Rivoluzione pacifica e Unità
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Rivoluzione pacifica e Unità

Celebrazioni e culture della memoria in Germania (1990-2015)

  1. 253 pagine
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Rivoluzione pacifica e Unità

Celebrazioni e culture della memoria in Germania (1990-2015)

Informazioni su questo libro

Fra il 1989 e il 1990, con la fine della Repubblica Democratica Tedesca e la riunificazione del paese, prendeva avvio per la Germania una nuova fase storica. Fra i molti cambiamenti anche la ridefinizione del calendario civile, in cui venivano incluse nuove date. Il 3 ottobre, come Tag der Deutschen Einheit che celebrava la riuni- ficazione, diventò dal 1990 la nuova festa nazionale tedesca. Gradualmente conquistarono spazio nell'arena pubblica anche il 9 novembre, con la celebrazione del crollo del Muro, e il 9 ottobre, ricorrenza di una decisiva manifestazione contro il regime della Germania orientale a Lipsia. Il volume analizza lo sviluppo, dal 1990 al 2015, di queste tre date, indagandone le modalità celebrative, gli organizzatori, l'effetto mediatico. Dal calendario civile l'analisi si estende poi all'Erinnerungskultur tedesca, concentrandosi su come la Rivoluzione pacifica del 1989 e la riunificazione abbiano trovato posto nella memoria pubblica del paese.

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Informazioni

Anno
2020
eBook ISBN
9788833135328
Argomento
Storia

1. Il 3 ottobre

1. 1990
1.1. La scelta
1.1.1. La data dell’adesione
Alla mezzanotte del 3 ottobre 1990 entrò in vigore l’Einigungsvertrag, che stabiliva i fondamenti giuridici dell’adesione della DDR alla Repubblica federale. I cinque ricostituiti Bundesländer (Mecklenburg-Vorpommern, Brandeburgo, Sachsen-Anhalt, Sassonia e Turingia, a cui si aggiungeva il Land di Berlino con i suoi ventitré distretti) sarebbero stati regolati, a partire dal 3 ottobre, dalla stessa Costituzione adottata dalla Repubblica federale nel 1949.
Che l’adesione dovesse avvenire proprio il 3 ottobre fu deciso attraverso un percorso travagliato, che si concluse in una seduta straordinaria della Volkskammer, nella notte fra il 22 e il 23 agosto 1990. Prima dell’adesione della DDR alla Repubblica federale dovevano verificarsi alcune precondizioni, come la ratifica dell’Einigungsvertrag, il chiarimento delle questioni internazionali nei colloqui «2 + 4» (fra URSS, USA, Francia, Gran Bretagna e i due Stati tedeschi), la ricostituzione dei Länder nella Germania orientale. Nella seduta fra il 22 e il 23 agosto si confrontarono opzioni diverse. La SPD propendeva perché l’adesione fra Repubblica democratica e Repubblica federale avvenisse il prima possibile, il 15 settembre. La PDS, partito erede della SED nato nel febbraio 1990, era a favore di un percorso più lungo, in cui la data dell’adesione si sarebbe decisa solo in un’ulteriore seduta della Volkskammer. Un’altra opzione, sostenuta da Bonn, era rappresentata dal 14 ottobre, quando si sarebbero tenute le elezioni per i parlamenti regionali nei neo-costituiti Länder dell’ex DDR.
L’empasse fu superata con la presentazione di una proposta congiunta da parte di CDU/DA, DSU, FDP e SPD, che si accordarono per il 3 ottobre. Non appare chiaro come si arrivò all’individuazione di questa data. Nonostante il serrato confronto in aula, infatti, le trattative decisive avvennero fuori, negli incontri fra i gruppi parlamentari. Secondo il racconto del vicepresidente della Volkskammer, Reinhard Höppner (SPD):
«Si apprese che da Bonn era stato proposto il 14 ottobre. Sarebbe stato un appuntamento del tutto sensato. […] Tuttavia fummo tutti velocemente d’accordo: non doveva essere questo giorno. Nel processo di unità ci eravamo già lasciati prescrivere così tanto da Bonn. Ora volevamo decidere noi. Nella discussione venne fuori il 9 ottobre. Sarebbe stata una bella data. Il 9 ottobre 1989 a Lipsia aveva avuto luogo la prima grande dimostrazione senza violenza. All’epoca fu anche colpa mia, se non fu scelto questo giorno importante. Posi infatti la domanda su come avremmo dovuto celebrare allora il 7 ottobre, il giorno di festa nazionale della DDR. Non potevamo semplicemente ignorarlo. Dall’altra parte avevamo paura che la PDS forse avrebbe organizzato in questo giorno una grande festa d’addio per la DDR. Come si sarebbero presentati gli altri partiti? Nessuno sapeva dare a questa domanda una risposta ragionevole. “Allora deve essere prima del 7 ottobre” fu la mia conclusione».98
La data dell’adesione doveva dunque cadere prima del 7 ottobre per scongiurare il rischio di trovarsi, nell’anniversario dell’ex Tag der Republik, di fronte a feste nostalgiche della DDR. La data doveva anche cadere dopo il 2 ottobre, quando erano fissate a New York sia la ratifica finale dell’accordo «2+4», che la conferenza dei ministri degli Esteri della CSCE.
Con 294 sì su un totale di 363 voti, raggiungendo dunque la maggioranza di due terzi richiesta, la Volkskammer votò a favore dell’adesione della DDR alla Repubblica federale il 3 Ottobre 1990. Alla proclamazione i deputati di CDU/DA, DSU, FDP e alcuni della SPD risposero con un’ovazione ed alzandosi in piedi. Interamente per il sì votarono le frazioni di CDU/DA, FDP, DSU, Demokratische Bauernpartei Deutschlands/Demokratischer Frauenbund Deutschlands, mentre nella SPD si registrarono due no e due astensioni. Fra i deputati del Bündnis 90, che univa alcune realtà eredi dei movimenti civili dell’autunno 1989 (Neues Forum, Demokratie Jetzt, Initiative Frieden und Menschenrechte) e si era associato in una lista unitaria con il partito dei Grünen, prevalsero i voti contrari e le astensioni. La PDS votò compattamente contro la proposta. Nel fronte del no si realizzò così «un bizzarro collegamento fra la SED riformata e parti del movimento d’opposizione per una DDR democratizzata e socialista».99
In modo alquanto paradossale, inoltre, si era stabilita l’adesione della DDR alla Repubblica federale prima che le due parti firmassero l’Einigungsvertrag. Una successione di eventi errata, la definì il deputato Markus Meckel (SPD), ministro degli Esteri nell’ultimo governo della DDR. La DDR, infatti, aveva rinunciato alla propria sovranità prima che le trattative fossero concluse, indebolendo ulteriormente la sua posizione.100 Fu questo «difetto di fabbrica» del processo verso l’unità, che spinse Meckel ad abbandonare l’aula prima della votazione nella seduta del 22 agosto.
Scelta la data dell’adesione erano ancora molte le tappe nel percorso che portava al 3 ottobre. Il 31 agosto il segretario di Stato della DDR Günther Krause (CDU) e il ministro degli Interni della Repubblica federale Wolfgang Schäuble (CDU) firmarono l’Einigungsvertrag nel Kronprinzenpalais di Berlino Est. Il trattato fu ratificato il 20 settembre con un’ampia maggioranza sia dalla Volkskammer che dal Bundestag – ad esprimersi contrariamente furono rispettivamente solo la PDS e i Grünen. I colloqui «2 + 4» fra i rappresentati delle due Germanie e quelli di Francia, Gran Bretagna, USA e URSS si conclusero a Mosca il 12 settembre. La Germania recuperava la piena sovranità, mentre le quattro potenze rinunciavano ai loro diritti; i confini tedeschi restavano immutati con il riconoscimento del confine con la Polonia; si chiarivano le modalità del ritiro delle forze sovietiche e si confermavano delle limitazioni alle forze armate tedesche; si riconosceva di fatto l’adesione del paese alla NATO. Nel frattempo, dopo l’FDP, anche i partiti omologhi della CDU e dell’SPD dell’Est si riunificavano con quelli dell’Ovest. Le ultime settimane prima dell’unità trascorsero così in una «strange haste»,101 una fretta che caratterizzerà anche la scelta della nuova festa della Germania riunificata.
1.1.2. Il giorno di festa nazionale
Dopo aver sancito la ricostituzione dei Länder dell’ex Repubblica democratica e aver designato Berlino capitale (pur senza stabilire se sarebbe tornata ad essere anche sede delle istituzioni governative), l’Einigungsvertrag stabiliva che «il 3 ottobre in quanto giorno dell’unità tedesca è festività ufficiale».102 Nelle prime bozze del Trattato (del 6, 18 e 26 agosto) non troviamo alcun cenno all’istituzione della nuova festa nazionale.103 Fu il 29 agosto, in un colloquio fra il cancelliere Kohl e i presidenti dei Länder occidentali che si discusse, fra i vari punti all’ordine del giorno, anche del 3 ottobre come nuova festa nazionale. Il cancelliere propose la data, che avrebbe sostituito il 17 giugno, e sarebbe stata designata Tag der Deutschen Einheit.104 I presidenti dei Länder si dissero favorevoli. A questo colloquio non fece seguito una discussione più ampia, ma il mancato dibattito non doveva meravigliare, in quanto tipico della prassi di governo di Kohl.105
Al contempo il 3 ottobre apparve una data scontata, scelta quasi automaticamente in quanto indicata come data dell’adesione della DDR alla Repubblica federale. La giornata, in cui cominciava la vita unitaria della Germania e in cui dal 1990 i tedeschi avrebbero celebrato la loro festa nazionale, era dunque, secondo Reinhard Höppner «il risultato delle consultazioni improvvisate del 22 e del 23 agosto».106 Se durante la seduta si era già manifestata la consapevolezza che la data scelta sarebbe diventata la futura festa nazionale,107 prima però bisognò verificare che il 3 ottobre non fosse legato ad eventi passati negativi, che non fosse «compromesso».108 L’implicito ma chiaro riferimento era al 9 novembre, da molti proposto come festa nazionale, in ricordo della caduta del Muro. La data rimandava, però, ad una memoria molteplice e ambivalente; il ricordo del pogrom del 1938 e della persecuzione contro gli ebrei lo rendeva impraticabile come nuova festa nazionale. Non da ultimo: il cancelliere Kohl, che visionò anche i bollettini meteo degli anni precedenti, sottolineò come ad inizio ottobre la stagione fosse ancora buona, appropriata per la celebrazione della festa nazionale più dei grigi giorni di novembre.109
Nelle discussioni del Bundestag sull’Einigungsvertrag la scelta del 3 ottobre fu un tema marginale. Nella seduta del 5 settembre solo i deputati dei Grünen sollevarono il tema, recriminando per la mancata discussione contro il ministro degli Interni Wolfgang Schäuble (CDU), che la presentò come una scelta già approvata spontaneamente da tutti.110 Nel dibattito finale del 20 s...

Indice dei contenuti

  1. Risvolto
  2. Occhiello
  3. Frontespizio
  4. Colophon
  5. Indice
  6. Sigle e abbreviazioni
  7. Introduzione
  8. Prologo. La transizione: il 17 giugno 1990
  9. 1. Il 3 ottobre
  10. 2. Il 9 novembre
  11. 3. Il 9 ottobre
  12. Conclusioni
  13. Fonti e bibliografia

Domande frequenti

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