Le impopolari verità sulle tasse e sulla spesa pubblica che i politici e la tv non raccontano
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Informazioni su questo libro

Le impopolari verità" è un saggio che spiega alcuni aspetti dell'attualità spesso al centro del dibattito in numerose trasmissioni televisive. Secondo l'autore gli attuali talk show politici non sono sufficienti a farsi un'idea precisa sulla effettiva realtà delle cose. Il mezzo televisivo, soprattutto per questioni di audience e di spettacolarizzazione, tende infatti ad assecondare gli umori popolari, affrontando le tematiche - specie quelle di carattere economico e finanziario - solo superficialmente senza smentire, quando necessario, i luoghi comuni. In queste pagine, quindi, vengono analizzati alcuni aspetti dell'economia e della politica italiana come la Spesa Pubblica, le Tasse, la Burocrazia, i Servizi Pubblici cercando di smentire la Vox Populi spesso infondata su questi aspetti. L'invito è quindi quello a consultare altre fonti, soprattutto documenti ufficiali e libri e a non affidarsi solo all'informazione televisiva. Il saggio contiene anche una "Breve Storia del Pensiero Economico" e riflessioni sul rapporto tra economia e società.
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Informazioni

CAPITOLO III.
VIVIAMO NEL SECOLO DELL'ECONOMIA E DELLA FINANZA

la sto­ria sia­mo noi
sia­mo noi che scri­via­mo le let­te­re
sia­mo noi che ab­bia­mo tut­to da vin­ce­re
e tut­to da per­de­re
F. De Gre­go­ri , La sto­ria
La Sto­ria è la di­sci­pli­na che si oc­cu­pa del­la ri­cer­ca e del­lo stu­dio del pas­sa­to at­tra­ver­so l'ana­li­si e l'in­ter­pre­ta­zio­ne del­le co­sid­det­te fon­ti, os­sia dei do­cu­men­ti e del­le te­sti­mo­nian­ze che con­sen­to­no di ri­co­strui­re i fat­ti e gli even­ti con­si­de­ra­ti ri­le­van­ti per la spe­cie uma­na.
Lo stu­dio sto­ri­co spes­so si fo­ca­liz­za su even­ti e su svi­lup­pi che ac­ca­do­no in epo­che nel­le qua­li è pos­si­bi­le in­di­vi­dua­re un ini­zio e una fi­ne, e gli sto­ri­ci as­se­gna­no a que­sti pe­rio­di di tem­po dei no­mi in mo­do da or­ga­niz­za­re il flus­so dei fat­ti in uno sche­ma cro­no­lo­gi­co e or­di­na­to­rio. Cia­scun pe­rio­do sto­ri­co è ca­rat­te­riz­za­to da even­ti, ac­ca­di­men­ti e sco­per­te che de­ter­mi­na­no tra­sfor­ma­zio­ni e cam­bia­men­ti cul­tu­ra­li, so­cia­li, po­li­ti­ci ta­li da com­por­ta­re il pas­sag­gio da una fa­se sto­ri­ca ad un'al­tra. Per esem­pio, la pe­rio­diz­za­zio­ne nel­la sto­ria dell'Oc­ci­den­te sud­di­vi­de gli even­ti in due ma­cro pe­rio­di ge­ne­ra­li de­no­mi­na­ti Pre­i­sto­ria e Sto­ria. Lo spar­tiac­que tra que­sti due ma­cro­pe­rio­di è co­sti­tui­to dall’in­ven­zio­ne del­la scrit­tu­ra, che ha com­por­ta­to la pos­si­bi­li­tà di con­sul­ta­re fon­ti scrit­te in mo­do da da­ta­re, in­ter­pre­ta­re e clas­si­fi­ca­re me­glio gli ac­ca­di­men­ti e le vi­cen­de uma­ne. Il pe­rio­do del­la Sto­ria si sud­di­vi­de an­co­ra in Sto­ria An­ti­ca, che coin­ci­de con lo svi­lup­po del­le gran­di ci­vil­tà an­ti­che (quel­la egi­zia, le ci­vil­tà me­so­po­ta­mi­che, gre­ca, ro­ma­na…), e poi Sto­ria Me­die­va­le, Mo­der­na e Con­tem­po­ra­nea. Ogni pe­rio­do o fa­se sto­ri­ca è sta­to se­gna­to da even­ti e sco­per­te co­sì im­por­tan­ti da com­por­ta­re un cam­bio di pa­ra­dig­ma, per cui il rac­con­to del­le vi­cen­de uma­ne cam­bia di sen­so, di se­gno e di si­gni­fi­ca­to. Per esem­pio, la Pre­i­sto­ria si sud­di­vi­de nel­le tre fa­si sto­ri­che del Pa­leo­li­ti­co, Me­so­li­ti­co e del Neo­li­ti­co in cui le sco­per­te, pri­ma del bron­zo e poi del fer­ro, de­ter­mi­na­ro­no una svol­ta tec­no­lo­gi­ca co­sì ra­di­ca­le da in­ne­sca­re una nuo­va fa­se. Lo stes­so è ac­ca­du­to nel­le epo­che suc­ces­si­ve per cui, pra­ti­ca­men­te, cia­scun se­co­lo è sta­to ca­rat­te­riz­za­to da un even­to, da un ac­ca­di­men­to o da una sco­per­ta de­ter­mi­nan­te. Il se­co­lo XV è sta­to quel­lo del­le gran­di sco­per­te geo­gra­fi­che del­la stam­pa a ca­rat­te­ri mo­bi­li, che han­no al­lar­ga­to gli spa­zi e gli oriz­zon­ti fi­si­ci, men­ta­li e cul­tu­ra­li del­la spe­cie uma­na. Il XVI se­co­lo è sta­to il se­co­lo del­la for­ma­zio­ne del­le prin­ci­pa­li mo­nar­chie na­zio­na­li (Fran­cia, In­ghil­ter­ra, Spa­gna), che han­no poi ori­gi­na­to, at­tra­ver­so va­ri pas­sag­gi, gli Sta­ti mo­der­ni co­me li co­no­scia­mo og­gi. Tra que­sti pas­sag­gi, da se­gna­la­re, im­por­tan­tis­si­mo, quel­lo dell'Il­lu­mi­ni­smo e del­la Ri­vo­lu­zio­ne Fran­ce­se del se­co­lo XVIII, che han­no po­sto poi le ba­si teo­ri­che per i mo­der­ni Sta­ti li­be­ra­li. A sua vol­ta, il XIX se­co­lo è sta­to ca­rat­te­riz­za­to dal­le sco­per­te scien­ti­fi­che co­me le leg­gi dell'elet­tro­ma­gne­ti­smo, dalla in­ven­zio­ne del­la mac­chi­na a va­po­re, dall'uso dei com­bu­sti­bi­li fos­si­li co­me for­ma di ener­gia (pri­ma di al­lo­ra la fon­te ener­ge­ti­ca prin­ci­pa­le era la le­gna), che die­de­ro im­pul­so al­la ri­vo­lu­zio­ne in­du­stria­le, che ha de­ter­mi­na­to an­co­ra una vol­ta un cam­bio di pa­ra­dig­ma nel­la vi­cen­de sto­ri­che con la pri­ma glo­ba­liz­za­zio­ne dei com­mer­ci, la pro­du­zio­ne su sca­la in­du­stria­le del­le mer­ci, la na­sci­ta dei par­ti­ti po­li­ti­ci e dei sin­da­ca­ti, il fe­no­me­no dell'inur­ba­men­to, la na­sci­ta del­le pri­me ru­di­men­ta­li for­me di as­si­cu­ra­zio­ne so­cia­le e quel­la di pos­sen­ti fi­lo­so­fie so­cio-po­li­ti­che co­me il mar­xi­smo.
Il se­co­lo XX è sta­to il se­co­lo del­la tec­no­lo­gia per­ché so­no sta­te mes­se a frut­to tut­te le sco­per­te scien­ti­fi­che del se­co­lo pre­ce­den­te nel cam­po del­la fi­si­ca, del­la mec­ca­ni­ca, del­la bio­lo­gia, dell’in­ge­gne­ria che ap­pli­ca­te su va­sta sca­la han­no contri­bui­to al­la rea­liz­za­zio­ne dell'ae­ro­pla­no e all’in­ven­zio­ne e al­la dif­fu­sio­ne dell'au­to­mo­bi­le co­me mez­zo di lo­co­mo­zio­ne, ri­vo­lu­zio­nan­do il si­ste­ma dei tra­spor­ti, ac­ce­le­ran­do e fa­vo­ren­do gli spo­sta­men­ti e ren­den­do co­sì il mon­do sem­pre più pic­co­lo.
Le sco­per­te scien­ti­fi­che ap­pli­ca­te in tut­ti i cam­pi han­no fa­vo­ri­to la pro­du­zio­ne e la dif­fu­sio­ne de­gli elet­tro­do­me­sti­ci (la­va­tri­ce, fri­go­ri­fe­ro, la­va­sto­vi­glie, ra­dio, te­le­vi­sio­ne…), che han­no ri­vo­lu­zio­na­to il mo­dus vi­ven­di di tut­te le fa­mi­glie. La me­di­ci­na ha rea­liz­za­to pro­gres­si enor­mi scon­fig­gen­do ma­lat­tie ter­ri­bi­li di ori­gi­ne bat­te­ri­ca e vi­ra­le (ti­fo, va­io­lo, tu­ber­co­lo­si ecc.), che nei se­co­li pre­ce­den­ti mie­te­va­no mi­lio­ni di vit­ti­me. An­che l'agri­col­tu­ra si è av­van­tag­gia­ta enor­me­men­te del­le ap­pli­ca­zio­ni tec­no­lo­gi­che pro­dot­te dal­le sco­per­te scien­ti­fi­che nel cam­po del­la fi­si­ca ap­pli­ca­ta at­tra­ver­so la mec­ca­niz­za­zio­ne dei la­vo­ri agri­co­li (mie­ti­treb­bia, trat­to­re, sca­va­to­re, fre­sa­tri­ce…) che ha com­por­ta­to un au­men­to espo­nen­zia­le del­la pro­dut­ti­vi­tà agri­co­la, con­tri­buen­do ad ab­bas­sa­re i prez­zi del­le der­ra­te ali­men­ta­ri e ren­den­do il ci­bo eco­no­mi­ca­men­te ac­ces­si­bi­le a cre­scen­ti quan­ti­tà di po­po­la­zio­ne.
Na­tu­ral­men­te la tec­no­lo­gia è sta­ta, pur­trop­po, ap­pli­ca­ta an­che nel cam­po mi­li­ta­re con la crea­zio­ne di po­ten­tis­si­me ar­mi di di­stru­zio­ne che han­no am­pli­fi­ca­to i dan­ni pro­dot­ti del­le due guer­re mon­dia­li, spe­cial­men­te du­ran­te la se­con­da, che ha ca­gio­na­to 60 mi­lio­ni di mor­ti e ha inau­gu­ra­to la co­sid­det­ta “era nu­clea­re”.
L'ul­ti­ma fa­se del se­co­lo XX è sta­ta ca­rat­te­riz­za­ta dal­la crea­zio­ne, dal­la na­sci­ta e dal­la dif­fu­sio­ne del com­pu­ter e dell'in­for­ma­tiz­za­zio­ne di mas­sa, che han­no de­ter­mi­na­to e stan­no de­ter­mi­nan­do un al­tro cam­bio di pa­ra­dig­ma con tra­sfor­ma­zio­ni epo­ca­li che in­ve­sto­no tut­ti gli aspet­ti del­la no­stra esi­sten­za. È inu­ti­le de­scri­ve­re i cam­bia­men­ti cul­tu­ra­li, so­cia­li, eti­ci, po­li­ti­ci, eco­no­mi­ci, psi­co­lo­gi­ci, for­se an­tro­po­lo­gi­ci, in­dot­ti dal­la in­for­ma­tiz­za­zio­ne di mas­sa che stan­no per­va­si­va­men­te ri­pla­sman­do le no­stre esi­sten­ze, per­ché so­no quo­ti­dia­na­men­te sot­to gli oc­chi di tut­ti.
Bre­ve sto­ria del pen­sie­ro eco­no­mi­co
Nel pa­ra­gra­fo pre­ce­den­te ho trat­teg­gia­to bre­ve­men­te i prin­ci­pa­li even­ti de­gli ul­ti­mi se­co­li per mar­ca­re il pas­sag­gio da una fa­se sto­ri­ca all'al­tra. Ab­bia­mo vi­sto che il pe­rio­do sto­ri­co che stia­mo vi­ven­do è ca­rat­te­rizza­to dal pre­po­ten­te in­gres­so nel­le no­stre so­cie­tà dell’in­for­ma­ti­ca di mas­sa nell'ul­ti­mo ven­ten­nio del se­co­lo XX. L'in­for­ma­ti­ca, og­gi au­to­no­ma di­sci­pli­na di stu­dio, na­sce dal con­ver­ge­re di dif­fe­ren­ti cam­pi di­sci­pli­na­ri che, per vie di­ver­se, si so­no po­sti il pro­ble­ma di co­me au­to­ma­tiz­za­re il cal­co­lo, cioè la ma­ni­po­la­zio­ne di sim­bo­li at­tra­ver­so de­ter­mi­na­te re­go­le, ren­den­do­lo ese­gui­bi­le da una mac­chi­na. Ma i fon­da­men­ti teo­ri­ci del­la di­sci­pli­na di­scen­dono di­ret­ta­men­te dal­la ma­te­ma­ti­ca (ma­te­ma­ti­ca di­scre­ta), a cui l'in­for­ma­ti­ca è stret­ta­men­te le­ga­ta. Le pre­mes­se teo­ri­che di que­sta scien­za af­fon­da­no le ra­di­ci nel cal­co­lo dif­fe­ren­zia­le idea­to da Leib­niz nel XVII se­co­lo e nel­la mac­chi­na cal­co­la­tri­ce di Bab­ba­ge (1791-1871). Pa­dri dell'in­for­ma­ti­ca mo­der­na so­no John von Neu­mann (1903-1957) e Alan Tu­ring (1912-1954). Al pri­mo si de­ve l'or­ga­niz­za­zio­ne con­cet­tua­le del mo­der­no cal­co­la­to­re, og­gi no­ta co­me ar­chi­tet­tu­ra di von Neu­mann; al se­con­do in­ve­ce dob­bia­mo stu­di sul­la crit­to­gra­fia (di­sci­pli­na già av­via­ta nei se­co­li pre­ce­den­ti) e la for­ma­liz­za­zio­ne del­la mac­chi­na di Tu­ring, il mo­del­lo di "mac­chi­na" fon­da­men­to teo­ri­co di ogni mo­der­no si­ste­ma pro­gram­ma­bi­le.
L'in­for­ma­ti­ca, at­tra­ver­so il trat­ta­men­to di­gi­ta­le del­le in­for­ma­zio­ni, ha con­sen­ti­to di au­men­ta­re le ca­pa­ci­tà di cal­co­lo a li­vel­li mai rag­giun­ti in pre­ce­den­za e di ve­lo­ciz­za­re espo­nen­zial­men­te la tra­smis­sio­ne dei da­ti e del­le in­for­ma­zio­ni. Quin­di, co­me tut­te le al­tre in­no­va­zio­ni tec­no­lo­gi­che che han­no se­gna­to i se­co­li pre­ce­den­ti, la tec­no­lo­gia in­for­ma­ti­ca ha avu­to uno svi­lup­po pro­gres­si­vo e gra­dua­le ed è sta­ta im­ple­men­ta­ta in tut­ti gli ap­pa­ra­ti e i set­to­ri del­la no­stra vi­ta: in­du­stria, in­for­ma­zio­ne, me­di­ci­na, tra­spor­ti, co­mu­ni­ca­zio­ne, eco­no­mia, ser­vi­zi.
Ma gli an­ni in cui vi­via­mo so­no, per di­ver­se ra­gio­ni che ora trat­te­rò, an­che gli an­ni dell’eco­no­mia e del­la fi­nan­za. La pa­ro­la eco­no­mia de­ri­va dal dal gre­co oi­kos = ca­sa, in­...

Indice dei contenuti

  1. INTRODUZIONE
  2. CAPITOLO I.LA SPESA PUBBLICA È TROPPO ALTA!
  3. CAPITOLO II. I SERVIZI PUBBLICI SONO VERAMENTE COSÌ PESSIMI?
  4. CAPITOLO III. VIVIAMO NEL SECOLO DELL'ECONOMIA E DELLA FINANZA
  5. CAPITOLO IV. LE TASSE SONO VERAMENTE COSÌ ALTE?
  6. CAPITOLO V. I DIPENDENTI PUBBLICI SONO TROPPI E COSTANO TANTO?
  7. CONSIDERAZIONI FINALI
  8. BIBLIOGRAFIA
  9. Note