Il Meglio di
eBook - ePub

Il Meglio di

  1. Italian
  2. ePUB (disponibile su mobile)
  3. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Il Meglio di

Informazioni su questo libro

Riflessioni critiche in tema di politica e religione.

Scelto da 375,005 studenti

Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.

Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.

Informazioni

1. Rudimenti di Economia

Se mai i miei ni­po­ti mi chie­des­se­ro di spie­ga­re lo­ro cos’è l’eco­no­mia (co­sa che si guar­da­no be­ne dal fa­re), mi sfor­ze­rei di usa­re un lin­guag­gio sem­pli­ce e par­le­rei lo­ro nei se­guen­ti ter­mi­ni:
1) l’economia è l’arte di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.
2) Allo Stato compete fare le cose che, richiedendo un grande impegno organizzativo e finanziario, il singolo non può fare. Tipo strade, scuole, prigioni ed ospedali.
3) Perché lo Stato possa fare quelle cose è necessario che i cittadini gli diano i mezzi per realizzarle.
Ciascuno nei limiti delle proprie possibilità. Questi “mezzi” si chiamano imposte e/o tasse.
4) Evadere le tasse è un crimine. Salvo che un cittadino rinunci in partenza ad usufruire dei servizi forniti dallo Stato.
Cosa che può fare solo espatriando. Una volta per sempre. Non che faccia dentro e fuori secondo la convenienza.
5) Perché al punto 3 si dice che ciascun cittadino deve pagare le tasse “nei limiti delle proprie possibilità?
Semplice: perché la ricchezza si trova distribuita tra i cittadini in modo diseguale.
Poveri e ricchi sono sempre esistiti. Nessuno è mai riuscito ad abolire del tutto la povertà.
6) Tentare di ridurre le distanze tra ricchi e poveri costituisce l’assillo costante dei partiti politici cosiddetti di sinistra (comunisti, socialisti, ecc.), mentre i partiti di destra sono più interessati a creare ricchezza.
7) Questa può essere creata solo da aziende che nascono dalla libera iniziativa dei singoli cittadini o piccoli gruppi dei medesimi.
8) Lo Stato deve limitarsi a creare le condizioni perché queste iniziative crescano e prosperino.
Non può occuparsene direttamente, perché i servizi in cui è impegnato, oltre ad essere di grandi dimensioni, sono generalmente slegati dalle leggi dell’economia, in quanto rivolti più al fine (per esempio assicurare la salute dei cittadini) che ai mezzi utilizzati per raggiungerlo.
Dunque, in questo caso, lo scopo deve essere conseguito a qualunque costo, mentre, come abbiamo visto, l’economia prevede che il fine venga raggiunto con il minimo sforzo.
9) Quali sono le condizioni che lo Stato deve garantire al cittadino, italiano o straniero, che desidera impiantare una fabbrica in Italia?
Le condizioni sono che gli vengano garantiti:
a) Il libero accesso alle infrastrutture esistenti, eventualmente migliorandole,
b) La libertà d’impresa (cioè la libertà di scegliere a suo piacimento il miglior modo di combinare materie prime e manodopera),
c) Una struttura statale non ostile (meglio se amica) ed, in particolare, un giusto e rapido processo nell’eventualità che l’imprenditore incappi in una lite giudiziaria,
d) Un’equa tassazione dei profitti nascenti dalla sua iniziativa.
Si trat­ta, co­me è fa­ci­le ve­de­re, di con­di­zio­ni mi­ni­me che, se man­ca­no, ren­do­no l’im­pre­sa im­pos­si­bi­le.
Spe­cie se a man­ca­re ce n’è più di una.
Pren­dia­mo, per esem­pio, il re­qui­si­to del­la li­ber­tà d’im­pre­sa.
Se ad un im­pren­di­to­re vie­ne im­po­sto di as­su­me­re 10 la­vo­ra­to­ri, in luo­go dei 5 che lui ave­va sti­ma­to es­ser­gli ne­ces­sa­ri (ma­ga­ri sug­ge­ren­do­gli an­che i no­mi), è chia­ro che lui de­si­ste­rà dal suo pro­get­to pro­dut­ti­vo.
E’ per que­sta ra­gio­ne che gli im­pren­di­to­ri stan­no al­la lar­ga dal­le aree a for­te pre­sen­za ma­fio­sa.
Se que­ste so­no le re­go­le, al­lo­ra pos­sia­mo pas­sa­re ad ana­liz­za­re la si­tua­zio­ne ita­lia­na.
La si­tua­zio­ne ita­lia­na
Co­me tut­ti san­no, stia­mo at­tra­ver­san­do un mo­men­tac­cio. E non so­lo in cam­po eco­no­mi­co.
Ma, ri­ma­nen­do in que­sto set­to­re, no­tia­mo che è ini­zia­to da tem­po un pro­ces­so di de-in­du­stria­liz­za­zio­ne.
Nel sen­so che le azien­de, com­pre­se le più no­te, o chiu­do­no o de­lo­ca­liz­za­no. Cioè van­no al­tro­ve. Le ra­gio­ni?
Evi­den­te­men­te so­no ve­nu­te me­no al­cu­ne del­le con­di­zio­ni che ab­bia­mo ri­te­nu­to es­sen­zia­li per uno svi­lup­po po­si­ti­vo dell’eco­no­mia.
Que­sto pro­ces­so di de-in­du­stria­liz­za­zio­ne ci col­pi­sce par­ti­co­lar­men­te per il fat­to che es­so si sta ve­ri­fi­can­do mol­to ra­pi­da­men­te ed è in con­trad­di­zio­ne con il pro­ces­so in­ver­so che ave­va­mo spe­ri­men­ta­to nell’im­me­dia­to do­po­guer­ra (an­ni ’40 e ’50).
Al­lo­ra l’Ita­lia era ri­dot­ta ad un cu­mu­lo di ma­ce­rie e tut­ti av­ver­ti­ro­no la ne­ces­si­tà di ri­co­strui­re il Pae­se.
Si fe­ce­ro un sac­co di in­fra­strut­tu­re e si crea­ro­no un gran nu­me­ro di azien­de.
Si par­lò ad­di­rit­tu­ra di mi­ra­co­lo eco­no­mi­co, an­che se avrei qual­che esi­ta­zio­ne a de­fi­nir­lo ta­le, per il fat­to che:
a) A protezione delle aziende italiane, il governo aveva creato una fitta rete di barriere doganali che rendeva economicamente vantaggioso il made in Italy anche se prodotto a costi maggiori. (Non a caso, quando fu tolto lo scudo dei dazi doganali, molte aziende andarono a gambe all’aria);
b) Non esisteva alcuna sensibilità ambientale, per cui si produceva senza riguardo all’inquinamento che si provocava (cementifici, acciaierie, industrie chimiche);
c) Nel lodevole intento di assicurare un impiego (e quindi un reddito) a tutti, lo Stato non esitò a sconfinare in terreni che non gli erano propri (fino a produrre panettoni) e, soprattutto, a gonfiare oltre misura i suoi organici.
Ora, co­me di­ce­vo pri­ma, è ini­zia­to un pe­rio­do di de-in­du­stria­liz­za­zio­ne.
Al­cu­ne azien­de chiu­do­no ed al­tre de­lo­ca­liz­za­no.
Le ra­gio­ni so­no sot­to gli oc­chi di tut­ti: i da­zi so­no spa­ri­ti ed è au­men­ta­ta la sen­si­bi­li­tà eco­lo­gi­ca.
Cioè so­no mu­ta­te le con­di­zio­ni “al con­tor­no” in cui si era svi­lup­pa­to il co­sid­det­to mi­ra­co­lo eco­no­mi­co.
Tra le azien­de che han­no chiu­so ci so­no azien­de, co­me la Nec­chi e l’Oli­vet­ti, che co­sti­tui­va­no il fio­re all’oc­chiel­lo dell’in­du­stria ita­lia­na.
Tra quel­le che han­no de­lo­ca­liz­za­to c’è ad­di­rit­tu­ra la Fiat che era con­si­de­ra­ta il sim­bo­lo dell’in­du­stria mec­ca­ni­ca ita­lia­na.
Ma l’elen­co è lun­ghis­si­mo e com­pren­de an­che il ti­po di azien­de con­si­de­ra­to il più in­di­ca­ti­vo del­la crea­ti­vi­tà ita­lia­na, cioè l’al­ta mo­da.
Il fe­no­me­no ri­guar­da, a mag­gior ra­gio­ne, le im­pre­se tut­to­ra am­mi­ni­stra­te dal­lo Sta­to, o che so­no sta­te pri­va­tiz­za­te so­lo de iu­re, aven­do con­ti­nua­to ad es­se­re ge­sti­te con cri­te­ri an­ti-eco­no­mi­ci.
Per­ché, in que­sto ca­so, ol­tre al­le con­di­zio­ni “al con­tor­no”, ven­go­no ri­te­nu­te su­pe­ra­te an­che quel­le re­la­ti­ve al ti­po di ge­stio­ne.
In que­sta ca­te­go­ria ri­ca­do­no le azien­de di cui mag­gior­men­te si par­la og­gi: l’Ali­ta­lia e l’Ar­ce­lor­Mit­tal (ex Il­va).
E’ del tut­to evi­den­te che spe­cial­men­te la pri­ma ha sem­pre ope­ra­to con cri­te­ri an­ti-eco­no­mi­ci e di­fat­ti so­no an­ni che lo Sta­to la tie­ne in vi­ta ar­ti­fi­cial­men­te iniet­tan­do ogni an­no i fon­di ne­ces­sa­ri ad im­pe­dir­ne il fal­li­men­to.
Pur­trop­po nel ca­so dell’Ali­ta­lia si è par­ti­co­lar­men­te re­stii a la­sciar­la fal­li­re per il fat­to che es­sa è vi­sta più co­me un ves­sil­lo na­zio­na­le che un’azien­da.
Inol­tre, ad ag­gra­va­re la si­tua­zio­ne, ci pen­sa an­che il per­so­na­le di­pen­den­te che, an­zi­ché aiu­ta­re l’im­pre­sa per cui la­vo­ra, co­me av­vie­ne in Ame­ri­ca, con­tri­bui­sce ad af­fos­sar­la con con­ti­nui inu­ti­li scio­pe­ri.
Cioè con la peg­gior ar­ma pos­si­bi­le, per­ché met­te in lu­ce, con­tem­po­ra­nea­men­te, l’in­dif­fe­ren­za che gli ope­ra­to­ri pro­va­no sia per i gra­vi di­sa­gi che pro­cu­ra­no agli in­col­pe­vo­li pas­seg­ge­ri che il dan­no eco­no­mi­co che cau­sa­no al­la lo­ro stes­sa so­cie­tà.
È evi­den­te che, co­sì fa­cen­do, es­si di­mo­stra­no di es­se­re an­co­ra suc­cu­bi de­gli in­se­gna­men­ti del vec­chio par­ti­to co­mu­ni­sta, se­con­do cui il da­to­re di la­vo­ro è il ne­mi­co da ab­bat­te­re, al­tro che l’ami­co da aiu­ta­re!
La ge­stio­ne fal­li­men­ta­re dell’Ali­ta­lia si ma­ni­fe­sta nel fat­to che es­sa è lar­ga­men­te so­vra­di­men­sio­na­ta per nu­me­ro di di­pen­den­ti.
Non è un ca­so che, ogni vol­ta che si pre­sen­ta un po­ten­zia­le com­pra­to­re, egli im­pon­ga co­me pre­re­qui­si­to una dra­sti­ca ri­du­zio­ne del per­so­na­le oc­cu­pa­to.
Né ser­ve che l’azien­da ven­ga ce­du­ta a quel com­pra­to­re che, per in­ge­nui­tà o ge­ne­ro­si­tà, pro­met­ta il mi­nor nu­me­ro di li­cen­zia­men­ti, per­ché pri­ma o poi la cat­ti­va ge­stio­ne ver­rà a gal­la. Quod dif­fer­tur non au­fer­tur.
Per mag­gio­ri in­for­ma­zio­ni sul ca­so Ali­ta­lia, con­si­glio la let­tu­ra del sag­gio che ri­por­to al pros­si­mo ca­pi­to­lo.
Cir­ca l’Ar­ce­lor­Mit­tal, la par­ti­ta è an­co­ra in cor­so, ma te­mo che il sig. Mit­tal, ac­qui­stan­do que­sto vec­chio car­roz­zo­ne sta­ta­le, ab­bia fat­to lo stes­so er­ro­re che già fe­ce il sig. Ri­va e che ora ne sia ama­ra­men­te pen­ti­to.
In­fat­ti in que­sto mo­men­to egli si tro­va a com­bat­te­re con­tem­po­ra­nea­men­te con­tro i sin­da­ca­ti, il go­ver­no e la ma­gi­stra­tu­ra.
Che, per giun­ta, fan­no ri­chie­ste di­ver­se l’una dall’al­tra.
C’è per­si­no chi gli chie­de di spe­gne­re un for­no e chi gli sug­ge­ri­sce di guar­dar­si be­ne dal far­lo!
Al­la fac­cia del­la li­ber­tà d’im­pre­sa.
La que­stio­ne Ar­ce­lor­Mit­tal mi ri­cor­da la vi­cen­da del...

Indice dei contenuti

  1. Preambolo
  2. 1. Rudimenti di Economia
  3. 2. Alitalia
  4. 3. Confronti impietosi
  5. 4. La nuova religione mondiale
  6. 5. Le “Islam town”
  7. 6. L’arbitrarietà dei confini
  8. 7. L’inutilità dell’EU
  9. 9. Né profughi né naufraghi
  10. 10. Una crisi mal risolta
  11. 11. Prima le donne
  12. 12. La Costituzione
  13. 13. Battute finali
  14. 14. Elenco Saggi pubblicati od auto-pubblicati

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Scopri come scaricare libri offline
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 990 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Scopri la nostra missione
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Scopri di più sulla funzione di sintesi vocale
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS e Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app
Sì, puoi accedere a Il Meglio di di Giglio Reduzzi in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Theology & Religion e Religion, Politics & State. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.