Ufo e Vaticano
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Ufo e Vaticano

  1. 300 pagine
  2. Italian
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  4. Disponibile su iOS e Android
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Ufo e Vaticano

Informazioni su questo libro

Il tema degli UFO e degli extraterrestri è sempre più di attualità e di interesse per il pubblico mondiale, ormai ben consapevole che le Autorità, a difesa dello status quo, volutamente ignorano o negano i fatti, temendo le reazioni delle masse di fronte alla realtà che non siamo soli nell'universo. Di più: da tempo immemorabile la Terra è visitata da intelligenze superiori ed estranee. Ma non è più possibile ingannare la gente. Chi lo ha compreso meglio dei timorosi contesti politici e dei loro enti di intelligence è la Chiesa, che dagli anni Cinquanta ha discretamente cominciato a preparare i fedeli a una nuova realtà teologica e storica. Questo libro lo documenta con rigore e precisione, indicando la via verso una Chiesa veramente cattolica e universale, fondata su concetti tradizionali perfettamente conciliabili sia con il Cristianesimo sia con la scienza d'avanguardia che guarda al futuro e oltre la Terra.

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2016
Print ISBN
9788804665434
eBook ISBN
9788852077371
1

Gli alieni oggi: soggetti di diritto e possibili vicini

Gli esseri umani sono soli nell’universo? La gente, in particolare i giovani, si è ormai convinta dell’esistenza degli alieni. In un sondaggio condotto nel 2015 dalla società di ricerche di mercato YouGov la maggioranza degli intervistati negli Stati Uniti, Regno Unito e Germania ha affermato di credere che la vita intelligente sia «là fuori». Il 56% dei tedeschi, il 54% degli americani e il 52% dei britannici ritengono che esista da qualche parte nel cosmo una forma di vita aliena in grado di comunicare con noi. Crescono sempre di più, dunque, coloro che credono in forme di vita intelligente fuori dal nostro pianeta.
Sebbene la maggioranza degli intervistati si dica convinta che gli alieni esistono, nel Regno Unito in particolare le risposte sono più caute quando si chiede se gli esseri umani dovrebbero tentare di contattarli. Tra gli inglesi intervistati, il 46% ritiene che un messaggio debba essere inviato nello spazio sperando che raggiunga esseri intelligenti; un altro 33% non vuole inviare messaggi e il 21% si è detto indeciso.
Tra quelli che affermano di credere in un’intelligenza aliena e chi dice di non credere o di non essere sicuro, gli scettici sono la minoranza: solo il 12% dei tedeschi, il 22% degli americani e il 20% dei britannici ha detto di non credere che esista vita intelligente fuori dalla Terra.
Nel sondaggio viene anche domandato come mai, secondo gli intervistati, gli extraterrestri non ci abbiano ancora contattato. Più della metà del campione, il 58%, ha risposto che gli alieni intelligenti sono troppo lontani per contattare la Terra. Il 57% concorda con l’idea che la tecnologia umana non sia abbastanza avanzata per comunicare con altre civiltà.
Tra coloro che credono agli alieni, il 24% ritiene che essi ci abbiano già trovato ma che abbiano scelto di non raggiungerci. Il 17% crede poi che gli alieni siano già qui, ma che i governi abbiano fatto un sistematico cover up, nascondendo la verità.
Gli uomini sono più propensi a credere negli alieni rispetto alle donne, e anche più propensi a dire che l’umanità dovrebbe cercare gli extraterrestri su altri pianeti e contattarli (il 54%).
Resta il fatto che in generale, rispetto ai sondaggi precedenti, aumentano vistosamente in valore assoluto le persone che credono agli alieni.
E voi? Dove vi collocate?
Certo, va tenuto presente che altri soggetti sulla scena del cosmo comportano anche altri problemi. Problemi giuridici, per esempio. E non è cosa da poco.
In Italia il compianto avvocato Pompeo Magno è stato accademico, docente, direttore dell’International Institute of Space Law, presidente del Conseil International du Droit Spatial, presidente dell’Istituto italiano di Diritto spaziale e delegato italiano all’ONU per le questioni spaziali. Il testo di cui riportiamo di seguito alcuni passi, da lui realizzato su suggerimento delle Nazioni Unite all’inizio degli anni Sessanta, non ha minimamente perso la sua attualità e originalità e ha ricevuto il plauso e l’apprezzamento degli ambienti competenti in Occidente come pure in Russia. La persistente sensibilità accademica per l’argomento, nel progressivo diffondersi della convinzione scientifica dell’esistenza di civiltà extraterrestri, conferma l’importanza del tema e le sue sconvolgenti, potenziali implicazioni future. Come ha scritto infatti Pompeo Magno:
Dobbiamo, arditamente e responsabilmente, prospettarci fin d’ora alcune questioni che appare urgente risolvere subito, prima del primo incontro. Tali questioni sono: allo stato attuale delle conoscenze umane, si può escludere o ammettere l’esistenza di esseri extraterrestri?
Di quali caratteristiche, esteriori e interiori, dovranno essere dotati?
Su quali basi dovranno essere regolati i nostri rapporti con tali esseri? …
La nostra ricerca invece non si limita all’accertamento della possibilità dell’esistenza in altri corpi celesti di elementi biologici o anche di esseri animati. Il diritto, come anche la teologia e la filosofia, deve necessariamente spingersi oltre: e, accertata la possibilità scientifica dell’esistenza di vita fuori della Terra, deve compiere ulteriori esami e discriminazioni tra gli organismi dotati di vita e ancora tra gli esseri animati. …
La teologia e la filosofia dovranno compiere grandi e ardui studi per riconoscere a essi la qualità di creature simili a noi, dotati di anima e di vita ultraterrena.
In concomitanza, il diritto (e particolarmente il diritto spaziale) dovrà accertare se gli ipotetici esseri debbano essere considerati soltanto oggetto di diritti o veri e propri soggetti di diritto. …
Venendo ai nostri giorni, rimosso ogni ostacolo oscurantista o tradizionale, pensatori, scienziati e studiosi di ogni ramo si sono sempre più occupati della ammissibilità di vita qualificata su altri corpi celesti.
La stessa Chiesa cattolica, dai cui principi alcuni avevano tratto argomenti ostativi, ha invece dato al problema una soluzione possibilistica positiva.
L’Enciclopedia Cattolica, edita in Vaticano e portatrice del pensiero ufficiale della Chiesa, alla voce “abitabilità dei mondi”, trattando espressamente dell’aspetto religioso della questione, così si esprime:
«Intorno alla questione della abitabilità dei mondi nulla di categorico afferma la dottrina cattolica; sotto quest’aspetto, resta quindi piena la libertà di opinione e di discussione. Si trovano, infatti, filosofi e scienziati cattolici, i quali propendono a considerare abitati se non tutti, una parte almeno degli astri; altri che, negando l’abitabilità dei mondi per il presente, la ritengono tuttavia probabile in un avvenire più o meno prossimo, quando i singoli astri avranno raggiunto il grado di evoluzione e trasformazione richiesto a soddisfare le esigenze dell’uomo quanto all’atmosfera, all’ambiente, al nutrimento, ecc. Appunto com’è avvenuto per la Terra, che non prese ad albergare l’uomo se non dopo molti secoli di esistenza …
«Né la pluralità dei mondi abitati metterebbe in pericolo il dogma della redenzione. Storicamente Gesù Cristo si è immolato sulla Terra; si obietta, ora, se anche gli altri astri fossero abitati, come avrebbero potuto quegli uomini conoscere il mistero e parteciparne gli effetti? Anche qui la risposta è semplice: ammesso pure che anche presso gli abitanti degli altri mondi avesse avuto luogo una defezione dell’ubbidienza a Dio, come avvenne per Adamo, come si potrebbe asserire che la mano di Dio onnipotente si sia abbreviata così da non trovare anche per essi un modo di redenzione? Tanto più che “Deus per suam omnipotentem virtutem poterai humanam naturam multis aliis modis reparare” (Sum. Theol, I, q. 1) anche per rispetto alla Terra. …
«Concludendo: il giorno in cui la scienza riuscisse a provare che anche in altri pianeti vicini o lontani o in altre stelle, vi sono esseri ragionevoli come noi, la filosofia spiegherà l’origine di quegli uomini allo stesso modo che per gli uomini terreni; ricorrendo, cioè, all’argomento della causalità, che postula un Essere creatore. E la teologia ci inviterà a magnificare ancora di più la grandezza, la bontà, la prodigalità infinita di Dio». …
Ai fini della nostra ricerca e dell’individuazione degli esseri extraumani noi possiamo assumere criteri simili a quelli già usati per distinguere gli esseri umani dagli altri esseri viventi sulla Terra. In altri termini, noi riconosceremo la qualifica di esseri extraumani a quegli eventuali esseri viventi fuori del nostro pianeta, i quali siano dotati delle caratteristiche interiori che sulla Terra li farebbero riconoscere come esseri umani. …
L’invito alla riflessione, alla prudenza e alla cauta attesa non basta: la sorpresa, il timore, l’emozione potrebbero essere fatali. È necessario invece che specie i giovani, e in particolare quelli che per la loro attività saranno più esposti a tali eventualità, vengano preparati, dottrinalmente e spiritualmente, e sappiano preventivamente come regolarsi. …
Sarà possibile trovare criteri e norme di coesistenza, o almeno di contatti?
Date le premesse, non è possibile che il “Diritto astrale” (così abbiamo chiamato la dottrina che studia ed elabora i futuri rapporti tra uomini ed extraterrestri) recepisca complessi di norme già formulati da altri rami del diritto e applicati sulla Terra.
Occorre invece che la raccolta e la disamina dei singoli principi giuridici e poi delle rispettive norme applicatrici avvengano partendo dallo stato vergine, con una accurata selezione di ogni principio, uno per uno.
In questo lavoro, che ricalca e rinnova i criteri dell’opera filosofica di Cartesio, tutti gli studiosi del diritto spaziale potranno portare il loro costruttivo contributo.
Un principio giuridico che, imposto dalla sua forza morale e conseguente alle necessità della convivenza, ha una portata universale, è il principio del neminem laedere (nessuno deve danneggiare gli altri). …
Altri principi giuridici potranno essere tratti da quell’insieme di esigenze, basate sul valore originale e fondamentale della persona, cui corrispondono i cosiddetti “diritti naturali”: quali il diritto all’integrità morale e fisica, alla libertà, all’autonomia, alla difesa, eccetera. …
Le prospettive che si aprono al diritto astrale sono immense.
Ma ci conforti, nell’ardua via, il pensiero e l’incitamento dei pontefici romani.
Nella notissima enciclica papale Pacem in terris leggiamo che per tutti gli esseri umani è un dovere adeguare, tra gli altri, anche gli ordinamenti giuridici alle dimensioni proprie dell’era dell’atomo e delle conquiste spaziali: «haec namque omnia aetas nostra desiderai, qua homines, post individua corpora inventa, caelique spatia perrupta, vias rimantur novas a infinita prope spectantes» (S.S. Giovanni XXIII – Pacem in terris – V, 5).
E il pontefice S.S. Paolo VI nel suo primo messaggio al mondo del 21 giugno 1963, così ci esorta: «L’epoca nuova, che le conquiste spaziali hanno aperto alla umanità, sarà singolarmente benedetta dal Signore se gli uomini sapranno veramente riconoscersi come fratelli, prima che competitori, e edificare l’ordine del mondo nel santo timore di Dio, nel rispetto della sua legge, nella luce soave della carità e della mutua collaborazione».
Il pionieristico testo di Pompeo Magno getta dunque sul tappeto un problema di fondo. E cioè il fatto che in futuro non potremo ignorare il problema di altri eventuali esseri intelligenti nel cosmo. I quali, piaccia o no ai nostri Codici, comunque sono e restano dei «soggetti di diritto» a tutti gli effetti con cui dover necessariamente interagire.
Alcuni scienziati della University of California hanno più recentemente formulato un’ipotesi insolita che suggerisce che degli alieni simili a noi avrebbero vissuto sulla Terra per un lungo periodo di tempo nascondendosi all’occhio della gente in modo da esercitare non visti la loro attività di osservatori. Naturalmente, non ci sono prove assolute di questa presenza aliena sulla Terra, ma è stato considerato che secondo varie fonti antiche, compresa la Bibbia, il nostro pianeta sarebbe stato visitato da rappresentanti di civiltà extraterrestri fin dalle sue origini.
Il loro aspetto, molto simile a quello degli esseri umani, avrebbe permesso e permetterebbe loro di non farsi riconoscere e di condurre in incognito una «attività di monitoraggio» del genere umano.
Sarebbe «come una versione estrema del camuffamento che adottano alcuni insetti e animali». Inoltre, questi alieni hanno vissuto sulla Terra «fin dal principio della creazione», ha dichiarato Adrian Kent dell’Istituto di Fisica teorica del Perimeter Institute in Canada, un importante centro per la ricerca scientifica.
Una conferma delle parole dello scienziato canadese si trova nel testo biblico della Genesi, nel punto in cui è descritto il confronto di Giacobbe con l’Onnipotente attraverso la lotta di questi con un angelo che viene descritto come un uomo.
Gli antichi filosofi hanno cercato da sempre una risposta alla domanda se gli esseri superni che arrivano dal cielo siano membri di una stessa specie, e cioè quella degli angeli. La risposta al loro interrogativo è stata peraltro negativa, dal momento che molti esseri provenienti dal cielo sono indicati dalla Tradizione come mortali, mentre gli angeli sono immortali.
E, com’è noto, più volte sedicenti extraterrestri si sono manifestati a molteplici sensitivi. Ecco cosa afferma uno dei più noti e famosi sensitivi, la compianta mistica e chiaroveggente bulgara Baba Vanga: «A volte alcuni di questi alieni mi prendono per mano. Essi comunicano solo con alcuni abitanti del nostro pianeta e osservano costantemente ogni nostra attività sulla Terra».
Baba Vanga, morta nel 1996 dopo cinquant’anni interamente dedicati alla chiaroveggenza, prima di morire aveva fatto una previsione anche per il 2016: un anno – aveva detto con lucida e sorprendente anticipazione – in cui ci sarà una «invasione» dell’Europa da parte di estremisti musulmani. E dopo quelli di Parigi del 2015, gli attentati del 2016 a Bruxelles, capitale dell’Unione Europea, parlano da soli.
A Baba Vanga, cieca dall’età di dodici anni, la storia ha poi dato ragione molte volte: per esempio, si è avverata la sua previsione dello tsunami del 2004, quella sull’attentato dell’11 settembre 2001 in America, quella sul conflitto in Siria, quella sul disastro di Chernobyl e molte altre.
Secondo l’apprezzato studioso britannico dei fenomeni UFO Timothy Good, per quanto riguarda gli extraterrestri «la Terra non è più una loro “base intermedia”. Essi si sono variamente stabiliti da tempo sul nostro pianeta, intenzionati a rimanervi per molto altro tempo».
Ma su questo scenario avremo modo di ritornare.
Com’è noto il termine “alieno” è un neologismo di derivazione latina, e la sua versione inglese, alien ha il medesimo significato di “estraneo”, “straniero”; in entrambi gli idiomi, comunque, è ormai divenuto sinonimo di “creatura extraterrestre”. Questo libro tratta appunto degli extraterrestri.
Negli ultimi due secoli, sulla brulla e calcinata superficie senza vita della Luna, gli astronomi hanno ripetutamente registrato luci misteriose, corpi mobili, ombre inesplicabili: presenze sconcertanti che sono state definit...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Prefazione
  4. UFO e Vaticano
  5. 1. Gli alieni oggi: soggetti di diritto e possibili vicini
  6. 2. UFO crashes
  7. 3. Una paventata invasione
  8. 4. A caccia di extraterrestri
  9. 5. Extraterrestri e UFO
  10. 6. Messaggi nei campi?
  11. 7. Tracce nella storia: apparizioni e culti
  12. 8. Dalle manifestazioni di Fatima agli UFO e agli alieni di ieri e di oggi
  13. 9. Alieni e teologia
  14. 10. Prospettive internazionali
  15. 11. Religioni e UFO
  16. 12. Una “scolarizzazione planetaria”
  17. 13. Un’epocale opportunità per il cristianesimo: dagli angeli agli alieni
  18. 14. USA, Europa, Santa Russia e Vaticano
  19. 15. I destini del mondo
  20. Appendice. Gesù Cristo ed extraterrestri: assurdità o sfida per la fede cristiana? di don Carlo Giustozzi
  21. Conclusioni
  22. Bibliografia
  23. Inserto fotografico
  24. Copyright