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I pronipoti: gli sposi sono ancora promessi?
Informazioni su questo libro
Commedia liberamente ispirata al celebre romanzo del Manzoni e ambientata negli stessi luoghi ai nostri giorni. Lucia, giovane architetto, alla vigilia della nozze, vuole lasciare Renzo perché è innamorata del suo datore di lavoro Rodrigo Esquivel. A nulla servono gli avvertimenti di fra' Cristoforo contro quel bellimbusto. La giovane non desiste e, ospitata a Monza nel convento di cui deve progettare il restauro, si guadagna la stima e la benevolenza della badessa Gertrude che la sosterrà nelle prove dolorose che la ragazza dovrà affrontare. Renzo, disperato per il rifiuto della fidanzata, in seguito a un banale incidente d'auto, conosce il giovane commissario di polizia Bettina Santoro che, apprezzando le competenze informatiche del giovane, lo invita a collaborare in una indagine top secret. In un crescendo di colpi di scena, le storie di questi e di altri personaggi, d'ispirazione manzoniana, sfoceranno in un finale a sorpresa di gioia... e di dolore
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Informazioni
Argomento
LiteratureCategoria
DramaI Pronipoti
Gli sposi sono ancora promessi?
Commedia in tre atti
liberamente ispirata a
"I promessi sposi" di Alessandro Manzoni
liberamente ispirata a
"I promessi sposi" di Alessandro Manzoni
Personaggi
(in ordine di apparizione)
| Lucia | Architetto e fidanzata di Renzo |
| Agnese | Madre di Lucia |
| Renzo | Ingegnere informatico e fidanzato di Lucia |
| Frate Guardiano | Convento dei cappuccini di Lecco |
| Fra' Galdino | Convento dei cappuccini di Lecco |
| Fra' Cristoforo (Priore) | Convento dei cappuccini di Lecco |
| Monaca governante | Convento di Santa Margherita (Monza) |
| Monaca economa | Convento di Santa Margherita (Monza) |
| Gertrude (Badessa) | Convento di Santa Margherita (Monza) |
| Bettina | Commissario di polizia |
| Ferrante | Agente di polizia |
| Nonamed | Medico di Lucia-Ospedale S. Gerardo (Monza) |
| Infermiera | Ospedale S. Gerardo (Monza) |
Atto I
Scena prima
Salotto di casa Mondella: Lucia si sta preparando a partire e cerca nervosamente le chiavi dell'auto. Si ode la radio fuoricampo annunciare: «Cari ascoltatori, per la serie "Pagine immortali", oggi l'attrice Carla Dolcespina leggerà per voi alcuni brani del celebre romanzo di Alessandro Manzoni. «Quel ramo del lago di Como...»
Lucia: Ci manca solo l'incipit de "I Promessi Sposi", proprio ora che sto per lasciare Pescarenico. Mamma, spegni la radio!
(la radio viene spenta, poi, parlando tra sé) Sono in ritardo, dove ho messo le chiavi dell'auto? Ah, eccole! (Le trova nel vassoio sul tavolo. Compare Agnese con una tazza di caffè e un piattino di biscotti)
Agnese: Ti ho portato il caffè: bevi almeno questo prima di uscire, visto che non hai voluto mangiare niente.
Lucia (afferrando la tazzina e trangugiando di fretta il liquido): Grazie, ma non posso mangiare: sono in ritardo.
Agnese: Eh, che cosa saranno mai due biscotti. Ma come sei nervosa! È un po' di tempo che non sei più tu. Che cosa ti sta succedendo? Sempre affannata, sempre di corsa, non parliamo più. E fermati una buona volta!
Lucia (di fretta): Per favore, parliamo al mio ritorno, sai che adesso devo andare a Monza per quel rilievo e devo starci per qualche giorno. Prima però voglio passare da Lecco a salutare fra' Cristoforo che non vedo da tempo. Mi hanno detto che non è stato bene.
Agnese: Oh, poverino! È un caro amico e dopo la morte di papà ci è sempre stato vicino. Salutalo per me. (Poi, prendendo per un braccio la figlia) Aspetta, non scappare!
Lucia (divincolandosi, afferra il trolley ed esce gridando): Non posso, ciao!
(Agnese, sospirando si mette a riordinare la stanza. Si ode il rombo di una moto e dopo pochi istanti suona il campanello. Agnese va ad aprire ed entra Renzo).
Agnese: Ciao, Renzo, non ti aspettavo, ma ho sentito la tua moto. Ho pronto il caffè, siediti!
Renzo: Grazie, Agnese. (Poi guardandosi intorno) Ma non c'è Lucia?
Agnese: È appena andata via, è sempre di corsa quella ragazza!
Renzo (con aria delusa): Eppure ieri le ho mandato un sms dicendole di aspettarmi stamattina perché volevo parlarle!
Agnese: Non ne so nulla. (Solleva le braccia in un gesto stizzoso) In questi giorni è nervosa, intrattabile, chissà cosa le frulla nella testa!
Renzo: Sono qui per questo. Le cose non stanno andando bene tra di noi, così volevo discuterne con lei, ma evidentemente lei non vuole!
Agnese: Ma se dovete sposarvi tra meno di un mese!
Renzo: Che cosa vuoi che ti dica, ho l'impressione che mi eviti...
Agnese: Ma no! Forse è preoccupata per il lavoro o forse è la tensione del matrimonio. Ci sono ancora tante cose da fare!
Renzo: Speriamo che sia come dici tu. Be', adesso devo andare. (Mormora alzandosi e avviandosi alla porta).
Agnese: Anche tu! Senza neanche prendere il caffè. Ma che cosa avete tutti quanti?!
(Agnese che lo accompagna brontolando alla porta).
Scena seconda:
La biblioteca del convento dei cappuccini di Lecco. Il frate guardiano sta "smanettando" nervosamente al computer e si rivolge al pubblico
Il frate guardiano: Oggi non ci siamo. Non riesco a concentrarmi. Meglio che pianti lì.
(Entra fra' Galdino trafelato)
Fra' Galdino: Che cos'hai da brontolare? Stai litigando con il computer?
Il frate guardiano: Taci, fra' Galdino, piuttosto dimmi com'è andata in ospedale. È stato dimesso? Sta bene?
Fra' Galdino (allargando le braccia): Sì, l'ho portato a casa. Va molto meglio di prima. Dovrebbe riposare...
Il frate guardiano (sbuffando): Proprio lui che pensa solo agli altri. Non sta fermo un istante, sempre pronto ad aiutare chi ne ha bisogno e a curarlo. (Si gratta la testa poi riprende) Mangia solo quel tanto per sopravvivere! Il caffè, quello sì, per stare in piedi e lavorare anche di notte! Ma non vedi come si è ridotto: è un saio portato in giro da un mucchietto di ossa!
Fra' Galdino (alza le mani per tacitarlo): Hai ragione, ma non si può dirgli nulla perché fra' Cristoforo ha anche un bel caratterino: s'infiamma subito e fa sempre quello che ha deciso. (Poi affettuosamente) Ma è il nostro priore, gli vogliamo tutti bene. Magari riuscissimo a seguire il suo esempio: è un vangelo vivente!
Il frate guardiano (abbassando il capo, mormora fra sé): Hai detto bene è un vangelo vivente... è un santo... oh, com'è difficile stare dietro ai santi, ci vuole tanta pazienza! Almeno se un poco della sua santità rimanesse appiccicata anche a noi!
(Entra Fra' Cristoforo: pallido, magro, con una lunga barba bianca che ricade su un saio stropicciato. I piedi nudi calzano rustici sandali di cuoio).
Fra' Galdino (guardandolo con preoccupazione): Ma come, sei qui, invece di riposare!
Fra' Cristoforo: Buongiorno, quale miglior riposo della vostra compagnia? (Poi rivolgendosi al frate guardiano) Oh, vedo che stai aggiornando il data base.
Il frate guardiano: Mi mancano pochi dati poi ho finito.
(Si ode il suono del campanello)
Fra' Galdino (rivolto al frate guardiano): Hanno suonato alla porta.
(Il frate guardiano apre)
Il frate guardiano: C'è l'architetto Mondella.
(La ragazza entra e Fra' Cristoforo le va incontro sorridendo e fa cenno agli altri due di lasciarli soli)
Fra' Cristoforo: Che bella sorpresa, Lucia! Ti vedo un po' pallida, stai bene?
Lucia: Discretamente, ma lei piuttosto, ho saputo che non stava bene!
Fra' Cristoforo: I soliti acciacchi di un povero vecchio. Ogni tanto il cuore si fa sentire. Così sappiamo che c'è. (E, all'espressione preoccupata di Lucia) Non fare quella faccia, non c’è nulla di preoccupante.
Lucia: Non sarebbe la prima volta che lei minimizza i suoi disturbi. (Si siede e beve acqua). Sono venuta dal medico...
Fra' Cristoforo: Ho visto che sei pallida...
Lucia: No, non dal medico del corpo, ma da quello dell'anima.
Fra' Cristoforo: Che cosa succede, hai un buon lavoro, fai l'architetto come volevi e stai per sposarti. Non sei contenta?
Lucia (prendendosi la testa tra le mani): È proprio questo il problema. Non so più se voglio sposarmi e se voglio ...
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- I Pronipoti Gli sposi sono ancora promessi?
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