In questo libro si descrivono luoghi, personaggi e situazioni della città di Palmi e della Calabria. Non esiste un libro che offra la verità assoluta della vita di un popolo che fu sottomesso dai governi, dai feudatari, da gente senza cuore e reso schiavo con la prepotenza. Infatti, la Calabria, fu saccheggiata continuamente dai Saraceni, Goti, Visigoti e molti altri invasori. Si descrive in questo volume il percorso di storia di tanti secoli che conducono alM periodo del feudalesimo con Seminara e Palmi sempre in lite. Questo libro offre una severa analisi dell'antica Calabria, ma nello stesso tempo, tante profonde e lucide chiavi di lettura per capire e aiutare la Calabria di oggi a evolversi. Si vuole comunque rilevare che le storie narrate sono un esempio per formulare un'analisi oggettiva e accurata, a volte cruda, della realtà, con una grande capacità di cogliere gli aspetti più affascinanti che la vita offre e che l'autore percorre con amore per la sua terra. La nuova Calabria deve contrapporsi con un'evoluzione culturale forse rompendo con le vecchie tradizioni, ma con l'attenzione e il senso della continuità storica.

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La Calabria nell'antichità
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StoriaCategoria
Storia italianaPrefazione
Negli anni 1998 pubblicai due volumi di saggistica in vernacolo calabrese, idioma di Palmi, città, dove sono nato e cresciuto, dal titolo: “Calabria Antica”, (storia tra miti leggende e poesia). Gli argomenti che tratto sono infiniti. I due volumi ottennero un largo consenso di pubblico e tuttora, a distanza di circa diciotto anni sono ancora richiesti e letti da molte persone. Alcuni capitoli, li avevo inseriti nelle pagine di Facebook e continuamente ricevo segnalazioni favorevoli con regolare richiesta di conoscere in quale libreria si possono acquistare. Purtroppo, al tempo furono stampate quattromila copie e l’Editore, non ha potuto o saputo commercializzare il prodotto, per cui, oggi, è introvabile. A me è rimasta qualche copia. Su suggerimento di un amico ho voluto tradurre i dodici capitoli dei due volumi in lingua italiana con versi a rime alternate, in parte endecasillabe. La lettura è scorrevole ed è piacevole. Coloro che sono alla ricerca di notizie del lontano passato della Calabria, qui troveranno tutto ciò che gli storici ci tramandarono, evitando, così, la consultazione di svariati testi che, anche volendo, di ogni notizia è indicata la bibliografia che ognuno può consultare per maggiori approfondimenti. Con l’occasione, intendo porgere un caro saluto a Monsignor Silvio Mesiti e un lieto ricordo al compianto Avv. Enzo Augimeri. Entrambi furono i presentatori dei due volumi in vernacolo, intitolati: “Calabria Antica”. Lo stesso vivo saluto e ringraziamento lo rivolgo anche agli altri amici, che scrissero molti articoli in varie testate giornalistiche. Qui, voglio ricordare e ringraziare il giornalista Avv. Girolamo Lazzoppina, il direttore del mensile: “La Piana” Dott. Damiano Tripodi, il Professor Giuseppe Parrello, il carissimo amico, giornalista e scrittore, Dott. Arcangelo Badolati che, grazie a lui, il noto giornalista Professor Luigi Carbone scrisse un interessante articolo e tanti altri che al momento non ricordo. Infine, per il presente lavoro, qui, pubblicamente, intendo porgere un grande ringraziamento e riconoscimento al Professor Pellegrino Mancini, nostro concittadino palmese, la cui cultura è smisurata, per l’immane sforzo che dovette affrontare nella lettura, in brevissimo tempo del presente lungo lavoro, onde ricavare gli argomenti di cui trattare nella lunga e sua articolata “PRESENTAZIONE” Salvatore Idà
Presentazione
Il racconto storico, nella finalità didattico-divulgativa, presenta, nella forma in prosa, la sua più usuale veste espositiva.
Eppure sono sempre esistite delle strategie per farlo acquisire, questo racconto, con studiata e relativa comodità ed esse si sono avvalse spesso di varie formule pubblicistiche: edizioni a fascicoli periodici, iconograficamente corredate con dovizia e gusto documentale, pubblicazioni a fumetti, persino, di lussuosa ed accattivante editoria, supporti elettronici, oggigiorno, che ne favoriscano un impatto audio-visivo di ormai collaudato successo, specialmente tra i giovani.
Salvatore Idà, invece, è ricorso, con intimo e profondo amore per la sua terra, in un primo momento al suo dialetto, quel vernacolo palmese che abbiamo goduto in strofe con rime alternate nella precedente edizione dei due volumi “Calabria Antica (Storia tra miti, leggende e poesia) Palmi: La sua storia e i suoi personaggi”, ed ora, quel medesimo lavoro, riproposto in questa nuova pubblicazione con quella indovinata formula, sempre in versi, ed anch’essi in rima alternata, ricorrendo però all’uso della lingua italiana che quegli eventi storici, quei miti, quelle leggende locali e palmesi, quelle caratteristiche descrittive da racconto familiare e colloquiale riproponessero con uguali, godibili risultati e finalità.
Un necessario accostamento, a questo punto, dei due modi narrativi, quello precedente in vernacolo e quello, ora, di questo ultimo lavoro, renderà bene analogie e differenze, di natura più che altro lessicale, tra le due fatiche affrontate dall’autore per tipi di lettori diversi, entrambi forniti di quel desiderio di approfondire su luoghi ed accadimenti delle nostre parti ma anche contraddistinti, tali lettori, da possibilità diverse di più o meno facile acquisizione dal testo anche se al primo, e in misura minore per le sole note lessicali anche al secondo, non mancano copiose ed erudite note esplicative, accudite da preciso e puntuale riscontro bibliografico ed anche iconografico.
“‘A vecchia Taurianum era ‘llocata / di lu Metauru ‘e rupi dà Tunnara, / dù mari dà scumarra era vagnata / e dill’acqua chi scindiva dà hjumàra/…..‘Nto centudicessètti Era Evangelica / ‘U ‘Mperaturi Adrianu ragiunàu, / cusà pecchì, ma nci giràu l’elica, / mi jàpri nu strhatùn ‘iddhu pensàu.”
“L’antica Taurianum era situata /dal fiume Metauro alle rupi della Tonnara,/dalla schiuma del mare era bagnata/e dall’acqua che scendeva dalla fiumara……………..Nel centodiciassette Era Evangelica/l’Imperatore Adriano aveva deciso,/come suol dirsi: gli girò l’elica /di aprire uno stradone all’improvviso.”
E’ uno soltanto tra i molteplici raffronti che si possono prospettare e non sempre la strada si presenta così agevole e lineare tanto da fare ammettere al Nostro che, certo, parafrasare in italiano dal vernacolo più stretto, obbedendo, per di più, agli obblighi della rima, ha presupposto adattamenti alla rinnovata forma pur non discostandosi dalle accezioni e concettualità rispondenti al letterale significato.
Valga per tutti un solo esempio là dove, a proposito delle popolazioni dei Bruzi Sabelloti che ebbero come capitale Mamertum, l’attuale Oppido, e che si scagliarono in armi contro i Greci della costa, i versi in dialetto nel II capitolo dell’edizione in vernacolo, riportano :
“cuntrh’a li Greci comu terramoti / si ettàru a corpu fittu ddhi ‘nimali”
che verranno resi, nella nuova edizione in lingua italiana:
“contro i Greci, come terremoti / ci fu un’aggressione generale.”
Necessità di rima hanno portato a quella “aggressione generale” che tralascia l’epiteto di “nimali” per gli invasori e la veemenza, da parte di questi, dell’attacco serrato “a corpu fittu”.
Nulla però cambia nel contenuto di questo passaggio che agevola comunque comprensione e intensa atmosfera descrittiva dell’evento.
Ecco perciò, e perché non ribadirlo, che le due edizioni si rivolgono a due tipi di lettori diversi e al contempo simili nelle istanze culturali che li motivano alla lettura e all’approfondimento: quelli che, forniti di quell’”humus” culturale per un substrato glottologico locale, apprezzano quelle forme espressive dialettali che attingono a descrizioni intense e rispondenti all’essenza stessa che il dialetto possiede per la sua perfetta descrizione dei fatti e per quel pizzico d’ironia o humor che ne caratterizza la forma espressiva e, a loro volta, quelli che, meno conoscitori del dialetto più stretto, ma anche più interessati ad una consultazione delle molteplici note storiche di commento, desiderano un quadro immediato e di più agevole acquisizione per il lungo percorso che si ha davanti e che conduce attraverso secoli interi di storia non solo palmese e calabrese.
Il panorama storico prende avvio dai primordi che porteranno alla fondazione e vita politica e sociale dell’antica Taurianum, dalla cui distruzione nel X secolo nasceranno tante altre realtà sociali, economiche e culturali, la Palmi di oggi compresa, nella vasta area dell’odierna Piana e di tutto quel contorno montano che ad essa fa da cornice.
Ma ancor prima, si potrà risalire a quegli insediamenti o passaggi di varie popolazioni che colonizzarono la terra calabra (Aurunci, Enotri, Osci, Morgeti, Lucani, Bruzii, Siculi sino all’arrivo dei Greci (leggende inerenti la Guerra di Troia con il giovane Oreste e la sua venuta presso il fiume Metauro, odierno Petrace, per purificarsi e trovar pace della sua sconvolgente tragedia familiare).
Le epoche storiche poi vedranno la dominazione romana, il passaggio ed il contrasto ad Annibale, i Visigoti fino alla presenza bizantina, longobarda e normanna.
Le zone costiere, angustiate dalla pirateria saracena, avranno intensi scenari, per questo racconto, in leggende come quella di Donna Canfora e i fulgori della Cristianità troveranno spazi narrativi nella vita e miracoli di San Fantino o negli apostolati di San Pietro che predicò il Verbo di Cristo a Medma, a Metauria e a Vibona, San Mercurio Martire, nativo di Tauriana, San Gerolamo bloccato a Tauriana nel 385 D.C. da un violento terremoto, uno dei tanti flagelli della natura che hanno da sempre costellato la vita ed i progressi di queste terre e ritornano, puntuali e cadenzati nel tempo, a segnare umane sorti e nuovi vigori ricostruttivi.
Le torri di scolta, che dovevano tutelare le popolazioni rivierasche, ci racconteranno, dalla loro muta testimonianza di odierni ruderi, dell’improvviso apparire all’orizzonte di flottiglie minacciose come quella di Dragut che la leggenda locale vuole giustiziato da impavidi Palmesi presso l’Acqualive, poco più sotto delle mura della Cittadella, antico insediamento fortificato della città di Palmi, prima che sul pianoro sopra di esso si estendesse, su terreni di feudatari seminaresi, l’odierno abitato più volte rimesso in sesto dopo violenti sussulti tellurici e finalmente giunto alle odierne bellezze di una cittadina modernamente progettata sì da farne una delle più belle di questa parte di Calabria.
E così sino alle storiche vicende che riguardano il Regno di Napoli e le annose lotte tra Angioini ed Aragonesi.
Tiene la scena anche una nutrita molteplicità di personaggi che hanno fatto la storia culturale, religiosa, politica in queste terre, e non solo in esse, per molti secoli oggetto di mire espansionistiche e teatro di conflitti lunghi e rovinosi ( Cassiodoro, Barlam di Seminara, Leonzio Pilato e veri e propri esportatori della cultura della Calabria verso il nord come Cecco Simonetta, Parrasio, Bernardino Telesio, Pomponio Leto, Tommaso Campanella “cospiratore acerrimo contro i Vicerè Spagnoli”.
Un percorso storico di secoli che ci porterà presso luoghi a noi familiari come la vicina Seminara ed il suo feudalesimo nei confronti di Palmi, l’imperatore Carlo V ospite tra le sue poderose mura di ritorno dalla Campagna d’Africa (luglio 1535) e così fino ai Piani Corona e alla Marinella di Palmi, tra i primi scenari, dopo quelli dell’ormai conquistata Sicilia, dell’impresa di Garibaldi e delle sue camicie rosse che porteranno alla fine dei Borbone nel Regno delle Due Sicilie e all’inizio dell’Unità d’Italia.
In tutto questo lui, l’autore, Salvatore Idà, i cui interessi di cultura ed arte trovano sempre nuove energie e spunti di indagine, approfondimento preciso, pedissequo di bibliografie copiose ed erudite visionate e, dove occorre, citate col piglio del vero filologo la cui spinta principale, come dicevamo all’inizio, è lo smisurato amore per la sua terra che, quando gli fa riporre momentaneamente la penna, gli fa altresì imbracciare o carezzare vari strumenti musicali in melodie, canti locali, testi intensi di quotidianità e documento importante di usi e costumi che lo vedono testimone e cultore esperto e motivato, nonché già imprenditore discografico di successo.
Un impegno costante, talora insonne, riteniamo o ci piace immaginare, poiché la ricerca non ha orari e riesce a farti sobbalzare, anche per un semplice appunto, un memorandum, in piena notte, se occorre, poiché la nota bibliografica o la particolarità sintattica o lessicale nonché l’aneddoto che si vuol riportare in maniera più elegante o rispondente di quello precedentemente utilizzato possono essere delle meteore di passaggio nella mente da trattenere per la coda e poi farne espressione artistica ovvero dotto puntello bibliografico o di riscontro in questo meraviglioso viaggio nel passato che ricostruisce prima nella sua mente poi nelle sue pagine, quegli scenari che la moderna computer grafica dei documentari storici multimediali ricostruisce visivamente su luminosi schermi affabulando il racconto storico ma che Salvatore Idà eguaglia, se non supera addirittura, con descrizioni intense, con costrutti sintattici calzanti poiché dettati da una consuetudine espressiva che il dialetto, ed ora questa sua trasposizione in italiano, rende austera, blasonata, godibile perchè rispondente alla realtà ed altamente descrittiva come tutto ciò che nasce dall’usato modo colloquiale della gente di qui.
Nell’ultimo capitolo, versi intensi e sentiti verso le personalità più eminenti dell’arte e della cultura della città di Palmi ed il lettore toccherà con mano questo anelito dello storico e poeta di riproporsi nuovamente ad un pubblico ancora più vasto e la fatica delle due monumentali, senza tema di smentita, edizioni non trasparirà minimamente poiché l’entusiasmo e la passione saranno stati il propellente per un infaticabile ed inesauribile cultore della storia, della leggenda, del mito di luoghi che ancora oggi respirano l’aura eroica dell’antica Taurianum e di tutto ciò che, intorno ai suoi odierni ruderi in contrada San Fantino di Taureana, continua a trasmettere ancora nei cuori dei più sensibili alla vicenda umana di queste parti di Calabria il necessario afflato a volerne approfondire la conoscenza.
Palmi, marzo 2016
Pellegrino Mancini
Capitolo Primo
SOMMARIO
Introduzione-- Palmi erede di Tauriana.—Le “Origines” di Catone il Censore.--Oreste (figlio di Agamennone).--Le tragedie di Eschilo e di Euripide.--Le origini.--I primi abitanti di Tauriana.--Lotte contro i Bruzii e le "Polis" greche di Reggio C. e Locri.--La prima guerra punica.-- Tauriana "Polis", Città Stato.--Tauriana in guerra contro Annibale.--Le Legioni di Roma contro Pirro.--Tauriana città federata a Roma.---L’artigianato a Taurina—Cassiodoro istruisce i giovani calabresi.---Barlaamo di Seminara e Leonzio Pilato maestri di Petrarca e Boccaccio.---Il Normanno Conte Ruggero detto il Guiscardo costruisce Templi e Cattedrali.---Il sarcofago di Eremburga, seconda moglie del Conte Ruggero seppellita a Mileto.--Tauriana porto commerciale.--Tauriana devastata dai saraceni musulmani.—I Normanni favoriscono lo sviluppo commerciale.—Cenno sulla dominazione francese--Conclusioni.
PROLOGO
Antico è il proverbio e ha attinenza
“chi nasce rotondo non morirà quadrato”
di zucca è fatta la testa che non pensa,
io ci pensai tardi e fu un peccato.
Scrivevo sempre versi di poesia,
con rima e senza rima li trattavo
e altri rivestiti di melodia
con la testa mia li improvvisavo.
Il mio cervello era nel trambusto,
la vita non mi offriva le certezze,
ma ero ansioso e provavo gusto
di scrivere di Palmi le bellezze.
Ogni notizia vera e affascinante
la cercavo come ago in un pagliaio,
con gli occhi spalancati e vigilanti
per non cacciarmi in un ginepraio.
Mi consumai gli occhi assai leggendo,
pe...
Indice dei contenuti
- Cover
- Indice
- Frontespizio
- Copyright
- 1) Prefazione
- 2) Presentazione
- 3) Capitolo Primo Sommario
- 4) Prologo
- 5) Palmi, erede di Tauriana
- 6) Le origines di Catone il Censore
- 7) Oreste, figlio di Agamennone
- 8) Le tragedie di Esclilo e di Euripide
- 9) Pitagora
- 10) Stesicoro
- 11) Ibico
- 12) Caronda
- 13) Lotte contro i Bruzi e le Polis greche di Reggio e Locri
- 14) La prima guerra punica
- 15) Tauriana polis città stato
- 16) Tauriana in guerra contro Annibale
- 17) Le Regioni di Roma contro Pirro
- 18) Tauriana città federata a Roma
- 19) Cassiodoro istruisce i giovani calabresi
- 20) Fra Baarlamo di Seminara e Leolonzio Pilato maestri di Petrarca
- 21) Il normanno conte Ruggero detto il Guiscardo e il sarcofago della moglie Eremburga
- 22) Tauriana devastata dai saraceni
- 23) Tauriana porto commerciale
- 24) Cenno sulla dominazione francese
- 25) Conclusioni
- 26) Capitolo Secondo Sommario
- 27) Descrizioni introduttive del sito di Tauriana
- 28) Tauriana assaltata dai Longobardi
- 29) Gregorio Magno scrive tre lettere al Vescovo di Messina
- 30) L’Esarca Olimpio va a Tauriana per sconfiggere l’Emiro Abdullòh
- 31) Devastazione di Tauriana
- 32) Il Beato Stefano, San Nilo e altri monaci scappano dal Monastero di San Fantino
- 33) La leggenda di Donna Canfora
- 34) I primi abitanti di Tauriana
- 35) Secondo Apollonio al tempo degli Astronauti
- 36) Derivazione del nome di Tauriana secondo Apollonio
- 37) Gli Ausonici a Tauriana allevano cavalli e buoi
- 38) Periodo della Magna Grecia, i Greci approdano a Taur
- 39) Le monete rinvenute a Tauriana
- 40) Periodo Romano, Pirro contro la terra Bruzia
- 41) Roma manda a Tauriana il Pretore Clepsina
- 42) Il Console romano Appio Claudio sconfigge i nemici nel mare di Tauriana e inizia la prima Guerra Punica
- 43) I Bruzi alleati con Annibale contro i Greci
- 44) Tauriana città federata a Roma
- 45) Ottaviano sfida a Sesto Pompeo ed è sconfitto nel mare di Tauriana
- 46) Periodo Imperiale attraversdo i rinvenimenti
- 47) Il busto di marmo dell’Imperatore Adriano trovato nella contrada Uscinà di Tauriana
- 48) Periodo cristiano al tempo di San Paolo
- 49) Vita e miracoli di San Fantino
- 50) San Mercurio martire, nativo di Tauriana
- 51) San Gerolamo bloccato a Tauriana da un viol. Terrem
- 53) I Visigoti di Alarico assaltano la terra Bruzia
- 54) Periodo Bizantino, diciotto anni di Guerra-Gotica
- 55) L’Esarca Longino abolisce la carica di Correttore della Lucania e della terra Bruzia
- 55) Capito Terzo Sommario
- 56) Descrizionio introduttive di Palmi, Tauriana e d’intorni
- 57) Tauriana, sede Vescovile
- 58) La Cappella di Porto Oreste
- 59) Le bellezze di Palmi, Tauriana e di’intorni
- 60) Del monte Aulinas, Sant’Elia
- 61) Sant’Elia costruisce il suo monastero e il diavolo lo ostacola
- 62) Le coste calabr. Assalt. da Halassan di casa Kelbita
- 63) Il primo Vescovo di Mileto
- 64) Il comand. Malachiano sconfigge i Saraceni a Nicoter
- 65) Roberto e Ruggero detto il Guisc conquist. la Calabria
- 66) L’Imperatore Michele Quarto aiuta i Bizantini contro i Saraceni
- 66) Il Conte Ruggero si pente dei misfatti compiuti
- 67) Ricostruzione di Palmi e sviluppo commerciale
- 68) Ritrovamento della statua della Madonna dei Poveri
- 69) Capitolo Quarto –Sommario
- 70) Nicotera e Palmi devast da un sudd. di Almuravide
- 71) Finita la dominazione normanna inizia quella Sveva con Federico
- 72) Il Regno riconquistato dagli Angioini
- 73) il Re Alfonso introduce la lingua italiana neo.latina
- 74) Nel 1234 un grande catacl. devasta Reggio Calabria
- 75) Muore l’Imperatore Federico II e gli succede Corradino di soli quattro anni
- 76) Il Conte di Catanzaro Ruffo tenta di appropriarsi del regno di Corradino
- 77) Manfredi reagisce e con un grosso esercito sconfigge il Conte Ruffo
- 78) Saccheggio di Seminara perpetrato dai Messinesi e loro disfatta
- 79) Lo zio di Manfredi il cap. Federico Lancia conquis la Sicil. a nome di Manfredi e le prop. Del Conte di Ruffo
- 80) Manfredi tradisce Corradino e a Palermo si fa incoronare Re della Sicilia
- 81) I Vespri Siciliani e fatto d’armi del Re Pietro d’Aragona contro i Francesi
- 82) Ruggero di Lauria colleg. con Aragona prende parte ai fatti d’armi
- 83) Pietro d’Arag. appostato sui Piani della Corona di Palmi
- 84) A San Martino il principe C. D’Angiò convoca un parlamento di nobili e prelati
- 85) Il Re Pietro lascia un forte presidio a Seminara
- 86) Il principe Carlo d’Angiò dalla Pianura di S. Martino si trasferisce alla marina di Nicotera
- 87) Ruggero di Lauria in una battaglia navale sconfigge gli Angioini a Sorrento
- 88) Il Re Carlo Primo muore e Ruggero di Lauria conquista tutte le Calabrie
- 89) Il Papa Michele Quarto fa liberare Carlo II dalla prigione e questi dich. guerra agli Aragon. in Calabria
- 90) Ruggero di Lauria, ambizioso si dà agli Angioini
- 91) Capitolo Quinto Sommario
- 92) L’importanza di Seminara alla fine del secolo XV
- 93) Palmi sottomessa a Seminara con la reggenza di Jacobus de Rota
- 94) Lotte tra Aragonesi e Angioini in Calabria e in Sicila
- 95) Fra Baarlamo di Seminara, monaco basiliano, uomo di grande cultura
- 96) Vallis Salinarum, oggi Piana di Gioia Tauro
- 97) il Re Ferrante II dona a Carlo Spinelli la città di Seminara e i suoi Casali “
- 98) Scesa di Carlo VIII in Italia, D’aubigny occupa e governa le Calabrie
- 99) Fernando II col cap. Consalvo rioccupa parte dell’estrema Calabria
- 100) Gli Spagnoli nel 1495 vincono i Francesi ed entrano in Seminara
- 101) Altro fatto d’armi avvenuto presso Seminara (battaglia della Figurella)
- 102) Battaglia tra Aragonesi e Francesi nel fiume Petrace, sul territorio di Seminara
- 103) Consalvo occupa le Calabria e quasi tutto il Regno
- 104) Ferdinando il Cattolico e Ludovico XII si accordano e spodestano Re Federico
- 105) Consalvo è nominato Duca di Terranova
- 106) Fatto d’armi tra il conte Onorato Sanseverino e Ugo di Cardona a Terranova
- 107) Fatto d’armi tra Francesi e Spagnoli schierati al di là del Petrace, vicino al Ponte Vecchio
- 108) D’Aubigny assediato in Angitola con altri capitani è imprigionato
- 109) Capitolo Sesto – Sommario
- 110) L’importanza di Terranova dal 1283 al 1600
- 111) I vari feudatari che si susseguirono nel dominio
- 112) Il territorio di Terranova e l’importanza strategica
- 113) Fatto d’armi tra Francesi e Spagnolo avvenuto nei pressi del Petrace
- 114) Sviluppo agricolo e commerc. della Piana di Terranova
- 115) Capitolo Settimo – Sommario
- 116) Progressi di Seminara nella prima metà del XVI secolo
- 117) Morte di Ferdinando il Cattolico succedono Giiovanna Terza e Carlo V
- 118) Dissensi e guerre tra questo Imperat. e Francesco Primo
- 119) Pirateria dei Turchi e degli Algerini nelle Calabrie
- 120) Fra Antonio Minarota costruistruisce il Convento dell’Annunziata, (l’attuale Chiesa del Monaci
- 121) Altre chiese e conventi a Palmi e d’intorno
- 122) Miracolo della Madonna del Soccorso
- 123) Fra Cappuccino Ludovico annuncia la roina. di Palmi ad opera di Dragut
- 124) Pirateria dei Turchi e degli Algerini nelle Calabrie
- 125) Saccheggi di Barbar e disfatta inflittagli da Andrea Doria
- 126) Ritorno di Carlo V dall’Africa e suo passaggio da Seminara e Palmi
- 127) Altre scorrerie di Barbarossa
- 128) il Re della Francia si unisce ai Turchi contro Carlo V e Barbarossa
- 129) Disposizione del Vicerè Pietro di Toledo per fortificare ed erigere torri di guardia
- 130) Il nipote di Andrea Doria, Giannettino và in Corsica e imprigiona il pirata Dragut
- 131) Altro sbarco dei corsari alla Marinella di Palmi
- 132) Capitolo Ottavo – Sommario
- 133) A Carlo Spinelli succede Pietro Antonio Spinelli che fece riedificare la Chiesa di San Fantino
- 134) A Pietro Antonio succede Scipione Spinelli che per debiti vende il suo feudo a don Fabrizio Ruffo
- 135) Palmi riscatta il feudo appellandosi al Regio Demanio
- 136) La Santa Madre Maria di Nazareth consegna agli Ambasc. messinesi una lettera e una ciocca di capelli
- 137) Il Senato di Messina dona ai marinai di Palmi un capello della Madonna
- 138) Ubicazione delle varie chiese di Palmi
- 139) Palmi s’ingrandisce con la costruz. di tanti nuovi rioni
- 140) Tremendo terremoto del 1626
- 141) Seminara affligge Palmi e questi reclama alla Corte di Re Filippo
- 142) La famiglia Conchubleth acquista il Casale di Palmi
- 143) Formazione della piazza del mercato e descrizioni della Fontana della Palma
- 144) Morte del marchese D’Arena in seguito a un duello col principe Spinelli
- 145) Muore Filippo IV e gli succede il figlio Carlo II di solo quattro anni
- 146) Nel 1671 i Messinesi si danno ad atti di pirateria
- 147) La pace di Nimega fra Spagna e Francia
- 148) Illustre uomo politico Diego Sgroi
- 149) Capitolo Nono – Sommario
- 150) Successione nei regni di Spagna, Napoli e Sicilia dal 1700 al 1734
- 151) Carlo III occupa le due Sicilie e và a Palermo per la sua incoronazione
- 152) Itinerario del viaggio e particolari del soggiorno dio Carlo III a Palme
- 153) Tremendo terremoto del 1783
- 154) Morte del feudatario e novero degli eredi fino alla soppressione del feudalesimo
- 155) Capitolo Decimo – Sommario
- 156) Cenno sulla Rivoluzione Francese e conseguenze in Italia
- 157) I perseguitati palmesi arrestati nel 1708)
- 158) Itinerario di Giuseppe Bonaparte del suo viaggio nelle Calabrie e sosta a Palmi
- 159) L’avventura della capitanessa Francesca La Gamba
- 160) Giuseppe Bonaparte Napoleone diventa Re delle Indie e di Spagna, lascia il suo regno a Gioacchino Murat
- 161) I borboni reagiscono contro i Franc. e inviano 14.000 soldati nelle coste calabre di Reggio C., Palmi e Gioia T
- 162) Gioacchino Murat sui Piani della Corona di Palmi
- 163) Nel 1812 un’armata inglese con venti cannoni si accosta alla Marinella di Palmi restando in agguato
- 164) Sconfitta di Napol. Bonap. a Waterloo ed esilio nell’isola di Sant’Elena
- 165) La santa alleanza fra Austria, Prussia e Russia nel 1815 1686 Il Generale Nunziante persecutore spietato dei carbonari calabresi
- 167) Muore Francesco Primo e subentra sul Trono Ferdinando II di venti anni
- 168) Ferdinando II visita le provincie del suo regno e arriva a Palmi
- 169) Epidemia di colera a Palmi nel 1837
- 170) Accenno sulle persecuzioni in Calabria della Società Segreta, La Giovane Italia di Mazzini
- 171) I martiri di Cosenza
- 172) I fratelli Attilio ed Emilio Bandiera
- 173) Il Generale Ferdinando Nunziante piomba a Palmi e la mette in stato di assedio
- 174) Nunziante da Gerace ritorna a Palmi e installa il suo Quartiere Generale
- 175) Premiazione degli assassini di Domenico Morabito nella piazza di Palmi
- 176) I palmesi accusati di cospirazione politica contro il governo borbonico
- 177) Capitolo Undicesimo – Sommario
- 178) Morto Ferdinando II il Trono passa a Franceschiello
- 179) Sbarco di Garibaldi in Calabria
- 180) Rocco De Zerbi giovanissimo indossa la camicia rossa
- 181) Le truppe borbon., nell’approssimarsi di Garibaldi a Palmi sgombrano la città lasciandovi un forte presidio
- 182) I cospiratori palmesi fugano il presidio borbonico e aprono le carceri ai detenuti politici
- 183) Trionfale accoglienza a Palmi del Generale Garibaldi
- 184) L’intrepido Rocco De Zerbi
- 185) Raffaele Piria, rappresentante politico del Colleggio di Palmi
- 186) Movimento demografico a Palmi e il suo traffico commerciale
- 187) Terremoto del sedici gennaio 1894 e miracolo di Maria SS del Carmelo
- 188) Capitolo Dodicesimo – i personaggi illustri palmesi
- 190) Nicola Antonio Manfroce
- 191) Il Pittore Domenico Augimeri
- 192) Ritratti
- 193) Gli emigranti
- 194) Nicola Oliva
- 195) Antonio De Salvo
- 196) Francesco Cilea
- 197) Luigi Parpagliolo
- 198) Leonida Repaci
- 198) Il Presidente Rèpaci
- 199) Al tempo degli almanacchi letterari
- 200) Il calabrese
- 201) Rèpaci amico
- 202) Vecchio amico
- 203) Quanti Rèpaci in un solo Rèpaci
- 204) Il lottatore
- 205) Vent’anni di uomini liberi
- 206) A Roma in viale Liegi
- 207) Rèpaci sincero
- 208) Sangue vivo
- 209) Ritrattino di Leonida Rèpaci
- 210) A Milano nel 1920
- 211) La furia d’essere vivo
- 212) Felice Battaglia
- 213) Antonio Altomonte
- 214) Francesco Salerno
- 215) Bibliografia
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