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Oralità, scrittura, potere
Sardegna e Mediterraneo tra antichità e medioevo
- 353 pagine
- Italian
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Informazioni su questo libro
I saggi raccolti in questo volume, elaborati da un gruppo di ricerca di antichisti e medievisti, hanno l'intento di indagare in una prospettiva diacronica, dalla Grecia classica al XV secolo, le circostanze e le modalità di interazione della parola orale e del testo scritto con le dinamiche dei poteri, a partire dal punto d'osservazione prevalente della Sardegna e delle sue relazioni mediterranee. Vengono valorizzate soprattutto due circostanze tipiche dell'interazione orale-scritto, cioè la giustizia, in particolare quella politica, e la comunicazione epistolare. Una serie di approfondimenti molto vari che aprono altrettante prospettive metodologiche e tematiche su un ambito di studi di grande vitalità
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Informazioni
Argomento
HistoryCategoria
European Medieval HistoryLa scrittura e l’oralità nel Mediterraneo medievale: il mondo mercantile
Valentina Ruzzin
Lettere private e accordi economici nella Genova tardomedievale. Oltre il contratto?
1. Armando Petrucci definiva così la lettera missiva privata:
Una lettera missiva è un microtesto costituito da una comunicazione scritta di natura informativa, petitiva, affettiva, polemica e così via, inviata da un mittente dichiarato […] ad un destinatario […] in genere composta secondo determinate consuetudini o regole formulari e materiali, comuni al mittente e al destinatario; è caratterizzata dalla previsione della ricezione e della risposta da parte del destinatario, cosicché si può affermare che praticamente ogni lettera istituisce o si inserisce in una catena epistolare in teoria continuamente aperta.428
Si tratta infatti di una preziosa tipologia di fonte, fondamentale serbatoio di informazioni, declinabile secondo ogni ambito di studio, che tuttavia rappresenta una anomalia per lo studioso delle forme documentarie. La lettera missiva privata, magari tra familiari, in sé non facit ius.429
L’argomento, però, delle scritture private, inteso nel suo più largo complesso, non può essere del tutto estraneo all’indagine diplomatistica: i concetti di scrittura privata e di scrittura in forma pubblica sono vasi necessariamente comunicanti, dove un oggetto scivola sempre dall’uno all’altro dei due ambiti e, anzi, è argomento che resta aperto anche in merito all’origine stessa delle forme documentarie attinenti al commercio.430 È infatti evidente che, almeno in periodi in cui la produzione notarile è ben codificata, come quelli successivi al XII secolo, la decisione di affidarsi a un contratto per stipulare un accordo sieda principalmente nell’ipotesi di poter poi possederne scrittura probatoria in una eventuale sede giudiziaria o, comunque, nella certezza che tale accorgimento è percepito come necessario dal contesto in cui si opera. Viceversa, il ricorso alla scrittura privata deve essere sostenuto dalla sua, analoga, forma di ammissibilità, anche giudiziaria.
È assai noto come il mondo mercantile abbia costruito, soprattutto nel corso del XIV-XV secolo, una vera e propria rete transnazionale – intesa in senso sia geografico sia politico – che collega porzioni molto distanti di territorio, rete in cui la comunicazione diviene ragionevolmente aspetto fondamentale. Anzi, alla trasmissione continua di informazioni, resoconti e mandati tra filiali di aziende, e poi tra mercanti e forme di rappresentanza nazionale all’estero, è attribuito in quei secoli un valore in qualche modo prima sconosciuto o immaturo: nemmeno i governi possono più fare a meno dei propri mercanti anche per quanto riguarda la gestione delle notizie.431 Per il caso genovese, ad esempio, si veda la parte del carteggio quattrocentesco intercorso tra l’Ufficio di San Giorgio, i suoi funzionari nelle colonie d’Oltremare e poi, più genericamente, con chiunque avesse motivi di entrare in relazione con l’Ufficio stesso: un continuo flusso di informazioni, di resoconti, di richieste, critiche, suggerimenti.432
D’altronde, anche questo è stato ormai largamente acquisito, proprio dalla metà del XIV secolo è cominciata un’epoca di mercatura diversa, un’epoca in cui viaggiano con molta più frequenza i capitali che le persone, cioè si tende a stabilizzarsi anche per anni in qualità di agenti in piazze magari lontane, con reti relazionali molto ben ramificate, e di conseguenza la comunicazione, sostenuta da una diffusa alfabetizzazione, diviene da un lato fondamentale, dall’altro, molto più facile.
Il carteggio personale di un notaio genovese di pieno XV secolo, Antonio da Torriglia, che ha tramandato, assieme ai suoi documenti, anche 141 diverse sessioni di scrittura, in larghissima maggioranza in lingua latina, destinate alla sua stretta cerchia di familiari e partner commerciali testimonia benissimo l’importanza vitale della comunicazione.433 Il dato generale che emerge più spesso da queste variegate missive è infatti proprio il largo e condiviso utilizzo della scrittura, per cui ogni nave – il notaio scrive per lo più trovandosi a Caffa, in Crimea434 o a Chio – appare carica di lettere, ogni viaggiatore, si trovi esso in città in qualità di mercante o funzionario, ne riceve, ne scrive e ne porta, ogni novità è rimandata da più fonti. In queste missive non si contano riferimenti alle lettere ricevute o a quelle altrui; se ne affidano a chiunque, anche in più esemplari, poiché si ha paura che vadano perse, si raccolgono e rimandano notizie in ogni forma possibile: alcuni conoscenti appena arrivati a Chio con un gruppo di francesi sono un’ottima fonte per i dettagli sulle ultimi spostamenti delle truppe in Italia e nel mediterraneo, uno sconosciuto lo è per le notizie da Caffa caduta all’assalto di Maometto II.435
È questo carteggio un caso quasi unico per Genova e il territorio ligure – fa eccezione quello del mercante Giovanni di Pontremoli436 – i cui archivi non hanno affatto garantito agli studiosi ciò che magari invece si è conservato altrove: è noto, ma va qui ripetuto, che l’area ligure in generale non disponga non soltanto di carteggi commerciali, ma neppure di libri contabili privati437 o, tanto meno, di pratiche di mercatura e altre tes...
Indice dei contenuti
- Risvolto
- Occhiello
- Frontespizio
- Colophon
- Indice
- Premessa
- Leggi scritte e leggi non scritte nella Grecia classica
- Dall’oratoria al processo: la parola della giustizia in età romana
- La scrittura e l’oralità nel Mediterraneo medievale: il mondo mercantile
- Scrittura e prassi politica nei processi della Sardegna bassomedievale
- Gli autori
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