LEX. Fino alla fine (Segretissimo)
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LEX. Fino alla fine (Segretissimo)

  1. 224 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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LEX. Fino alla fine (Segretissimo)

Informazioni su questo libro

Teatro operativo: Giappone. Copertura: avvocato di uno studio legale specializzato in contratti internazionali. Obiettivo: sventare un piano finalizzato a carpire tecnologia strategica della Difesa italiana. È la nuova missione di Victor Stasi per conto di LEX, sottoagenzia dei servizi segreti fuori dal controllo istituzionale. Un temuto non-ente di cui l'opinione pubblica non è a conoscenza: non dovrebbe esistere, eppure esiste. Un braccio violento della legge munito di superpoteri. Là dove gli altri non possono spingersi entra in gioco LEX, a fronteggiare questa volta magnati nipponici e membri della Yakuza. E, più in profondità, un nemico inafferrabile come la Loggia, oscuro connubio di politica e finanza che si ramifica ed espande in ogni paese reclutando uomini senza volto, professionisti dell'inganno. Dietro i grattacieli ipermoderni della Tokyo notturna, pulsante di colori fluorescenti, si cela un mondo regolato da valori antichi e spietati. Victor dovrà tenerlo bene a mente, nella terra del Sol Levante che non dimentica e non perdona.

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2022
eBook ISBN
9788835716631
1

Victor Stasi, Roberto Bonera

Victor Stasi si svegliò con una carezza.
Non il tocco lasciato dalla mano di una delle sue molte conquiste femminili, ma il muso baffuto di Giuli che si strofinava su di lui: la gatta della vicina, che, al solito, entrava e usciva da casa con il suo fare rilassato e consapevole, lento e silenzioso.
Stasi sollevò le palpebre e si tirò su, la schiena contro la testiera del letto. La gatta gli saltò in grembo, si accoccolò per bene e si fece accarezzare per un po’, ronfando rumorosamente; poi, dopo qualche minuto di fusa, saltò giù dal letto e si fece la toeletta a colpi di lingua.
Stasi decise di fare altrettanto. Raggiunse il bagno, sciacquò via dal viso i residui di sonno con uno schiaffo di acqua gelida e si apprestò a radersi. Preparò il sapone da barba e lo distribuì col pennello sulle guance, quindi passò il rasoio sulla pelle. Lo specchio riproduceva la sua immagine, quella di un uomo sui cinquanta che ne dimostrava almeno dieci di meno: il viso richiamava quello dell’attore Alessandro Gassman, anche se a chi glielo faceva notare riservava uno sguardo traverso, mentre il torace ben conservato, senza un filo di grasso, raccontava di allenamenti regolari e diete controllate.
Si era appena sbarbato che il display del cellulare, posato sul ripiano della specchiera, si illuminò con il nome di Bonera.
Generale di brigata aerea Roberto Bonera, uomo di un altro secolo, spinoso di carattere, ma con fluido da vendere: era uno di quegli immortali che sopravvivevano al succedersi delle maggioranze politiche e al cambio dei vertici (fin da tenente, a quanto ne sapeva Stasi). Non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno.
“Che vuole a quest’ora?”
Bonera era il capo di LEX, Law Enforcement X, sottoagenzia sui generis dei servizi segreti italiani. Un braccio violento della legge. Una singolarità amministrativa munita di superpoteri. Un temuto non-ente: non doveva esistere, eppure esisteva.
— Buongiorno, generale. Sto arrivando.
— Non ce n’è bisogno. Sono già qui.
In effetti Giuli, che aveva il potere di sentir arrivare i suoi ospiti quando erano ancora nell’ascensore, si strusciava contro la porta con la coda arcuata. Stasi aprì e si ritrovò di fronte l’alto ufficiale, sul cui viso, dall’ultima volta che l’aveva visto, era stata lasciata crescere la barba; fisico preservato con un regime di vita austero; abito borghese in stile britannico.
— Che sorpresa, generale. — Stasi si scostò per far passare il superiore. — Si accomodi.
Giuli disegnò cerchi concentrici intorno al nuovo arrivato, sgusciò fra le sue gambe e l’annusò; dopodiché, esaurite le formalità di benvenuto, si allontanò con sovrano disinteresse. Decideva da sé quando sparire e riapparire, e in questo assomigliava molto al suo amico a due zampe.
— Scusi il disordine, non aspettavo ospiti.
In realtà, a parte il letto disfatto, un paio di capi di abbigliamento non riposti nell’armadio e una pianta da interni che avrebbe avuto bisogno di acqua, la casa aveva un aspetto sistemato e pulito al bacio. Nel salotto, pavimentato in listelli di olivo, trovavano posto un paio di poltrone, un televisore, un abat-jour e una libreria con volumi disposti in bell’ordine, alcuni dei quali non venivano aperti da secoli e altri che forse non erano mai stati toccati da quando la sua vita era diventata una girandola di viaggi. La zona notte incombeva da un soppalco. C’era una nota di grigio alle pareti, mentre il verde della vicina Villa Torlonia riempiva la finestra cielo-terra.
— A cosa devo la sua visita, generale?
Il servizio richiedeva disponibilità assoluta a orari improbabili, ma non prevedeva visite a domicilio da parte di alti ufficiali... a meno che non ci fossero esigenze di riservatezza e celerità che lo imponessero.
— Non ci girerò intorno e risponderò subito alla sua domanda: c’è una missione per lei. — Bonera si tolse la giacca e l’appese alla poltrona, per poi sedersi. Giuli si arrampicò fin sullo schienale e odorò la canna della pistola che occhieggiava dalla tasca interna. Non dovette piacerle, perché si allontanò disgustata. — Una missione per LEX, “sotto copertura”. Disconosciuta, come al solito.
LEX aveva una storia alle spalle: c’era stato un progetto targato Difesa per la costituzione di JAG italiani, ma era naufragato per le resistenze corporative dell’Avvocatura generale dello Stato, che si sarebbe vista sfilare alcune prerogative gelosamente custodite nei secoli dei secoli; così, i JAG se li erano fatti in casa i servizi, fuori dal raggio di controllo delle caste istituzionali e con qualche abilità operativa in più. Un’organizzazione stay behind, di cui l’opinione pubblica non era a conoscenza.
Quando l’AISE faceva cilecca, entrava in gioco LEX. LEX rimetteva a posto le cose.
— La ascolto.
Bonera delineò per sommi capi la nuova missione: il requirement, ovvero l’esigenza informativa a monte, era incluso nel piano di ricerca annuale, ma la sua attuazione era stata anticipata per qualche decisione politica nota solo al generale (e forse neppure a lui). Stasi stette a sentire in religioso silenzio.
— Stavolta andrà in Giappone. Sarà l’avvocato di uno studio legale specializzato in contratti internazionali, il Johnston.
Stasi, per pregresse esperienze, conosceva già lo studio Johnston. Filiale italiana di una law firm con quasi diecimila avvocati sparsi in tutto il mondo, specializzato nel segmento delle imprese indebitate ma sane. Primi nella lista nel panel di fornitori legali di molte multinazionali, per le quali curava cause a nove zeri.
— In questa missione, avrà il nome di Alessandro Piccolomini. Assumerà un nuovo profilo biografico, con poco tempo per metabolizzarlo. Le verrà fornito un disegno generale, ma per i dettagli specifici della sua “vita”, in caso che qualcuno dei suoi interlocutori faccia qualche domanda di troppo, se la dovrà sbrogliare da solo. Ha libertà di manovra, ma non esageri.
Giuli, volubile e sospettosa come tutti i suoi simili, si rifece viva, accomodandosi davanti al generale. Quest’ultimo provò ad afferrarla, ma quella come un fulmine si divincolò e corse fra le braccia del padrone (padrone per modo di dire), infine si fece depositare in terra, allontanandosi indignata.
— Ufficialmente, sarà incaricato di supportare la giapponese Tsukada Inc. nella negoziazione di un contratto di partnership industriale in campo informatico con la holding industriale Leonardo, che si sospetta finalizzato a introdurre programmi spia nei data center della Difesa italiana.
Il global chairman e il global CEO dello studio Johnston erano statunitensi, ma ogni area, compreso il Giappone, esprimeva un membro nel board. E la Tsukada Inc. doveva già essere nel suo portafoglio di consulenze.
— In realtà, il suo compito a Tokyo sarà accertare le informazioni ricevute ed eventualmente mandare a monte l’operazione.
Fino a quel momento, Stasi aveva evitato di far perdere il filo a Bonera con inopportune interruzioni. Ma ora aveva parecchie domande sulla punta della lingua.
— Generale, posso essere franco?
— Dica.
— Ci sono molte cose che non capisco.
Bonera disponeva di due espressioni: una seccata, una molto seccata. Nel tempo il suo carattere non si era arrotondato.
— In effetti, il mondo è un posto complicato.
— Non possiamo avere le info in un altro modo?
— Non abbiamo dati utili in banca. Potremmo chiedere ai servizi giapponesi, ma poi ci bruceremmo l’infiltrazione.
— Ecco, perché un’infiltrazione, oltretutto in un settore privato? Non è perché la cosa mi spaventi, ma forse c’era un’opzione meno rischiosa.
— Ripeto: inizialmente avevamo pensato a una liasoning tra noi e l’OOIM giapponese. — OOIM stava per “Omologo Organismo Intelligence Militare”. — Lo sa meglio di me... cooperazione tramite collegamento blindato “punto-punto” atto allo scambio di informazioni classificate e al contatto video... in questo caso, lei sarebbe stato “addetto aggiunto” a Difeitalia Tokyo. Poi abbiamo cambiato idea. La burocrazia militare e diplomatica dei giapponesi ci avrebbe ingessato.
Stasi dovette riconoscere che il ragionamento filava.
— Inserirsi nella delegazione di Leonardo...
— Fattibile, ma non avrebbe la possibilità di accedere direttamente alle informazioni che ci servono e di condizionare l’andamento dei negoziati.
Anche questo non faceva una piega.
— Ha qualcosa in contrario a farmi affiancare da Malatesta?
Livia Malatesta, collega di LEX e occasionale compagna di bisbocce. Lavorava in silenzio, senza fare proclami, ma con immancabile efficacia.
— Non inizialmente — rimase sul vago Bonera. — Sono tentato di mandarvi entrambi sul campo, ma non posso permettermelo. Farà riferimento a un agente sul posto: le fornirà le armi, se serviranno — e calcò il tono sul “se”, a scoraggiare qualsiasi approccio sbrigativo ai seguiti operativi.
Per la maggior parte dei lavori di infiltrazione, era necessario trovare qualcuno che, conoscesse o no il suo stato di spia, garantisse per l’agente sotto copertura e l’aiutasse a familiarizzare con le abitudini locali. Comunque, sarebbe stata una buona idea fare del proprio meglio per crearsi contatti nell’ambito locale.
— Chi sarà il supporto?
Bonera non ci girò intorno. — Non posso dire di più, ci sono cose che è più igienico non conoscere: meno sa, meglio è.
Al solito, il generale gli nascondeva qualcosa. Come dice Lao Tse, ricordò Stasi a se stesso: “Chi sa non parla e chi parla non sa”.
— Mi stia a sentire — proseguì Bonera, con le narici che idealmente emettevano fumo. — La missione perfetta è quella in cui parti, arrivi e rientri senza che i tuoi nemici neppure si accorgano che sei stato lì. Mi aspetto che stavolta esegua gli ordini senza le sue solite... divagazioni. Esistono delle regole, Stasi, non mi deluda.
— Se ben ricordo, certe divagazioni hanno raddrizzato missioni nate male — fece Stasi non riuscendo a mordersi la lingua. — Io penso che...
Bonera lo guardò in tralice. — Pensi quello che vuole, ma non esca dal seminato.
Il tono e il volume della voce attirarono per un momento l’attenzione di Giuli, che fingeva di dormire in un angolo, con mezzo occhio aperto a tenere sotto controllo la situazione. Quelli di Bonera non erano comandi, bensì comandamenti.
— Ricevuto — si sottomise Stasi, di malavoglia.
Bonera si stava avviando per uscire, quando si voltò e disse: — Ah, Stasi, un’ultima cosa.
— Sì?
— Buona fortuna.
Il generale si chiuse la porta alle spalle, lasciando Stasi solo con i suoi pensieri.
Aveva poco tempo per prepararsi. Sarebbe stata necessaria una full immersion per calarsi nella parte di Piccolomini.
“E imparare a essere qualcun altro...”
La missione che gli era stata affibbiata non prospettava la necessità dell’uso della violenza, a quanto sembrava; ma, senza il tempo di studiare adegua...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. LEX FINO ALLA FINE
  4. PERSONAGGI PRINCIPALI
  5. PROLOGO. Victor Stasi
  6. 1. Victor Stasi, Roberto Bonera
  7. 2. Taro Tsukada
  8. 3. Victor Stasi, Livia Malatesta
  9. 4. Taro Tsukada, Satoshi Aso
  10. 5. Victor Stasi, Taro Tsukada
  11. 6. Taro Tsukada, Sandro Cavalcanti
  12. 7. Victor Stasi, Taro Tsukada, Anna Hawk
  13. 8. Victor Stasi, Livia Malatesta
  14. 9. Sandro Cavalcanti, Anna Hawk
  15. 10. Victor Stasi, Taro Tsukada
  16. 11. Victor Stasi, Roberto Bonera
  17. 12. Taro Tsukada, Sandro Cavalcanti
  18. 13. Victor Stasi, Satoshi Aso, Chimiro Edogawa
  19. 14. Taro Tsukada
  20. 15. Victor Stasi, Satoshi Aso
  21. 16. Taro Tsukada, Anna Hawk
  22. 17. Victor Stasi
  23. 18. Chimiro Edogawa
  24. 19. Victor Stasi
  25. 20. Taro Tsukada
  26. 21. Victor Stasi, Roberto Bonera, Livia Malatesta
  27. 22. Taro Tsukada, Chimiro Edogawa
  28. 23. Victor Stasi, Livia Malatesta, Anna Hawk
  29. 24. Taro Tsukada
  30. 25. Livia Malatesta
  31. 26. Taro Tsukada, Sandro Cavalcanti
  32. 27. Victor Stasi
  33. 28. Taro Tsukada, Chimiro Edogawa
  34. 29. Victor Stasi, Livia Malatesta
  35. 30. Chimiro Edogawa
  36. 31. Victor Stasi, Anna Hawk
  37. 32. Chimiro Edogawa
  38. 33. Roberto Bonera, Marco Visconti Presicce
  39. 34. Victor Stasi, il Fantasma, Satoshi Aso
  40. 35. Taro Tsukada, Chimiro Edogawa, Satoshi Aso
  41. 36. Victor Stasi, Taro Tsukada, Anna Hawk
  42. 37. Taro Tsukada, Chimiro Edogawa
  43. 38. Victor Stasi, Roberto Bonera, Livia Malatesta, il Fantasma, Anna Hawk
  44. 39. Sandro Cavalcanti, Marco Visconti Presicce
  45. 40. Victor Stasi, Taro Tsukada
  46. 41. Taro Tsukada
  47. 42. Victor Stasi, il Fantasma
  48. 43. Taro Tsukada, Victor Stasi
  49. 44. Victor Stasi, il Fantasma, Ayame Iwasaki
  50. 45. Taro Tsukada, Victor Stasi, Anna Hawk, Ayame Iwasaki, il Fantasma, Chimiro Edogawa
  51. 46. Victor Stasi, Anna Hawk, Jiro Hamao
  52. 47. Taro Tsukada, Victor Stasi
  53. 48. Roberto Bonera, Livia Malatesta
  54. 49. Chimiro Edogawa
  55. 50. Victor Stasi, Chimiro Edogawa
  56. 51. Victor Stasi, Anna Hawk
  57. EPILOGO. Chimiro Edogawa
  58. I RACCONTI DI. SEGRETISSIMO
  59. Copyright