
- 266 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Guerre in famiglia
Informazioni su questo libro
Lui è innamorato e passa buona parte del suo tempo a farsi bello, mentre lei pensa solo allo sport… Anche se sono fratello e sorella, Megin e Greg non potrebbero essere più diversi, e tra loro non tarda a scoppiare una guerra all'ultimo, perfido scherzo, sotto lo sguardo disincantato del fratellino più piccolo. Ma in poco tempo la situazione precipita…
Domande frequenti
Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
- Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
- Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Guerre in famiglia di Jerry Spinelli, Franca Flore in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.
Informazioni
Print ISBN
9788804599197eBook ISBN
9788852077579CAPITOLO TREDICESIMO
MEGIN
— Papà, non è colpa mia.
— Non ho detto che lo fosse.
— E allora perché mi punisci?
— Non ti sto punendo.
— Però mi fai pulire la mia stanza.
— E la chiami una punizione?
— E tu che ne sai? Tu non ne pulisci mai una. La tua la pulisce mamma.
— Be’, quando ti sposerai, farai fare le pulizie a tuo marito. Per ora tocca a te.
C’era sotto qualcosa… qualcosa che non voleva dirmi. — Papà, lo scarafaggio è in camera sua, non nella mia.
— Lo so, ma non è così semplice.
— Credi che sia stata io a mettercelo, vero? Allora gli hai creduto.
— Non ho detto questo.
— Tu non mi credi mai. Mi dai sempre contro.
Tirò il fiato. Mi mise una mano su un ginocchio e mi diede una pacca. — Fossetta, tesoro, io non do contro nessuno. È solo che Gregory dorme in salotto già da tre notti.
— E allora?
— Allora, mi secca. Non va bene. Ha una stanza. Dovrebbe dormire lì.
— E tu faccelo dormire.
— Non è tanto semplice. Ha il terrore degli scarafaggi.
— Chiama la disinfestazione.
— Anche lì, non è così semplice.
Dal suo mezzo sorriso, da come mi guardava, capii che si stava avvicinando al nocciolo del problema. — Perché non è tanto semplice? — chiesi.
— Be’, perché Greg ritiene che una disinfestazione non basti. Va bene chiamarla, ma prima dovremmo fare in modo che tutte le stanze siano il più pulite possibile.
— Ah, perfetto. Allora adesso è lui che dà gli ordini, eh? Lui dice a te di dire a me di pulire la mia stanza. Cosa sei, il suo schiavo? Credevo che fossi tu il capofamiglia.
— Tesoro — piagnucolò — perché tante storie? Non ti chiedo mica di suicidarti. Ti chiedo soltanto di pulire la tua stanza.
— Non è questo il punto.
— E quale sarebbe?
— Il punto è che mi condanni per qualcosa che non ho fatto. Mi stai incastrando.
Scoppiò a ridere. — Prima di tutto, non ti condanno. Secondo – senti, Fossetta – fallo per me, va bene? Un favore al tuo vecchio papà. D’accordo?
Così, giusto perché era un favore, pulii la mia stanza. Quando ebbi finito, andai da lui. — Va bene, l’ho fatto.
Mi guardò come se non capisse di che parlavo. — Fatto cosa?
— La mia stanza. Mi hai detto di pulirla.
Guardò l’orologio. — Te l’ho detto cinque minuti fa. Hai finito?
— Vieni a vedere.
Venne, vide e rise. Gli chiesi perché ridesse. Mi diede un buffetto su una guancia. — Stai diventando proprio una piccola attrice, Fossetta. Per un momento ci sono cascato. — Si allontanò ridendo.
— Adesso che cosa farai? — gli gridai dietro. — Andrai a farti due risate con Grosso? — Infilai un piede sotto il letto e tirai fuori a calci tutta la roba che ci avevo ficcato sotto.
Quella sera cenai in due minuti e mi alzai annunciando che sarei andata in pasticceria.
— Non credo — disse mio padre.
— Cosa? — strillai. — Perché no?
— La tua stanza.
— E allora?
— Lo sai benissimo.
— Ma l’ho pulita. L’hai visto.
— Avrai anche fatto qualcosa, ma non credo si possa definirlo pulire.
Mi rivolsi a mia madre. — Mamma, posso andare?
Tagliò un broccolo a metà con la forchetta. — Hai sentito tuo padre.
— Ma devo andare in pasticceria. Devo. — (Era una settimana che non portavo una ciambella a Emilie.)
Gli occhi cominciarono a bruciarmi. — Così. Non posso andare. — Afferrai un biscotto. — Non posso andare perché lui — puntai un dito contro Grosso — dice che devo pulire la mia stanza. Lui dice. — Gli scagliai contro il biscotto e uscii sbattendo la porta. Dietro di me sentii rumore di vetri rotti e mia madre che urlava e Toddie che rideva e sedie che cadevano e mio padre che tratteneva Grosso.
Quella sera nessuno mi disturbò. Solo io e la foto di Emilie sulla scrivania. Com’era fortunata! Che infanzia beata! Laggiù nel Nord Dakota, la prateria… niente scarafaggi, niente fratelli, niente problemi. Continuavo a guardare il suo sorriso, gli occhi che mi fissavano come se stesse dicendo: “Andiamo, Megin, vieni qui. Diamo la caccia a qualche bestiola, tu e io!” Emilie non si lasciava mai mettere i piedi in testa da nessuno. Non avrebbe mai pulito la sua stanza solo perché un fratello aveva paura di uno scarafaggio. Non Emilie.
Quando tornai da lacrosse, il giorno dopo, notai che Toddie continuava a fissarmi con uno stupido sorrisetto. Ben presto scoprii perché. In camera mia trovai una scopa e un sacco di plastica. Su ciascuno c’era un cartello con una scritta azzurra: SCOPA e SACCO DEI RIFIUTI. — Avrei pulito la mia camera stasera — urlai a tutta la casa dalla soglia della mia stanza — ma adesso non lo faccio di sicuro! — Gettai fuori scopa e sacco, sbattendo la porta.
Mi chiamarono solo una volta, all’ora di cena. Sapevano che non era il caso d’insistere. Toddie salì con un vassoio. Bussò alla porta e lo lasciò lì fuori. Lo sentii tornare giù di corsa.
Più tardi mi parve di sentire discutere Grosso e mio padre. Grosso dormì di nuovo in salotto.
La sera dopo cenai con loro. Nessuno aprì bocca. Non c’erano biscotti, a tavola. Quand’ebbi finito e mi alzai per andarmene, mio padre disse: — Stasera, Megin. Adesso.
— Devo fare i compiti.
— Possono aspettare.
— Vuoi farmi prendere un votaccio?
— Vai a pulire la tua stanza. Adesso. — Non sorrideva.
Non so per quanto tempo rimasi in camera, seduta sul letto. La porta si aprì. Era mia madre, stranamente. — Posso entrare? — chiese.
— Nessuno te lo impedisce.
Mentre veniva verso di me, qualcosa scrocchiò sotto il suo piede. Trasalì, ma senza fermarsi. Si sedette sul letto. Si mise le mani in grembo e con lo sguardo ispezionò la stanza come se fosse un luogo sconosciuto, il che era quasi vero. Vide la foto di Emilie. — Chi è quella?
— Una mia amica.
— Ah. Sembra una foto vecchia.
— E allora?
— Posso guardarla?
— Siamo in un paese libero.
La prese come se fosse una bolla di sapone. Ne sembrava affascinata. — È una ragazza, vero?
— Cosa credevi che fosse?
— Lì per lì m’era sembrato un maschio.
La cosa mi diede fastidio. — Perché?
— Non saprei. I capelli corti. Il cappello. — Scosse la testa. — Che foto. È autentica?
— No, è finta. Da un momento all’altro potrebbe sparire.
— Voglio dire, è stata fatta apposta? Indossa un costume? È un coniglio vero?
— Certo che è un coniglio vero. Anzi, è una lepre.
Mi guardò, sbalordita. — Davvero?
— L’ha presa a mani nude. Correndo. Nel Nord Dakota.
Con...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- CAPITOLO PRIMO. MEGIN
- CAPITOLO SECONDO. GREG
- CAPITOLO TERZO. MEGIN
- CAPITOLO QUARTO. GREG
- CAPITOLO QUINTO. MEGIN
- CAPITOLO SESTO. GREG
- CAPITOLO SETTIMO. MEGIN
- CAPITOLO OTTAVO. GREG
- CAPITOLO NONO. MEGIN
- CAPITOLO DECIMO. GREG
- CAPITOLO UNDICESIMO. MEGIN
- CAPITOLO DODICESIMO. GREG
- CAPITOLO TREDICESIMO. MEGIN
- CAPITOLO QUATTORDICESIMO. GREG
- CAPITOLO QUINDICESIMO. MEGIN
- CAPITOLO SEDICESIMO. GREG
- CAPITOLO DICIASSETTESIMO. MEGIN
- CAPITOLO DICIOTTESIMO. GREG
- CAPITOLO DICIANNOVESIMO. MEGIN
- CAPITOLO VENTESIMO. GREG
- CAPITOLO VENTUNESIMO. MEGIN
- CAPITOLO VENTIDUESIMO. GREG
- CAPITOLO VENTITREESIMO. MEGIN
- CAPITOLO VENTIQUATTRESIMO. GREG
- CAPITOLO VENTICINQUESIMO. MEGIN
- CAPITOLO VENTISEIESIMO. GREG
- CAPITOLO VENTISETTESIMO. MEGIN
- CAPITOLO VENTOTTESIMO. GREG
- CAPITOLO VENTINOVESIMO. MEGIN
- CAPITOLO TRENTESIMO. GREG
- CAPITOLO TRENTUNESIMO. MEGIN
- CAPITOLO TRENTADUESIMO. GREG
- CAPITOLO TRENTATREESIMO. MEGIN
- CAPITOLO TRENTAQUATTRESIMO. GREG
- Copyright