Nell'Inghilterra di Beatrix Potter
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Nell'Inghilterra di Beatrix Potter

Un viaggio nell'incanto del Lake District

  1. Italian
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Nell'Inghilterra di Beatrix Potter

Un viaggio nell'incanto del Lake District

Informazioni su questo libro

L'intento grande di questa piccola opera è quello di condurre il lettore alla scoperta di un luogo unico e meraviglioso, che custodisce da sempre una rara e incontaminata bellezza: il Lake District.In questa "favola per grandi", pagina dopo pagina, sarà possibile viaggiare nelle inconfondibili atmosfere inglesi del Distretto dei Laghi, tanto amate e preservate dai loro storici difensori, attraverso testi, illustrazioni e fotografie che aiuteranno ad immergersi in una natura incontaminata, oggi come allora. Citazioni, notizie e curiosità faranno da cornice ad un'esperienza di lettura che scalderà il cuore, donerà speranza e farà sognare una favola che, in realtà, esiste davvero.

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Informazioni

UN POSTICINO PERFETTO

È forse il posticino più perfetto nel quale io abbia mai vissuto.
Così Beatrix Potter descrisse Near Sawrey la prima volta che lo vide, quando in una delle successive vacanze nel Lake District dimorò proprio lungo le sponde dell’Esthwaite Water, il lago del paesino.
Near Sawrey è un piccolo villaggio raccolto di circa 150 abitanti, che fa parte del comune di Sawrey insieme al vicino Far Sawrey (anch’esso dello stesso numero di residenti, in cui vi è la bellissima e scenografica chiesa gotico-vittoriana di St Peter).
Un luogo veramente grazioso, dove nulla è stato modificato. Le case, le fattorie, i cottage: tutto è oggi come era al tempo di Beatrix, Rawnsley, Wordsworth…
La definizione di posticino nel dizionario dice: “un bel posto”, “un luogo gradevole, dove si sta bene”. Esattamente questo, Beatrix, aveva in mente scrivendo quella frase. Ed è esattamente questo che subito arriva a chiunque lo visiti, poiché rimane impossibile non lasciarsi rapire dalla poesia di questo borgo rurale, dove tutt’intorno la vita parla di meraviglia e incanto, tanto che sembra di esser dentro ad un dipinto, per poi realizzare che si tratta di un “dipinto” vero!
Un sogno ad occhi aperti. Una medicina per l’uomo. Un amore a prima vista.
Nella traduzione dall’inglese all’italiano la parola perfetto si avvalora del comparativo più, che ne rafforza il suo significato, ed esprime ancor meglio il concetto riferitoci da Beatrix: non esiste altro posto così perfetto; oltre a questa perfezione non è possibile andare.
Non crediamo sia stata “stregata” da qualche folletto del villaggio, perché anche noi pensiamo altrettanto, nel momento stesso in cui lo scorgiamo.
Per quanto siamo legati alle nostre italiche radici, sentiamo che questo è un posto talmente perfetto nel quale persino non ci dispiacerebbe invecchiare.
Valutazione messa in pratica da Beatrix, quando nel 1905 vi compera una fattoria del XVII secolo: Hill Top Farm. La prima di una nutrita serie ottenuta grazie alla colossale vendita dei suoi racconti, come delineato precedentemente.
I due piani della “casa-museo” di Hill Top, da Beatrix arredati, e il giardino sono aperti al pubblico, seguendo le disposizioni da lei lasciate al NT, per permettere alle migliaia di ammiratori sparsi nel mondo di far parte, almeno per un po’, di un piccolo, grande pezzo di storia e natura, contribuendo al suo mantenimento.
Con acri di terreno, alberi da frutto, stalle, orto e fiori colorati, posta su di una collina nel cuore del paesello, era il luogo ideale per sgattaiolare via dalla rumorosa, seppur affascinante, Londra, ogniqualvolta Beatrix ne sentisse l’esigenza.
Rifugiarsi in una posizione tranquilla, dove poter creare, dipingere e scrivere indisturbata. Respirare aria densa di splendori e sorprese.
Chi non desidererebbe altrettanto?
Lontana dalle troppe restrizioni del tempo, qui si sentiva nella sua vera Casa, anche se raggiunta comunque dalle preoccupazioni e dal profondo dolore per la perdita prematura dell’amato fidanzato Norman Warne, suo sostenitore ed editore.
Ad Hill Top, tuttavia, non abitò mai in pianta stabile: come decretato dalle usanze della società, non le era concesso lasciare i propri genitori se non nel caso di un matrimonio. Cosa che avvenne nel 1913 con William Heelis, rappresentante legale nella vicina Hawkshead, conosciuto alcuni anni prima e per cui il suo delicato cuore era ritornato a battere. I coniugi, sposatisi a Londra, si stabilirono per il resto della loro vita a Castle Cottage, vicinissima ad Hill Top, dall’altro lato della strada.
La proprietà terriera includeva anche un piccolo laghetto, Moss Eccles Tarn, distaccato più su dalla casa, dove Beatrix & Willie possedevano una modesta imbarcazione con cui andavano a pesca, remando “sotto calme sere”, tra le ninfee da loro piantate, in quello che sappiamo essere stato un matrimonio felice.
Il sogno di stabilirsi nei Laghi era così coronato.
Veramente un posticino perfetto, dunque, dove accasarsi, fare il nido, “acciambellarsi nella cuccia” e conseguire quel senso di appartenenza lì avvertito, specifico delle piccole realtà, sì, ma che nel Lake District sa sedurre e attrarre così tanto da instillare un “per sempre” nel cuore dell’uomo.
Passarvi gli ultimi lustri della propria vita è stata una scelta praticamente “obbligata” anche per Wordsworth e Rawnsley che, come meta finale, predilessero Grasmere – Wordsworth poi si spostò definitivamente a Rydal, presso il Rydal Water; Ruskin visse a Brantwood, sul Coniston Water; Southey e Coleridge (il secondo per un solo periodo) a Keswick, vicino al Derwentwater.
“Alcune persone amano la campagna, altre la città.
Quanto a me, preferisco vivere in campagna, come Timmy Willie.” (Beatrix Potter)
“Il Derwentwater è uno dei panorami più spettacolari d’Europa.” (John Ruskin)
“Grasmere è il posto più bello che l’uomo abbia mai trovato.” (William Wordsworth)
Questi aforismi di Beatrix, Ruskin e Wordsworth ci testimoniano, ancora una volta, quanto per loro (e per molti) la natura corrisponda a bellezza e, in alcuni casi, a salvezza.
Timmy Willie è il protagonista di una fiaba di Beatrix. È un topolino di campagna che per sbaglio incontra un topo di città, Johnny. I due diventano amici, e passano alcuni giorni l’uno nella casetta dell’altro, ma… non sveliamo il finale; diciamo solo che questa qui sotto è la campagna di Timmy, nel Distretto. Lui è lì, accanto a Beatrix… ma dove? Forse si è nascosto… Perché non disegnarlo, se lo si desidera, e colorarlo insieme al resto del paesaggio?
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Immagine del Lake District
Attratti dalle descrizioni e da alcune fotografie (che troviamo sui libri e sui siti dedicati) – e dai mille dipinti del Distretto realizzati da Beatrix Potter (col suo ‘soffice’ tratto inconfondibilmente fiabesco), da John Ruskin (leggero ed impalpabile), dal contemporaneo William Heaton Cooper (marcatamente impressionista), e dal talentuosissimo e superlativo Alfred Fontville de Breanski jr (fotografico e naturalistico) – pensiamo proprio che il pastorale Near Sawrey faccia al caso nostro per vivere una dimensione più “famigliare” nei Laghi.
Forse perché chi vi scrive è cresciuta in un altrettanto minuscolo paesino di circa 400 abitanti, contando però le galline, le mucche e i conigli, come mi diverto sempre a dire… “Quattro vie”, in cui ci si conosce tutti (e fra alcuni si è anche parenti), con un solo negozio di alimentari (il primo supermarket è a 7 km ca.), un bar (che “alterna” i tornei di briscola con l’oratorio) e il medico tre giorni a settimana. Nessuna banca, né farmacia. Ma le tradizioni, le feste, le gite e le sagre vanno avanti lo stesso, organizzate da una piccola associazione di promozione sociale (votata alla salvaguardia del proprio territorio) e da tutti “gli uomini di buona volontà” che da sempre mettono l’anima perché il paese continui a pulsare, oltre che a lavorare duramente nei campi.
La vita di campagna, come ci ricordano Beatrix nelle sue fiabe e Rawnsley in certi suoi inni, è una vita dai risvolti duri e crudi.
Chiunque abbia vissuto o lavorato in una cascina, abbia avuto un podere o un piccolo appezzamento di terra, può testimoniare questo.
Sin da piccola ricordo i miei famigliari e i miei compaesani in continuo movimento senza sosta, fra le bestie, i campi e i pericoli; sempre con le mani sporche, rovinate. Al sole cocente o al freddo ghiacciante, e con poche vie di mezzo.
Io stessa, inevitabilmente, sono stata allevata ‘fra orto e pollaio’.
Dietro a gran parte della naturale ricchezza poetica che vediamo intorno a noi, c’è un faticoso impegno quotidiano. È necessario un grande lavoro di squadra tra contadini, allevatori e coltivatori per ottenere che le valli siano ricche di tale fascino. E in questa sinergia tra uomo e natura, che procede da millenni, occorre mettere al primo posto l’amore per la propria terra, anche quando la terra è ostile. Altrimenti, senza l’amore, vi sarà solo fatica.
E questo anche Beatrix lo sapeva bene, perché con le sue stesse mani, a Near Sawrey, per la prima volta aveva iniziato a coltivare il suolo, a mungere le mucche, allevare le pecore, badare alle oche e… a catturare i topi! Nonostante nelle sue proprietà avesse l’aiuto prezioso dei fattori, era diventata, lei stessa, una contadina. Una contadina felice, che aveva trovato il suo posticino perfetto nel mondo.
Spesso in “divisa”, con gli abiti per andare all’ovile, ci ricorda i nostri avi. Conservo una foto della mia nonna paterna in cui le sue sembianze sono molto simili a quelle di Beatrix: stessa forma del volto, stesso sorriso, stesso dolce sguardo che parla. Ci sentiamo vicini a questa giovane campagnola per molti motivi. Ricaviamo grande pace da questi luoghi ogni volta, e li frequentiamo soprattutto per questo, ma è nei pascoli e negli orti che troviamo terreno comune con l’essenza di Beatrix, che ancora aleggia nei Laghi.
Conquistata fino all’osso dall’antichissimo ritmo dei tempi agricoli e delle cadenze stagionali, come avrebbe potuto continuare i suoi giorni nella natia Londra?
Ed è questo che maggiormente attrae, qui.
Di nuovo, anche per noi è stato così. Tanto da scegliere di tornarci, abitandoci per un po’. In una continuazione con la nostra di terra, al “capo opposto” del continente. Da un paesino all’altro.
Avevamo già visitato Near Sawrey, in un precedente viaggio (d’estate), arrivandoci dal lago Windermere con il folcloristico traghetto. Non c’era ancora il simpatico e geniale “cartello stradale”, riproducente la nera silhouette di Peter Rabbit nell’atto di correre e saltare (hop, hop!), che qualcuno ha creato e posto nei pressi di Hill Top Farm: “Attenzione! Peter Rabbit nei paraggi!”. Un vero tocco “fiabescamente” ironico!
Il nostro interesse, in quell’occasione, si era focalizzato per lo più su Hill Top Farm passandoci quasi una giornata intera, per poi ritornare nell’incantevole Bowness-on-Windermere, sul lago omonimo, dove albergavamo a pochi passi dalla baia di attracco, in cui le anatre erano impegnate in comiche piroette a testa in giù e curiose danze acquatiche, emergendo solo con la coda; o dormivano su di una zampa sola, se non eran nell’acqua “appallottolate” su loro stesse, con il becco sotto alle loro piume. Che profumi esalava il lago: di alghe e di pesci, ma anche di toast, uova fritte, dolci e torte che “uscivano” dai tanti locali dell’insenatura.
Dedico una breve parentesi ad un luogo che, a Bowness, vale veramente la pena di essere visitato: la World of Beatrix Potter Attraction. Un’attrazione, come dice il suo nome, dedicata all’intero mondo favolistico di Beatrix Potter, dove gli animali antropomorfi narrati sono riprodotti a grandezza naturale e prendono vita animati da ingegnosi meccanismi negli allestimenti fedeli alle celebri illustrazioni, fondendo, così, la realtà con la fantasia in un tour che farà tornare i grandi piccini, e ai bambini regalerà alcune ore indimenticabili. All’interno della grande struttura sono presenti un facsimile (con piante vere) dell’orto-giardino rappresentato in più fiabe, un’area interattiva, una Tea Room per ristorarsi con golosità e variegati piatti, un Gift Shop e l’Old Laundry Theatre: un teatro dove le storie di Beatrix vengono messe in scena in un musical (dal titolo: “Where is Peter Rabbit?”) recitato in costume e che, assicuriamo, saprà far brillare gli occhi e vibrare il cuore a tutti, in un vortice di stupefazione e tenerezza.
Questa volta, invece di una “toccata e fuga”, desideriamo “attraccare” a Near Sawrey e sostarvi diversi giorni, per vagabondare in un piccolo mondo antico dove gli orologi si sono arrestati...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Colophon
  4. Introduzione
  5. C’ERA UNA VOLTA… E C’È ANCORA
  6. L’EREDITÀ DI BEATRIX POTTER
  7. UN POSTICINO PERFETTO
  8. BRITISH SOUL
  9. IL VIAGGIO CONTINUA…
  10. Nota: NELLA LONDRA DI BEATRIX POTTER
  11. SITI INTERNET UFFICIALI e RIFERIMENTI UTILI
  12. COLONNA SONORA
  13. BIBLIOGRAFIA