Qualcosa sui Lehman
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Qualcosa sui Lehman

  1. 780 pagine
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Qualcosa sui Lehman

Informazioni su questo libro

"È incontestabilmente un nuovo tipo di scrittura, di forte potenza e totale fascino." "Massini è un narratore stupendo." "L'opera ci imbarca e ci incanta come un racconto tinto di commedia, con una fantasia e un'ironia allegra che non può non ricordarci il più grande autore Yiddish, Isaac Singer." "La scrittura di Massini abbraccia i secoli e le epoche, con una verve senza tregua, ricchissima di ritratti, di situazioni, di cambiamenti." "La finezza della scrittura di Massini crea un risultato appassionante." "Un grande affresco dello straordinario giovane autore italiano Stefano Massini, che sventaglia 150 anni di capitalismo americano." "Massini con Lehman celebra l'unione di una altissima saga familiare con la storia moderna della nostra società." Questa incredibile storia inizia sul molo di un porto americano, con un giovane immigrato ebreo tedesco che respira a pieni polmoni l'entusiasmo dello sbarco. È da questo piccolo seme che nascerà il grande albero di una saga familiare ed economica capace davvero di cambiare il mondo. Acuto e razionale, Henry Lehman (non a caso soprannominato "Testa") si trasferisce nel profondo Sud degli Stati Uniti, dove apre un minuscolo negozio di stoffe. Ma il cotone degli schiavi è solo il primo banco di prova per l'astuzia commerciale targata Lehman Brothers (perché nel frattempo Henry si è fatto raggiungere dai due fratelli minori Emanuel e Mayer, rispettivamente detti "Braccio" e "Patata"). In un incalzare di eventi, i tre fratelli collezionano clamorosi successi e irritanti passi falsi mentre la grande calamita di New York li attira nel suo vortice inebriante. Nel frattempo, al vecchio cotone si sono sostituiti il caffè, lo zucchero, il carbone, e soprattutto la nuova frontiera di un'industria ferroviaria tutta da finanziare. È questa la seconda appassionante tappa del libro, intitolata "Padri e figli", incentrata sulla rocambolesca scalata al potere del glaciale Philip Lehman, circondato dai cugini Sigmund, Dreidel, Herbert e Arthur. Le loro esistenze parallele compongono un mosaico di umanità diverse, assortite, contraddittorie, in cui l'angoscia dei sogni notturni va di pari passo a una corsa implacabile per stare al ritmo di Wall Street. Sono gli anni dell'ebbrezza, destinata a infrangersi nel crollo fragoroso del 1929, quando le sorti di un sistema al collasso verranno affidate alle fragili mani di Bobbie Lehman, simbolo di un mondo in equilibrio precario, ostaggio delle sue stesse mode e di fatto incapace di darsi un futuro certo.

Stefano Massini ha scritto un'opera straordinaria, in grado di attraversare il tempo, intrecciando la storia privata di una famiglia e quella universale degli uomini. Spiazzante e pirotecnico, l'autore crea un edificio narrativo monumentale, in cui non c'è più spazio per le tradizionali differenze fra generi: il romanzo si amalgama al saggio, l'epica al teatro, con continue incursioni nel cinema, nelle canzoni, e perfino nelle formule matematiche e nei fumetti. Tutto questo fa di Qualcosa sui Lehman un libro senza eguali, con una forma assolutamente nuova, che sfidando in un corpo a corpo artistico XIX e XX secolo apre di fatto uno squarcio sul futuro.

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2016
eBook ISBN
9788852077333
Print ISBN
9788804658993
Libro secondo

PADRI E FIGLI

Capitolo primo

The black hole

Yehudà Ben Temà
scrive
nelle Massime dei Padri:
avrai cinquant’anni per farti saggio
ne avrai sessanta per farti sapiente.
Emanuel Lehman
che fra i cinquanta e i sessanta sta a mezza strada
si sente infatti
indiscutibilmente
sia sapiente che saggio.
E non ne ha il minimo dubbio.
Perché la sapienza per lui è agire.
E anche la saggezza per lui è agire.
Ragion per cui
se gli ingredienti sono questi
lui agendo
li tiene belli stretti in pugno.
Basta.
D’altra parte come si può non agire
stando di casa nel cuore di New York?
Qui tutto quanto è movimento
qui tutto quanto è azione
qui tutto quanto è energia
e dunque un braccio
si trova sempre a proprio agio.
Tanto più se adesso
la parola d’ordine
è diventata una e una sola: combustibile.
Meraviglia della modernità:
come abbiamo fatto per tanti anni a non pensarci?
C’è una cosa sola che distingue l’uomo dagli dèi
ed è il fatto che il primo si affatica.
Gli dèi non si affannano
agli dèi non manca il fiato
e questo avviene perché ai piani superiori
evidentemente
hanno qualche forma ininterrotta di energia.
Perfetto.
Prendiamo ispirazione.
Copiamogli il modello.
Ovvero diamo anche a noi, agli uomini tutti,
un combustibile divino!
L’umanità non avrà più limiti
se forniremo energia ai motori.
“Questo chissà, magari
potrebbe essere un investimento...”
ha pensato Emanuel Lehman
quando Mister Wilcock, Signore del Carbone,
l’ha invitato su al Nord, alle miniere,
se non altro per guardare.
“Ci devo ragionare”
ha detto a se stesso Emanuel,
scoprendo che un braccio
fra i cinquanta e i sessanta
può darsi addirittura il tempo di pensare.
Peccato che questo tempo
non sia durato molto.
Giusto il tempo di osservare
che perfino Dawid, il figlio scalmanato di zia Rose,
con tutto che ha su per giù vent’anni
esaurisce a un certo punto le risorse
ed è capace perfino di assopirsi
astenendosi dalle sue sarabande
per il tempo di alcune ore.
Incredibile a dirsi:
Dawid è un cavallo imbizzarrito
che gira per New York
da Manhattan ai sobborghi
e dai sobborghi a Queens,
Dawid è un turbine continuo
e in lui brucia un fuoco tale
da dargli un modo tutto strano di parlare:
«Ehilà! Zio! Salve!
Ehilà! Che ne dite? Pioverà?
Uscite? No? Eh?
Restate? Sì? Io? Mah!
La cena? Mia madre? Ehilà?
Il cavallo? Dov’è?
Io parto! ...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Qualcosa sui Lehman
  4. I PERSONAGGI
  5. Libro primo. TRE FRATELLI
  6. Libro secondo. PADRI E FIGLI
  7. Libro terzo. L’IMMORTALE
  8. Epilogo
  9. Glossario dei termini ebraici e yiddish
  10. Copyright