Introduzione. Personale e sociale
1. Ringrazio Pratik Kanjilal e Antara Dev Sen per avere scelto e curato i vari saggi.
2. Fortunatamente per me, ogni due anni ho il piacere di tenere a Harvard un corso sulla teoria della scelta sociale in collaborazione con quel formidabile teorico che è Eric Maskin – un piacere che di recente è stato completato dal corso sul «ragionamento con modelli matematici» che ho tenuto insieme a Maskin in collaborazione con il grande matematico Barry Mazur. Quest’ultimo corso superiore, seguito da studenti talentuosi e trascinanti, è stato organizzato congiuntamente dai dipartimenti di Matematica e di Economia di Harvard.
3. Fui tentato di dare al Museo la bilancia che avevamo usato per registrare il peso di quei bambini al fine di effettuare confronti fra i due sessi: mi sentivo, infatti, scandalosamente fiero del fatto di essermi dovuto assumere l’onere di quel compito tutte le volte che il morso di dentini infantili dissuadeva il mio assistente – finii per diventare l’esperto locale dell’arte di pesare senza farsi mordere.
4. Sul punto rimando al libro che ho scritto con Jean Drèze, Una gloria incerta. L’India e le sue contraddizioni, trad. it. Milano, Mondadori, 2014.
5. Ashok Rudra, Emergence of the Intelligentsia as a Ruling Class in India, in «Economic and Political Weekly», vol. XXIV, 3 (21 gennaio 1989).
6. Preparando per il «New York Times» un pezzo in cui si parlava di Una gloria incerta, Gardiner Harris mi ha domandato: «Perché i giornali dicono che lei appoggia le politiche economiche dell’UPA, se invece continua ad attaccarle?». Forse non sono riuscito a offrire ad Harris una spiegazione soddisfacente, ma ho l’impressione che per qualcuno chi assume posizioni critiche nei riguardi della National Democratic Alliance (NDA) a guida BJP debba per forza essere un sostenitore dell’UPA e dei suoi programmi economici.
7. Su questo punto rimando a Drèze e Sen, Una gloria incerta, cit., cap. VI: «La crisi della sanità indiana». Sulla necessità di un approccio interdisciplinare allo studio della povertà, cfr. anche Deepa Narayan, Measuring Empowerment: Crossdisciplinary Perspectives, Washington, World Bank, 2005.
L’India attraverso i suoi calendari
1. Cfr. The Oxford Companion to the Year, a cura di Bonnie Blackburn e Leofranc Holford-Stevens, Oxford, Oxford University Press, 1999, p. 664.
2. Cfr. M.N. Saha e N.C. Lahiri, History of the Calendar (1955), New Delhi, Council of Scientific and Industrial Research, 1992.
3. Cfr. Saha e Lahiri, History of the Calendar, cit., pp. 252-253. Cfr. anche S.N. Sen e K.S. Shukla, History of Astronomy in India, New Delhi, Indian National Science Academy, 1985, p. 298.
4. Pierre-Simon de Laplace, Compendio di storia dell’astronomia, trad. it. in Opere, a cura di Orietta Pesenti Cambursano, Torino, UTET, 1967, pp. 570-571.
5. Sul punto cfr. O.P. Jaggi, Indian Astronomy and Mathematics, Delhi, Atma Ram, 1986, cap. 1.
6. E.M. Forster, Nine Gems of Ujjain, in Abinger Harvest (1936), Harmondsworth, Penguin Books, 1974, pp. 324-327.
7. Cfr. Irfan Habib (a cura di), Akbar and His India, Delhi, Oxford University Press, 1997.
Si tratta solo di giocare
1. George Ifrah, From One to Zero, New York, Viking, 1985.
2. Gita Mehta, Il gioco delle scale e dei serpenti, trad. it. di Sandro d’Alessandro, Milano, Frassinelli, 1998, p. XI.
3. Ṛgveda. Le strofe della sapienza, trad. it. di Saverio Sani, Venezia, Marsilio, 2000, p. 203.
4. C. Panduranga Bhatta, Dice-Play in Sanskrit Literature, Delhi, Amar Prakashan, 1985, p. 1.
5. W. Shakespeare, Come vi piace, trad. it. di Attilio Carapezza, in W. Shakespeare, Tutte le commedie, Milano, Bompiani, 2015, vol. II, p. 1709.
Contro l’imposizione dell’angusto
1. Delle questioni poste dalle diverse idee di «identità indiana» ho provato a occuparmi nella mia seconda Dorabji Tata Memorial Lecture, tenuta a Nuova Delhi il 26 febbraio 2001. Cfr. Amartya Sen, L’altra India: la tradizione razionalista e scettica alle radici della cultura indiana, trad. it. di Gianni Rigamonti, Milano, Mondadori, 2005.
2. Per una vigorosa esposizione della teoria della «scoperta» nella prospettiva comunitarista cfr. Michael Sandel, Il liberalismo e i limiti della giustizia, trad. it. di Savino D’Amico, Milano, Feltrinelli, 1994.
3. Pierre Bourdieu, Sociology in Question, London, SAGE, 1993, pp. 160-161.
4. V.S. Naipaul, Nel sud, trad. it. di Marco Papi, Milano, Mondadori, 1989, p. 33.
5. Ho toccato alcuni di questi temi nella mia British Academy Lecture del 2000, intitolata Other People. Il testo completo è consultabile all’indirizzo http://www. britac.ac.uk/events/archive/other_people.cfim.
6. Ho affrontato la questione in Reason before Identity, Oxford-New Delhi, Oxford University Press, 1999. L’ho poi trattata diffusamente in Identità e violenza, trad. it. di Fabio Galimberti, Roma-Bari, Laterza, 2006.
7. Derek Walcott, Lontano dall’Africa, in Mappa del nuovo mondo, trad. it. di Barbara Bianchi, Gilberto Forti e Roberto Mussapi, Milano, Adelphi, 1992, p. 33.
8. Della peculiare rilevanza che i conflitti d’identità assumono nella cultura e nella vita politica dei Caraibi ho trattato nella mia Eric Williams Memorial Lecture, Identity and Justice, Trinidad, 23 marzo 2001. La lezione è stata poi pubblicata in The Face of Man, Volume 2: The Dr. Eric Williams Memorial Lectures 1993-2004, Republic of Trinidad and Tobago, Central Bank of Trinidad and Tobago, n.d.
La fame
1. Heinrich Heine, Il libro dei canti, trad. it. di Amalia Vago, Torino, Einaudi, 1983, p. 133.
2. M.S. Swaminathan, Bridging the Nutritional Divide: Building Community Centred Nutrition Security System, in «The Little Magazine: Hunger», vol. 2, 6 (2001).
3. Cfr. al riguardo S.R. Osmani, Hunger in South Asia: A Study in Contradiction, e Peter Svedberg, Hunger in India: Facts and Challenges, entrambi in «The Little Magazine: Hunger» (2001). Cfr. anche P. Svedberg, Poverty and Undernutrition: Theory, Measurement and Policy, Oxford, Clarendon Press and Oxford University Press, 2000.
4. Di quanto un insufficiente livello di discussione pubblica possa influire sull’elaborazione e la persistenza di strategie pubbliche errate ci siamo occupati Jean Drèze e io nel nostro India: Economic Development and Social Opportunity (1995) e nella successiva monografia, India: Development and Participation, New Delhi, Oxford University Press, 2002.
5. Ho provato a trattare questi fondamentali aspetti in Poverty and Famines: An Essay on Entitlement and Deprivation, Oxford, Clarendon Press, 1981.
6. Osmani, Hunger in South Asia, cit. Cfr. anche il suo Poverty...