Pino Viscusi
REALTA’ E SOGNO
SUGGESTIONI POETICHE CON THEO ANGHELOPULOS
INTRODUZIONE DI ERMANNO COMUZIO
PARTE PRIMA: ANGHELOPULOS SI SPECCHIA IN BRECHT
L’INFANZIA
LE PRIME OPERE
IL PIANO SEQUENZA
LA TRILOGIA DELLA STORIA
APPROFONDIMENTI SU “LA RECITA”
“LA RECITA”: ANALISI DELLA SCENEGGIATURA
I TEMI DELLA MEMORIA
PARTE SECONDA: LA POETICA DEL SILENZIO
LA SCENEGGIATURA
L’INCONTRO CON TONINO GUERRA
L’INCONTRO CON HELENI KARAINDROU
GLI ATTORI ENTRANO DA PROTAGONISTI
INTERVISTA CON THEO ANGHELOPULOS
IL LINGUAGGIO CINEMATOGRAFICO DI ANGHELOPULOS
Che rapporto c’ è tra pittura, architettura, fotografia e cinema?
Sembrano espressioni diverse e autonome, invece fra di esse il rapporto è stretto. Proviamo a fare un’ altra domanda, che sembra non abbia attinenza col nostro argomento: che rapporto c’ è fra la realtà e il sogno? Sembrano due dimensioni opposte, invece non solo si integrano a vicenda, ma spesso si impastano insieme.
E’ quanto succede nelle arti, che partono da un dato reale per arrivare ad una sua interpretazione assolutamente libera dai vincoli della realtà. Così accade alla pittura, all’ architettura, alla fotografia e al cinema. Soprattutto al cinema, che in certo modo è sinonimo di sogno. Ad occhi chiusi o aperti? Non fa differenza: Eyes Wide Shut, ha intitolato un suo film Stanley Kubrick, come dire ad occhi spalancatamente chiusi.
La contraddizione è solo apparente, il Cinema è il Grande Sogno anche perché è un sogno antico qual è la somma di tutte le arti, riassumendo in sé l’ immagine (la fotografia in movimento), la narrazione letteraria (la trama, la sceneggiatura), la rappresentazione teatrale (gli attori, la recitazione), la pittura (la composizione del fotogramma, l’ uso della luce e del colore), l’ architettura (la costruzione, la struttura), la musica (la colonna sonora).
Bene, Pino Viscusi è un artista più che autorizzato a coniugare insieme tutti questi elementi data la sua formazione e la sua attività di critico d’ arte, architetto e pittore, da un lato, e di “contaminatore” tra queste arti e il cinema dall’ altro.
Attenzione, “contaminazione” non è una brutta parola, significa esattamente fusione di diversi elementi espressivi per ottenere un risultato al di sopra delle singole componenti, incrocio di forme o costrutti diversi in modo che ne sorga qualcosa di diverso che esalti, interpreti, faccia sembrare nuovi gli elementi originari.
Viscusi non è nuovo a questo tipo di operazioni. Ha sempre coltivato il culto della parola-idea-immagine, basta guardare i suoi quadri che non fanno distinzione tra lettere dell’ alfabeto, segni figurativi e colori. Nel suo libro “Viaggio della parola”, pubblicato a Salerno nel 2004, scrisse: “Arcane sinestesie, risonanze percettive, metafore poetiche, trasgressioni verbali, seduzioni cromatiche ai confini della logica”. E’ il suo mondo.
In suoi altri due libri recenti, “Cogito ergo video -Storia illustrata del cinema dagli inizi ai giorni nostri” -2007) e “I registi raccontano l’ India che cambia” -2008) Viscusi non solo ha sottolineato l’ essenza del cinema come immagine ma anche messo in opera le “arcane sinestesie” che il cinema autorizza.
Il suo ultimo libro lo conferma, continuando una pratica che vede il montaggio digitale di diversi fotogrammi di film, fusi in un’ immagine sola, capace di esaltare il senso del discorso prefissosi dal regista di quei determinati film. Certo, il cinema comprende tante cose, i capolavori della settima arte che trattano con criteri estetici i problemi dell’ uomo e dello spirito. così come i cinepanettoni tipo Vacanze di Natale e Vacanze a Rio. Per riflettere seriamente sul cinema che conta occorre operare su quegli autori che curano l’ immagine e considerano il cinema come vera
arte del nostro tempo. Uno di questi è senza ombra di dubbio il greco Theo Anghelopolous, di cui si occupa l’ ultimo libro di Viscusi.
Anghelopoulos, nato ad Atene nel 1936, è un regista imbevuto della cultura classica del suo Paese. Lui stesso ha scritto, riferendosi agli anni degli studi compiuti nella città natale e poi a Parigi: “Omero, i grandi poeti tragici e la letteratura greca classica occupavano all’ epoca una larga parte dei nostri studi, I miti antichi abitavano in noi e noi abitavamo in loro… Il mio cammino, il mio pensiero non potevano che nutrirsene”. Tornato in patria si dedicò al cinema, prima come critico e saggista poi come realizzatore in proprio di film.
Viscusi se ne occupa ampiamente, parla con dovizia di particolari della sua formazione, della sua personalità e del suo operato, analizzando film per film e giungendo in un caso a riportare, scena per scena, la successione delle sequenze di uno di tali film, La recita del 1975, riproducendo i relativi fotogrammi. Così come analizza puntualmente gli eventi della situazione politica greca (ed europea in generale), che influenzano profondamente l’ operato del nostro regista e i cui echi ritroviamo in tante situazioni da lui raccontate.
Nell’ appendice del libro che vede ora la luce nella serie “Quaderni del Cinema” curata dal giovanilmente vivace Centro Terza Età Santa Caterina di Bergamo troviamo la filmografia completa di Anghelopulos, ornata dalle locandine delle singole pellicole. Ci basti qui riassumere gli esiti del regista greco per sommi capi. Tra i suoi esiti maggiori citiamo la trilogia sulla storia della Grecia nel Novecento (“I giorni del ’36”, “La recita” e “I caccia...