La rivoluzione dimagrante
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La rivoluzione dimagrante

La mia filosofia alimentare per dimagrire senza contare le calorie

  1. 240 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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La rivoluzione dimagrante

La mia filosofia alimentare per dimagrire senza contare le calorie

Informazioni su questo libro

«Mi chiamo Alberico Lemme, per il popolo dei "ciccioni" dr. Lemme. Nel 2000 ho fondato Filosofia Alimentare®, un pensiero controcorrente e avanguardista in cui è un paradosso a regolare il meccanismo dimagrante: bisogna mangiare per dimagrire! Mangiare in chiave biochimico-ormonale, perché io, grazie alle mie conoscenze e studi in Farmacia, uso il cibo come se fosse un farmaco. È così che, a oggi, sono riuscito a far dimagrire, al ritmo di 10 chili al mese, almeno 14 mila persone, e a guarirle dall'obesità, dal diabete mellito di tipo 2, dall'ipertensione, dalla bulimia e da tutte quelle patologie legate alla cattiva alimentazione. Senza farmaci, senza tisane, senza attività fisica, semplicemente mangiando a sazietà cibi comuni. Ho insegnato loro che l'uso delle calorie nella dietologia medica ufficiale è ridicolo, una corbelleria, perché l'uomo non è una stufa, non brucia il cibo, lo metabolizza! Ho smontato pezzo per pezzo gli ultimi cent'anni di dietologia medica che, a suon di diete ipocaloriche e attività fisica, ha popolato il mondo di ciccioni.» Reso famoso da molteplici provocazioni, tra cui la ormai celebre "pastasciutta a colazio­ne", Alberico Lemme espone finalmente in un libro il suo metodo e fornisce gli strumenti, sia teorici che pratici, affinché ciascun paziente diventi "dietologo di se stesso" e impari ad associare i diversi alimenti per curarsi e rimanere in forma, mangiando a sazietà. Inclusa una sezione di menu consigliati (sia per vegetariani che per chi ama la carne o il pesce) per mettere subito alla prova i benefici della dieta Lemme.

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2016
Print ISBN
9788804672791
eBook ISBN
9788852077197
1

Il nuovo paradigma: dalle calorie agli ormoni

Prima di cominciare hai letto la Premessa? Se non l’hai fatto, leggila e poi prosegui. Sono il dr. Lemme. Ho scatenato una rivoluzione in campo medico-scientifico, e non solo. Ho cambiato il paradigma che dominava da cent’anni la dietologia medica.
Vi spiego che cos’è il paradigma. È un modello scientifico, un insieme di leggi e teorie condivise che definiscono una visione del mondo universalmente accettata in una data epoca. Quando diventano troppe, o troppo urgenti, le domande a cui non si riesce a dare risposta restando all’interno di quel paradigma, è giunto il momento di cambiarlo.
Vi faccio qualche esempio. Nelle scienze naturali è stato un cambio di paradigma il passaggio dal sistema tolemaico al sistema copernicano. Copernico dimostrò che non era la Terra ma il Sole al centro dell’Universo. Non fu tacciato di eresia solo perché il suo libro venne pubblicato nell’anno della sua morte con una prefazione anonima che precisava che il sistema descritto era semplicemente un modello matematico e non voleva rappresentare la realtà. Se nel momento in cui state leggendo questo libro io fossi già morto, vi invito pertanto a diffidare della prefazione.
“Ho scatenato una vera e propria rivoluzione in campo medico-scientifico”
Un altro esempio di cambiamento di paradigma fu il passaggio, con Darwin, dal creazionismo alla teoria dell’evoluzione. In tempi più recenti la fisica quantistica di Planck ha ridefinito la fisica meccanica classica.
Quando un nuovo paradigma scientifico ne rimpiazza un altro, incontra sempre diffidenze e resistenze, ma l’evoluzione va avanti lo stesso. Io ho fronteggiato un plotone di medici, industriali, politici e gente comune pronto a farmi guerra. Ho avuto conferma di essere nel giusto. Come dico sempre io: “Non si può fermare il vento con le mani”. Tantomeno con le querele. Io ne ho una collezione, e ne sono sempre uscito vincitore. Vi siete accorti che in campo dietologico la scienza è ferma da oltre cent’anni? Ho finalmente scardinato gli assunti base della dietologia ufficiale che si poggiano su precetti errati, inesatti, persino ridicoli, ma che da un secolo dettano legge mietendo sempre più vittime. Ho cambiato il paradigma: “Dalle calorie agli ormoni”.
Vi faccio un quadro della situazione. Ancora oggi, quando, consapevoli di essere ciccioni, andate dal medico dietologo per risolvere il problema, ne uscite sempre con lo stesso foglietto in mano, dove è scritta la dieta da 1200 calorie. Certo, ve lo consegna tutto compunto dopo aver letto gli asterischi delle vostre analisi, aver decretato che avete i trigliceridi e il colesterolo alti, avervi chiesto se anche i vostri nonni erano sovrappeso e aver scrupolosamente indagato con plicometri e strumenti impedenziometrici l’esatta percentuale di grasso del vostro corpo… Ma dalla stampante esce sempre lo stesso triste foglio. Colazione da 200 calorie con latte scremato e un biscotto secco oppure due fette biscottate con un velo di marmellata. Pranzo da 400 calorie con 80 grammi di pasta al pomodoro, un’insalata condita con mezzo cucchiaino d’olio e così via. Nei calcoli vi vengono in aiuto preziose tabelle che riempiono pagine e pagine di libri e riviste indicando per ogni alimento l’apporto calorico. Inoltre, grazie al regolamento dell’Unione europea n. 1169/2011, nelle etichette commerciali dei prodotti alimentari potete ora trovare il contenuto calorico espresso in chilocalorie e chilojoule (che demenzialità! Il joule – simbolo J – è l’unità di misura dell’energia e del lavoro!).
Un consiglio che i medici dietologi non si dimenticano mai di darvi per far quadrare il bilancio calorico è praticare attività fisica: tre piani di scale al posto dell’ascensore valgono 10 calorie.
Tutto questo è demenziale.
Vi siete mai chiesti che cos’è la caloria? La caloria è l’unità di misura dell’energia termica. Ciò significa che i cibi vengono considerati per il loro potere calorico, cioè per la quantità di energia termica che possono fornire quando vengono bruciati, quando vengono interessati da un processo di combustione a cielo aperto, cioè, per intenderci, su un tavolo.

IL FALSO MITO DELLE CALORIE

Come si fa a calcolare che una mela corrisponde a 40 calorie? La mela è composta per lo più da glucidi, cioè carboidrati, cioè zuccheri. Per prima cosa viene essiccata, cioè disidratata, privata dell’acqua (che non brucia). Poi la si mette in un contenitore, che si chiama “calorimetro”, insieme a una certa quantità di ossigeno. Si brucia l’alimento disidratato che libera calore. Il contenitore è circondato da acqua. Un termometro misura la variazione di temperatura dell’acqua. Una chilocaloria (kcal) è la quantità di calore necessaria per elevare da 14,5 °C a 15,5 °C un litro (= 1000 grammi) d’acqua. Il valore calorico di un alimento corrisponde quindi alla quantità di calore, espressa in kcal per grammo, che è in grado di liberare in una combustione a cielo aperto.
Supponiamo che bruciando 1 grammo di mela disidratata (corrispondente a 10 grammi di mela al naturale) la temperatura dell’acqua salga di 4 °C: è l’aumento corrispondente a 4 kcal (= 4000 cal). Ciò significa che 1 grammo di mela disidratata equivale a 4 kcal.
Il valore calorico di un alimento viene misurato introducendone una quantità (E), pesata con esattezza (A), allo stato secco o disidratato, nel piattello di platino. Nell’ambiente, che è saturo di ossigeno, l’alimento viene completamente ossidato sotto la pressione di una scintilla nella cella della bomba calorimetrica (B). Questa è contenuta in un cilindro (C) pieno d’acqua, mantenuta in movimento da un agitatore (D). Il termometro (T) rileva l’aumento di temperatura.
Il valore calorico di un alimento viene misurato introducendone una quantità (E), pesata con esattezza (A), allo stato secco o disidratato, nel piattello di platino. Nell’ambiente, che è saturo di ossigeno, l’alimento viene completamente ossidato sotto la pressione di una scintilla nella cella della bomba calorimetrica (B). Questa è contenuta in un cilindro (C) pieno d’acqua, mantenuta in movimento da un agitatore (D). Il termometro (T) rileva l’aumento di temperatura.
Anche bruciando 1 grammo di carne di pollo disidratata la temperatura dell’acqua sale di 4 °C, quindi anche 1 grammo di carne di pollo equivale a 4 kcal.
Eppure tutti possono constatare come, a parità di calorie liberate nella combustione, alimenti diversi, quando ingeriti, scaturiscano effetti metabolici differenti nel nostro organismo: se mangiate, per esempio, un tortino alle mele (zuccheri) la cui etichetta nutrizionale riporta 400 calorie il giorno dopo pesate di più; se invece mangiate carne di pollo (proteine) per un equivalente sempre di 400 calorie, il giorno dopo pesate di meno. Riflettete: avete introdotto lo stesso numero teorico di calorie.
Le proteine hanno però stimolato in voi un effetto dimagrante. Sappiate che la differenza è data dalla diversa interazione ormonale che scatenano i due tipi di alimenti.
L’energia termica prodotta con la combustione corrisponderebbe, secondo questi soloni, a quella messa a disposizione nel nostro organismo dall’alimento una volta ingerito, energia che se non bruciamo si trasformerà in grasso. Ora, mi spiegate dov’è la fiammella nel nostro corpo? Il nostro corpo non è una stufa, non brucia, metabolizza. Se la questione fosse davvero così semplice, ribadisco, non si spiega perché se mangiate le 150 calorie di un cannoncino alla crema ingrassate, ma se mangiate le 150 calorie di una fetta di petto di tacchino dimagrite. Dovete prendere coscienza del fatto che il vostro sangue non trasporta calorie, ma molecole di cibo che una volta ingerite vanno a stimolare una precisa produzione ormonale che, a sua volta, attiva o disattiva specifici enzimi metabolici.
È dal 2000 che urlo ai quattro venti che la caloria è una bufala e bisogna considerare gli ormoni stimolati dal cibo e la loro azione sinergica, ovvero il loro lavoro di squadra. Nel 2008 ho creato una casa editrice per poter pubblicare il mio libro L’uomo che sussurrava ai ciccioni. I segreti di Filosofia Alimentare – dr. Lemme, e scrivere senza censure come stavano le cose. “Non ha scoperto niente di nuovo” è stata la risposta dei medici dietologi, quelli che si sono degnati di prendere una posizione. E hanno ragione, perché tutti i concetti riportati nel mio libro, dalla glicemia agli ormoni, al pool enzimatico, ai ritmi circadiani, si trovano spiegati in qualsiasi testo di biochimica. Il fatto è che loro, ancorati al vecchio paradigma, non hanno saputo cambiare punto di vista, abbandonare la caloria e servirsi della chiave di lettura dell’azione ormonale per vedere in quelle leggi biochimiche la risposta. Solo partendo da questa prospettiva è possibile esplorare il meraviglioso mondo della biochimica alimentare e capire quali sono i reali meccanismi che decidono se un cibo ci farà dimagrire o ci farà ingrassare, ammalare o guarire o, addirittura, se lo stesso cibo deciderà di fare l’una o l’altra cosa a seconda dei livelli ormonali presenti in quel momento.
“Dov’è la fiammella nel nostro corpo? Il nostro corpo non brucia, metabolizza”
Mi accusano, in ogni occasione, di non essere un medico ma un farmacista e quindi di non poter parlare a ragion veduta di alimentazione, quando invece è proprio questa la vostra fortuna. Io considero il cibo come se fosse un farmaco. In forza di ciò, probabilmente sono proprio i medici dietologi che non possono parlare di dietologia. Io ne ho pieno titolo, a fronte di quello che sto per spiegarvi in questo libro, grazie alla ricerca svolta e anche alla preparazione che mi ha dato proprio la laurea in Farmacia. La farmacologia è la branca della biologia che studia come le sostanze chimiche interagiscono con gli organismi viventi. Vi riporto la definizione di Wikipedia di “farmaco”, che non si discosta molto da quella della Treccani:
“La caloria è una bufala. Bisogna considerare l’azione sinergica degli ormoni stimolati dal cibo”
Qualsiasi sostanza ad attività biologica, sia essa dotata di proprietà terapeutiche e non, che abbia la capacità di modulare funzioni fisiologiche preesistenti, alterando lo stato funzionale del sito d’azione su cui agisce, viene definita farmaco.
Il cibo è quindi a pieno titolo un farmaco. Con lo stesso approccio farmacologico con cui ho studiato i processi di sintesi chimica cui il farmaco è sottoposto dall’organismo dalla sua assunzione alla sua eliminazione, ho analizzato come i vari tipi di cibo producessero stimolazioni ormonali ed enzimatiche, e i conseguenti effetti sull’organismo. Si è aperto un mondo pieno di affascinanti rivelazioni e qualche sorpresa. Nelle università di Medicina è previsto solo un esame di biochimica medica al secondo anno, evidentemente poi se ne dimenticano. La vera rivoluzione è proprio questa: usare il cibo come se fosse un farmaco.
“Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo.” Chi l’ha detto? Lo affermava proprio lui, Ippocrate (460 a.C. ca - 370 a.C. ca), 2500 anni fa, guarda caso un medico, anzi il padre della medicina, quello a cui ancora oggi i medici iscritti all’albo prestano giuramento prima di iniziare la professione.
Pare che i medici si siano dimenticati di questo grande consiglio, mentre io l’ho applicato alla lettera.
Come semplice immediata conseguenza, il sogno di potersi curare con il cibo diventa una realtà. Io insegno alle persone che vengono da me per curarsi a guarire con il cibo non solo dall’obesità, ma anche dal sovrappeso, dalla cellulite, dall’ipertensione, dal diabete di tipo 2, dalla bulimia, ecc.
Nessuno si prenderebbe mai la briga di calcolare quante calorie ha un’aspirina o un antibiotico, quello che si va a vedere è l’effetto biochimico che hanno sul metabolismo. È iniziata una nuova era, una rivoluzione è in atto e il punto di non ritorno è già stato superato. Potete decidere di restare seduti sul divano e osservare cosa succede, gridare all’eresia mentre il vostro girovita aumenta, oppure potete cavalcare l’onda e restare sulla cresta, imparare a curarvi con il cibo per essere uomini sani, magri e, soprattutto, liberi.
“Con Filosofia Alimentare insegno a usare il cibo come un farmaco”
2

Le patologie legate all’alimentazione: numeri e costi

Mi piacerebbe presentarmi al prossimo talk show televisivo, dove mi invitano per far salire l’audience, con le tasche piene di quei bei foglietti ricchi di statistiche che in genere i politici portano con sé per suscitare scandalo sulla spesa pubblica che un determinato fenomeno implica.
Nel sito ufficiale del ministero della Salute trovate i dati aggiornati relativi all’obesità in Italia. Dopo averci ricordato che è causata da stili di vita scorretti (alimentazione ipercalorica e inattività fisica) ci dicono che
rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica a livello mondiale sia perché la sua prevalenza è in costante e preoccupante aumento … sia perché è un importante fattore di rischio per varie malattie croniche, quali diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari e tumori.
Il sito riporta poi i dati raccolti nel 2010 dal sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende sanitarie per la salute in Italia): nel nostro Paese il 32 per cento degli adulti è sovrappeso, mentre l’11 per cento è obeso. In totale, oltre quattro adulti su dieci (42 per cento) sono in eccesso ponderale, cioè ciccioni (dati del 2010). Siamo nel 2016 e questi dati sono già sensibilmente aumentati.
L’ultimo studio che hanno finan...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. La rivoluzione dimagrante
  4. Premessa
  5. 1. Il nuovo paradigma: dalle calorie agli ormoni
  6. 2. Le patologie legate all’alimentazione: numeri e costi
  7. 3. Ci vogliono tutti malati
  8. 4. Dieci luoghi comuni da sfatare
  9. 5. I principi base di Filosofia Alimentare
  10. 6. Insulina, glucagone e molti altri ormoni
  11. 7. Cos’è la ciccia
  12. 8. Il pool enzimatico
  13. 9. I ritmi circadiani
  14. 10. Sniffare i cibi ingrassa
  15. 11. Mangia in chiave biochimica, pensa positivo
  16. 12. Il cibo come farmaco
  17. 13. La malattia
  18. 14. Perché le diete degli altri falliscono
  19. 15. Omega-3, omega-6 ed eschimesi
  20. 16. La via crucis del ciccione
  21. 17. Le etichette ingannevoli
  22. 18. Noi ci nutriamo di luce
  23. 19. A disposizione del ministero della Pubblica istruzione e del ministero della Salute
  24. Epilogo
  25. Appendice. I menu (quello che a voi interessa)
  26. E non finisce qui…
  27. Copyright