Quello che manca
eBook - ePub

Quello che manca

  1. 304 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Quello che manca

Informazioni su questo libro

Un viaggio è l'occasione per superare un momento difficile: Costanza lo spera quando parte da New York per una vacanza a Firenze. Qui, nella città in cui ha vissuto i giorni piú felici della sua infanzia, incontra Andrew, diciassettenne sensibile e brillante, e suo padre Henry, un carismatico medico newyorkese specialista in fecondazione assistita. Un figlio, una verità, un amore: a ognuno dei tre protagonisti manca qualcosa. Sarà proprio il bisogno di colmare quel vuoto a trascinarli in un vertiginoso turbine di eventi. E a unirli per sempre.Una delle esperienze piú strazianti che una donna possa provare sulla soglia dei quarant'anni è scoprire che non può diventare madre. Rassegnatasi all'idea, Costanza Ansaldo, traduttrice italoamericana, decide di prendere una pausa dalla sua vita newyorkese per una vacanza a Firenze, città in cui ha trascorso i giorni piú felici della sua infanzia. Alla Pensione Ricci Costanza incontra Andrew Weissman, fotografo diciassettenne sensibile e brillante. Il ragazzo soffre per la fine della sua prima storia d'amore e per l'atteggiamento del fratello maggiore, da tempo assente e distaccato. Con Costanza condivide passeggiate, pranzi in trattoria e confidenze; nonostante la differenza d'età, in quei giorni fiorentini tra i due si crea un'intesa speciale. Ma l'armonia di questa amicizia si rompe quando Henry, il padre di Andrew, incontra Costanza. Avvenente e carismatico, Henry è un'istituzione della fecondazione assistita a New York ed è in Italia per una serie di conferenze. Henry è subito affascinato da Costanza; l'attrazione è reciproca e la gelosia di Andrew inevitabile. In autunno i tre si ritrovano a New York, e quella che sembrava un'effimera avventura estiva si trasforma in un travolgente turbinío di eventi inaspettati e desideri riaccesi, mentre Costanza, Henry e Andrew cercano di comprendere - e colmare - quello che manca nelle loro vite, che sia un figlio, la verità sulle proprie origini o l'amore. Dalle strade luminose di Firenze, agli eleganti edifici di Manhattan, fino alle magnifiche coste della Liguria, Michael Frank accompagna i suoi personaggi in un accidentato percorso sentimentale fatto di segreti, passioni, ossessioni alla scoperta di cosa significa essere genitori ed essere figli, e di quel bisogno naturale e imprescindibile di amare ed essere amati.

Scelto da 375,005 studenti

Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.

Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.

Informazioni

Editore
EINAUDI
Anno
2020
Print ISBN
9788806244248
eBook ISBN
9788858433966
Argomento
Literature

Tre mesi dopo

L’autunno a New York. Era la combinazione spazio-temporale che Henry Weissman preferiva. La sua stagione, nella sua città, quando il cielo, spazzata via la foschia estiva, pareva creare una tonalità di azzurro completamente nuova. La luce autunnale a New York aveva qualcosa di limpido che Henry percepiva anche stando a letto, anche quando il sole cominciava a fare capolino all’orizzonte. Ripensò a un racconto di Čechov in cui lo stato mentale di un personaggio era paragonato a una casa dove venivano sostituiti i vetri a tutte le finestre vecchie, rotte, e sporche. In passato Henry aveva provato una sensazione simile, ma erano anni che il vetro non gli sembrava pulito e trasparente come in quest’autunno.
Tutto ciò spinse Henry ad alzarsi dal letto con uno slancio che non provava da settimane, ma in cuor suo sapeva in realtà che quel senso di attesa dipendeva solo dal fatto che quella sera avrebbe cenato con Costanza. L’avrebbe rivista per la prima volta dopo Firenze, per la prima volta da quando avevano fatto l’amore nella stanza di lei alla Pensione Ricci.
Negli ultimi tre mesi aveva rivissuto quella notte piú di una volta nella sua mente, rivisitandola per la sua intensità e per la sua stranezza e per convincersi che non l’aveva sognata. In vari momenti, negli ultimi tre mesi, aveva creduto che fosse stato solo un sogno, ma non questa mattina. Vedeva chiaramente lui e Costanza davanti alla porta della camera, che si baciavano. E poi sottovoce. «Henry, ho paura». «Non devi aver paura». «Forse stiamo correndo troppo. E mi è già capitato di correre troppo». «Ti è già capitato… con tuo marito?» «Non solo con lui». «Ma se c’è un sentimento, un sentimento ricambiato?» Lei teneva in mano la chiave della stanza. Si era messa a giocherellare con la rigida nappa azzurra, accarezzando e sistemando i fili della frangia. Poi aveva infilato la chiave nella toppa e aveva aperto. Erano entrati. Lei si era girata verso di lui e aveva cominciato a tremare. Ma non per il freddo, era impossibile avere freddo in quella calda e afosa serata fiorentina. «Tutto a posto?» le aveva chiesto lui, e lei aveva risposto: «Abbracciami» e lui l’aveva abbracciata. Lei tremava ancora. Avevano finito per sedersi cosí abbracciati, per poi distendersi l’uno accanto all’altra, sul letto. Lei continuava a tremare mentre lui le accarezzava i capelli e le passava una mano lungo la schiena. «Possiamo rimanere stesi cosí, – le aveva detto lui, – se è quello che preferisci». Lei aveva scosso la testa, poi si era tirata su a sedere, si era tolta la camicetta, e aveva slacciato il reggiseno. Dopo essersi rivelata a lui aveva smesso di tremare. Per qualche istante Henry l’aveva guardata e basta. Poi le aveva baciato il collo, le spalle, il petto. Lei gli aveva slacciato la cintura, gli aveva tirato giú la lampo e gli aveva infilato la mano tra le cosce. Gli aveva tirato fuori il pene e se l’era messo in bocca. L’audacia di questo gesto l’aveva turbato quanto il tremore di poco prima. Non avrebbe mai immaginato che lei si sarebbe soffermata sulla base del suo pene, leccandoglielo e inumidendoglielo con la lingua fino a farlo tremare di un piacere cosí intenso che aveva avuto paura di venirle in bocca. Non avrebbe mai immaginato che sarebbe stata in grado di capire il momento giusto per fermarsi permettendo a lui di liberarsi dei pantaloni e delle mutande, mentre lei si sfilava la gonna rivelando un paio di slip sorprendentemente minuscoli. Non avrebbe mai immaginato che lei gli avrebbe preso la mano portandosela tra le gambe, ora per guidarla, ora per dargli il permesso di agire liberamente, o semplicemente per fargli vedere quanto era bagnata. Non avrebbe mai immaginato che lei avrebbe detto: «Ti voglio dentro di me» con tanta chiarezza, o che a questa dichiarazione sarebbe seguito un lungo bacio in cui lui aveva sentito… ardore. Tutta quella danza di parole che si erano scambiati bevendo e cenando insieme era come confluita in quel bacio.
In quel singolo bacio e nel sesso che avevano fatto dopo. E anche il sesso era stata lei a dirigerlo. Si era tirata Henry addosso, e quando lui era dove lei voleva che fosse, lei gli aveva passato le mani tra i peli del petto e poi giú, attorno al pene. Lo aveva preso tra le mani come per accoglierlo e addomesticarlo allo stesso tempo. Lo aveva guidato dentro il suo corpo, e solo allora aveva lasciato che fosse Henry a prendere il comando. Lui aveva cominciato lentamente, con cautela. Era entrato e uscito, facendola bagnare ancora di piú. Poi, quando aveva cominciato, con circospezione, ad andare piú a fondo, lei aveva ripreso a guidare l’azione. Gli aveva affondato le mani nella schiena, schiacciando forte, portandolo piú vicino, piú dentro fino a fargli dimenticare dov’era. Henry non sapeva piú se era lui a essere dentro di lei o lei dentro di lui. I loro sessi erano uniti, bagnati, elettrici.
Lei era venuta per prima. Aveva buttato la testa indietro e aveva chiuso gli occhi emettendo un verso lungo che diventava piano piano sempre piú acuto.
Anche lui aveva chiuso gli occhi. Si era accorto che lei aveva ripreso a tremare, stavolta però il tremore sembrava venirle da dentro. Quel suo tremore, l’orgasmo di Costanza, avevano portato anche lui a raggiungere l’orgasmo, con il cuore che gli batteva fortissimo e una vampata di sudore che gli ricopriva tutto il corpo.
Erano rimasti in silenzio per una decina di minuti. Poi lei aveva detto: – Non ho mai fatto l’amore cosí con mio marito. Non so che cos’è stato.
– Non credo di saperlo nemmeno io.
A entrambi dormire era sembrata la strada piú facile.
Costanza aveva dormito con i capelli sparsi sul cuscino, come i petali di un fiore esotico. Questa era stata l’associazione che Henry aveva fatto quando si era svegliato alle tre di notte, stordito e disorientato. Lentamente i suoi occhi si erano adattati alla flebile luce azzurrognola; si era soffermato a inalare l’odore di sudore e sperma secco mescolato a sapone e profumo, e finalmente aveva focalizzato: era a letto con Costanza. Erano andati a letto insieme alcune ore prima, e adesso l’intera città era placida e ferma; sicuramente tutti nella pensione (compreso Andrew, aveva pensato en passant) erano sprofondati nel sonno. Ma Henry no. Lui era sveglio. Sperava che non lo sarebbe rimasto fino alla mattina. Non sarebbe stato in grado di reggere una delle sue nottate insonni in stato di iperattività, proprio quella notte.
Aveva guardato il viso sul cuscino accanto al suo e aveva pensato: è davvero possibile? Era possibile. Henry aveva sentito nella pancia, nei testicoli, e nel cervello che correva all’impazzata, una sorta di speranza nei confronti della vita che non provava piú da quando Judith se n’era andata. Anzi, da prima. Da molto prima. Da quando lui e Judith si erano messi insieme.
Nel sonno, la faccia di Costanza era impenetrabile. E lui ne era grato. La sua irraggiungibilità era l’unica possibilità che Henry aveva per tornare lui stesso a dormire. Si era girato dall’altra parte, si era tirato le lenzuola sulle spalle e aveva cercato di smettere di pensare. Sorprendentemente, aveva funzionato.
Quando Henry si era svegliato, Costanza si era già alzata, ed era impegnata a trasferire i vestiti piegati dai cassetti nella valigia. Era in accappatoio e teneva i capelli raccolti e tirati indietro. Probabilmente si era fatta la doccia, ma Henry non l’aveva sentita.
– Buongiorno, – le aveva detto.
Dietro le persiane una forte luce gialla aspettava di essere liberata. Costanza le aprí.
– Buongiorno.
Henry aveva strizzato gli occhi e aveva fatto un gesto con la mano come a dire «Cosa sta succedendo?»
– Scusami, ma devo prepararmi per il viaggio. Tra due ore devo prendere un treno. Questa settimana arriva mia cugina Cristina da Monaco di Baviera. Da quando sono in Italia non sono ancora mai andata a casa. Avevo già organizzato le cose… prima.
Adesso le scarpe, in un angolo diverso del bagaglio.
– Questo è tutto?
Costanza aveva annuito.
Lui si era tirato su appoggiandosi su un gomito. – Ci baciamo come ci siamo baciati, ci tocchiamo come ci siamo toccati, e tu pensi a fare le valigie?
– Mi aspettano settimane difficili. Mia mad…
– E quindi non ci diciamo niente? Non decidiamo niente?
Lei gli aveva passato i pantaloni. – Ti scriverò, Henry, e tu scriverai a me. In questo momento non sono in grado di fare di piú.
Non gli aveva detto «Quella è la porta», ma era un po’ come se l’avesse fatto.
Henry, sbalordito, si era infilato i pantaloni, poi la camicia. Si era fermato sulla soglia. – Non posso andarmene senza dirti che ho bisogno di rivederti.
– Mi rivedrai.
Lo aveva salutato con un bacio, sulla guancia.
E questo era stato tutto. Lei comunque gli aveva scritto. Non e-mail: lettere. La prima, spedita da Recco, lo aspettava a New York quando era rientrato dalla Toscana. Gli suggeriva di rispondere al suo indirizzo della Fifth Avenue; gli diceva che, non sapendo nemmeno lei dove sarebbe stata nei mesi seguenti, «avrebbe provveduto» a farsi recapitare qualunque cosa lui le avesse spedito. Tutte le sue lettere arrivavano senza timbro o francobollo; Henry aveva dedotto che Costanza aveva «provveduto» a farle viaggiare tra l’Italia e New York tramite FedEx o qualcosa di simile, per farle poi consegnare da un fattorino, se non addirittura a mano, al suo appartamento. Non sapeva come interpretare tutto questo. Aveva detto che il segretario di suo marito aveva ancora delle questioni da sbrigare con l’eredità. Ma forse aveva anche qualcosa a che fare con il modo in cui quelle lettere gli venivano recapitate.
Costanza gli aveva scritto del periodo trascorso con sua madre, che, come previsto, non era stato facile, e delle sue capatine in altri posti in Italia, da amici e parenti. Lui le aveva parlato del resto del suo viaggio, del ritorno a New York, degli ultimi cicli di FIVET di fine estate che seguiva nella clinica dove esercitava. Dietro tutti questi racconti circostanziati, da parte di Henry, c’era una viva curiosità che doveva cercare di reprimere. Dimostrando un insolito autocontrollo, era riuscito a non rivelare esplicitamente i suoi pensieri. Era riuscito perfino a non chiederle quando sarebbe tornata a New York. Era chiaro perfino a uno come Henry che con Costanza era meglio trattenersi, fare meno, mentre la sua naturale tendenza l’avreb...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Quello che manca
  4. Dieci mesi prima
  5. Tre mesi dopo
  6. Nove mesi dopo
  7. Il libro
  8. L’autore
  9. Dello stesso autore
  10. Copyright

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Scopri come scaricare libri offline
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 990 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Scopri la nostra missione
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Scopri di più sulla funzione di sintesi vocale
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS e Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app
Sì, puoi accedere a Quello che manca di Michael Frank, Federica Aceto in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Literature e Literature General. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.