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C'è un grande prato verde. Secondo Tempo
Informazioni su questo libro
38 scrittori (tanti quanti sono i turni della serie A) raccontano - domenica dopo domenica, dal proprio salotto davanti alla tv o dal seggiolino di uno stadio - l'edizione 2012/13 del rito più amato dagli italiani: il campionato di calcio. Un rito fatti di gol strepitosi e di eccezionali parate, ma anche di radioline accese, pomeriggi in poltrona, chiacchiere da bar: un libro, quindi, che nel ricostruire l'andamento del campionato attualmente in corso, descrive il rapporto - abitudinario e avventuroso al tempo stesso - che ogni italiano, tifoso o non tifoso, intrattiene con il grande circo del pallone. Capitolo dopo capitolo il lettore si ritroverà a guardare le partite con gli occhi di alcuni dei più noti scrittori italiani contemporanei.
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Informazioni
eBook ISBN
9788862665087GIRONE DI RITORNO
ELIO MATASSI
| 20a giornata | |||
| 12.01.13 | Bologna 4 - 0 Chievo | ||
| 12.01.13 | Inter 2 - 0 Pescara | ||
| 13.01.13 | Torino 3 - 2 Siena | ||
| 13.01.13 | Udinese 3 - 1 Fiorentina | ||
| 13.01.13 | Cagliari 2 - 1 Genoa | ||
| 13.01.13 | Parma 1 - 1 Juventus | ||
| 13.01.13 | Napoli 3 - 0 Palermo | ||
| 13.01.13 | Catania 1 - 0 Roma | ||
| 13.01.13 | Lazio 2 - 0 Atalanta | ||
| 13.01.13 | Sampdoria 0 - 0 Milan |
La prima giornata del girone di ritorno offre spunti di riflessione interessanti che circoscrivo sostanzialmente a quattro squadre e ai loro relativi allenatori: l’Inter di Stramaccioni, la Juventus di Conte, la Roma di Zeman, il Milan di Allegri.
Parto da Inter-Pescara 2-0 e da Andrea Stramaccioni, scelto direttamente dallo stesso presidente Massimo Moratti nell’ultima parte della stagione scorsa. Su Andrea Stramaccioni nutro molte perplessità, la sua eroica vittoria a Torino con la Juventus per un interista “estremo” quale mi definisco sembrava farne un predestinato. Dopo la vittoria piuttosto semplice col Pescara, il giudizio è sospeso e aspetto la conclusione del campionato.
Le mie perplessità sono dovute in maniera particolare alla specifica vocazione che ha sempre caratterizzato l’Inter, sin dal suo atto di nascita. Quando si parla di questa squadra, non si può prescindere dall’atto della sua fondazione – frutto di una scissione dal Milan – avvenuta il 9 marzo del 1908, sotto la costellazione dei Pesci.
Approfondisco il problema, in primo luogo, sotto il profilo della sua origine avvenuta tramite una lacerazione e, in secondo luogo, sotto quello strettamente astrologico.
L’idea della Differenz – una scissione costitutivamente ontologica che è difficile, se non addirittura impossibile, ricomporre in un quadro di certezze condivise – è il grande archetipo originario di questa squadra. L’Inter ha, infatti, una vocazione antisistematica congeniale, che produce un campo di tensione irriducibile.
Dal punto di vista filosofico si può pensare all’idea dell’“estremo” – con particolare riferimento alla “dialettica degli estremi” di Walter Benjamin – che rifiuta pregiudizialmente l’idea della conciliazione e della mediazione, come sottolinea con icasticità Arnold Schönberg nella formula introduttiva alle sue sei satire per coro: “La via di mezzo è l’unica che non conduce a Roma”.
Sotto il profilo filosofico, l’idea della scissione che solo una dialettica aperta e non identitaria potrà legittimare, riesce a chiarire la genealogia concettuale in cui è inscritto il destino dell’Inter sin dal suo atto di nascita.
Questa genealogia esplica anche come l’Inter sia sempre stata una squadra di “minoranza”, non accettabile proprio per l’idea della Differenz che ha sempre espresso, dalla maggior parte dei tifosi.
L’Inter ha introiettato questa sua diversità e in alcuni momenti della sua storia, nei suoi errori e nelle sue cadute verticali, sembra quasi volersi punire per questa colpa originaria. Un’idea della colpevolezza destinale, a cui non si può sfuggire, quella stessa idea che esprime nel secondo atto della Vita è un sogno di Calderón de La Barca il principe Sigismondo nel suo soliloquio: “Qual è stata la mia colpa se non quella di essere nato?”.
Si può uscire da questa colpa e dal complesso che questa colpa ha sempre comportato, solo attraverso una redenzione, ossia attraverso un ciclo di vittorie irresistibili e irripetibili che l’Inter è riuscita, non a caso, a conseguire solo in due periodi storici: negli anni ’60 con Helenio Herrera e, a partire dal 2008 fino al 2010, con José Mourinho.
Questa interpretazione filosofica viene ulteriormente suffragata dal profilo strettamente astrologico, ricordo infatti che l’Inter, come squadra di calcio, è nata sotto la costellazione dei Pesci.
In una delle interpretazioni più convincenti della sequenza zodiacale, il passaggio dal primo segno, l’Ariete, all’ultimo, i Pesci, è contrassegnato da una tendenza gradualmente ascensionale: si parte dal segno più istintuale per raggiungere quello più elevato. Un percorso che procede dall’affermazione terrestre alla liberazione dall’istinto. I pesci, quindi, sono il segno zodiacale più “mistico”.
Questo percorso astrologico, apparentemente irrituale, conferma quanto acquisito sotto il profilo filosofico. L’Inter, se ci riferiamo alla sua ascendenza zodiacale, è infatti una squadra “mistica”, capace di impennate, ma anche di cadute clamorose.
Nella sua storia, infatti, ha avuto bisogno di un allenatore-redentore, capace di correggerne le volubilità, le contraddizioni, le improvvisazioni. Per ben due volte, l’Inter ha trovato questa figura particolarissima dell’allenatore-condottiero: Helenio Herrera e José Mourinho.
Helenio Herrera interpretava questo ruolo in maniera esemplare. Narra a tal proposito Fiora Gandolfi nel libro a lui dedicato Maghi si diventa: “La sua più grande qualità era il potere di farti sentire migliore, di trasformarti in un essere capace di non sentire il dolore, le stanchezze, di farti diventare invulnerabile, come un eroe o un dio della mitologia pagana. Infondeva con la sua parola una forza speciale, una luce interna fortissima, che ti trasformava: come un gioiello ‘non ti fa più bello, ma ti fa sentire più bello’. Il suo filtro magico era un elisir di volontà”.
È interessante osservare come lo stesso vocabolario della Gandolfi, la seconda compagna di Helenio Herrera, risenta di uno schema “religioso”: “un dio della mitologia pagana”, “una luce fortissima”, “il suo filtro magico”, “elisir di volontà”. Un volontarismo estremo come redenzione dalla “caduta” e promozione per una nuova elevazione.
Lo stesso avviene con il secondo allenatore, José Mourinho, che redime il destino dell’Inter, capovolgendone la sequenza: da vittima predestinata a vincente incondizionata. Anche Mourinho, quindi, assume le sembianze di un condottiero religioso. Ancora una volta, quindi, uno schema religioso che funziona perfettamente per una squadra “mistica” come l’Inter.
Non credo che Andrea Stramaccioni sia in grado di interpretare questo ruolo e di essere all’altezza di questa eredità calcistica.
Passiamo alla seconda squadra: la Juventus. Il risultato di Parma-Juventus 1-1 sembra confermare una diminuzione di rendimento nel mese di gennaio. Nonostante questo esito, credo che la Juventus e il suo allenatore domineranno il campionato italiano. Antonio Conte ha introiettato nel profondo quello che è nel DNA della Juventus, una concezione-interpretazione della vittoria come potenza (Macht in tedesco) proprio nella stessa accezione di uno dei grandi classici del Novecento: Massa e potere di Elias Canetti.
La “potenza” non è un’espressione necessariamente dispregiativa, si tratta di una volontà di affermazione, di autoaffermazione contro tutto e tutti, che nasce “dal basso” e non “dall’alto” e che si rivolge, in primo luogo, contro qualsiasi avversario.
La Juventus, infatti, è la squadra italiana con il maggior numero di scudetti (per l’esattezza 28) e anche quella che si avvale del maggior numero di tifosi, circa 14 milioni. Molti sostengono che la Juventus rappresenti compiutamente il sistema-Italia, con i suoi pregi e i suoi difetti. Per esempio, la Juventus e la sua dirigenza hanno sempre pronunciato sentenze inappellabili, certezze assolute.
La terza squadra presa in considerazione è la Roma, il cui risultato è stato negativo: Catania-Roma 1-0. Nonostante questa sconfitta, sono sempre stato un convinto sostenitore dell’allenatore romanista Zeman, un grande maestro di calcio e di etica: non è tanto importante vincere e vincere contro gli altri, ma esprimere un bel gioco, un gioco armonioso. Il paradigma filosofico a cui si è sempre ispirato Zeman non è stato tanto quello disgiuntivo tra estetica e etica, coltivato per esempio da Kierkegaard in Aut-Aut, quanto quello della grande compenetrazione classicistica: ciò che è bello non può non essere anche buono e virtuoso. Purtroppo Zeman, come allenatore e come uomo, ha pagato sempre un prezzo troppo alto per aver condiviso un ideale così straordinario.
Infine, Sampdoria-Milan 0-0. L’allenatore del Milan Allegri, dopo un inizio disastroso, sta gradualmente costruendo una squadra competitiva. Che cosa pensare di Allegri, l’unico livornese in una certa misura berlusconiano e che ha avuto comunque sempre rapporti controversi con il suo presidente?
L’allenatore milanista ha sempre coltivato l’arte del compromesso, nella sua filosofia di gioco – è un italianista offensivo, il che non è necessariamente un ossimoro – come nei suoi rapporti con l’ex Presidente del Consiglio. Allegri in tal modo è riuscito a ottenere sempre risultati eccellenti: con il Mantova, con il Cagliari e ora con il Milan. Si tratta di un allenatore che ha un’idea di gioco molto rigorosa, una sorta di cartesianesimo aggiornato ed, ovviamente, anche un po’ cinico, da cui dipende anche la sua sopportazione rispetto alle esternazioni presidenziali. È, in ultima istanza, come Cartesio, lucido, geometrico, ma anche un po’ pavido e sta, forse in segreto, coltivando una revanche che si manifesterà allenando un’altra squadra?
| ELIO MATASSI – San Benedetto del Tronto (AP) – 22/09/1945 – centrale – altezza 1,67 – peso 83 kg | ||
| STAGIONE | TITOLO | |
| ESORDIO | 1979 | Il giovane Lukacs. Saggio e sistema |
| TOP BOOK | 2013 | Pensare il calcio |
ROBERTO ALAJMO
| 21a giornata | |||
| 19.01.13 | Palermo 2 - 2 Lazio | ||
| 19.01.13 | Juventus 4 - 0 Udinese | ||
| 20.01.13 | Fiorentina 1 - 1 Napoli | ||
| 20.01.13 | Milan 2 - 1 Bologna | ||
| 20.01.13 | Genoa 0 - 2 Catania | ||
| 20.01.13 | Chievo 1 - 1 Parma | ||
| 20.01.13 | Siena 1 - 0 Sampdoria | ||
| 20.01.13 | Pescara 0 - 2 Torino | ||
| 20.01.13 | Atalanta 1 - 1 Cagliari | ||
| 20.01.13 | Roma 1 - 1 Inter |
Quando in piena estate viene presentato il calendario di serie A io ho l’abitudine di segnare in agenda alcune date importanti. Mi rendo conto che questo conferisce un’aura da sfigato, tipo quel personaggio di Verdone che nella rubrica aveva due numeri: Stadio Olimpico e Olimpico Stadio. Ma insomma, pazienza. In fondo sono quattro date in tutto. Di solito segno sempre le partite che l’Inter gioca col Palermo, visto che sono le mie squadre del cuore. (Noi palermitani abbiamo diritto a una sorta di doppio passaporto calcistico che ci deriva dai molti anni in cui la squadra nella nostra città giocava in serie B o peggio, e quindi non c’era conflitto di interessi a tifare anche per una squadra di categoria superiore; in seguito milanisti e juventini hanno riposizionato il loro tifo e noi interisti no, perché quando il Palermo è arrivato in serie A l’Inter ha cominciato a vincere, e dopo tanti anni di stenti, francamente, rinunziare sarebbe stato uno spreco.)
Insomma. Oltre a quelle col Palermo io segno ogni anno altre due partite. Inter-Roma e Roma-Inter. Questo perché fra queste due squadre negli ultimi anni si è creata una spettacolare rivalità. Le partite finiscono con molti gol, in un’alternanza entusiasmante sia in coppa Italia che in campionato. Al di là di ogni altra considerazione, Roma e Inter caratterialmente un po’ si somigliano. Come per l’eretico e l’inquisitore di Borges, la rivalità si è consolidata a tal punto che le due squadre finiscono per avere le stesse caratteristiche. Per l’esattezza è la Roma che muta un po’ alla volta, e si sta progressivamente interizzando. Tanto più quest’anno che è allenata da Zeman, l’allenatore perfetto per insidiare all’Inter il primato di squadra più snervante d’Italia.
Stasera il posticipo è proprio Roma-...
Indice dei contenuti
- Copertina
- GIRONE D’ANDATA
- GIRONE DI RITORNO
- Campionato di calcio Serie A 2012-2013
- Classifica marcatori