Obiezione di coscienza
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Obiezione di coscienza

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Obiezione di coscienza

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Informazioni

Anno
2012
eBook ISBN
9788867515554
Obiezione di coscienza.
Consideriamo l’obiezione di coscienza in ambito sanitario.

Devi portare la tua croce.

Di notte o nei week end, quando il medico non è reperibile e i consultori sono chiusi, la donna, che ha fatto l’amore e teme di restare incinta, ha un bisogno urgente della pillola del giorno dopo, deve ricorrere a un dottore, per farsela prescrivere, che trova solo nel pronto soccorso degli ospedali o alla guardia medica.
La pillola del giorno dopo è un contraccettivo d’emergenza, deve essere presa a breve distanza dal rapporto sessuale; la donna che ne ha bisogno, incomincia la ricerca, se è fortunata, trova la pillola al primo ospedale cui si rivolge.
Non sempre è così, può anche capitarle di trovare sulla sua strada medici obiettori di coscienza e allora la sua ricerca si trasforma in un percorso, “creato per umiliarla”, la prima sensazione è mancanza di rispetto per i suoi sentimenti, per cui sono meno importanti di una regola della chiesa.
Il medico obiettore respinge la donna, senza assisterla, resta sbigottita, proprio perchè non riesce ad associare il fare l’amore con la punizione che le è inflitta; c’è lotta nel suo cuore, la chiesa vuole spingerla a pentirsi, ma lei non riesce a capire: perché?
La chiesa, quando respinge la donna, negandole la pillola, realizza uno schema “antico”che ha sempre imposto: infliggere la penitenza, la stessa, che il confessore ordina ai fedeli per la loro espiazione.
La donna bussa a più ospedali e, al cospetto di medici obiettori di coscienza, non è più un essere umano che sente, ama, aspira alla felicità, sogna, ha un proprio progetto di vita ed è mossa da entusiasmi.
Lei lotta per non sentirsi sola, cerca l’altro per stare insieme, per completarsi o semplicemente per divertirsi, ma è una peccatrice, il medico che la riceve, ha il crocefisso nel cuore e le impone “ di portare la croce”.
L’estro, la fantasia, l’entusiasmo, il bisogno di dare e di ricevere, di riempire vuoti, di stare in compagnia; la gioia, la tristezza, l’amore, il bisogno di farlo e sentirsi membro di un gruppo.
Tutto questo non ha nessun valore, è nullo, conta solo l’obbedienza a una chiesa che non sa confrontarsi con i sentimenti e le emozioni altrui, riesce solo a punire.
Quando sei cacciata dai pronti soccorsi degli ospedali, da medici obiettori di coscienza, ti senti umiliata, sei sola, in mezzo alla strada, con i tuoi sentimenti frustrati e la convinzione delle tue ragioni, vorresti gridare la tua rabbia, ma, non sai “contro chi”, non capisci chi ti ha respinto, perché usa una frase indecifrabile: sono un obiettore di coscienza. Niente pillola.
Contro di te una frase reboante, è una condanna, senza possibilità di difenderti, senti di avere mille ragioni che vorresti spiegare, ma, la voce metallica che ti ha detto al citofono: “Sono un obiettore di coscienza” niente pillola, non è accessibile al dialogo, non vuole sapere chi sei e quali sono le tue “particolari” motivazioni, ha stabilito di respingerti prima ancora di conoscerti.
Intorno a te tutto è calmo, la notte è silenziosa, solo dentro di te c’è tumulto, “ti senti figlia di nessuno”; la politica e la società civile ti lasciano sola, provi rabbia, hai bisogno di gridare, ma devi andare alla ricerca di un altro ospedale.

Il narcisismo, gli ospedali, le farmacie e l’obiezione di coscienza.

Tutto comincia con il narcisismo della chiesa, dalla sua incapacità di inquadrare “gli altri” nel suo cono visivo.
La chiesa quando comunica, ritiene se stessa il centro dell’universo, considera che i suoi dogmi e la sua morale siano indispensabili per gli uomini.
Non vede la quantità né la qualità di vita che avviene “nel vasto mondo” fuori dalle sue norme.
La chiesa, se fosse capace di vedere oltre i ristretti limiti della sua morale, vedrebbe un mondo molto diverso, per esempio: in quel mondo, le donne, che prevengono gravidanze con la pillola, sono considerate responsabili e non peccatrici.
Le passioni, le emozioni e i sentimenti, i desideri, fuori della morale cattolica, sono considerati una ricchezza e un’opportunità di crescita e non peccati.
Tutto comincia dall’incapacità della chiesa di vedere che il mondo intorno a lei si è evoluto e che l’avvento della pillola e di altri tipi di contraccettivi ha apportato alle donne la libertà.
Questa realtà è grande; con i movimenti femminili degli anni sessanta e settanta del secolo scorso, le donne acquisivano la consapevolezza dei loro diritti.
L’espansione dell’economia permetteva alle donne, fino allora escluse ed emarginate, di partecipare da protagoniste.
L’invenzione della pillola completava la rivoluzione, le donne non avevano più bisogno che la religione e i maschi le indicassero il modo di gestire il proprio corpo, potevano farlo da sole ascoltando il loro cuore.
La libertà delle donne, la chiesa la considera un atto eversivo, è facile capire perché; le donne libere emancipate, con i contraccettivi possono seguire il cuore e mollare come un abito vecchio, la morale sessuale cattolica.
La libertà delle donne è “ una rivoluzione” ma il legislatore si sente investito da una missione “perpetuare la morale cattolica”, per questo obbliga le donne a munirsi della ricetta medica per avere la pillola del giorno dopo.
Il legislatore dice: l’ho fatto per salvaguardare la salute delle donne, se questo fosse vero, dovremmo pensare che; Svizzera, Francia Inghilterra; Spagna e Stati Uniti, non tutelano la salute delle proprie donne, in questi paesi; la pillola del giorno dopo si acquista nelle farmacie, non ti chiedono nemmeno l’età.
Il legislatore ha commesso un altro piccolo peccatuccio contro le donne; ha fatto in modo che la pillola del giorno dopo fosse chiesta proprio ai custodi di quella morale che la ritiene peccato, facendo scattare l’obiezione di coscienza.
L’obiezione di coscienza è: il diritto del medico a rifiutare una prestazione che la sua coscienza non approva.
La donna quali diritti ha?
Ne ha tanti, ma spicca un diritto che è di tutti gli esseri liberi di questo mondo e dovrebbe suscitare il massimo rispetto anche e soprattutto da parte della chiesa: il diritto ad avere un’opinione propria e a non essere vessata per quell’opinione.
La donna che si reca a un pronto soccorso di un ospedale per chiedere la pillola del giorno dopo, ha già “di fatto”agito fuori della morale sessuale cattolica, probabilmente ha fatto l’amore fuori del matrimonio e non per procreare.
Dal punto di vista della morale questa donna ha commesso due peccati: è un fatto grave per i fedeli della religione cattolica, ma è indifferente per chi non è fedele a quella religione.
Se questa donna ha consapevolmen...

Indice dei contenuti

  1. Cover
  2. Frontespizio
  3. Indice
  4. Obiezione di coscienza