Il nome del vento
eBook - ePub

Il nome del vento

  1. 792 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Informazioni su questo libro

"Ero distante solo due dozzine di piedi, lo vedevo perfettamente nella luce del tramonto. La sua spada era pallida ed elegante, tagliava l'aria con un suono freddo. La sua bellezza quella perfetta della porcellana. Era un Chandrian, un distruttore, e aveva appena massacrato la mia famiglia." Per ritrovare quella mostruosa creatura e vendicare la sua famiglia, Kvothe è pronto a tutto. Costretto ad affrontare la fame e qualsiasi tipo di pericolo, il ragazzo sente crescere dentro di sé un potere magico che lo porterà all'Accademia, una spietata scuola di magia in cui nessun errore è permesso. Ma chi resiste ai duri anni dell'apprendistato poi sarà in grado, forse, di affrontare i propri spietati nemici e gli incubi peggiori.

E Kvothe ora è pronto a vendicare il popolo nomade di attori con cui è cresciuto, massacrati insieme ai genitori dai demoni Chandrian, è pronto a diventare quello che sarà: potente mago, abile ladro, maestro di musica e spietato assassino, l'eroe che ha ispirato migliaia di leggende.

Patrick Rothfuss ha scritto una saga completamente differente dalle altre - ha detto Orson Scott Card: "Un Harry Potter senza concessioni agli aspetti infantili, più cupo, un romanzo complesso ma con uno strano tocco di dolcezza e una leggerezza segreta che creano un mondo epico mai visto".

Il Nome del Vento, il primo volume della trilogia "Le Cronache dell'Assassino del Re", è stato pubblicato nel 2007 negli Stati Uniti e, nello stesso anno, ha vinto il Quill Award per il miglior libro fantasy, consacrando Rothfuss tra i maestri contemporanei del genere.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Il nome del vento di Patrick Rothfuss, Gabriele Giorgi in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2016
Print ISBN
9788804665854
eBook ISBN
9788852076930
SETTANTADUE

Tumurcalle

DENNA GIRÒ A SINISTRA invece che a destra quando uscì dalla stanza. Da principio pensai che fosse disorientata, ma quando giunse a una scaletta di servizio, capii che stava cercando di andarsene senza passare per la sala comune. Trovò la porta che dava sul vicolo, ma era ben chiusa.
Perciò ci dirigemmo verso l’uscita principale. Non appena entrammo nella sala comune, fui assolutamente consapevole dell’attenzione di tutti concentrata su di noi. Denna si mosse dritta verso la porta principale, con la lenta determinazione di una nube temporalesca.
Eravamo quasi alla porta quando l’uomo dietro il bancone gridò: «Ehi! Dico!».
Gli occhi di Denna guizzarono di lato, nervosamente. La sua bocca si contrasse in una linea sottile e continuò a camminare in direzione della porta, come se non avesse sentito.
«Mi occuperò io di lui» dissi piano. «Aspettami. Sarò fuori tra un secondo.»
Mi diressi verso il punto dove stava il barista corrucciato. «È lei il tuo familiare, allora?» chiese. «Il conestabile ha detto che può andare?»
«Pensavo che non volessi saperne nulla» dissi.
«No di certo. Ma ha usato la stanza e consumato dei pasti e ho dovuto chiamare il dottore per farla rattoppare.»
Gli rivolsi uno sguardo duro. «Se c’è un dottore in questa città che vale più di mezzo penny, allora sono il Re di Vint.»
«Sono fuori di mezzo talento in totale» insistette. «Le bende non sono gratis e l’ho fatta assistere da una donna per aspettare che si svegliasse.»
Dubitavo decisamente che fosse fuori di metà di quella cifra, ma certo non volevo guai con il conestabile. In verità non volevo nessun genere di ritardo. Date le abitudini di Denna, ero preoccupato che, se l’avessi persa di vista per più di un minuto, sarebbe scomparsa come nebbia al mattino.
Presi cinque jot dal borsellino e li sparpagliai sul bancone. «Gli sciacalli traggono profitto dalle pestilenze» dissi aspramente, e me ne andai.
Provai una ridicola sensazione di enorme sollievo quando vidi Denna che attendeva fuori, appoggiata contro il palo per i cavalli. I suoi occhi erano chiusi e aveva il viso inclinato verso il sole. Sospirò di contentezza e si voltò in direzione del suono dei miei passi che si avvicinavano.
«Era poi così male?» chiesi.
«All’inizio erano piuttosto gentili» ammise Denna, facendo un gesto col suo braccio bendato. «Ma c’era questa vecchia che continuava a controllarmi.» Si accigliò e si ravviò all’indietro i lunghi capelli neri, offrendomi una chiara visuale del livido violaceo che si estendeva dalla sua tempia fino all’attaccatura dei capelli. «Conosci il tipo, una zitella col bustino stretto con la bocca a culo di gallina.»
Scoppiai a ridere, e l’improvviso sorriso di Denna fu come il sole che fa capolino da dietro una nuvola. Poi il suo viso si fece nuovamente scuro mentre proseguiva. «Continuava a rivolgermi quello sguardo. Come per dire che avrei dovuto avere la decenza di morire con tutta l’altra gente. Come se fosse colpa mia.» Denna scosse il capo. «Ma era meglio di quegli altri vecchi. Il conestabile mi ha messo una mano sulla gamba!» Rabbrividì. «È venuto anche il podestà, coccolandomi come se gliene importasse, ma in realtà voleva solo assillarmi con le domande. Cosa ci facevi lì? Cos’è successo? Cos’hai visto?»
Lo sdegno nella voce di Denna mi fece rimangiare le mie stesse domande così in fretta che quasi mi morsi la lingua fra i denti. È nella mia natura porre interrogativi, per non parlare del fatto che l’intero scopo della mia folle corsa fra le colline era investigare su ciò che era accaduto.
Tuttavia, il tono nella voce di Denna mise in chiaro che in quel momento non era dell’umore adatto a dare risposte. Scrollai la spalla per aggiustare la mia sacca da viaggio più in alto e mi sovvenne qualcosa. «Aspetta. Le tue cose. Le hai lasciate tutte su in camera.»
Denna esitò per un istante. «Non penso che ci fosse nulla di mio lì» osservò, come se il pensiero non le fosse neanche passato per la testa prima.
«Sei sicura di non voler tornare indietro a controllare?»
Lei scosse il capo risoluta. «Me ne vado quando non sono gradita» disse in modo pratico. «Tutto il resto posso procurarmelo lungo il cammino.»
Denna cominciò a camminare lungo la strada e io mi accostai a lei. Svoltò per una stretta via laterale che si dirigeva a ovest. Superammo una vecchia che stava appendendo un Uomo-storto fatto di fasci d’avena. Indossava un rozzo cappello di paglia e un paio di pantaloni di iuta. «Dove siamo diretti?»
«Devo vedere se le mie cose sono giù alla fattoria Mauthen» disse lei. «Dopo di ciò sono aperta ai suggerimenti. Dove avevi in programma di andare prima di trovarmi?»
«Onestamente, ero diretto alla fattoria Mauthen io stesso.»
Denna mi rivolse uno sguardo di traverso. «E va bene. La fattoria è solo circa un miglio fuori città. Possiamo arrivarci e avere a disposizione ancora mezza giornata.»
Il territorio attorno a Trebon era impervio, per lo più densa foresta spezzata da tratti di terreno roccioso. Poi la strada svoltava un angolo ed ecco un perfetto campicello di grano dorato al riparo fra gli alberi o nascosto in una valle circondata da sporgenze rocciose. Contadini e braccianti punteggiavano i campi, coperti di fieno e muovendosi con la lenta stanchezza che deriva dal sapere di avere davanti a sé molte altre ore di lavoro.
Avevamo camminato soltanto per un minuto quando udii un familiare scalpitio di cavalli dietro di noi. Mi voltai e vidi un carretto che procedeva sobbalzando lentamente su per la strada. Denna e io ci scostammo verso la boscaglia, dato che la strada era larga a malapena per il carretto. Un ossuto contadino stanco ci osservò con sospetto da dove sedeva, ingobbito sulle redini.
«Siamo diretti alla fattoria Mauthen» gli urlò Denna mentre si avvicinava. «Vi dispiacerebbe darci un passaggio?»
L’uomo ci guardò torvo, poi fece un cenno col capo verso il retro del carro. «Sono diretto oltre il vecchio Tumurcalle. Dovrete proseguire da soli da lì.»
Denna e io ci arrampicammo e ci sedemmo rivolti all’indietro sull’assicella, coi piedi che dondolavano oltre il bordo. Non era molto più veloce che camminare, ma eravamo entrambi contenti di non andare a piedi.
Proseguimmo in silenzio. Denna ovviamente non voleva discutere della faccenda alla presenza del contadino. E io ero grato di avere un momento per ripensare a tutto quanto. Avevo progettato di dire qualsiasi menzogna fosse necessaria per ottenere le informazioni che stavo cercando. Denna complicava le cose. Non volevo mentire a lei, ma allo stesso tempo non potevo rischiare di dirle troppo. L’ultima cosa che volevo era convincerla che ero pazzo, raccontandole folli storie sui Chandrian…
Perciò proseguimmo in silenzio. Era bello anche solo stare vicino a lei. Non pensereste che una ragazza bendata e con un occhio nero possa essere bella, ma Denna lo era. Adorabile come la luna: non impeccabile, forse, ma perfetta.
Il contadino parlò, interrompendo le mie fantasticherie. «Ecco Tumurcalle.»
Mi guardai intorno per cercare le calle, ma non riuscii a vederne. Il che era un peccato, dato che dove c’erano delle calle ci sarebbe stata dell’acqua e non mi sarebbe dispiaciuto berne una fresca sorsata o darmi una lavata. Ore di dura cavalcata mi avevano lasciato sudato e con una puzza di cavallo addosso.
Ringraziammo il contadino e balzammo giù dal retro del carretto. Denna fece strada, lungo il sentiero sterrato che serpeggiava avanti e indietro su per il fianco della collina, fra gli alberi e l’occasionale affioramento di consumata roccia scura. Denna sembrava procedere in modo più saldo di quando avevamo lasciato la taverna, ma teneva gli occhi sul terreno, scegliendo i passi con ponderata cautela come se non si fidasse del proprio equilibrio.
Mi sovvenne un pensiero improvviso. «Ho ricevuto il tuo messaggio» dissi, tirando fuori il pezzo di carta piegato da una tasca del mio mantello. «Quando me l’hai lasciato?»
«Quasi due cicli fa.»
Feci una smorfia. «L’ho ricevuto solo ieri notte.»
Lei annuì fra sé. «Ci ho pensato quando non ti sei più fatto vivo. Ho creduto che potesse essere caduto o aver preso dell’acqua ed essere diventato illeggibile.»
«È solo che ultimamente non ho usato la finestra.»
Denna scrollò le spalle con noncuranza. «È stato sciocco da parte mia pensare che l’avresti fatto, davvero.»
«Ho pensato di lasciartelo sotto il cuscino» aggiunse lei «ma volevo essere sicura che fossi l’unico a trovarlo.»
«Chi altri potrebbe trovare qualcosa nel mio letto?»
Denna mi rivolse un’occhiata schietta.
«Penso tu stia sopravvalutando la mia popolarità» dissi con tono più distaccato possibile, tentando di non arrossire.
Cercai di pensare a qualcosa da aggiungere, qualcosa che potesse spiegare quello che poteva aver visto quando Fela mi aveva dato il mantello all’Eolian. Non riuscii a pensare a nulla. «Mi dispiace di aver mancato il nostro pranzo.»
Denna alzò lo sguardo divertita. «Deoch ha detto che sei rimasto intrappolato in un incendio o qualcosa del genere. Mi ha detto che sembravi decisamente in uno stato pietoso.»
«Mi sentivo in uno stato pietoso» concordai. «Più per te che per l’incendio.»
Lei roteò gli occhi. «Sono certa che sei stato terribilmente costernato. Ma mi hai fatto un favore in un certo senso. Mentre ero seduta lì… da sola… a struggermi…»
«Ho detto che mi dispiace.»
«… un anziano gentiluomo è venuto a presentarsi. Abbiamo parlato, ci siamo conosciuti…» Si strinse nelle spalle e mi guardò di traverso, quasi timidamente. «Da allora mi vedo con lui. Se le cose continuano senza intoppi, penso che sarà il mio mecenate prima che termini l’anno.»
«Davvero?» dissi, il sollievo che mi si riversava addosso come acqua fresca. «Ma è stupendo, ed era ora. Chi è?»
Lei scosse il capo, i capelli scuri che le ricadevano attorno al viso. «Non posso dirlo. Le cose stanno procedendo lentamente. È ossessionato dalla riservatezza. Non mi ha detto il suo nome per più di un ciclo. Anche ora non so se quello che mi ha dato sia reale.»
«Se non sei sicura di chi sia in realtà» dissi lentamente «come fai a sapere che è un gentiluomo?»
Era una domanda sciocca. Sapevamo entrambi la risposta, ma lei rispose lo stesso. «Denaro. Vestiti. Portamento.» Scrollò le spalle. «Anche se è solo un ricco mercante, sarà comunque un buon mecenate.»
«Ma non uno eccellente. Le famiglie di mercanti non hanno la stessa stabilità…»
«… e i loro nomi non portano lo stesso peso.» Finì con...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. NOME DEL VENTO
  4. Ringraziamenti
  5. Storia editoriale de Il Nome del Vento di Betsy Wollheim
  6. I Quattro Angoli della Civiltà
  7. PROLOGO: Un silenzio in tre parti
  8. UNO: Un posto per i demoni
  9. DUE: Una bella giornata
  10. TRE: Legno e parola
  11. QUATTRO: Sulla strada per Newarre
  12. CINQUE: Messaggi
  13. SEI: Il prezzo di ricordare
  14. SETTE: Sugli inizi e i nomi delle cose
  15. OTTO: Ladri, eretici e prostitute
  16. NOVE: Sul carro con Ben
  17. DIECI: Alar e diverse pietre
  18. UNDICI: Il vincolo del ferro
  19. DODICI: Pezzi di puzzle combaciano
  20. TREDICI: Interludio – Carne e sangue
  21. QUATTORDICI: Il nome del vento
  22. QUINDICI: Divertimenti e addii
  23. SEDICI: Speranza
  24. DICIASSETTE: Interludio – Autunno
  25. DICIOTTO: Strade per posti sicuri
  26. DICIANNOVE: Dita e corde
  27. VENTI: Da mani insanguinate a pugni doloranti
  28. VENTUNO: Seminterrato, pane e secchio
  29. VENTIDUE: Un giorno per i demoni
  30. VENTITRÉ: La ruota infuocata
  31. VENTIQUATTRO: Come le ombre stesse
  32. VENTICINQUE: Interludio – Desideroso di ragioni
  33. VENTISEI: Il ritorno di Lanre
  34. VENTISETTE: I suoi occhi senza velo
  35. VENTOTTO: L’occhio vigile di Tehlu
  36. VENTINOVE: Le porte della mia mente
  37. TRENTA: La Rilegatura Rotta
  38. TRENTUNO: La natura della nobiltà
  39. TRENTADUE: Rame, calzolai e foglie
  40. TRENTATRÉ: Un mare di stelle
  41. TRENTAQUATTRO: Ancora da imparare
  42. TRENTACINQUE: Le strade si separano
  43. TRENTASEI: Meno talenti
  44. TRENTASETTE: Occhietti vispi
  45. TRENTOTTO: Simpatia in Complesso
  46. TRENTANOVE: Abbastanza corda
  47. QUARANTA: Sui corni
  48. QUARANTUNO: Sangue di un amico
  49. QUARANTADUE: Senzasangue
  50. QUARANTATRÉ: La luce tremolante
  51. QUARANTAQUATTRO: Il vetro che brucia
  52. QUARANTACINQUE: Interludio – Racconti da taverna
  53. QUARANTASEI: Il mutevole vento
  54. QUARANTASETTE: Spine
  55. QUARANTOTTO: Interludio – Un silenzio di tipo diverso
  56. QUARANTANOVE: La natura delle creature selvatiche
  57. CINQUANTA: Negoziati
  58. CINQUANTUNO: Catrame e stagno
  59. CINQUANTADUE: Consumarsi
  60. CINQUANTATRÉ: Lenti cerchi
  61. CINQUANTAQUATTRO: Un posto da infiammare
  62. CINQUANTACINQUE: Fiamma e tuono
  63. CINQUANTASEI: Mecenati, donzelle e metheglin
  64. CINQUANTASETTE: Interludio – Le parti di cui siamo fatti
  65. CINQUANTOTTO: Nomi per iniziare
  66. CINQUANTANOVE: Tutta questa consapevolezza
  67. SESSANTA: Fortuna
  68. SESSANTUNO: Somaro, Somaro
  69. SESSANTADUE: Commiati
  70. SESSANTATRÉ: Camminare e parlare
  71. SESSANTAQUATTRO: Nove nel fuoco
  72. SESSANTACINQUE: Scintilla
  73. SESSANTASEI: Volatile
  74. SESSANTASETTE: Una questione di mani
  75. SESSANTOTTO: Il mutevole vento
  76. SESSANTANOVE: Vento o capricci delle donne
  77. SETTANTA: Segni
  78. SETTANTUNO: Strana attrazione
  79. SETTANTADUE: Tumurcalle
  80. SETTANTATRÉ: Meiali
  81. SETTANTAQUATTRO: Pietra miliare
  82. SETTANTACINQUE: Interludio – Obbedienza
  83. SETTANTASEI: Le abitudini di accoppiamento del draccus comune
  84. SETTANTASETTE: Sporgenze
  85. SETTANTOTTO: Veleno
  86. SETTANTANOVE: Dolci parole
  87. OTTANTA: Toccare ferro
  88. OTTANTUNO: Orgoglio
  89. OTTANTADUE: Rover, frassino…
  90. OTTANTATRÉ: Ritorno
  91. OTTANTAQUATTRO: Tempesta improvvisa
  92. OTTANTACINQUE: Mani contro di me
  93. OTTANTASEI: Il fuoco stesso
  94. OTTANTASETTE: Audacia
  95. OTTANTOTTO: Interludio – Cercando
  96. OTTANTANOVE: Un pomeriggio piacevole
  97. NOVANTA: Case semicostruite
  98. NOVANTUNO: Una preda da cacciare
  99. NOVANTADUE: La musica che suona
  100. EPILOGO: Un silenzio in tre parti
  101. Postfazione di Jo Walton
  102. Nota dell’autore
  103. I semi dell’impero
  104. Il calendario aturiano
  105. Le valute di Temerant
  106. Pronuncia
  107. Copyright