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Trasformato in discepolo e apostolo di Dio
Informazioni su questo libro
“Tu sarai una pietra”. Con questa frase lapidaria, Angelo ci accompagna in un entusiasmante cammino di vita nuova a riscoprire la figura di Pietro e a riconoscere, nel primo degli apostoli, come una profezia di quello che Cristo Salvatore e Signore propone a ciascuno di noi che siamo decisi a seguirlo fino in fondo.
Essere pietre vive del Suo edificio spirituale. Proprio come “angeli”, questi nostri fratelli si fanno nostri compagni di viaggio perché nutriti dalla Parola del Signore possiamo attraversare i deserti della vita e delle solitudini, per cominciare a “camminare sulle acque” con Gesù che ci trasforma, ci salva, ci libera e ci guarisce, perché è il Redentore nostro e della nostra esistenza.
Vale la pena di leggere questo volumetto ispirato da Angelo, perché con un linguaggio semplice ci accompagna passo per passo nello sforzo di superare gli ostacoli verso la maturità cristiana, con una luce in più, attraverso fallimenti e benedizioni.
A te, caro lettore, l’augurio di un “ buon viaggio spirituale” dentro il Vangelo di Cristo, insieme a questi nostri fratelli.
Paolo Salvo
Membro Equipe nazionale Rinnovamento Carismatico Cattolico - Iniziativa di comunione – Già Capo redattore Radio Vaticana
Essere pietre vive del Suo edificio spirituale. Proprio come “angeli”, questi nostri fratelli si fanno nostri compagni di viaggio perché nutriti dalla Parola del Signore possiamo attraversare i deserti della vita e delle solitudini, per cominciare a “camminare sulle acque” con Gesù che ci trasforma, ci salva, ci libera e ci guarisce, perché è il Redentore nostro e della nostra esistenza.
Vale la pena di leggere questo volumetto ispirato da Angelo, perché con un linguaggio semplice ci accompagna passo per passo nello sforzo di superare gli ostacoli verso la maturità cristiana, con una luce in più, attraverso fallimenti e benedizioni.
A te, caro lettore, l’augurio di un “ buon viaggio spirituale” dentro il Vangelo di Cristo, insieme a questi nostri fratelli.
Paolo Salvo
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Informazioni
Argomento
Teologia e religioneCategoria
ReligioneIl sesto ostacolo
Non accettare gli avvertimenti della Scrittura
Giovanni 13:36 Gli dice Simon Pietro: “Signore, dove te ne vai?”. Gli rispose Gesù: “Dove io vado, tu non mi puoi seguire ora; mi seguirai più tardi”. Gli dice Pietro: “Signore, perché non posso seguirti fin d’o¬ra? Ci rimetterei la mia vita per te”. Risponde Gesù: “Ci rimetterai la tua vita per me. In verità, in verità ti dico: Il gallo non canterà prima che tu mi abbia rinnegato tre volte”.
Qui c’è un avvertimento che Gesù stava dando a Pietro.
La Scrittura avverte ripetutamente, circa gli ostacoli e i problemi della vita cristiana e fornisce le linee guida, di come ci si debba comportare.
Ci viene detto, per esempio, di essere particolarmente cauti, quando ci sentiamo più sicuri, poiché quello è il momento in cui è più probabile che veniamo colti di sorpresa.
Se però non accettiamo gli avvertimenti, siamo candidati al fallimento.
In Luca 22:31-34 Pietro ignora ancora una volta l’importanza di un avvertimento della Scrittura.
“Simone, Simone, ascolta! Satana ha ottenuto il permesso di passarvi al vaglio come il grano. Ma io ho pregato per te, perché non venga meno la tua fede. E tu, quando sarai tornato, conferma i tuoi fratelli”.
Pietro allora gli disse: “Signore, con te sono pronto ad andare in prigione ed anche alla morte”. Gesù gli rispose: “Pietro, io ti dico: oggi non canterà il gallo prima che tu per tre volte avrai di¬chiarato di non conoscermi ”.
Nonostante Gesù avesse detto a Pietro che satana aveva chiesto di causare loro dei problemi, Pietro non prese seriamente un tale avvertimento.
Ancora non si conosceva; credeva sinceramente di essere pronto ad andare in prigione o a morire per Gesù ; insi¬steva che anche se tutti gli altri lo avessero rinnegato, lui sarebbe rimasto fedele.
Sappi che satana è reale
La Scrittura ci avverte che satana è un nemico reale anche oggi; non è una storiella per spaventare i bambini; non è una minaccia sola¬mente per mantenere in riga le persone cattive; satana è vivo e attivo. Guardati intorno e vedi se satana non ha vagliato, con prove di ogni genere, famiglie che conosci;
Usare le armi spirituali
Un altro ostacolo alla maturità, che un cristiano deve affrontare è dato dalle armi carnali.
In Luca 22:35-38 Gesù insegna ai suoi discepoli dicendo:
Poi disse loro: “Quando vi mandai senza bor¬sa, senza bisaccia e senza sandali, vi è mancato qualcosa?”. Essi risposero: “Nulla”. Allora egli disse:” Ora, però, chi ha una borsa la prenda, e così la bisaccia: e chi non ha una spada, ven¬da il mantello e se ne compri una”. Vi dico infatti che deve compiersi in. me ciò che è scritto: “E stato annoverato tra i malfattori”. Infatti ciò che mi riguarda volge al suo compimento. Allora essi dissero: “Signore. ecco qui due spade “. Ma egli ri¬spose: “ Basta”.
Sembra che il Signore avesse preparato tutto questo per Pietro.
Gesù aveva detto che se non avevano una spada ne dovevano comperare una e Pietro, con zelante ubbidienza, si procurò felicemente una spada.
Forse pensava che ora che le carte stavano per essere messe in tavola, poteva mostrare a tutti e a Cristo quanto era fedele e quanto amava Gesù.
Forse pensava di poter, con le sue azioni in difesa di Cristo, redimere i suoi errori passati.
Qualunque fosse la motivazione di Pietro, è interessante notare che tutto ciò che seppe fare fu tagliare l’orecchio di qualcuno.
Probabilmente Pietro si aspettava che Gesù si con¬gratulasse con lui per la sua fedeltà; gli fu invece detto di mettere via la sua spada mentre Gesù riparava il danno.
Sembrava che ogni volta che Pietro faceva qualche cosa veniva rimproverato, avvertito, sgridato e criticato da Cristo.
Il suo Signore stava per essere crocifis¬so e Gesù lo chiamava: “Il calice che il Padre mi ha dato“.
Pietro non riusciva a capire perché non poteva difendere il suo Signore davanti alla morte.
Gesù, poi, spiegò:
“Potrei chiamare centinaia di migliaia di angeli ed essi potrebbero difendermi”,
caro Pietro, la tua arma non era nulla paragonata all’ arma della potenza di Cristo.
Quando siamo disperati e non stiamo camminando nella poten¬za di Gesù Cristo, tutti noi abbiamo la tendenza a iniziare ad usare un’arma carnale di nostra fattura; può essere qualche cosa che abbiamo studiato a scuola, un libro che abbiamo appena finito di leggere, o qualche cosa che abbiamo udito da qualcuno.
Invece di confidare nella potenza dell’Onnipotente Dio, che è venuto a dimorare dentro di noi tramite Cristo Risorto; raccogliamo diverse spade inefficaci e partiamo al galoppo.
Nella battaglia spirituale, però, funzionano solo armi spirituali.
San Paolo dice che anche se viviamo nella carne, noi non operiamo secondo la carne.
In questa crisi finale, Pietro fallì totalmente e irrevocabilmente.
Pietro, che solo poche ore prima aveva promesso che sarebbe andato in prigione o sarebbe persino morto per Cristo se fosse stato necessario, negò di averlo conosciuto.
Ed era così importante per Pietro, togliersi da ogni complicità, che negò persi¬no con giuramenti di conoscere il suo Maestro. Anche se, in quella circostanza, era in pericolo la sua stessa vita, è’ doloroso vedere Pietro spinto verso il rinnegamento totale.
Non era necessario; certamente Dio non voleva ciò.
Il Signore non vuole che soffriamo le conseguenze logiche delle nostre debolez¬ze.
Gesù vorrebbe, piuttosto, che le dessimo a lui molto tempo prima che queste ci mettano in serie difficoltà.
E’ interessante notare che il Signore guardò Pietro. Questo è un avvenimento molto toccante.
Il Signore era accusato mentre Pietro, a circa cinquanta metri di di¬stanza, lo stava rinnegando.
Quando Pietro lo rinnegò e il gallo cantò, Gesù si fermò per guardare Pietro.
Cristo, non parlò né fece un segno, lo guardò semplicemente.
Deve essere stato uno sguardo particolare, poiché Pietro uscì e pianse amaramente.
Con quello sguardo il Signore Gesù disse molto a Pietro e, per un Pietro con il cuore rotto, tutte le parole e gli avvertimenti di Gesù acquistarono significato.
Improvvisamente Pietro vide sé stesso e si pentì.
Immaginate quest’uomo, sensibile, distrutto e segnato dal pianto, camminare da solo per le colline di Gerusalemme.
Il suo Signore era stato preso, i discepoli sparpagliati, ed egli era solo con una terribile colpa e le parole del suo Maestro che risuonavano nella sua mente.
ESCE SIMONE IL DISCEPOLO; ENTRA PIETRO L’APOSTOLO
Che cosa vuole veramente Dio da noi?
Qual è il suo scopo quando prova la nostra fede, quando permette che dei grandi osta¬coli impediscano la nostra crescita, e quando permette che la scon¬fitta e il dolore prendano il sopravvento?
Che cosa guadagnò Pietro dalla sua, a volte entusiasmante, ma spesso agonizzante esperienza di conoscere Gesù?
In Giovanni 21:1-19 leggiamo il successivo incontro di Pietro con Gesù; se lui è cambiato la Scrittura lo riporterà.
Gesù era già stato crocifisso, era risorto dalla tomba, ed era stato visto da alcuni discepoli.
In seguito Gesù si manifestò di nuovo ai discepo¬li sul mare di Tiberiade. E si manifestò nel modo seguente:” - Si trovavano insieme Simone Pietro, Tommaso chiamato Didimo e Natanaele di Cana di Galilea e i figli di Zebedeo e altri due suoi discepoli. Dice loro Simon Pietro:”Io vado a pescare”. Gli dicono:”Veniamo anche noi con te”. Uscirono e salirono sulla barca, ma in quella notte non presero nulla. Sul far del giorno Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non sapevano che era il Maestro. Disse loro : “ non avete qual¬cosa da mangiare?”. Gli risposero: “No”. Egli disse loro: “Gettate la rete dalla parte destra della barca e ne troverete”. La gettarono e non erano più capaci di tirarla su, tanti erano i pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava, disse a Pietro: “E’ il Si¬gnore”. Simone Pietro, udito che era il Signore. in¬dossò la veste, poiché era nudo, e si gettò nel mare. Gli altri discepoli vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci; in¬fatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena ¬scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra e del pane.
Disse loro Gesù :”Portate un po’ del pesce che avete portato or ora”. Allora Simon Pietro salì sulla barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro:”Venite e mangiate”. E nessuno dei discepoli osava domandargli:”Chi sei?”, poiché sapevano bene che era il Signore. Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro e così pure il pesce. Questa fu la terza volta che Gesù si mani¬festò ai discepoli, risuscitato dai morti.
Quando ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?”. Gli rispose: “Si, Signore, tu sai che ti amo”. Gli dice: “Pasci i miei agnelli”. 6Gli disse una seconda volta: “Simone di Giovanni, mi ami tu?”. Gli rispose: ”Si, Signore, tu sai che ti amo”. Gli disse “ Pasci le mie pecore”. Gli disse una terza volta: “Simone di Giovanni, mi ami?”. Si rattristò Pietro perché gli aveva detto per la terza ¬volta: Mi ami tu? ”. E gli rispose: “Signore,tu sai tutto, tu conosci che ti amo”. Gli disse: “Pasci le mie pecore”....
Indice dei contenuti
- Copertina
- Trasformato in discepolo e apostolo di Dio
- Indice dei contenuti
- Nota dell'Autore
- Prefazione
- Introduzione
- Simone incontra Gesù
- Il primo passo
- Il secondo passo
- Il terzo passo
- Il quarto passo
- Il quinto passo
- Il primo ostacolo
- Il secondo ostacolo
- Il terzo ostacolo
- Il quarto ostacolo
- Il quinto ostacolo
- Il sesto ostacolo