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Problemi e prospettive della pianificazione linguistica in Sardegna. Limba, Storia, Società- Problemas e aficàntzias de sa pianificatzioni linguistica in Sardigna. Limba, Istòria, sotziedadi
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Problemi e prospettive della pianificazione linguistica in Sardegna. Limba, Storia, Società- Problemas e aficàntzias de sa pianificatzioni linguistica in Sardigna. Limba, Istòria, sotziedadi
Informazioni su questo libro
ll testo bilingue, sardo e italiano, tratta della storia della pianificazione linguistica in Sardegna a partire dal XVI sec. fino alle problematiche odierne attinenti lo standard da impiegare nelle pubbliche amministrazioni. Inoltre, sono presenti interventi pubblici di rivitalizzazione linguistica elaborati ed eseguiti in Sardegna dalla nascita delle Leggi regionali sarde e nazionali. Una parte del testo è dedicata ai pensieri di autorevoli intellettuali sardi tra i quali l'Accademico dei Lincei e padre dell'archeologia sarda, Giovanni Lilliu. Il libro è rivolto a pianificatori linguistici, linguisti, storici, sociolinguisti, intellettuali, operatori linguistici, insegnanti, studenti e dirigenti delle scuole di ogni ordine e grado, università, legislatori, amministratori, mass media e persone che amano la limba e le lingue di minoranza che rischiano di scomparire.
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Argomento
Lingue e linguisticaCategoria
LinguisticaINTRODUZIONE
Questo lavoro è il frutto della mia tesi di Laurea Magistrale in Storia e Società elaborata sotto la guida dei Professori Maurizio Virdis, primo relatore, e Francesco Atzeni, co-relatore, rispettivamente docenti di Linguistica Sarda e di Storia della Sardegna Contemporanea presso la Facoltà di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Cagliari.
In particolare, il libro è rivolto a pianificatori linguistici, linguisti, storici, sociolinguisti, intellettuali, operatori linguistici, insegnanti, allievi e dirigenti delle scuole di ogni ordine e grado, università, legislatori, amministratori, mass media e persone che hanno a cuore la Lingua sarda e le lingue di minoranza e/o regionali che rischiano di scomparire dal quadro nazionale, europeo e mondiale.
Gli anni ’90 del secolo scorso, con l’emanazione della Carta europea delle lingue regionali e/o minoritarie e di Leggi regionali sarde e nazionali, hanno rafforzato la coscienza linguistica identitaria dei Popoli appartenenti all’Unione Europea e reso ancora più necessaria che in passato una buona pianificazione linguistica in modo da tutelare e promuovere le lingue a rischio di estinzione come quella Sarda.
Tutto ciò ha posto diversi problemi, il maggiore dei quali è lo standard linguistico sul quale basarsi per il suo uso nelle scuole di ogni ordine e grado, negli enti pubblici regionali, statali e parastatali.
Possiamo affermare che la Pianificazione Linguistica si occupa di studiare le lingue a rischio di estinzione, le leggi che rendono effettivi i diritti linguistici della popolazione e gli interventi pubblici che devono essere eseguiti per far aumentare il numero dei fruitori della lingua di minoranza nelle società interessate alla rivitalizzazione linguistica.
Il lavoro presenta che già nel XVI secolo l’Araolla standardizzava la lingua sarda nella variante logudorese dando vita anche alla letteratura sarda in sardo; nel XVII Gian Matteo Garippa traduceva la Vita dei santi in logudorese evidenziando la funzione della lingua nel suo aspetto pedagogico religioso; il secolo successivo vedeva un altro fautore del logudorese, Matteo Madao, che usava la limba per gli usi alti e letterari; il XIX secolo dava vita all’opera di Vincenzo Raimondo Porru Saggio di gramatica del dialetto sardo meridionale (Cagliari 1811) in cui veniva presentata una varietà cittadina elevata con l’obiettivo di porsi come sussidio didattico dell’italiano; nel 1840 Giovanni Spano pubblicava in Cagliari Ortografia sarda nazionale ossia gramatica della lingua logudorese paragonata all’italiana, una grammatica di uso normativo-descrittivo di uso elevato e sovralocale in cui l’autore poneva il logudorese come “Lingua nazionale” in quanto era quella che aveva mantenuto un purismo arcaico ed era rimasto vicino al latino; infine, un altro studioso degno di nota del XIX secolo era Vittorio Angius che pubblicava Cenni sulla lingua de’ Sardi scritta e parlata (1853).
Inoltre, scrivendo questo lavoro ho ritenuto fosse un Dovere civico, morale e intellettuale evidenziare Max Leopold Wagner, uomo e linguista, il quale attraverso i suoi lavori ci ha lasciato una eredità di fondamentale valore per la Limba e la storia sociale sarda.
Nel primo decennio del nuovo Millennio, in Sardegna sono state fatte alcune proposte di standardizzazione linguistica per l’uso pubblico della Limba che stentano tutt’oggi a radicarsi e necessitano di alcuni aggiustamenti; infatti la tesi presenta soprattutto il corpus planning della Limba Sarda Unificada (LSU), della Limba Sarda de Mesania (LSM) e della Limba Sarda Comuna (LSC) accompagnate relativamente da giudizi e critiche.
Un capitolo del lavoro è rivolto a quei grandi uomini, Intellettuali e Politici, che nel XX secolo hanno “lavorato con la testa e con il cuore” per tutelare, promuovere, valorizzare la lingua sarda in ogni suo aspetto.
Dopo la Seconda guerra mondiale la Sardegna vedeva un risveglio sociale che si manifestava anche con la nascita di movimenti linguistici guidati da uomini di spessore intellettuale i quali erano attivi con l’elaborazione di riviste letterarie che valorizzavano e diffondevano in particolare la poesia sarda; non per niente negli anni ’50 prendevano vita il Premio di Ozieri, Giornali e Associazioni identitarie.
In particolare già dai primi anni ’70 del XX secolo si assisteva ad un forte interesse per la lingua sarda in ambito accademico, politico e sociale, venivano fatti studi e iniziative volte a tutelare, valorizzare e promuovere la limba e soprattutto nel volerla inserire nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle pubbliche amministrazioni; evidenziamo il lavoro svolto dai movimenti pro sa limba che avevano promosso ed elaborato la raccolta firme e la proposta di legge del 1978 affinché venisse riconosciuta la lingua sarda nelle scuole.
Successivamente si presenta la legislazione rivolta a rendere effettivi i diritti linguistici della popolazione, con particolare rilievo alla legislazione, italiana, sarda ed europea a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri.
In seguito viene presentato l’insieme degli interventi pubblici che mirano ad aumentare il numero potenziale degli utenti della lingua da rivitalizzare; in particolare quelli elaborati ed eseguiti in Sardegna dalla nascita della Legge Regionale Sarda n.26 del 15 Ottobre 1997 e dalla Legge dello Stato italiano n.482 del 15 Dicembre 1999 fino ai giorni nostri.
Infine, la conclusione presenta riflessioni e proposte dello scrivente.
CAPITOLO I
STORIA DELLA PIANIFICAZIONE LINGUISTICA: DALL’ARAOLLA AI GIORNI NOSTRI
I.I Gerolamo Araolla: sa limba sarda est comenti a is àteras
Nel XVI secolo uno studioso-prete che si era messo in risalto per valorizzare la limba era Gerolamo Araolla che aveva manifestato il suo programma linguistico nel suo poema, Sa vida, su martiriu et morte dessos gloriosos martires Gavinu, Broothu et Gianuari (Cagliari 1582) in cui affermava il suo intento:“Semper appisi desigiu, Illustrissimu Segnore, de magnificare e arrichire sa limba nostra sarda; dessa matessi manera qui sa naturale insoro tottu sas naciones dessu mundu hant magnificadu e arrichidu; comenti est de vider peri sos curiosos de cuddas. Et si bene d’issas matessi riccas et abundantes fuint algunas, non però hant lassadu de arrichilesas et magnificarelas pius cun vocabulos etepithetos foras d’issa limba non dissonantes da sa insoro, à tale qui usadas et exercitadas in sas iscrituras sunt venidas in tanta sublimidade et perfezione arrichida s’una cun s’atera qui in pius finesa non podent pervenner, comente veros testimongios nos dimostrant sos iscritos de sos eccellentes et famosos poetas Italianos e Spagnolos”
“ Sempre desiderai, Illustrissimo Signore, di magnificare e arricchire la nostra Lingua Sarda, nella stessa maniera che tutte le nazioni del mondo hanno magnificato e arricchito la loro propria: come si può vedere dagli studiosi di queste. E nonostante che alcune di esse fossero egualmente già ricche e copiose, non si tralasciò di arricchirle e di magnificarle ancora più con vocaboli ed epiteti d’altre lingue ma da quelle non dissonanti: sì che esse, adoperate e sveltite nelle scritture, sono ora giunte a tale sublimità e a tale perfezione con l’arricchirsi l’una dell’altra che non è possibile possano conquistare maggiore squisitezza; e chiara testimonianza ce ne forniscono gli scritti dei più eccellenti e famosi poeti italiani e spagnoli”. (1)
Tutto ciò anche col fine di dare al sardo piena dignità di lingua, adeguandolo anche ad usi letterari, non dimenticando, anzi valorizzando quei Poeti Italiani e Spagnoli, attraverso i quali l’Araolla dimostrava di avere una formazione multiculturale trilingue
Pasquale Tola dice che l’Araolla “si sforzò levare a grado di onoranza, adoperandolo negli scritti letterari…Questo egli afferma essere stato sempre il suo divisamento, dacché vide i nazionali andare in traccia di lingue forestiere per scrivere i concetti loro, né essersi stati giammai a far uso della lingua sarda, bella, ricca, armoniosa, e capace di quant’altra mai di progressivo pulimento”. (2)
Antonio Sanna diceva che l’Araolla: “si proponeva di “magnificare” e arricchire sa limba nostra sarda…egli “magnificò” il sardo italianizzandolo e, soprattutto, spagnolizzandolo”. (3)
Giovanni Spano nella sua introduzione al lavoro svolto dall’Araolla, Gavinu, Brothu et Januariu con queste parole esalta il Sassarese: ”Salve, o grand’homine, inelitu benefactore, veru connoschidore de sa limba de Logudoro! Eo ti saludo, umbra sancta, et venerabile, et ti ringratio de su bene qui operesti a su grave idioma nostru, ornendelu de vocabulos expressivos, ex exaltendelu cun sublimes sentimentos… hapo cretidu fagher una cosa honorifica a tie, et grata ad sa commune Patria, publicare in appendice ad sa Sarda Ortographia su predictu raru Poema cun alcunas observationes de su debile ingeniu meu pro mazone illustratione de su textu tou, et de sas grammaticales regulas mias subra sa limba nationale, de sa quale meritas esser honoradu cum su gloriosi titulu de Babu, a plus d’essere tui universalmente reconnoschidu cum matessi honore in quantu ad sa nobilidade de su rithmu de Logudoro. Vive in sempiterna paghe. (4)
Per conoscere al meglio l’Autore e la sua opera si ritiene necessario avere chiaro il contesto storico in cui il Letterato si era formato come considera lo studioso araolliano Maurizio Virdis: “…e primariamente il clima culturale e politico del secondo Cinquecento isolano che spiega non soltanto il carattere e l’intenzione dell’oper...
Indice dei contenuti
- Cover
- Indice
- Indice
- Frontespizio
- Diritto d'autore
- S’autori
- Sterrina
- Capitulu I: Istòria De Sa Pianificatzioni Linguistica
- Capitulu II: Politicus E Intelletualis Pro Sa Limba
- Capitulu III: Su Movimentu Linguisticu Sardu De is Anni ’50 A Sa Fini De is ’70 De Su Séculu passau
- Capitulu IV: Legislazioni Pro is Diritus Linguisticus De is Pópulus
- Italiano
Domande frequenti
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