Abitare il segreto  del tuo Volto
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Abitare il segreto del tuo Volto

Elisabetta e la Trinità: "faccia a faccia nelle tenebre"

  1. 288 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Abitare il segreto del tuo Volto

Elisabetta e la Trinità: "faccia a faccia nelle tenebre"

Informazioni su questo libro

Attraverso una personale esegesi condotta sugli scritti e sull'universo simbolico di Elisabetta della Trinità, padre Fornara scava in quella ricerca del Volto di Dio che è stata progetto e programma centrale della Santa fin dagli anni della sua vita laicale, già prima del suo ingresso al Carmelo diDijon (1901). Il percorso seguito fino agli ultimi momenti dell'esistenza terrena della Santa (1906), ci consegna l'immagine di una donna volitiva, tenace, che desidera con ardore e senza posa essere "casa di Dio", vivendo, in attesa del "faccia a faccia eterno", nel "cielo della fede", al centro della propria anima.

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Informazioni


ORIZZONTI SIMBOLICI
La casa accogliente
Abitare e desiderare
Per comprendere meglio il testo nella sua ricchezza e profondità, è importante far emergere i grandi orizzonti simbolici che lo strutturano. Giovanni della Croce afferma più volte, nei suoi scritti, che la Bibbia ci parla soprattutto attraverso immagini e simboli; i mistici stessi, per trasmettere la loro esperienza di Dio, sono costretti a ricorrere al linguaggio simbolico, essendo il linguaggio razionale inadeguato a esprimere la verità e la profondità del mistero di Dio.
Parlando di orizzonti simbolici non mi riferisco alle singole immagini che compaiono nel testo (la croce, la gloria, la nube, il vestito, il fuoco, l’astro, la solitudine, l’abisso, il cielo, il sepolcro, l’insegnamento, lo sguardo…), ma piuttosto ai grandi simboli capaci di strutturare e far convergere le varie metafore. Se ne possono rilevare almeno tre, in stretta correlazione tra loro: il simbolo della casa, il simbolo della luce e il simbolo dell’amore sponsale. Sono le immagini predominanti che, insieme, lasciano trasparire la relazione di Elisabetta con Dio-Trinità, aiutandoci a comprendere meglio la sua esperienza dell’inabitazione divina. Il simbolo della casa, in particolare, è quello in grado di dominare maggiormente l’esperienza contemplativa e mistica che è alla base della composizione della preghiera.1
Il punto di partenza del cammino interiore di Elisabetta è il desiderio. Un desiderio che Dio stesso le ha posto nel cuore. Un desiderio capace di unificare e orientare tutte le sue facoltà verso la ricerca di ciò che è veramente essenziale. Come insegnano i grandi mistici (fra tutti, il Cantico spirituale di san Giovanni della Croce può esserne un esempio significativo), il cammino della vita spirituale è mosso dalla capacità di desiderare, più che dalla forza di volontà o dalla tenacia umana. Il desiderio – nel suo valore antropologico prima ancora che religioso – «è un’esperienza singolare, un’esperienza assolutamente singolare: il desiderio è l’esperienza mia propria, è l’incontro con la mia intimità più radicale. […] È al tempo stesso esperienza di una forza, di una spinta che mi sovrasta, che mi supera. Il desiderio è qualcosa di mio, di mio proprio, ma al tempo stesso è una forza che io non governo, che mi oltrepassa, è una trascendenza; abita me, ma è oltre me; abita me, abita il mio io, ma il mio io non è in grado di governare questa esperienza».2
L’uomo spirituale capace di desiderare è colui che percepisce di abitare una casa e di poter essere una casa accogliente per l’altro, ma, nello stesso tempo, è colui che continuamente ricerca nell’altro una casa accogliente, un rifugio sicuro. Tutti siamo alla ricerca di una casa. Tutti ne abbiamo un estremo bisogno.
Per esprimerci in termini evangelici, il desiderio della casa è la scoperta casuale, gratuita, imprevista e imprevedibile, del tesoro nascosto nel campo o della perla preziosa, capace di incanalare tutte le mie energie verso una meta che abbia il sapore della gioia, della pace e della pienezza interiore. Detto in termini antropologici: è l’innamoramento la forza e la motivazione che spinge un uomo o una donna a unificare il proprio tempo e le proprie energie a servizio di questa ricerca.
Lo esprime molto bene l’espressione del salmista da cui siamo partiti: «una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario».3 È l’ideale di vita di Elisabetta. Esprime al Signore un unico desiderio (è una creatura che non si disperde, che cerca solo l’essenziale e vuole viverlo nel modo più profondo e più pieno possibile): abitare nella sua casa tutti i giorni e ogni giorno della sua vita, in ogni momento, in ogni istante. Vuole fare in modo che tutte le sue azioni e tutto il suo essere, siano un vivere nel tempio, nella casa del Signore.
Nell’Ultimo ritiro non cita direttamente il versetto 4 del Salmo, ma il versetto precedente e quello seguente, a proposito dell’essere «edificati in Cristo».4 Si interroga, in altre parole, sulla sua vocazione a crescere come casa, come tempio, come costruzione viva in Cristo, radicata e fondata in Lui. È chiaro che ha nel cuore e nella mente anche l’espressione del v. 4: «abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita».
Nell’Elevazione alla Trinità il tema della casa ritorna molte volte nelle forme più diverse. Lo troviamo già quando Elisabetta chiede a Dio di «stabilirla» in Lui: è una richiesta di stabilità, un desiderio di divenire dimora, abitazione permanente. Appare immediatamente dopo, quando chiede a Dio: «pacifica la mia anima, fanne il tuo cielo, la tua dimora amata e il luogo del tuo riposo», riferimento evidente e ricorrente a una casa evangelica, la casa di Betania. Nella Nota intima 5, in particolare, la giovane carmelitana chiede al Signore di fare della sua anima, del suo cuore, una piccola Betania, cioè il luogo del riposo di Dio, la casa dell’intimità con Lui: «ti offro la cella del mio cuore, che sia la tua piccola Betania».
Il tema della casa è affrontato nella prospettiva della reciprocità: la persona vuole entrare sempre più nella casa di Dio, abitare il tempio del Signore tutti i giorni della sua vita, senza mai allontanarsene, ma comprende nello s...

Indice dei contenuti

  1. SIGLE E ABBREVIAZIONI
  2. PREFAZIONE
  3. LA PREGHIERA DI SANTA ELISABETTA DELLA TRINITÀ Nota intima 15
  4. INTRODUZIONE ALLA PREGHIERA
  5. ORIZZONTI SIMBOLICI La casa accogliente
  6. ORIZZONTI SIMBOLICI La luminosità della fede
  7. ORIZZONTI SIMBOLICI L’amore sponsale
  8. NELL’INTIMITÀ DELLA TUA CASA L’elevazione alla Santissima Trinità
  9. VERSO LA DIMORA ETERNA La casa del padre