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Pasolini professore con una nuova introduzione in versi

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Pasolini professore con una nuova introduzione in versi

Informazioni su questo libro

«Mi alzo alle sette, vado a Ciampino (dove ho finalmente un posto insegnante a 20.000 lire al mese), lavoro come un cane (ho la mania della pedagogia), torno alle 15, mangio e poi...». È il 1952, e Pier Paolo può dedicarsi alla letteratura solo «poi», nel tempo libero dall'insegnamento,. Attorno agli anni ciampinesi di Pasolini e ai ricordi dei suoi alunni e dei suoi amici (Bertolucci, Cerami, Pivano) - quei primi anni Cinquanta in cui nasceva Ragazzi di vita - Meacci costruisce un libro che è al contempo saggio, reportage, diario di viaggio e racconto, e in cui trova posta un'intera teoria di figura del nostro Novecento (e non solo): Totò, Fellini, Hemingway, gli sfollati del dopoguerra, Mizoguchi, il Vangelo, Mantegna, le tradizioni contadine, Simone Martini, il comunismo, Anna Magnani, Goldrake e Happy Days, l'America, Roma, il terremoto del Friuli, la grande poesia, la «scomparsa delle lucciole».

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Informazioni

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Ventitré anni: mezzo secolo

1999

Mi ricordo che avevo vent’anni
e studiavo la lingua di Dante
alla Scuola di Luca Serianni
Improvvìso è una prìma persòna
Ma né il tèmpo verbàle né il mòdo
Potrànno mai dìre se suòna
Rivòluzionàrio l’appròdo.
Ora che s’intravedono quei pochi
Versi sparsi (i ricordi e dintorni
Vissuti); adesso che ormai di quei fuochi
Inadeguati e spersi so i contorni:
«Se dovessi finire qui i giochi:
Oggi è quello che sono di quei giorni».
Io, sembra evidente, dà il confine:
La fine è qui l’inizio del racconto.
Ma come ricordare le mattine
In piena estate? L’eterno confronto:
Lucido di premesse cristalline,
La luce delle bozze: e poi il tramonto
Enorme e rosso, Ponte Milvio e il Fiume:
Nel tratto di passaggio tra le pagine
(Onde calme di là dal ponte – e spume):
Verità che non esiste in un’indagine
Eccentricamente raccolta in volume.
Così dicevamo, di questo libro strano
E composito; che adesso mi ritrova
Nuovamente alle prese col Giordano
Tràdito dagli anni, messo alla prova
Ora che il tempo vicino è lontano.
Così: un incontro con Enzo Lavagnini:
In un ufficio. In marzo, a Ciampino.
Nel parlarci di ricordi vicini
(Quindi memorie; e un mito cittadino):
«Un libro su Pier Paolo Pasolini»
(Alunni alle medie; e la Città-Giardino).
Nel senso di raccogliere le voci
nel tempo degli alunni del Poeta
(Tagliamento e Tevere agl’incroci)
Approdato a Roma nell’inquieto
Dominio degli Anni Cinquanta
Universali: via Tagliere, il Pigneto;
E poi Torpignattara; e l’Acqua Santa.
«Povero come un gatto del Colosseo»,
Attratto e autoritratto dalla vita;
(Se ogni popolo visto al suo apogeo
Si premurasse della sua gita infinita
Avrebbe spazio non solo in poesia
Sarebbe amore impuro: e centro al mondo;
Un infinito di «giallognola foschia»
Lucente: e triste: nel suo cuore profondo).
La luce che ora filtra da quei mesi
In cui vivevo in un futuro condiviso
Tra milioni di universi plausibili, e accesi,
Adesso si rivela in un sorriso.
La luce di chi è ciò che non sa.
Io non volevo raccogliere soltanto
Alcune testimonianze; o l’Aldiqua
Solitario degli alunni. Il canto
Oltranzista della memoria spicciola,
La cura bellissima e monogama (l’incanto
Osceno della riscrittura di ogni vita, da piccola).
Io – e scelleratamente lo rimarco –
Lottavo per capire il mio Novecento
Povero e verde, arrivato allo sbarco
Occidentale del primo sentimento
Provato da ragazzo. La Letteratura
O il Cinema come unico viatico;
La linea d’ombra del passato per natura
Oscura a scacco di un universo statico.
Nel libro poi volevo i miei maestri
E i compagni di strada: tutt’insieme.
Ho voluto fondere i ritmi campestri
A quelli cittadini. Ch’è poi il mio seme
Sintetico – e fa ridere, se scrivo l’aggettivo –
E il mio sogno di quando sono sveglio.
Nascere col cuore nel cuore verde vivo
Tra Toscana Umbria e Roma. Il meglio
In me cui m’appiglio – se sogno, è chiaro –
Mentre mi guardo con gli occhi di allora
E penso alla minimum che c’era (il faro
Notturno negli arrembaggi romani: ancora
Tutto da scrivere, o quasi – come ora). E io,
Ovviamente, alla scoperta di me stesso.
Veramente: i venticinqu’anni in cui ti senti Dio
E poi invecchiando ti ci senti adesso.
Resta da capire che vuol dire. Si parla solo
(Ovviamente) di quando ti capisci
Mentre scrivi soltanto. E non sei solo.
Anzi. Ritrovi i mondi che ti suggerisci.
In quella fine di mill...

Indice dei contenuti

  1. Frontespizio
  2. Indice
  3. Ventitré anni: mezzo secolo
  4. Se dici anni
  5. Premessa (di viaggio)
  6. Ringraziamenti
  7. Improvviso il Novecento
  8. Cosa vuol dire metempsicosi?
  9. Solo il popolo ne ha un sentimento vero
  10. Casa di carta
  11. La lingua perduta delle lucciole
  12. Tra gli Smiths e san Paolo (Epigrafi)
  13. Gli anni lontani
  14. E ora rincaso ricco di quegli anni
  15. Appunti per un Novecento privato
  16. Appendici. Le voci di fuori
  17. Canzoni di vita di Francesca Serafini
  18. La città nel cinema di Pasolini: l’epos del villaggio, il Dopostoria della borgata di Massimiliano Malavasi