Dizionario Cinematografico
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Informazioni su questo libro

Nel cinema convenzionale, che cos’è un Controcampo? E una Dissolvenza? Una Inquadratura? Un Fotogramma? La Sinopsi? Il Montaggio? La Truca? «Questo Dizionario Cinematografico vuole semplicemente servire da guida a chi, non facendo parte dell’ambiente cinematografico, intende iniziare la conoscenza del cinema nei suoi diversi aspetti». (F.P.)

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Informazioni

Argomento
Arte
Categoria
Fotografia

DIZIONARIO CINEMATOGRAFICO

Questo Dizionario Cinematografico vuole semplicemente servire da guida a chi, non facendo parte dell’ambiente cinematografico, intende iniziare la conoscenza del cinema nei suoi diversi aspetti.
Alcune voci sono già apparse sul settimanale Film diretto da Mino Doletti. Per la compilazione di voci di argomento tecnico l’autore si è valso della collaborazione di Antonio Schiavinotto.

ACCELERAZIONE
È un effetto peculiare del cinematografo che modifica la cadenza di tempo di un determinato movimento. Per ottenerla si effettua la ripresa della pellicola con cadenza rallentata; mentre alla proiezione della pellicola si dà una cadenza normale. In questo modo risulta un movimento più veloce negli oggetti e nelle persone in moto. Considerando che la velocità di 24 fotogrammi al secondo è quella normale, eseguendo la ripresa a otto fotogrammi al secondo si otterrà una accelerazione, nei movimenti, del triplo; eseguendola a dodici del doppio e via dicendo. L’accelerazione è stata spesso usata nei vecchi film comici.

ADATTAMENTO CINEMATOGRAFICO
È una delle fasi di elaborazione del manoscritto di un film. L’adattamento si fa di solito quando si desume il film da un’opera di carattere narrativo o teatrale.

AIUTO OPERATORE
È l’aiutante dell’operatore. Ha i compiti di misurare la distanza dell’obiettivo dall’oggetto fotografato, per stabilire la messa a fuoco, e quindi di indicare al segretario di edizione il quantitativo di pellicola consumata per la presa di ogni quadro, di caricare la pellicola nella macchina, cambiare gli obbiettivi, secondo le indicazioni dell’operatore.

AIUTO REGISTA
È il principale assistente del regista durante la realizzazione del film. L’aiuto regista, oltre ad altri compiti che gli possono venire assegnati di volta in volta, ha quello di seguire la lavorazione del film sulla sceneggiatura, predisponendo la presa di ogni quadro.

AMPLIFICATORE
L’amplificatore da registrazione è l’apparecchio che mediante valvole termoioniche amplifica le deboli correnti microfoniche provenienti dal preamplificatore, inviandole al sistema traducente le variazioni di corrente in variazioni luminose (oscillografo, galvanometro a corda, lampada a luminescenza) situato sul registratore. L’amplificatore da riproduzione è l’apparecchio che mediante valvole termoioniche amplifica le deboli variazioni di corrente provenienti dalla cellula fotoelettrica situata sul proiettore e le invia agli altoparlanti installati dietro lo schermo.

ANGOLAZIONE
È il punto di vista della macchina da presa. Dall’angolazione deriva la inquadratura.

ARREDAMENTO
Consiste nei mobili, nelle suppellettili, negli elementi decorativi e accessori che appaiono in una scena. Spesso, in un film, una persona è specificatamente incaricata di curare l’arredamento. Talvolta l’arredatore è lo stesso scenografo o il costumista.

ATTORE
L’attore cinematografico o attore dello schermo è sorto nei primi anni del cinema, inconsapevolmente. Ma gli acrobati, le ballerine, tutti coloro che si esibivano nei primi brevissimi film non potevano dirsi veri e propri attori, provvisti cioè di una tecnica particolare. Gli attori di teatro, invitati poi a prendere parte a qualche film, portavano sullo schermo una recitazione a base di gesti e di espressioni mimiche esagerati. Quando si è venuta formando una espressione cinematografica, derivata cioè dalle doti peculiari del cinema come arte, prime fra tutte l’inquadratura e il montaggio, anche per l’attore cinematografico è nata una tecnica particolare cui adeguare la propria recitazione che doveva essere diversa da quella teatrale. In ogni inquadratura l’attore costretto entro certi limiti determinati dal campo visivo deve agire entro i limiti stessi, e in base alla distanza dalla macchina da presa. La presa non avvenendo di seguito, quadro per quadro, secondo il racconto determinato dalla sceneggiatura, costringe l’attore a creare di volta in volta le espressioni e gli atteggiamenti per quel determinato quadro, raggiungendo una recitazione che deve essere in armonia con quella di quadri precedenti e successivi, presi in fasi e momenti diversi. Per raggiungere questa coerenza, l’attore è, naturalmente, sottoposto al regista e da questi guidato. Alla coerenza esteriore provvedono anche il trucco e la illuminazione.

CABINA DI PROIEZIONE
È la cabina in cui è installato il complesso degli apparecchi necessari per la proiezione: uno o due proiettori, gli amplificatori per il suono, gli alimentatori delle lanterne, e accessori diversi.

CADENZA DI PRESA E DI PROIEZIONE
È la cadenza data dalla velocità con cui scorre la pellicola durante la presa e durante la proiezione, nelle rispettive macchine da presa e da proiezione. La cadenza normale si ottiene proiettando la pellicola con la stessa velocità adottata nella presa. Questa velocità è data dal numero dei fotogrammi impressionati e quindi proiettati in un minuto secondo. La pellicola nelle macchine da presa e da proiezione, scorreva per il film muto alla velocità di sedici fotogrammi al secondo; scorre per il film sonoro alla velocità di 24 fotogrammi al secondo. Se si proietta quindi un film muto con la cadenza adottata per il film sonoro, si ottiene un effetto di accelerazione. L’aumento di velocità per il film sonoro si è reso necessario per permettere la registrazione dei suoni di alta frequenza.

CAMERA
Con questo termine si può indicare la macchina da presa.

CAMPO
È lo spazio entro il quale sono compresi tutti gli elementi: oggetti e personaggi, inquadrati dalla visuale della macchina da presa. Dicesi campo lungo quello in cui le figure sono lontane dalla macchina, in modo da occupare una minima parte dell’inquadratura; campo medio o mezzo campo lungo quello in cui le figure sono più vicine alla macchina da presa e occupano circa metà dell’inquadratura; campo totale quello in cui sono compresi tutti gli oggetti e i personaggi che prendono parte a una scena.

CAMPO SIMMETRICO
È quello ottenuto dalla macchina da presa situata in un punto tale da formare un angolo corrispondente a quello della inquadratura precedentemente vista, rispetto a un asse ottico che è la perpendicolare di un piano ideale. I campi simmetrici si usano spesso nella presa di dialoghi a due e sostituiscono i controcampi che nella visione darebbero l’effetto di inversione di personaggi sul piano del quadro.

CARRELLO
È un movimento di macchina che si ottiene facendo muovere l’apparecchio da presa posto su un vero e proprio carrello o su un ascensore. Si ottengono così: nel primo caso dei carrelli orizzontali o laterali, in avanti, indietro o arretranti, nel secondo caso dei carrelli verticali verso l’alto o verso il basso. Il movimento di carrello, specialmente se prolungato, dicesi anche carrellata. Il carrello di sostegno è costituito normalmente da una piattaforma elevata di pochi centimetri da terra, che poggia su quattro ruote orientabili munite di pneumatici a bassa pressione, sulla quale è installata una colonna di altezza regolabile che sostiene la macchina da presa.

CELLULA FOTOELETTRICA
Fa parte della testa sonora e traduce le variazioni di luce che le pervengono attraverso la pellicola, in variazioni di corrente.

CIAK
Consiste in una tavoletta di legno cui è applicata, in basso (raramente in alto) da un lato mediante una cerniera, un’asta di legno della stessa larghezza. Sulla tavoletta sono scritti i nomi del regista e dell’operatore, il titolo o altra indicazione che serva a designare quel determinato film, il numero del quadro che si prende e il numero della presa (se è la prima, la seconda, la terza volta che si gira quel quadro). Prima di prendere un quadro, l’assistente o il segretario di scena o un individuo appositamente detto ciakkista, mette davanti all’obiettivo, a una certa distanza, la tavoletta di legno, e, non appena la pellicola si è avviata nella macchina, batte l’asta contro la sponda; donde il nome di ciak suggerito dal colpo del legno contro il legno: una specie di schiaffo, insomma. Il ciakkista dice il numero del quadro che si imprime sulla colonna sonora, mentre sul fotogramma viene fotografata la tavoletta e quindi il numero del quadro e le altre indicazioni. In questo modo, al principio di ogni pezzo di pellicola girata si troverà, per il montaggio, l’indicazione del numero del quadro sia sul fotogramma che sulla colonna sonora. Per stabilire il sincronismo tra il suono e l’immagine, si metterà d’accordo il colpo del ciak con quel fotogramma in cui l’asta di legno è giunta a contatto con la sponda della tavoletta.

CINEMATOGRAFO
Cinematografo è il nome dato dai frate...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. DIZIONARIO CINEMATOGRAFICO
  3. Indice
  4. Intro
  5. DIZIONARIO CINEMATOGRAFICO
  6. Ringraziamenti