Sua Eminenza Rossa
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Sua Eminenza Rossa

Armand-Jean du Plessis de Richelieu

  1. 324 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Sua Eminenza Rossa

Armand-Jean du Plessis de Richelieu

Informazioni su questo libro

Sacerdote. Amante. Statista. Il Cardinale Armand-Jean du Plessis, duca di Richelieu, è uno dei personaggi politici più famosi di tutti i tempi. Ritratto come cattivo nel celebre romanzo di Dumas "I tre moschettieri", fu in realtà un servitore fedele del suo sovrano e della sua nazione. Un uomo guidato dalla logica e dalla ragione, trasformò il nostro modo di pensare alle nazioni e alla nazionalità. Secolarizzò le guerre tra nazioni, patrocinò le arti per il bene pubblico, fondò il primo giornale di Francia e rese la Francia la nazione moderna che tutt'oggi conosciamo. "Sua Eminenza Rossa", ricco di musica e balli dell'epoca, nonché di romanticismo e passione, ci trasporta alla vivace corte di re Luigi XIII. Il romanzo contiene otto canzoni d'epoca, preghiere, una cronologia dettagliata e una bibliografia informativa.
Vincitore del premio Godiva Book Award 2019

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Sogni in rosso riempiono il mio cuore

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Là dove un tempo giacevano le ossa della storia.
La splendente cappa di velluto rosso.
Lo zucchetto sulla sua corona.
Le subdole parole pronunciate in segreto.
Il sangue sparso dalla sua parola.
Tanto tempo fa c’era un cardinale reso cattivo da un libro
Un romanzo d’avventura pieno di mantelli e corsetti, spade e pistole.
Uno scozzese la cui voce risuona mentre impersona il cardinale sullo schermo.
Pelle nera per far sembrare cattivo un buon uomo.
Chi era l’uomo dietro a quei veli?
Il Primo Ministro di Francia?
Un figlio ubbidiente?
Un uomo di pace che condusse gli eserciti alla vittoria sul campo di battaglia?
Era semplicemente la versione francese di David Beaton o Thomas Wolsey,
Giustamente odiato e disprezzato come Dumas ci ha insegnato a fare?
Oppure era qualcosa di più?
Un prete riluttante.
Un servo di Sua Maestà.
Un diplomatico.
Un buon uomo.

Capitolo 1: Un incontro di anime

“Il re dà il benvenuto nella sua corte al seigneur de Richelieu!” annunciò il messaggero nella sala del trono del re al Louvre. Al cenno del sovrano i valletti aprirono le imponenti porte di legno, ammettendo il ventottenne cortigiano alla presenza del re.
Henri du Plessis de Richelieu si inginocchiò davanti ai troni del re e della regina: “Grazie per avermi ricevuto di persona, Vostre Maestà!”
“Ricordiamo bene l’affetto e la fedeltà dimostrati a noi e al nostro predecessore, il re Enrico III, da voi e dalla vostra famiglia, così come il sacrificio compiuto per noi da vostro padre negli ultimi giorni delle guerre contro la religione” disse re Enrico. “Quanto tempo è passato?”
“Sedici anni, Vostra Maestà” rispose Henri de Richelieu.
“François era un buon uomo!” affermò il re. “Cosa posso fare per il suo primogenito?”
“La mia famiglia è sull’orlo della bancarotta, Vostra Maestà. Tutto è causato dai debiti di mio padre, in gran parte sostenuti per difendere la Corona. Ci sarebbe una possibile fonte di guadagno che ci permetterebbe di sopravvivere, tuttavia necessito dell’aiuto di Vostra Maestà per usufruirne” spiegò Henri de Richelieu.
“Di cosa si tratta?”
“Il vescovado di Luçon che ci avete conferito quale ricompensa per le nostre perdite. Non c’è attualmente un vescovo. Vorrei proporre mio fratello minore Armand, se voi foste così gentile da nominarlo e ottenere dal Papa la dispensa necessaria”.
“Quanti anni ha vostro fratello?” chiese il re.
“Venti, quasi ventuno, Vostra Maestà”.
“Cosa sta facendo?”
“Ha completato gli studi presso il Collegio di Navarra e attualmente sta studiando Teologia alla Sorbona. Si dice già che sia destinato a diventare uno dei migliori e più intelligenti ecclesiastici del vostro regno. Necessita solo dell’autorizzazione a diventare vescovo da parte vostra e del Papa, una volta conseguita la laurea”.
“Molto bene! Firmerò il decreto non appena sarà pronto”.
Henri de Richelieu fece un inchino profondo: “Merci beaucoup, Votre Majesté”.
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Armand-Jean du Plessis de Richelieu cavalcava in modo sicuro e risoluto attraverso le strade di Roma, mentre il fetore nauseante causato dalla mancanza di fognature in uno dei quartieri più poveri della città, lungo la Via Francigena, riempiva le sue narici. Vestito con una semplice camicia nera, pantaloni e una giubba di pelle, nessuno avrebbe ai detto che il giovane discendeva da una delle stirpi più nobili e antiche di Francia. Sebbene un tempo la famiglia avesse posseduto enormi ricchezze e terreni, decenni di guerre religiose ne avevano causato la bancarotta e lui era cresciuto nelle stesse condizioni di un tipico artigiano parigino. Non avrebbe ricevuto alcun tipo d’istruzione se non fosse stato per la saggezza e la parsimonia di sua madre in seguito alla morte del marito; fu questa saggezza a consentirgli di studiare al Collegio di Navarra dall’età di nove anni e ora all’università della Sorbona. Amava studiare! Se questa missione fosse andata a buon fine, avrebbe potuto completare gli studi religiosi, assumere l’incarico a Luçon e forse, ma proprio forse, vivere una vita tranquilla e agiata all’ombra dei fratelli. Almeno era meglio dell’esercito, specialmente vista la sua salute cagionevole. I soldati malati erano solitamente i primi a morire!
Ignorando la maggior parte dei luoghi visitati dai pellegrini sul suo percorso verso la città, trovò finalmente un piccolo convento noto per offrire camere a basso costo. Dopo avere condotto il suo cavallo alla stalla e avergli dato del mangime fresco, Armand bussò al portone del convento.
Un frate francescano aprì la porta: “Salve. Possumne te adiuvare?”
“Salve, Frater. Possumne hic manure nocte?”
“Esne Gallicus?
“Je vien de Paris. J'étudie à la Sorbonne”.
Il frate sorrise e lo invitò a entrare: “Entre”.
Armand fece un rispettoso inchino: “Merci”.
Armand fu condotto a una piccola camera al piano superiore, contenente solo un piccolo letto, una sedia, un tavolino, una brocca d’acqua fresca, una bacinella per lavarsi e una tazza per bere. Armand posò sul letto la sua piccola borsa contenente un cambio d’abito, tenendo con sé in modo protettivo, tanto quanto proteggeva il suo portamonete, la cartellina contenente le preziose lettere di re Enrico. Seguì nuovamente il frate al piano inferiore e accettò un semplice pasto costituito da una ciotola di stufato, una baguette e un bicchiere di vino. Mangiò in silenzio, quindi tornò in camera, si cambiò per la notte e si addormentò velocemente.
Arrivò la mattina. Vestendosi in silenzio, Armand raccolse i suoi averi dalla stanza prima di andare al piano inferiore per una baguette con burro e marmellata. Pieno di gratitudine, lasciò un livre al frate della sera prima e procedette con il suo viaggio.
Sei ore dopo era seduto tranquillamente nell’anticamera dell’ufficio del segretario del Papa, lieto di avere del tempo per pregare e meditare. Finalmente ricevette il documento in cui aveva tanto sperato: la sua dispensa per diventare vescovo dopo avere completato gli studi alla Sorbona. Armand era ora pronto a fare ritorno a casa.
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Passarono sette giorni senza alcun evento di rilievo. Una volta raggiunta Lione, la salute di Armand divenne nuovamente fragile. Sebbene volesse raggiungere Parigi entro la fine della settimana, il suo corpo non riusciva stare al passo. Armand suonò il campanello di un piccolo convento.
“Posso aiutarvi?” chiese una suora.
“Armand-Jean du Plessis. Sto facendo ritorno a Parigi da Roma. Posso fermarmi per qualche giorno?”
La suora aprì il cancello: “Certamente! Qui siete il benvenuto, a patto che non creiate problemi per le sorelle.
Armand fece un inchino mentre conduceva il suo cavallo attraverso il portone: “Non mi permetterei di creare più disturbo del necessario”.
La suora condusse Armand a una semplice celletta riservata ai sacerdoti e ai monaci in visita. Portando dentro i suoi averi, Armand si chiese se la sua abitazione a Luçon sarebbe stata come questa, una volta assunto l’incarico. Riconoscente, seguì la suora in una sala comune dove le sorelle si stavano riunendo per la cena e notò una giovane donna che sembrava separata dalle altre, come se la sua presenza non fosse gradita. Armand si rivolse alla sua guida: “Chi è?”
“L’ugonotta? Suor Caterina. Afferma di essersi convertita, tuttavia nessuno le crede. I suoi nonni morirono nel grande massacro del 1572. È strana e poco propensa a fare ciò che le viene ordinato. Statele alla larga per evitare che le idee diaboliche di quella donna vi allontanino dalla vera religione!” lo avvertì la suora mentre si sedeva insieme alle consorelle.
Incuriosito, Armand si sedette accanto a Suor Caterina: “Bonsoir, soeur Catherine.”
“Bonsoir, monsieur” rispose Caterina mentre tre suore entravano nel salone per servire la cena. “Immagino che vi abbiano già detto di evitarmi”.
“Come fate a saperlo?”
“Lo fanno sempre”.
“Perché?”
“Perché no? Sono diversa”.
“Siete davvero un’ugonotta?”
“Le suore vogliono che voi lo pensiate”.
“Hanno ragione?”
“Il bene e il male non sono così facili da distinguere come alcuni pensano. Ciò che sembra giusto e buono in un contesto diventa l’opposto in un altro. Le persone esprimono giudizi troppo in fretta basandosi su troppe poche informazioni” spiegò Suor Caterina.
Armand sorrise: “Mi sembrate complessa. Mi piace la complessità”.
“Davvero?”
“Sì! Essere complessi significa pensare e non fare semplicemente ciò che ci viene detto”.
“Un peccato cardinale a causa del quale sono stata picchiata e frustata molte volte. Sembrano credere che io mi ritenga migliore di Dio e che possa apprendere l’umiltà solo a colpi di bastone”.
“Chiaramente non ha effetto, tuttavia credo di capire ciò che loro non riescono a comprendere. Sono uno studente alla Sorbona e lì non si stupiscono se faccio domande e discuto di filosofia. Paradossalmente, mi incoraggiano a farlo”.
“Siete fortunato. È meglio che essere picchiate a causa della propria mente curiosa. I calvinisti non sono diversi nei confronti delle donne che aspirano a essere qualcosa di più che casalinghe e madri. Perché pensate che io sia qui?”
“Se cercate qualcuno con cui parlare, magari con cui discutere alcune cose, penso di rimanere qui per alcuni giorni. Potete tranquillamente parlare con me se lo desiderate” propose Armand.
Suor Caterina gli sorrise: “Grazie! Penso che lo farò. Sarò in biblioteca dopo la colazione e le preghiere del mattino. Venite a trovarmi se vi fa piacere”.
La mattina dopo, Armand si recò in biblioteca, dove trovò Suor Caterina, esattamente come promesso. Armand si sedette accanto a lei: “Cosa state leggendo?”
“Il Vangelo di San Giovanni” rispose Caterina.
Armand prese il pesante tomo e iniziò a leggere ad alta voce: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio. Tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. E la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta”.
“Capite?”
“Sì, naturalmente”.
“Il vostro sacerdote ve l’ha quindi spiegato?”
“Non mi serve un sacerdote, non per qualcosa di così semplice. Inoltre, il giorno in cui un uomo sarà più bravo di me nel comprendere qualcosa di così semplice come il Vangelo di San Giovanni, sarà il giorno in cui rinuncerò al mio sangue francese e mi riterrò inglese” rispose la suora scherzosamente, facendo timidamente sorridere Armand.
“Chi siete?”
“Sono nata con il nome di ‘Anne’. La maggior parte della mia famiglia è calvinista, inclusi i miei genitori e due sorelle maggiori. Qui tutte pensano che non mi sia mai convertita al cattolicesimo perché sono stata allevata come protestante prima di entrare in convento” confessò Suor Caterina.
“Ve l’avevo già chiesto, ma non mi avevate risposto”.
“Perché non esiste un modo semplice per rispondere. Non sono né papista ne antipapista. Secondo me, le differenze tra il percorso della religione cattolica e quello calvinista sono solo dettagli. Di fatto, non c’è più differenza che tra due razze di cani. Non m’importa quale sia la razza del cane che ho davanti, a patto che non mi morda”.
“Un ragionamento interessante” ridacchiò pensosamente Armand. “I miei professori sarebbero assolutamente felici di avervi in classe”.
“Fatta eccezione per quel fastidioso dettaglio del mio essere donna. Dubito che approverebbero la presenza di una studentessa” rispose Anne corrucciata.
Armand la guardò negli occhi: “Come fate a saperlo?”
“Cosa?”
“Sfidatemi a cambiare il mio modo di vedere il mondo. Siete più brava dei miei professori, siete una filosofa nata”.
“Posso dimostrarlo con i lividi e le frustate ancora fresche”.
Armand la abbracciò: ‘...’Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra.Gesù diceva: Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno. Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte’. Luca 23, versi 33 e 34”.
“Siete un uomo eccezionale Si dice che vi chiamiate Armand e che un giorno sarete vescovo”.
“Sì, se tutto andrà secondo i piani. E sì, mi chiamo Armand. Armand-Jean du Plessis de Richelieu, al vostro servizio, Mademoiselle. Mio fratello maggiore Henri è il seigneur de Richelieu. Per mia fortuna, lui e la sua famiglia piacciono a re Henri IV, così come ...

Indice dei contenuti

  1. Titolo Pagina
  2. Copyright Pagina
  3. “Sua Eminenza Rossa” è un romanzo storico basato su eventi della vita del Cardinale Armand-Jean du Plessis de Richelieu e su fonti storiche dirette e indirette, osservazioni e ricerche.
  4. Un piccolo quiz | Anne Rochefeuille cita Il Dottore nel Capitolo 10 (Confessioni) pronunciando tre parole tratte dall’episodio “Un respiro profondo.” Riuscite a individuarle? | Nel Capitolo 12 (Addii e testamenti), la politica estera del Cardinale Richelieu nei confronti degli Asburgo è descritta facendo riferimento a una famosa scena della nona serie. Siete in grado di citare l’episodio e ciò che Il Dottore dice alla fine della scena, quando porta a termine la sua missione?
  5. Per Peter, il cui Richelieu ha ispirato questa biografia. Spero un giorno di poter ascoltare questi capitoli letti dalla tua magnifica voce.
  6. Indice
  7. Sogni in rosso riempiono il mio cuore
  8. Anima Christi
  9. Anima di Cristo
  10. Salve, Regina
  11. Salve Regina
  12. Memorare
  13. Ricordati
  14. Doxologia Minor
  15. Gloria al Padre
  16. Pater Noster
  17. Padre Nostro
  18. Magnificat
  19. Magnificat
  20. Ave Maria
  21. Ave Maria
  22. Belle Qui Tiens Ma Vie (Thoinot Arbeau)
  23. Aux plaisirs, aux délices (Pierre Guédon, 1566-1620)
  24. Coventry Carol (1534, di Robert Croo)
  25. Veni, Veni Emmanuel/Vieni, Vieni, Emmanuele
  26. Noël Nouvelet/Un nuovo Natale (francese del 15° secolo)
  27. Adeste Fideles/Venite fedeli (inno cistercense)
  28. Ein feste Burg ist unser Gott/Forte rocca è il nostro Dio
  29. Quoth John to Joan/John disse a Joan
  30. Cardinale Richelieu
  31. Reali francesi
  32. Politica francese
  33. Inghilterra, Scozia e Gran Bretagna
  34. La Chiesa Cattolica Romana
  35. La Bibbia
  36. La riforma protestante
  37. Gli ugonotti
  38. Cibo
  39. Musica e balli
  40. I Moschettieri
  41. Altre risorse
  42. Capitolo 4: Esilio
  43. Capitolo 7: Il primo ministero
  44. Capitolo 9: La Rochelle
  45. Capitolo 10: Confessioni
  46. Capitolo 11: la Giornata degli ingannati
  47. Vi è piaciuto questo libro?
  48. Vincitore del premio Godiva Book Award 2019