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Poesie dell'uccidere in volo
Informazioni su questo libro
Alberto Rizzi - poeta attivo da 25 anni al di fuori del circuito commerciale e di quello dei premi - ripubblica questa raccolta, incentrata su un fittizio pilota della Prima Guerra Mondiale: poesie come meditazioni sull'inutilità di uno dei tanti, troppi eventi bellici, del quale ricorre quest'anno il Centenario.
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Informazioni

EMERSIONE
L’ombra lunga d’un cane
No
Solo nero
nero supremo, tangibile, assoluto
(forse era un lapsus)
ed essere nero nel nero
in questo nero terso
e rimanere occhio teso
al buio del sogno
L’ombra lunga d’un cane
a mezzogiorno
? Sto forse pensando
No
è tutto nero
un nero che mi s’avànz’incóntro
come un uomo d’Africa ch’io vidi
in giorno scaltro di vacanza antica
me ragazzo
lui uomo nero come legno cotto
ed ombra lunga ad ogni occhio
se visto ora da qui
da quèst’ógnióltre ch’è dovunque ancora
Un nero che ti s’indossa
e non ti lascia
com’un guanto
e che ad ogni movimento tuo ratto s’adatta

È il tatto il primo senso
avanti a nascere
quel che viene primo, sì
come l’ombra lunga d’un cane nero
a mezzogiorno
ah sì
lunga perché in corsa
dietro alle sbarre d’una cancellata
(“Aggràppati alla mia coda!”, par che dica)
Un cane nero come questo nero
Dunque un buio che si fa leggero
che cede ai primi movimenti
penso sol pensati
e non ancor specchiati fuori
con tensione di mano
palpebra che tremula
altro
ma dunque ci si rotola
ci si sposta attraverso
ci si nuota
si vola
? Stavo volando
! I cani non volano
Ma io forse volavo
volavo ieri
l’altrogiorno
volavo l’àltroquàndo…

E così oggi
in quest’ora e in quest’oggi
che non leggo e non conosco
pur senza mani io vado
come un amante facendo forza sulle labbra
Allora credo di pensare
l’ombra lunga d’un cane
nero
ombra lunga d’un cane in corsa
lunga perché in corsa
entrambi visti traverso delle sbarre
quelle sbarre d’una cancellata
che da memoria antica di nuovo riconosco
Solo nero
no
qualcosa si muove e si precisa
un dettaglio di tempo
fanciullezza prima e ardita
quando si cade e presto si rialza
e col tatto vien anche il dolore
(“Anch’io sono caduto, vero?” – “Aggrapparsi alla sua
coda? Avevo un aereo in coda, l’aereo d’un nemico, non
ci si aggrappa alla coda d’un nemico…”)
Aggràppati al dolore
è sacro
come sei sacro
in intimo

tu stesso
aggràppati al dolore per uscir di qui
è prova che sei vivo
al dolore per rientrare
e riemergere a ciò che ti spaventa
perché ‘sto nero perde consistenza
meglio
non che si faccia giorno, no
svapora via dalla mia pelle
sperando sempre più larghi i movimenti
L’ombra lunga d’un cane nero
scompare veloce a questa falsa vista
veloce nel sole che separa il giorno in due
aggrappàto alla coda d’un cane nero
oltre la cancellata nostra
fra cortile di casa e stràd’apèrta
oltre un sole che giallo qui m’appare
nell’albeggiare d’una lampada ad arco
lassù
su quel bianco che pèncola
a segnarmi un cielo nuovo ma già visto
no
bianco nient’altro ed assoluto
Allora son vivo
in quàlchemòdo tutto da scoprire
son vivo
una viva incognita di dolore che pulsa
che pensa

sia per ora tutto questo benedetto
e “qui cadde Linke-Crawford”
(era a questo che pensavo ieri?)
non ha senso alcuno
solo segno su carta fra segni
che compagni ci fa da nemici
nel terrore supremo d’un primo muscolo
che sfido adesso al movimento
o nel primo appello dei graffi
di ferite
ossa che dolgono
di vista “ancor-non-messa-al-fuoco”
autocompatimento e sfida
? che ne sapete
voi
cosa significhi e quanto pesi
stare seduti là sul proprio stesso sangue
finché un’ombra di luce
cambia a mutarti il cólpod’òcchio
inducendoti a volger sguardo
prima
poi lo capo tutto
levando sommesso suon di voce
fino a trovar conferma altrui al
“Meno male, è vivo!”
Indice dei contenuti
- Cover
- Frontespizio
- Diritto d'autore
- Prefazione di Ennio Faenz
- Introduzione ai ricordi
- Intuizione
- Prova d’infinito
- Prima lettera a casa
- Normale volo di guerra
- Forse la prima volta
- Seconda lettera a casa (Il vento gelato sulla faccia)
- Comparazione
- 120 CV per 605 Kg. Di legno, tela, cavi d’acciaio e canto di mitragliatrice
- Per non scordarmi di ricordare
- Conseguenza e incontro
- Gregario
- Grazia
- Elucubrazioni casuali durante un pattugliamento di routine…
- Su di una fuga mascherata d’eroismo
- Terza lettera a casa
- Di ritorno da una missione di scorta
- Pausa
- Fireball
- Coi piedi in terra
- Amen
- Prima di perdere il conto
- La grande offensiva
- Stasera ne manca uno
- Quarta lettera a casa
- L’unica cosa bella sono le nubi
- Di dame e cavalier, d’armi e d’amori
- Emersione
- Quinta, sesta e (settima) lettera a casa
- Encomio solenne
- Ultima lettera a casa
- Indice