La diplomazia conosce, oggi, un forte risveglio di attenzione e di approfondimento.
Il presente volume vuole sviluppare alcuni temi riguardanti i rapporti tra religioni e diplomazia e proporne alcune piste orientative per la discussione, il confronto e la ricerca, personale e di gruppo. In tale contesto si è progettata “la diplomazia dei valori e sviluppo” per delineare la vera essenza di una moderna diplomazia chiamata a concorrere alla realizzazione di uno sviluppo effettivo. Un disegno a cui le Accademie diplomatiche possono concorrere, attraverso la strategia del camminare insieme, tra memoria e progetto, con la dovuta fiducia e una rinnovata energia.
Ciò produrrà una più vasta ed efficace azione per l’incontro dei popoli, per la cooperazione secondo le loro libere ed autentiche caratteristiche nazionali, ma nella logica dell’etica.
La lettura di queste pagine è proposta non soltanto ai diplomatici, ma anche a quanti desiderano informarsi sul cambiamento politico-diplomatico in corso.
Alfredo Luciani, docente di filosofia della religione, è fondatore e presidente dell’Associazione Internazionale Missionari della Carità Politica, di diritto pontificio. Tra le sue opere Cristianesimo e movimento socialista in Europa in 5 volumi (Marsilio, 1984), Catechismo sociale cristiano (Mondadori, 1992), La carità politica (San Paolo, 1994), Languore di confine (San Paolo, 1997), La pratica di carità politica (Paoline, 2005), La spiritualità del lavoro (Paoline, 2012).
Con scritti di S.Em. Card. Pietro Parolin e S.E. mons. P.R. Gallagher
Contributi di Paolo Ruffini, Antoine Camilleri, Joseph Joblin, Mauro Rivella, Edgar Peña Parra

- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Diplomazia dei valori e sviluppo
Informazioni su questo libro
Scelto da 375,005 studenti
Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.
Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.
Informazioni
Argomento
Theology & ReligionCategoria
Religion, Politics & State1. La questione cosa siamo noi stessi
La questione che cosa siamo
noi stessi, esiste già da millenni, ma davanti alla pretesa
prometeica dell’uomo d’oggi, emerge la necessità che l’uomo rientri
in sé stesso per riconoscere le fondamentali norme della legge
morale naturale e una più ampia e completa visione dell’uomo
inclusiva anche dei valori della gratuità, della solidarietà, della
fraternità.
Tornare al filo della tradizione. Questo filo sarà il tuo
vincolo col passato. Torna ad esso. Torna a te. Poiché nulla viene
dal nulla, è appunto il tuo passato, da quel che tu adesso sei,
nascerà quello che sarai.
Il problema dell’uomo costituisce il tema e l’anima di tutto il
volume, che intende offrire le linee fondamentali di uno sviluppo
integrale.
Sant’Agostino dice: «Sono diventato questione di me stesso», e
la risposta a questa questione è nella fede cristiana. Un detto
medioevale recita: «Vengo non so da dove / sono non so chi / morirò
non so quando / vado non so dove / mi meraviglio di essere
contento».
2. Realtà umana intesa come mistero
La vita nella sua complessità
ci appare assai misteriosa: nel corso della storia, gli uomini
hanno cercato di rispondere al mistero della condizione
umana.
Per «mistero» in generale possiamo intendere qualcosa di non
ancora chiarito e spiegato. Nell’ordine naturale molti misteri
sfuggono alla nostra conoscenza, ma con l’andar del tempo l’uomo
riesce a scoprire in maniera razionale. Il conoscere corre
ansiosamente da verità in verità: quando l’uomo ha rinserrato come
in una formula matematica una nuova verità, egli sente che essa non
lo soddisfa più, non lo appaga più. E così ricomincia il suo
faticoso itinerario. Ogni verità è parziale,
limitata, relativa: solo l’Assoluto può appagare la sua
insaziabile sete di verità.
È una ricerca sulla verità dell’essere umano che occorre
promuovere, al fine di dare un senso all’esistenza e al mistero che
l’avvolge. Chi sono io? Perché la presenza del dolore, del male,
della morte, malgrado ogni progresso?
Queste domande di fondo caratterizzano il percorso del vivere
umano. A questo riguardo si può ricordare il monito «Conosci te
stesso», scolpita nell’architrave del tempio di Delfi, che sta a
testimoniare la verità basilare secondo cui l’uomo, chiamato a
distinguersi tra tutti gli esseri creati, si qualifica come uomo
appunto in quanto orientato a conoscere sé stesso e a cogliere le
più rilevanti sfaccettature del suo mistero e della sua
dignità.
Lo stupore davanti al mistero della grandezza dell’uomo fa
esclamare il salmista: «Che cosa è l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi? Davvero l’hai fatto poco
meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato. Gli hai dato
potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi
piedi» (
Sal 8,5-7).
L’uomo rimane sempre un “cercatore” della perfezione; perciò
l’essenza dell’uomo non permette che la ricerca si arresti in
qualche fase o meta raggiunta nella storia, ma si impegni a cercare
ancora di più e ancora più in alto. Il dialogo è, dunque,
costitutivo del nostro vero esistere. Il dialogo è l’anima di tale
perenne ricerca e crescita.
L’essere sintesi corporeo-spirituale comporta anche, come
conseguenza, l’interdipendenza delle persone. Perciò, l’uomo non
trova pienamente sé stesso se non attraverso il dono sincero di sé.
Per sviluppare le proprie qualità, la persona ha bisogno del
rapporto con gli altri. In questo senso, l’essere umano non può
conoscersi se non riconoscendosi nell’insieme delle relazioni.
L’uomo che concretamente incontriamo è l’uomo nel suo rapporto
sociale, l’uomo nelle sue responsabilità.
Sarà bene anche ricordare che è necessario cambiare sé stessi
perché avvengano i cambiamenti di cui il mondo ha
bisogno.
I tempi che stiamo vivendo ci pongono davanti a grandi e
complessi problemi, e la questione sociale è diventata, allo stesso
tempo, questione radicalmente antropologica. Sono crollati i
paradigmi ideologici che pretendevano di essere risposta
“scientifica” a tale questione.
Alla svolta antropologica, avvenuta
nella e
con la modernità, seguiva una metamorfosi dell’uomo, che
intaccava l’esistenza delle persone, trasformando non più soltanto
il loro modo di concepire il mondo, ma anche il loro modo di
viverci.
Attingendo dalla Bibbia riflettiamo ora sull’autentica identità
dell’uomo.
Il racconto della creazione è stato scritto per condurci ad una
scelta etica. Dio infatti mostra ciò che è «buono» ai suoi occhi,
e, in vario modo, indica il suo operato quale modello da imitare.
Anche noi oggi siamo chiamati ad aderire, in libertà, al disegno e
all’opera del Creatore, secondo l’ideale del «vivere nell’armonia
del creato». L’intero Creato costruisce un incommensurabile dono
divino che diventa patrimonio per l’uomo. Ciò che Dio ha fatto
all’origine, è esemplare legge per l’uomo. In questo ritmo è la
cosa buona, è l’armonia in cui vivere. C’è infine una legge del
bene che viene esplicitamente formulata quale intimazione esclusiva
per l’essere umano. Due sono le precisazioni: quella di «dominare»
la terra e quella «di non mangiare dell’albero della conoscenza del
bene e del male». Sono i due aspetti che quotidianamente
accompagnano l’uomo. Di seguito li svilupperemo più
dettagliatamente per comprendere meglio l’ideale del vivere
nell’armonia del creato.
Ecco allora che il bene si realizza nel custodire e valorizzare
ogni realtà nella misura in cui favorisce la vita dell’uomo,
promuovendo la concordia universale e la difesa dei più deboli.
L’uomo non è chiamato soltanto a conservare, ma è sollecitato ad
essere promotore di uno sviluppo, di una evoluzione non soltanto
biologica, ma culturale, etica, spirituale.
La storia nella quale l’uomo è creato, la storia che è sua
dimensione costitutiva è dunque dinamismo, progresso, sviluppo,
aspirazione e costruzione di un mondo, sempre più «buono», in
conformità al valore divino. L’uomo infatti ha il potere di essere
artefice di pace e di concordia, se accetta il comando divino di
servire la vita, se fa del suo vivere un dono che crea esseri che
donano. Questa è la legge buona della creazione, quella che crea
l’armonia del vivere (cfr. P.
Bovati,
Genesi 1: vivere l’armonia del Creato, in «La Civiltà
Cattolica», 1, 2013, pp. 113-124).
II. RIFAR POSTO AL PECCATO ORIGINALE
Il diffondersi di un confuso
relativismo culturale e di un individualismo utilitaristico ed
edonistico spingono le persone a trasgredire i confini della legge
morale naturale.
Gli sviluppi tecnico-scientifici ci stanno abituando ad una
realtà in cui non si riconosce più il limite fra possibile e
impossibile. Crediamo che, considerato sotto questo aspetto, il
tema del
limite presenti un particolare
interesse: sentiamo il bisogno così di riflettere se l’uomo
moderno erroneamente convinto di essere il solo autore di sé
stesso, della sua vita e della società. «È questa una
presunzione conseguente alla chiusura egoistica in sé stessi, che
discende – per dirla in termini di fede – dal
peccato originale. La sapienza della Chiesa ha sempre
proposto di tenere presente il peccato originale anche
nell’interpretazione dei fatti sociali e nella costruzione della
società» (cfr. Benedetto XVI,
Caritas in veritate, 34).
È tempo di rifar posto al peccato originale e di riscoprirne la
realtà autentica «senza intaccare il valore dogmatico del peccato
originale, si cerca di rilevare che la “caduta” non deve essere
vista nella sua dimensione esclusivamente negativa, bensì anche
nella sua potenzialità non ancora del tutto esplorata
d’istaurazione di un rapporto nuovo con quel Dio, percepito
purtroppo da molti come un giudice inflessibile, un arbitro che ci
ha espulsi da una condizione paradisiaca con una sentenza
inappellabile. Al contrario, è Dio il primo ad accettare come
legittimo il “no” umano e a farlo diventare opportunità di un
incontro magnanimo e generoso da parte sua, oltre che riconoscente
da parte umana» (cfr. G. Di Palma,
Editoriale, «Asprenas», n. 1-2, 2018, p. 5).
Come si legge nei primi capitoli del Libro della Genesi, Adamo
ed Eva, progenitori del genere umano, furono creati da Dio nella
innocenza e nel possesso di inestimabili doni, che dovevano, come
capostipiti, trasmettere ai loro discendenti. Tali doni erano: la
scienza infusa; l’integrità morale, per cui la volontà era
costantemente inclinata al bene; l’immortalità; e soprattutto la
grazia santificante che li elevava al piano stesso di Dio,
facendoli figli adottivi di Dio, partecipi della vita divina ed
eredi del Paradiso.
Dio volle però sottoporre queste creature ad una prova di
fedeltà, affinché conquistassero quei doni che erano stati loro
dati senza alcun merito. La prova consistette di astenersi da un
frutto.
Dio impose loro un limite, comandando che non mangiassero
di quel frutto. Adamo ed Eva trasgredirono tale divieto e commisero
il peccato, che viene detto originale, perché tutti i discendenti
ne risentono le conseguenze, nascendo privi dei doni perduti da
Adamo ed Eva in conseguenza della loro trasgressione.
1. “In me languisce il mio spirito”
L’esistenza dell’uomo non
sarebbe stata così incerta ed infelice, se egli, fin dal principio,
non avesse avuto la presunzione di mangiare il frutto dell’albero
della conoscenza del bene e del male.
“Conoscere il bene e il male” è il modo di dire ebraico che
equivale a conoscere tutto, e vuol dire anche sperimentare e
dominare. Dunque, il testo biblico, condanna la pretesa dell’uomo
di diventare autosufficiente come un dio.
Con questo gesto l’uomo tenta di forzare il suo limite di
creatura e porsi al posto di Dio. Questa origine segna in maniera
radicale l’esistenza di ogni uomo e di ogni popolo. In ogni
superamento del limite, il peccato originale convibra come tono di
fondo.
Riaffiora la tentazione di costruirsi da soli il mondo in cui
vivere, di non accettare i limiti dell’essere creatura, i limiti
del bene e del male, della moralità.
Adamo, dopo aver ceduto alla tentazione, subìto la colpa delude
le attese e in modo nuovo conosce la verità creaturale.
Sedette e piangendo la propria nudità in un momento di
smarrimento e di confusione è assalito dal languore di un Eden
prima e dopo il peccato originale. Mancante di tutto, fa memoria di
tutte le delizie perdute. Ricorda come nell’Eden tutto era attratto
e assorbito dell’amarsi. Non ci voleva molto ad esseri felici.
A causa della sua libertà scelta Adamo non è più in grado né di
percepire, né di condividere le gioie dell’Eden. Vive con un senso
mutato del tempo e dello spazio. Mutato ambiente e vita, emerge a
nudo la sua umanità.
La rottura con Dio sfocia drammaticamente in una ferita
nell’intimo dell’uomo. Perciò da allora si può dire con la Bibbia:
«In me languisce il mio spirito» (
Sal 143,4). Si tratta di un languore di confine “trasmesso
per propagazione a tutta l’umanità e costituisce una dimensione
fondamentale dell’esperienza umana”. La cifra Biblica innesta il
tema del languore nel cuore stesso del rapporto tra uomo e Dio.
I giorni della creazione scandiscono con separazione progressiva
il momento del languore, segno in cui si esprime perentoriamente il
più originario orizzonte conflittuale entro cui ogni relazione si
colloca, poiché comando e colpa sono già là. È indizio di un’unità
interrotta e non più armonicamente accessibile.
Il languore non è solo sotto il segno del limite, ma sotto
quello di una relazione interrotta, che costringe a pensare ai
propri limiti non solo nei termini di un’impotenza dolorosa, ma
anche, positivamente, nei termini di un’eccedenza e una
sovrabbondanza del suo proprio. Il languore ne è appunto
attestazione.
2. Libertà e limite
Il limite tocca un aspetto fondamentale dell’esistenza umana. Fin dall’inizio la sua libertà era inserita entro un limite, quello famoso di non mangiare dell’albero della scienza del bene e del male. La libertà dell’uomo nasce limitata nel momento della creazione.
Questo tema del limite domina tutta la nostra esistenza che deve combinare limite e libertà in modo dialettico.
Il limite può essere visto come qualcosa di positivo e promozionale – se viene da Dio vuol dire che è utile – però ha letterariamente la forma della proibizione: non mangiare, non fare questo per non morire.
Il male non viene da un limite creato e da un limite superato. Il male viene da una libertà creata, da una libertà abusata.
Il limite si riferisce all’intero processo di socializzazione attraverso cui un essere umano entra nel mondo.
Nonostante il progresso tecnologico e l’incremento del sapere, il limite è diventato più potente di quanto non lo fosse già.
Particolarmente oggi sarebbe irresponsabile non richiamare con forza l’attenzione tra l’essere umano e il creato. Si tratta di imparare ad usare la natura in modo giusto perché essa esprime un disegno di amore che viene da Dio. La voce di Dio nella creazione chiede un ascolto obbediente. È importante questa fiducia, diversamente l’uomo rischia di pensarsi dominatore incontrastato. A tal fine bisogna tenere in grande considerazione, che il limite riguarda la sostanza stessa dell’essere umano e poiché viene da Dio vuol dire che è utile e va visto come qualcosa di positivo. Saggio è riflettere su i limiti presenti nella creazione: il confine e la relazione tra natura e uomo. Proprio per questo, il confine è di grande importanza nelle dinamiche in cui si esplicano le relazioni umane, risale alle origini del peccato trattando della prima trasgressione.
E proprio, la prima spinta è il risorgente anelito all’Eden che sveglia l’aurora del languore di confine. Dove languore vuol dire soprattutto immanenza e trascendenza inseparabilmente accolte da un travaglio spirituale profondo. È avvertire in noi richiami e concordanze tra cielo e terra. Se è vero che il confine evoca una verità più profonda, assoluta, al di là delle apparenze sensibili, per alcuni versi lo è ancor di più il languore quando rivive in sé il dramma del peccato di Adamo e cerca di penetrare il regno sconosciuto dell’infinito, e stabilire un’armonia fra il mondo misero degli uomini e la perfezione dell’Assoluto Dio, per potersi consolare. È il languore che vede le cose e la loro poeticità. A tale proposito è esemplare richiamare Ulisse e Abramo, per poter nuovamente guardare alle cose con quello stupore che era alle origini del tempo e si trova nei poeti primitivi ed Omero sopratutti. Ulisse e Abramo svegliano l’aurora del languore.
Ulisse è l’eroe che torna e sogna la sua Itaca con sogni nella direzione del passato. Abramo, invece, si incammina verso una terra inesplorata e la sogna con sogni in avanti. Ulisse coltiva la nostalgia. Abramo è l ’uomo della speranza. È, sì, consapevole del limite, ma è pur proteso all’illimite (cfr. S. Palumbieri, Post moderno e persona, in AA. VV., Emmanuel Mounier, LAS Roma 2005, p. 103).
Ora riportiamoci alle radici essenziali e fondamentali del languore colto nel suo rapportarsi costitutivamente al confine che evoca...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Diplomazia dei valori e sviluppo
- Indice dei contenuti
- PREFAZIONE
- INTRODUZIONE
- Parte Prima
- I. LA QUESTIONE SOCIALE COME SFIDA ANTROPOLOGICA
- 1. La questione cosa siamo noi stessi
- 2. Realtà umana intesa come mistero
- II. RIFAR POSTO AL PECCATO ORIGINALE
- 1. “In me languisce il mio spirito”
- 2. Libertà e limite
- 3. La finitezza
- 4. Bene-male e finitezza
- III. IL LANGUORE DI CONFINE
- 1. Spazio e tempo
- 2. Referenza poetica e cognizione metaforica
- 3. Le consolazioni del languore
- Conclusione
- IV. IL LIMITE ENTRA NEL MONDO
- 1. Limes e Limen
- 2. Finitudine
- 3. Etica della finitudine
- 4. L’ambivalenza del corpo e la sua simbolicità
- 5. Possibilità e limite
- 6. L’esperienza dei limiti
- 7. La socialità umana e il limite
- 8. Valore e limiti della libertà
- 9. Recupero di una ragione plenaria
- Parte Seconda
- Sezione Prima
- I. LA NOSTRA EPOCA
- 1. L’orizzonte del XXI secolo: verso quale civiltà?
- II. PRINCIPI DI ETICA SOCIALE
- 1. Rapporti tra principi e valori
- 2. Il principio “personalista”
- 3. Diritti umani
- 4. Un’acquisizione di civiltà giuridica
- 5. Voci critiche
- 6. Sui diritti umani una sintesi è possibile
- 7. La sussidiarietà
- 8. La solidarietà
- III. GIUSTIZIA ED ETICA DEL DONO
- 1. Dall’esigenza di pensare e praticare la giustizia
- 2. Carità e giustizia
- 3. Giustizia e misericordia
- 4. Giustizia e pace
- 5. Sviluppo dei valori e degli ideali
- 6. Principi e valori
- Sezione Seconda
- I. LA RICERCA DI VALORI COMUNI E CONDIVISI
- 1. La Legge naturale
- 2. La regola d’oro
- 3. Personalismo ed universalismo
- 4. Pluralismo politico e unità sui valori
- 5. Unità sui valori
- 6. Le motivazioni dell’universalismo
- 7. La funzione universalizzante delle istituzioni internazionali
- 8. Il meccanismo dell’universalizzazione dei valori
- 9. Come possono le religioni collaborare alla realizzazione di una società universale?
- 10. Superamento delle divisioni e salvaguardia delle identità religiose
- 11. Complementarietà dell’azione delle religioni e delle istituzioni internazionali
- II. PRINCIPI E VALORI MORALI NELLA VITA SOCIALE
- 1. Presenza in ogni società di “principi direttivi” e “regolatori” della vita sociale
- 2. Il problema dell’universalità
- 3. Necessità di sottomettere le dottrine sociali ad un esame critico
- 4. L’elaborazione di una dottrina sociale universale
- III. DOTTRINA SOCIALE UNIVERSALE
- 1. Universalismo delle dottrine sociali delle religioni monoteistiche
- Parte Terza
- LA DIPLOMAZIA
- 1. Origine ed evoluzione della diplomazia
- 2. Santa sede e diplomazia
- 3. La Pontificia Accademia Ecclesiastica
- 4. Chiesa e Stato
- 5. Alcuni elementi della diplomazia pontificia
- 6. La diplomazia l’arte della speranza
- Parte Quarta
- I. IL FINE DELLA SOCIETÀ
- 1. Lo sviluppo e il mistero umano
- 2. Lo sviluppo integrale dell’uomo e lo sviluppo solidale dell’umanità
- 3. La comunità degli uomini
- 4. La vera nozione di sviluppo
- 5. Oltre l’idea moderna di lavoro
- 6. Nuove direzioni di sviluppo
- II. L’ETICA DEL BENE COMUNE
- 1. Il bene comune
- 2. La centralità del principio del dono
- 3. La crisi dell’etica
- 4. La legge morale come grammatica comune
- 5. Carismi cristiani ed economia di mercato
- 6. Etica politica e diplomazia nel processo di mondializzazione delle società
- 7. La politica
- III. ORGANIZZAZIONE POLITICA DELLA SOCIETÀ
- 1. Natura dello Stato
- 2. La sovranità nazionale
- 3. L’universalità e la particolarità
- 4. Patriottismo
- 5. Nazionalismo
- 6. Razzismo
- 7. Emigrazione
- 8. La cittadinanza
- 9. Crisi della Democrazia Contemporanea
- 10. Sovranismi e confini
- IV. AUTORITÀ E POTERE
- 1. Doveri e limiti dell’autorità
- 2. Il potere politico
- 3. Dio e Cesare
- 4. Quale dialogo tra arte e potere?
- 5. Il potere giudiziario
- Parte Quinta
- I. DIPLOMAZIA DEI VALORI
- 1. Diplomazia dei valori e sviluppo
- 2. La diplomazia dei valori e lo sviluppo oggi
- 3. Sviluppo e ambiente
- 4. Diplomazia e sviluppo dei popoli
- 5. La globalizzazione ha bisogno di una diplomazia vitale
- II. SFIDE E PUNTI DI APPOGGIO
- 1. Valori e principi e comunicazioni sociali
- 2. Economia finanza
- 3. Globalizzazione della solidarietà
- 4. Urgenza educativa
- 5. Bisogno di ricerca sapienziale
- 6. La sapienza nella fratellanza
- 7. Laudato si’: Sulla cura della casa comune
- 8. Responsabilità verso le generazioni future
- 9. Nuove vie di dialogo e collaborazione
- 10. Centro Internazionale Accademie Diplomatiche
- 11. Stare nella storia con amore
- APPENDICE
- RELIGIONI E DIPLOMAZIA
- Introduzione
- 1. Le religioni da fonti di conflitti a strumenti di pace, condivisione di vita e solidarietà
- 2. La diplomazia: l’arte di rendere possibile l’impossibile
- Conclusione
- “LA DIPLOMAZIA DEI VALORI”
- Introduzione
- La Curia Romana
- Lo SCV
- La Segreteria di Stato
- Nozione e finalità della diplomazia
- Altri metodi di azione internazionale
- La “anomalia” dell’azione diplomatica della Santa Sede
- Oltre il “puro” metodo diplomatico
- DIPLOMAZIA DEI VALORI E SVILUPPO
- MESSAGGIO CONGIUNTO DI PAPA FRANCESCO E DEL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO PER LA GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER IL CREATO
- ASCOLTARE IL GRIDO DELLA TERRA E DEI POVERI
- DOCUMENTO SULLA FRATELLANZA UMANA PER LA PACE MONDIALE E LA CONVIVENZA COMUNE
- PREFAZIONE
- DOCUMENTO
- LA “FRATELLANZA UMANA” NELL’AMBITO DEL PROGETTO “DIPLOMAZIA DEI VALORI E SVILUPPO”
- 1. La fratellanza è più che un valore
- 2. Al servizio della fratellanza
- Conclusione
- I RICHIAMI DEL CORONAVIRUS
- Globalizzazione: fini e con-fini
- Solidarietà
- Giustizia e carità
- L’esperienza del dono
- Riconciliazione: perdono e amore
- Autorità politica mondiale
- INDICE DEI NOMI
- ANNOTAZIONI
Domande frequenti
Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Scopri come scaricare libri offline
Perlego offre due piani: Essential e Complete
- Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
- Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 990 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Scopri la nostra missione
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Scopri di più sulla funzione di sintesi vocale
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS e Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app
Sì, puoi accedere a Diplomazia dei valori e sviluppo di Alfredo Luciani in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Theology & Religion e Religion, Politics & State. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.