Lo scrigno
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Lo scrigno

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Informazioni su questo libro

Maria Concetta Calabria nasce a Milano il 23 luglio del 1966, fin da piccola particolarmente dotata e portata per lo studio umanistico/ linguistico. Possiede una cultura universitaria umanistico/linguistica sfociata anche in studi psicologici e sociologici. Perfeziona lo studio della lingua Inglese con un Master in Proficiency English e studi all'estero. Da sempre si dedica all'insegnamento delle lingue straniere e della lingua italiana a bambini ed adulti. Si specializza nell'insegnamento a soggetti "difficili". Dal 2002 incomincia un percorso di studi in ambito etologico, zooantropologico, Psicologia animale, Clinica Comportamentale del cane e del gatto, che la porta alla professione di Educatore Comportamentalista specializzata in problemi di relazione tra umani ed animali da compagnia, animali problematici, contesti umani "difficili", indirizza la sua attività e le sue ricerche alla rieducazione e riabilitazione comportamentale, occupandosi di paure, fobie, aggressività, ansia, ansia da separazione, problemi psicosomatici, stress, depressione, tricotillomania, comportamenti ossessivo/ compulsivi, autodistruttività, etc. Svolge contemporaneamente un'attività di educatore di bambini nelle scuole elementari e nei centri estivi, occupandosi anche di sostegno "H".

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Informazioni

Anno
2013
Print ISBN
9788891102560

LACRIME DI PIOGGIA

Nel silenzio lacrime di pioggia inondano il mio viso e nell’attesa della Fine l’inesorabile divenire del tempo scandisce il mio TIC TAC, le lancette dell’orologio della Vita non hanno Pietà né Carità, la Profezia tutto il Male porterà via.
Lo scrissero anche i Maya, Ave Maria, Gratia Plaena, Maria Gratia Plaena, Benedictus fructus ventri.
La Regina dei Profeti svelerà tutti i segreti, sarà amata dai poeti e protetta dai concreti.
Non esiste più mistero, il suo segno è sincero, con l’oro in bocca e l’amore nel cuore tutti i dolori porterà via.
Lei è la Figlia tanto attesa, scioglierà i catenacci dei falsi giudizi, insegnerà la storia delle pietre, dal suo cuore silenzioso a lungo dimenticato, scaturiranno i suoni che danzeranno nell’Universo ed i colori si verseranno come musica nella sua favola.

LA TERRA SELVAGGIA DELLA MIA NARRAZIONE

Navigo ogni notte nella mia Terra Selvaggia e nulla più mi scoraggia, ogni fluttuazione ispira la mia narrazione.
La Divina Presenza per me non è più una sentenza, ho oltrepassato i limiti invalicabili dell’umana essenza, tutta la mia esistenza respira ogni momento la tua presenza il tuo andare e venire il mio dolore mi fa lenire solo il tuo sentire sarà per me il divenire.
Non esistono più catene che legano le mie pene e tutto il mio corpo si libera nella più magica delle danze, sono pronta a sciogliere tutti i nodi che racchiudono il mio dolore millenario ed un’orchestra sinfonica cavalca le note dei miei pensieri, sciolgo le trecce ai cavalli alati che rubano le stelle per adornare la mia pelle e perle di triste sudore aprono le gabbie del mio orrore ma solo con l’amore potrò lasciare uscire tutto il mio terrore.

LA VALCHIRIA

Sono la Valchiria dormiente nel cerchio di fuoco, sono affranta dal dolore e dai patimenti, sono caduta a terra sfinita dal male occulto e da lunghi disagi, sulla cima delle alte montagne nevose vorrei ritornare e ricevere asilo in una terra di pace e di beatitudine.
Sheeva e Parvati albergano in me ed il flusso e riflusso dell’universo vibrano come corde di violino la mia anima e rubano un pezzetto di luce al sole.
Sono la Signora della Pioggia e la tempesta vorrei scatenare, sono la Signora della Terra Iside ed Osiride governano la mia anima, sono la Dea dei colori e la speranza vorrei dipingere.
Cerco il cuore della Terra per portare le risate ai bambini, cerco il calore delle madri per donare gioia ai cagnolini, vorrei spruzzare il cielo di Amore per lenire ogni dolore. Diventerò Padrona della Fabbrica dell’Oro e non permetterò mai più esperimenti, sono l’occhio elfico del mondo e a tutti bambini farò fare il girotondo, sono una figlia male aggiustata perché ho per madre una gran sciagurata, sono l’abitante della profonda foresta dove per tutti gli animali ogni giorno è festa, sono una sorella sconosciuta, sono Lady Godiva che cavalca il suo cavallo bianco, sono una Valkiria che mai più proverà vergogna.

IL DONO DELLA VITA

Il dono della Vita è in cammino per le strade del mondo e riscalderà tutti i bambini fino al tramonto cullerà i loro sogni con le ali magiche del profondo non ci saranno più pene e tutte le fate scioglieranno le catene.
Arriveranno anche le streghe e stireranno tutte le pieghe accorreranno anche gli elfi che sussurreranno i segreti alle pietre, gli Dei dell’Olimpo porteranno il fuoco che asciugherà le lacrime di ogni luogo e tutte le mamme porteranno le gocce del mare che laveranno via tutto lo sporco. Non ci saranno più strade imbrattate di sangue, i corpi dei bambini non verranno più violati i topolini verranno liberati e tutti i cagnolini saranno adottati. Il dono della Vita è in cammino per le strade del mondo e tutti quanti insieme faremo un girotondo.

IL PIANTO DEL LUPO

Il pianto solitario del lupo si perde nel silenzio della vita, il suo lamento è lacerante, le note del suo canto disperato inondano la notte solitaria dell’essere umano che tristemente si arrende all’impermanenza del tempo e l’eterno presente.
Il suo grido sinistro si perde nella solitudine e nell’onda del divenire.
La sua corsa insegue da sempre l’inesorabilità della morte, è figlio della rabbia, esiliato in terra straniera sente nostalgia di casa e tra sputi, stenti e miseria viene bruciato nell’inferno che non passa mai e si abbandona e sparisce nel vuoto della sua desolante disperazione.

BRACCATA

Ero una lupa fiera, orgogliosa ora sono solo un animale in gabbia, vagavo nei boschi, allattavo i miei cuccioli, ora sono accasciata, torturata, il tormento che gli umani mi infliggono mi fa crollare.
I territori selvaggi del mio spirito sono stati saccheggiati, le caverne sono state bruciate, avevo uno spirito giocoso, insegnavo la compassione, non dimentico il canto di quei giorni quando la mia anima aveva fame.
Ora tutto è svanito e la nostalgia di quei giorni mi strugge. Ero la guida del mondo vibrante, ero maestra e madre selvaggia della vita intima, ora sono solo un animale in gabbia.
La forza della mia psiche è infranta, sono stata studiata, seguita, braccata, legata, imbavagliata.
Ero incubatrice di vita e di morte, ero veggente, tuonavo contro l’ingiustizia, ero fattrice dei cicli della vita, vivevo nell’etere senza tempo, nelle lacrime dell’oceano, nel verde che sbuca dalla neve, vivevo nel Blues, ora sono solo un animale in gabbia.
Correvo tra le montagne, cantavo alla settima luna, vivevo nel mondo tra i mondi con il desiderio struggente di danzare, cantare, dipingere, pregare, sognare.
Potevo vedere la Settima Volta del Settimo Cielo dove risiedono le vere essenze dell’anima, esperivo l’inconscio profondo alla ricerca di Dio, i deserti, i boschi, Madre Terra erano la mia casa. La mia casa interiore custodiva la mia anima e le cose selvagge, ero la Loba tra i lupi, ero regina tra le fiere, ora sono solo un animale in gabbia ed i miei cuccioli mi leccano le ferite.
Sono stata intrappolata, catturata, penetrata da Barbablù. Sono stata predata, cacciata, braccata, i miei cuccioli ho sentito piangere, il mio corpo ho visto ferire, la mia vulva ho visto sanguinare. Del mio sangue si è nutrito, dal mio spirito ha bevuto, il mio branco ho visto devastare.
Sono stata gettata nell’inferno di Lucifero, punita con ingiurie e cataclismi, mi sono dovuta piegare alla sua forza maligna perchè i miei cuccioli sentivo gemere.
Nelle segrete di quella cantina ho assistito ad una carneficina, cercavo la chiave ma la perdita di energia, la mia emorragia mi hanno impedito di trovare l’uscita.
Cercavo di nascondermi ma lui mi stanava, mi afferrava per i capelli, mi trascinava giù dalle scale, mi impediva di camminare, le mie ossa voleva spezzare. Mi diceva che dovevo morire perché di lui non mi volevo nutrire. Progettava la mia morte, di consapevolezza voleva farmi morire, urlavo al mondo il mio dolore ed intanto la mia vita perdeva colore. Ero una lupa, dea della vita e della morte, ora sono solo un animale in gabbia.
Il suo corpo vorrei gettare alle carogne, agli sciacalli.
La mia anima era in carestia e fino alla porta del boia mi sono trascinata, il mio valore selvaggio è stato derubato, spiato, fotografato, filmato, devastato, penetrato, insanguinato.
Il suo corpo vorrei gettare alle carogne, agli sciacalli, ma il cacciatore un’altra preda ha incontrato, un’altra anima da devastare, e libero si nutre del suo sangue.
Sola senza di te
Salvami,
insegnami ad amare come solo tu sai fare,
graffiami,
mordi le mie labbra fino a farmi male,
non so farmi capire,
tu mi confondi,
mi fai sprofondare,
sono pazza di te,
un fiore sta per nascere,
mi rendo ridicola,
la mia vita si sbriciola,
tu mi trafiggi,
ma non mi sconfiggi,
come si fa a spiegarti cos’è l’amore,
cos’è l’ardore,
ma tornerai da me,
altroché se tornerai,
impazzirai per me,
quel tuo essere un po’ bastardo
è proprio quello che mi piace di tespogliati,
graffiami,
senza dolcezza,
senza regole,
tu piangerai per mee mai ti perdonerai.

DOLCISSIMA PRESENZA

Ti cerco in mille strade lastricate di illusioni, sei la curiosità della vita, sei l’entusiasmo che sorride al nuovo che viene. Ti cerco nel groviglio dei pensieri che cercano riposo, sento la tua voce che cammina verso il mio cuore, raggiunge il mio tempio silenzioso e percorre la strada che conduce alla Pace della Vita. I tuoi passi abbracciano sinceri il mio respiro e leggeri come il vento mi regalano il più dolce dei sorrisi ed il mio cuore come un vagabondo esploratore nell’irruenza dell’amore ritrova fiducia e riposo.

LE PAROLE

Vorrei parlarti delle parole del mondo, vorrei spiegarti il linguaggio degli uomini che nulla più comprendono che nulla più amano vorrei parlarti come un vecchio amico e raccontarti le stagioni del cuore, vorrei circondarti in un abbraccio profumato di rose e dipingere la bellezza dei tuoi occhi sul mio volto imbronciato, vorrei baciare la tua bocca e bere dal tuo calice, vorrei sussurrarti infinite parole d’amore in un’altalena di note giocose e mulinelli di musica.

SINFONIA DEL GRANDE PADRE

Siamo tutti Creature di una magnifica orchestra, siamo le note di un’armonia dove ogni suono è connesso agli altri, siamo la sinfonia dell’universo del Grande Padre e il nostro ruolo è suonare lo strumento che ci è stato donato.
Affidiamo al vento il messaggio di note sublimi che possano essere trasportate nei più lon...

Indice dei contenuti

  1. Cover
  2. Frontespizio
  3. Copyright
  4. LACRIME DI PIOGGIA

Domande frequenti

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