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Enigma Majorana
Informazioni su questo libro
Ettore Majorana verrà ricordato dalla storia non solo per il suo genio ma, sopratutto, per l'Enigma legato alla sua scomparsa. Sono trascorsi più di ottant'anni da quanto di lui si persero le tracce. Enigma Majorana prova, in chiave fantastica, a dare una spiegazione di certo affascinante ma che, allo stesso tempo, potrebbe un giorno trasformarsi in realtà...
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Informazioni
Argomento
StoriaCategoria
Teoria e critica storica1. I primi passi del genio
L’infanzia
Quando
si hanno caratteristiche fuori dal comune, come nel caso del nostro
protagonista, chi sta intorno a individui come loro spesso non è in grado di
capirli. È un po' quello che è accaduto anche al giovane Ettore. Da sempre affascinato
dalla matematica, sembrava un bambino incapace di socializzare, di fare gruppo,
sia con gli adulti della famiglia sia con fratelli e cugini della sua stessa
età. Il bambino taciturno preferiva, a quanto dichiarato dai suoi parenti più
prossimi (in tal senso vi consiglio un ottimo documentario prodotto da Rai
Scuola: Il mistero Ettore Majorana), osservare, star zitto e, non appena
possibile, confrontarsi con i numeri, gli unici, probabilmente, a capire
l’essenza di quel prodigio ancora nascosto. La vita familiare, ai piedi
dell’Etna, è destinata a finire presto. Già dai nove anni, il piccolo Ettore
viene mandato in collegio a Roma, dove passerà gran parte della sua infanzia e
adolescenza. Sappiamo ben poco di questo periodo trascorso in una città nuova,
gigantesca, lontana dalla sua isola, con adulti e, soprattutto, bambini della
sua età del tutto sconosciuti. Come avrà risposto il giovane Ettore Majorana a
questo cambiamento radicale? Non avendo mezzi a nostra disposizione per poter
constatare quella verità assoluta sui fatti, altro non possiamo fare che
ipotizzare. Riservato com’era, non dovrebbe essere difficile intuire che abbia
cercato, trovandolo con molta probabilità, conforto all’interno di quelle
composizioni numeriche. Potrebbe essere stato questo periodo di vita a dare il via
a quelle ricerche così serrate, da far porre continue domande sull’esistenza di
quei numeri, sul loro significato e su dove gli stessi avrebbero condotto
l’essere umano. È all’interno di questo suo periodo di vita che, probabilmente,
la matematica e la fisica diventano, in maniera indelebile, i protagonisti, gli
eroi della sua esistenza. Molti studiosi hanno indicato proprio questo
soggiorno romano, di quello che poi sarebbe diventato il famoso fisico che
conosciamo, con l’ispessimento di un carattere già chiuso di per sé. L’allontanamento
dagli affetti altro non ha fatto che indurire ulteriormente quella corazza dura
già in principio. Dalle letture e dalle ricerche che ho effettuato sul suo
conto sono arrivato, nel mio piccolo, a trarre delle considerazioni personali.
Che siano veritiere o meno non c’è dato, naturalmente, sapere. La mia visione
si basa su quei pochi fatti e sfaccettature conosciute sul conto del Majorana.
Il suo chiudersi, tenere a distanza il prossimo, che sia un familiare o un
amico poco importa, la sua scelta sembra essere stata dettata una un unico,
fondamentale, fattore: il non poter discutere con altri individui
quell’argomento a lui tanto a cuore: la matematica. Questo non significa che
fosse privo di sentimenti, tutt'altro. A dimostrazione di ciò, sono arrivate
fino a noi alcune lettere scritte dal piccolo Ettore e indirizzate alla
famiglia:
Caro
Babbo, ho ricevuto una lettera della mamma.
Quando
verrai?
Noi
stiamo tutti bene, non ho ricevuto tue lettere, come state Te e la mamma?
È
ritornata la nonna? Verrà anche Maria?
Qui
piove molto spesso. Ricevi un milione di baci.
Tuo
affezionatissimo figlio Ettore.
In
esse trapela tutta la sofferenza per la lontananza da casa. Si informa su tutti
i componenti della famiglia, richiedendo a gran voce una visita presso la
struttura che lo ospita, mostrando tutta la fragilità di un bambino qualunque.
Sull’infanzia del Majorana credo, alla luce di quanto scritto, di poter trarre
delle considerazioni personali: un bambino mite, taciturno, affascinato da un
qualcosa che interessava a pochi. Allontanato prematuramente da casa in modo da
permettergli un’istruzione migliore, vista la tenera età, rivelatasi un’arma a
doppio taglio. Da una parte abbiamo l’avvicinamento a quella passione che poi
lo fa diventare il mito conosciamo; dall’altra, lo stesso periodo sembra averlo
reso un individuo enigmatico, solitario e dedito a un lavoro di ricerca che
impegna tutta la sua (breve?) vita.
Gli anni felici
Dai resoconti arrivati fino ai giorni nostri, possiamo considerare il periodo post scolastico del Majorana quello che, probabilmente, ha conferito al giovane Ettore una prima tranquillità dopo trascorsi turbolenti. Dopo un’infanzia e una adolescenza da incompreso, con quella che agli occhi di tutti è una pura e semplice ossessione per i numeri, è nel corso degli anni universitari che riesce, finalmente, a trovare persone con cui confrontarsi. Non credo che la parola “amici” possa essere quella esatta, e i resoconti dell’epoca sembrano rimarcare questo aspetto. Nonostante ben inserito all’interno di quel gruppo storico ricordato come I ragazzi di via Panisperna, dove a fargli compagnia ci sono nomi del calibro di Enrico Fermi, Emilio Segrè, Bruno Pontecorvo e Edoardo Amaldi, Majorana sembra rimanere, anche in questo caso, distante da individui che, come lui, condividono lo stesso percorso di ricerche. Probabilmente, questo modus operandi del Majorana è dettato, parere di chi scrive, dai tanti, troppi anni rinchiuso in una bolla di sapone. Ciò non gli ha permesso un modo di interagire diverso da quello adottato in un passato poi non tanto distante. Un fatto su tutti rimarrà storico tanto per il Majorana che per Enrico Fermi. Il già noto fisico, colui che vincerà il premio Nobel nel 1938, a quel tempo fa la conoscenza del non ancora fisico siciliano sotto consiglio di Emilio Segrè, il primo a vedere nel taciturno catanese quella scintilla che solo in genio ha. Dopo un primo confronto con il Fermi, già allora un pilastro per quanto riguarda la fisica, Majorana non si è limitato a cogliere la palla al balzo, facendo tesoro di quell’incontro. Senza malizia alcuna, a quanto sembra comportamento ben distante dalle sue caratteristiche, in maniera schietta, mette in dubbio le teorie, i calcoli e le impressioni del Fermi, ripetendo da sé quando discusso con lui e, non contento, confrontandosi in un secondo momento per poter confutare esattezze e possib...
Indice dei contenuti
- Introduzione
- 1. I primi passi del genio
- L’infanzia
- Gli anni felici
- L'equazione della discordia
- L’eclissi del genio
- 2. Ipotesi sulla scomparsa
- Il suicidio
- Lo spostamento
- L’approdo negli States
- 3. L’incontro inaspettato
- Ettore e Nikola
- L’effetto Verne
- La scintilla
- Un viaggio inaspettato
- Limiti e problemi del viaggio
- La morte di Tesla
- Il viaggio
- Conclusioni