
- LXVIII. La ramazza
- LXIX. Eco-logico
- LXX. Il dominio dei possibili
- LXXI. Della spiritualità nell’era tecnologica (I): l’istante presente
- LXXII. Della spiritualità nell’era tecnologica (II): la piena coscienza
- LXXIII. Della spiritualità nell’era tecnologica (III): efficienza del sacramento
- LXXIV. TED o il ritorno della retorica
- LXXV. Semi di gloria
- LXXVI. Elezioni
- LXXVII. Della vita intensa
- LXXVIII. Il senso economico della giubilazione
- LXXIX. Apparizioni
- LXXX. Dell’allevamento (I): fine del Buon Pastore
- LXXXI. Non fate i bambini!
- LXXXII. Dell’allevamento (II): «in vitro veritas»
- LXXXIII. Neo-oscurantismo
- LXXXIV. Il commercio mitiga i costumi
- LXXXV. «Blockchain» o la liberazione attraverso la rete
- LXXXVI. Santi patroni?
- LXXXVII. «Songlines»
- LXXXVIII. Strumenti (I)
- LXXXIX. Strumenti (II)
- XC. Elogio del liberale
- Epilogo. Racconto di Natale