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Inchieste sulla casa in Italia
La condizione abitativa nelle città italiane nel secondo dopoguerra
- 409 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
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Inchieste sulla casa in Italia
La condizione abitativa nelle città italiane nel secondo dopoguerra
Informazioni su questo libro
Dalla fine della Seconda guerra mondiale e per diversi decenni, il permanere di tradizionali forme di disagio abitativo e il nuovo fabbisogno di alloggi alimentato soprattutto dalla pressione demografica esercitata dai flussi migratori sui principali centri urbani hanno spesso posto la casa al centro del dibattito pubblico italiano. Grazie al contributo di studiosi di diverse discipline, il libro analizza la condizione abitativa dei ceti popolari in Italia nel secondo dopoguerra attraverso le varie inchieste sulla casa condotte nel tempo da differenti soggetti e con varie modalità e scopi.
Queste inchieste permettono di esaminare il vivere urbano da diverse prospettive – dal bisogno di un tetto all'opinione pubblica, dalle immagini soggettive alle rappresentazioni letterarie e cinematografiche, dalla fotografia alle culture domestiche – e consentono così di ridefinire i contesti in cui si elaborarono e realizzarono le politiche pubbliche a livello nazionale e locale.
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Informazioni
Argomento
StoriaCategoria
Storia del XX secoloAbitanti
Paola Battaglia
Via Arquata: un laboratorio sociale torinese. Trasformazioni dell’abitare e riqualificazione urbana
Premessa
Torino rappresenta un caso innovativo nel panorama europeo, dove la “città pubblica”162 ha rappresentato un dispositivo per avviare progetti di riqualificazione che ripensassero i rapporti tra spazio e società in termini dialettici.163 La definizione della configurazione spaziale, dunque, deve considerarsi in stretta relazione con i significati e le funzioni attribuite dai soggetti agli spazi.
Pertanto, dagli anni Novanta, dato il gran numero di spazi vuoti creati dai processi di dismissione industriale e il degrado edilizio e sociale in cui versavano molti quartieri periferici, non si parla più di espansione urbana, ma di recupero e di riqualificazione della “città pubblica” torinese esistente.Il Progetto Speciale Periferie, avviato nel 1997 dall’Assessorato al Decentramento e all’Integrazione Urbana del Comune di Torino, apre una stagione di programmi all’insegna dell’integrazione e della collaborazione fra soggetti istituzionali, come l’Agenzia Territoriale per la Casa (Atc), e realtà locali non istituzionali, quali ad esempio associazioni di abitanti e organizzazioni sindacali.
È proprio il Progetto Speciale Periferie a coordinare programmi multilivello come i Contratti di Quartiere I e II (CdQ), Urban I e II e i Programmi di Recupero Urbano (Pru), mediante azioni diffuse su tutto il territorio come il Progetto 100 piazze, il Piano di Accompagnamento Sociale (Pias), il Portierato sociale, il Progetto cortili e la Direzione sociale dei lavori, tutti interventi basati sul coinvolgimento e la partecipazione degli abitanti delle zone individuate.164
La ricerca qui esposta esamina l’area di Via Arquata, sita nella Circoscrizione 1 a Torino e comprendente i quartieri 10 e 11 ex Iacp, facenti parte del cosiddetto “secondo periodo” (1920-1930) di produzione edile dell’ente.
Il quartiere 10, realizzato dallo Iacp a partire dal 1919, grazie al Contratto di Quartiere I recentemente è stato oggetto di un’importante opera di riqualificazione partecipata che ha promosso interventi people and area-based e, successivamente, grazie al progetto europeo di rigenerazione urbana ed energetica PolyCity, è divenuto il primo quartiere a energia sostenibile della città. Il quartiere 11, invece, comprende un unico complesso abitativo ed è stato edificato dallo Iacp nella prima metà degli anni Venti. Data la loro conformazione morfologica, i due quartieri sono stati considerati congiuntamente: sono separati in modo molto marcato dal tessuto urbano da due rami ferroviari e da un cavalcavia. Si dispiegano su tre vie in comune: via Arquata, via Solero e via Rapallo.
Un aspetto fondamentale della riqualificazione in Via Arquata è stato il capitale sociale rappresentato dagli abitanti e dalle associazioni presenti sul territorio: la stessa istanza di riqualificazione del quartiere 10 prese corpo grazie a un forte spirito di iniziativa dei cittadini, riunitisi nel Comitato Spontaneo di Crocetta, primo comitato di zona a Torino.
Tuttavia, a oggi si è evidenziata con forza l’esistenza di un tessuto relazionale povero e frammentato, con una presenza insufficiente di realtà del terzo settore e, come punto nodale, con una netta frattura tra vecchi residenti, spesso assegnatari di edilizia popolare che hanno acquistato un immobile a prezzo di riscatto, e nuovi assegnatari Atc.
Lo studio diacronico sulle cessioni immobiliari di Edilizia residenziale pubblica (Erp) nei vari complessi abitativi dal 1999 e l’analisi delle variazioni dell’utenza dal 2001165 hanno delineato un chiaro prospetto dell’evoluzione e della configurazione attuale dell’area di Via Arquata e della popolazione di edilizia popolare che vi r...
Indice dei contenuti
- Risvolto
- Occhiello
- Frontespizio
- Colophon
- Indice
- Uno sguardo sulla condizione abitativa in Italia attraverso le inchieste sulla casa
- Costruire relazioni. Ambienti e strumenti digitali per il progetto Abitare in Italia
- Politiche
- Abitanti
- Immagini e opinione pubblica
- Emergenze e disagio
- Gli autori