La Scuola
eBook - ePub

La Scuola

Ex cattedra. Fuori registro. Sottobanco. Solo se interrogato

  1. 480 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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La Scuola

Ex cattedra. Fuori registro. Sottobanco. Solo se interrogato

Informazioni su questo libro

Qual è la sostanza della scuola italiana? Quali rituali, frasi fatte, disfunzioni, tic resistono per corridoi e aule? Come interagiscono professori e ragazzi? Chi per anni ha raccontato la scuola in maniera lieve con un malinconico retrogusto che lascia un po' d'amaro, è Domenico Starnone, che è stato a lungo insegnante. Lo ha fatto a partire dal suo esordio letterario, Ex cattedra, libro ormai di culto: la cronaca di un anno scolastico registrata da un docente che annota la quotidiana lotta, la quotidiana complicità tra alunni confusi e insegnanti amareggiati. Seguono le confessioni di Fuori registro, quattordici istantanee cosí realistiche da sembrare assurde. C'è poi la scuola di Sottobanco, che racconta uno scoppiettante scrutinio di fine anno. E infine il repertorio di Solo se interrogato, dove il difficile compito dell'insegnante viene ricostruito attraverso memorie di quando si è stati studenti, storie di vita quotidiana ed esercizi di immaginazione. La scuola è un piccolo scrigno che conserva momenti di un lavoro lungo e appassionato: quello che Starnone ha svolto nelle aule e quello che ha fatto scrivendo per il piacere di narrare e per amore dell'istruzione pubblica.

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Informazioni

Editore
EINAUDI
Anno
2022
Print ISBN
9788806252861
eBook ISBN
9788858439135

Sottobanco

1992

Personaggi

VERA BACCALAURO, professoressa di ragioneria
MATTOZZI, sacerdote, professore di religione
COZZOLINO, professore di lettere
ALINOVI, professoressa di storia dell’arte
CIRROTTA, doppiolavorista
IL PRESIDE, professore di matematica
MORTILLARO, professore di francese
Voce della professoressa Serino, morta in cattedra
Pomeriggio. Una palestra che funge anche da sala professori. Vera Baccalauro libera un banco da una borsa nuova di zecca gettandola in un angolo, poi si avvicina con disagio ai cassetti. Deve prendere il registro. È in ansia per il cassetto aperto della defunta collega Serino, situato proprio sopra il suo. Si fa coraggio: spalanca il suo cassetto, prende il registro e chiude quello della Serino. Contemporaneamente si apre la porta della palestra. Vera è gelata dallo spavento. Entra Mattozzi.
MATTOZZI Baccalauro, lo senti questo cattivo odore? (Vera non gli dà retta. Va disponendo le sue cose: il registro, le penne, il diario di classe, un panino, una lattina di birra e, desolata, un biberon) Non se ne può piú di stare qua dentro. Dove s’è visto mai? La sala professori in palestra! «Solo quindici giorni e poi tornate in sala professori», ci aveva giurato il preside. Altro che quindici giorni! Oggi fanno esattamente tre mesi da quando siamo stati deportati in questo posto. Intanto cos’è cambiato? Niente. In sala professori continua a piovere acqua gialla dal soffitto. (Vera adesso è visibilmente infastidita dal cattivo odore. Si tappa il naso. È chiaro che è Mattozzi a puzzare) Non lo senti anche tu questo cattivo odore?
BACCALAURO Da quando sei entrato tu sí.
MATTOZZI Io invece lo sentivo già da prima. Sono le tubature che sono vecchie. Ci sono perdite anche in segreteria. Del resto – siamo giusti – il preside che ci può fare?
BACCALAURO (sempre piú infastidita comincia a lavorare. Mattozzi non smette di parlare e le impedisce di concentrarsi) Astarita Giovanni. Uno, due, tre assenze. Piú cinque nel primo quadrimestre fanno otto. Tre interrogazioni: una con quattro, una con sei, una con sette. Sei in media. Avari Silvana: cinque assenze nel primo quadrimestre. Piú sette nel secondo, dodici assenze. Interrogazioni: impreparata, cinque, sei meno meno. Che faccio con questa? Allo scritto ha quattro, sei e quattro e mezzo. Metto cinque? O no?
MATTOZZI (estrae dal suo cassetto scarpe da ginnastica e comincia a slacciarsi le scarpe) Si sa come vanno le cose. Il preside scrive alla provincia e la provincia risponde: l’acqua gialla non è di mia competenza, rivolgersi al comune. (Si avvicina zoppicando, con una scarpa al piede e una in mano, a Vera che lo scansa tappandosi il naso. Poi torna accanto alla cassettiera e, sempre monologando, calza le scarpe da ginnastica. Ripone le sue nel cassetto) Di conseguenza scrive al comune e il comune risponde: io non c’entro, è colpa della provincia. Il preside allora scrive a noi: «Per favore non rovinate il linoleum. Quando entrate in palestra mettetevi le scarpe da ginnastica». Ti pare che per colpa della provincia e del comune mi levo e mi metto le scarpe ogni volta che vado e vengo?
BACCALAURO Per carità.
MATTOZZI Sono cattolico, mica musulmano. Ci vuole la pazienza di Nostro Signore Gesucristo.
BACCALAURO (continua il suo lavoro, a voce molto alta, in polemica con Mattozzi che seguita a parlare) Benelli Liliana: tredici assenze nel primo quadrimestre. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto. Otto nel secondo quadrimestre. Otto piú tredici fanno ventuno. Totale assenze: ventuno. (Addenta di tanto in tanto il suo panino)
MATTOZZI L’altra volta ho scansato una pallonata per miracolo. Stavo finendo al creatore come la collega Serino. (Vera si interrompe di colpo) Pace all’anima sua. (Mattozzi comincia a frugare nel cassetto della collega morta. Vera inorridisce) Ma che venga di qua questo cattivo odore? È morta da cinque mesi e nessuno è passato ancora a ritirare le sue cose. (Estrae oggetti) Caramelle. Una spazzola. E c’è pure un suo capello. E il suo registratore. (Il registratore è difettoso: si sente la voce della defunta Serino. Vera urla)
VOCE DI SERINO Attenzione, ragazzi. Oggi impariamo i nomi delle prealpi. Ripetete con me: ma con gran pena le reca giú. Marittime, Cozie, Graie, Pennine…
MATTOZZI (spegne il registratore) È difettoso: come lo tocchi parte. Serino non era piú la donna energica di una volta. Fin da quando insegnava alle medie, aveva preso l’abitudine di registrare tutte le sue lezioni. Negli ultimi tempi, quando non si sentiva bene, avviava il registratore e pensava ai fatti suoi. Riposi in pace.
BACCALAURO Zitto, Mattozzi, e chiudi il loculo! Non si può lavorare! (Mattozzi fa cenni di scusa e si siede accanto alla cassettiera. Estrae dal suo cassetto un panino ben farcito e comincia a mangiare con buon appetito)
BACCALAURO Cardini Marco: te lo raccomando, questo. Uno due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci undici dodici tredici quattordici quindici sedici. Bravo Cardini: sedici assenze nel secondo quadrimestre. Piú dieci nel primo. Totale assenze: ventisei. Ventisei assenze su quarantadue lezioni effettive. (Dà un altro morso al suo panino) Mattozzi, c...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. La scuola
  4. Ex cattedra
  5. Fuori registro
  6. Sottobanco
  7. Solo se interrogato
  8. Il libro
  9. L’autore
  10. Dello stesso autore
  11. Copyright