Meglio perdere il cappello che la testa
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Meglio perdere il cappello che la testa

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Meglio perdere il cappello che la testa

Informazioni su questo libro

Libro fotografico che pulsa della vita dell'Africa e che contiene una lunga conversazione di Padre Milani con Joseph Ki-Zerbo, considerato il più grande storico africano. Foto di donne, di bambini, di situazioni di vita quotidiana viste attraverso l'obiettivo di Troiani che sa cogliere sfumature e sentimenti. Sfogliare queste pagine vuol dire entrare in un altro mondo: nelle piazze africane, nei volti che sanno di antico, accompagnati dalla saggezza lieve del grande Ki-Zerbo che parla a ruota libera ai suoi amici non africani. Forse la sua ultima testimonianza prima della sua morte avvenuta proprio durante la stesura di questo libro.

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Informazioni

Anno
2012
eBook ISBN
9788866230458
Argomento
Storia
Conversazione con Joseph Ki-Zerbo padre della storia africana
– Spesso in Europa e nel mondo si dice che l’Africa viva oggi una crisi di governabilità. Qualcuno sostiene che sia per la mancanza di una vera cultura politica, di un vero multipartitismo e, di conseguenza, di una scarsa coscienza dello Stato di diritto.
– Io direi che bisogna fare qualche premessa e qualche distinzione: da una parte ci sono gli aspetti formali, superficiali e istituzionali; dall’altra, quelli fondamentali ed essenziali. Lo so, agli Africani si rimprovera di avere un debole per il monopartitismo mentre si sottolinea che alla democrazia sono necessari più partiti; ma da solo il multipartitismo non produce necessariamente democrazia. Dal resto del mondo ci chiedono il multipartitismo? Facciamolo subito si sono detti alcuni responsabili africani. I capi di stato africani stessi hanno moltiplicato i partiti a un punto tale che il multipartitismo ora, a volte, uccide la democrazia. In Burkina Faso abbiamo attualmente più di 100 partiti, 42 dei quali riconosciuti e altri in attesa di riconoscimento; nel 1978 erano tre e io non riesco ancora a vedere un legame automatico tra multipartitismo e democrazia. Si è detto, poi, che per la democrazia sono necessarie elezioni regolari, oneste, sincere e imparziali.
I dirigenti organizzano ora elezioni apparentemente oneste, sincere e imparziali che però perpetuano spesso il potere di chi è già al potere.
– Sulle recenti elezioni in Burkina Faso si sono dette cose diverse e qualcuno ha accennato a una sorta di “neo-sankarismo”
– Gli osservatori hanno detto che tutto si è svolto bene, ma il fondo del problema è che lo stesso uomo, che ha diretto il paese per più di diciotto anni, cambiando la Costituzione è riuscito a ottenere un terzo mandato e temo che tra cinque anni possa esserci un altro piccolo cambiamento per un quarto mandato. Nello spirito di qualsiasi democrazia non è buono né normale. Anche se fosse un angelo a chiedere più mandati, bisognerebbe essere molto attenti! Riguardo Thomas Sankara, vi invito a leggere il mio libro À quand l’Afrique? Posso solo aggiungere che con Sankara all’inizio non ci si era capiti.
Il mio partito è stato perseguitato, io sono stato costretto a vivere in esilio dieci anni. Durante l’esilio, Sankara mi ha fatto contattare tre volte chiedendomi di ritornare.Aveva compiuto un suo percorso… alla fine parlava di errori commessi. Voleva raddrizzare certe cose, ma è stato fermato da quelli che sono al potere attualmente, che oltre a uccidere lui, hanno anche cercato di uccidere la sua politica.
Sankara credeva di poter cambiare cose e persone con la persuasione, dimenticando i molti poteri di vario tipo che vegliano affinché i megainteressi della globalizzazione siano sempre garantiti. E poi è necessario capire quale sia il progetto di società che il sankarismo vuole sviluppare, a quale tipo di pensiero politico si avvicina, tutte cose che dovrebbero diventare più chiare con il tempo. In ogni caso, in Burkina Faso, la figura di Sankara era ed è meno grande che sul piano internazionale.
– Veniamo anche all’idea africana di Stato di diritto.
– Nell’Africa tradizionale il capo non era onnipotente. Il suo potere era equilibrato da altri di varia origine e natura.
C’era un capo politico, ma ce n’era uno anche per la terra e uno cosiddetto economico; penso che nella tradizione africana ci siano sempre stati elementi di democrazia tradizionale. Secondo un detto del Burkina Faso e di alcuni paesi confinanti come il Ghana “non è il re che ha il regno ma il regno che ha il re”. Significa chiaramente che esistono norme che si impongono a tu...

Indice dei contenuti

  1. Titolo pagina
  2. Meglio perdere il cappello che la testa
  3. Citazioni
  4. Prefazione
  5. Introduzione
  6. Conversazione con Joseph Ki-Zerbo padre della storia africana
  7. Galleria fotografica . I mercati del Burkina Faso,
  8. Galleria fotografica . Nei dintorni di Congoussi
  9. Galleria fotografica . Acqua, alimentazione, ambiente
  10. Galleria fotografica . I Griots
  11. Galleria fotografica . Ouagadougou: una cooperativa
  12. Fondazione Misna Onlus e il 5 x 1000
  13. Verdechiaro Edizioni
  14. Colophon