Luca racconta al suo diario segreto il percorso che parte da una vita complicata in casa e arriva alla serenità della "famiglia in più", con un'altra mamma, un altro papà e un fratello più grande, che affiancano la sua famiglia d'origine. In mezzo, tutte le domande, le impressioni, le paure, il vortice di emozioni che lo investono nel cammino dell'affido. Roberto Piumini, con penna lieve e garbata, spiega cos'è l'affido, come funziona, cosa provano le famiglie – quella d'origine e quella affidataria – e i bambini, quali sono gli interrogativi, i timori, la ricchezza e le speranze che questa esperienza porta, e lo fa con gli occhi di un bambino, raccontando quanto le "famiglie allargate" siano fondamentali nella vita dei ragazzi e degli adulti che ne hanno bisogno.

- 64 pagine
- Italian
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Caro Dario,
lo so che sei solo un diario, ma la maestra Giovanna ha detto che un diario è come un amico che c’è sempre e ti ascolta senza perdere la pazienza, così ho deciso di toglierti la “i”, metterti la maiuscola, e farti diventare Dario, che suona meglio e fa più compagnia.
In cambio della “i” che ti ho preso, ti racconterò un sacco di cose, non tutte belle, anzi qualcuna brutta, però molto importanti.
Sono cose che mi piacerebbe raccontare a qualcuno, però sono così tante che nessuno forse avrebbe la pazienza di ascoltarle, e magari diventerebbe triste anche lui, così saremmo tristi in due.

Poi a te posso raccontarle un po’ per volta, con calma, quando mi va, mentre se le raccontassi a qualcuno a voce credo che mi verrebbero confuse, o frettolose.
Adesso comincio, però non subito, perché le cose che ho da raccontare, quando le ricordo, mi fanno battere forte il cuore, come una paura, o una specie di spavento.
Ora è passato.
Devi sapere che la camera dove ti scrivo non è proprio la mia camera, perché prima non abitavo qui, anzi prima non avevo una camera tutta per me, perché là c’erano solo due camere e noi eravamo in cinque, invece adesso la camera ce l’ho, perché ho cambiato casa quasi un anno fa, e questa è tutta per me, perché il figlio di Isabella e Renato è grande e sta all’università a studiare biologia, che vuol dire la vita degli animali e degli uomini, ma quando torna ha la sua camera, qui di fronte, anche se viene spesso nella mia, perché è molto contento che io sono qui, e ci divert...

Scusa, ho fatto un po’ di confusione, meglio che cominci dal principio.
Le cose, prima, cioè quattro anni fa, andavano abbastanza bene in famiglia. Cioè si stava abbastanza bene coi soldi, i lavori, e c’era abbastanza tranquillità. Eravamo io, che avevo sei anni, Donata che ne aveva quattro, Cosimo, che era nato da poco, e mamma e papà.

La nostra casa era abbastanza piccola, e noi bambini stavamo in una stanza, e litigavamo spesso, cioè io e Donata, non con Cosimo, che però, anche se era appena nato, aveva già il suo bel carattere.
Prima andavamo tutti abbastanza d’accordo, a parte qualche malumore o capriccio, o qualche litigata di quelle che finiscono subito.
Da quando è nato Cosimo le cose sono cambiate in peggio. Cioè, non è stato Cosimo a farle andare peggio, cioè un po’ sì, perché non lasciava dormire una notte intera mamma e papà, e qualche volta anche me e Donata, perché strillava fortissimo, però non è stato proprio lui a fare andare peggio le cose, ma il fatto che all’improvviso papà ha perso il lavoro.

Per questo era molto nervoso, papà non Cosimo, oltre il fatto che dormiva male la notte, si arrabbiava con la mamma e anche con noi, e non faceva nemmeno una...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Le case di Luca