Lettere e telegrammi
1927
Sandro Pertini a Pietro Nenni
[s. d.]
Caro Nenni eccoti la fotografia che mi hai richiesta telegraficamente.
Colui che vedi a destra di Turati è il Capitano Dabove di Savona, che con Oxilia ha guidato il motoscafo. Mi pare che il Dabove nella sua deposizione si sia mantenuto sulla negativa – quindi – a mio avviso – sarebbe opportuno ch’egli nella pubblicazione della fotografia sul giornale venisse tolto dal gruppo o quanto meno reso irriconoscibile. Ad ogni modo vedi tu il da farsi, dato che di me sei più informato sul processo Turati e C.i.
Salutami gli amici tutti, auguri per il nuovo giornale.
Saluti socialisti
tuo Pertini
1944
Sandro Pertini a Pietro Nenni e Giuseppe Saragat
Milano – 27 maggio – 1944
Pietro e Giuseppe carissimi, eccomi al mio nuovo posto. Appena arrivato mi son messo subito al lavoro. Mie prime impressioni: alla base abbiamo un materiale umano ottimo. Finalmente mi sono trovato a contatto con veri operai! Al vertice, invece, gli uomini lasciano un po’ a desiderare. Alcuni, puri, onestissimi, ma fiacchi, privi di mordente; altri – come il Marz.[ola] di cui ti parlerò dopo – con un passato non limpido. E poi solite gelosie, i soliti attriti di carattere personale.
I nostri rapporti con gli altri partiti, specie con il P.C. e con il P. d’A. non sono come dovrebbero essere.
Ho già chiesto d’incontrarmi con i rappresentanti di questi due partiti, con i quali intendo stabilire rapporti più che cordiali.
La stampa non funziona bene, il giornale è fatto male. Oggi stesso costituirò un comitato di redazione, che sarà presieduto da me e di cui faranno parte Ghis.[landi], Maz.[zali] ed un terzo. È necessario costituire e far funzionare questo comitato, se si vuole che il giornale esca puntualmente e sia fatto bene.
Questa, in breve, è la situazione non buona trovata qui. Penso, tuttavia, che lavorando intensamente senza concedere riposo a me e agli altri, si riuscirà ad ottenere risultati più che soddisfacenti.
State più che certi, che io farò l’impossibile per non deludere le speranze che voi avete riposto in me. Se costì sono stato attivo, qui sarò attivissimo, senza lasciarmi guidare dalle impulsività del mio temperamento. Mi rendo conto della grave responsabilità che su di me posa.
Stamani o nel pomeriggio si radunerà l’Esecutivo di qui. Cercherò di risolvere finalmente il caso B.[asso] Ho avuto con lui ieri un lungo colloquio e adesso sentirò coloro che gli muovono le maggiori accuse, compresi i cugini, e poi vedremo di giungere ad una conclus...