
- 294 pagine
- Italian
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eBook - ePub
Sento i pollici che prudono
Informazioni su questo libro
Tommy e Tuppence Beresford, i simpatici investigatori un tempo noti come "giovani avventurieri", sono ormai due maturi coniugi. Un giorno si recano in visita all'anziana e petulante zia Ada, ospite di una casa di riposo, dove incontrano la signora Lancaster, una premurosa e svampita vecchietta. Quando di lì a poco zia Ada muore, nella mente di Tuppence iniziano a frullare i dubbi. Dove ha già visto, per esempio, quel delizioso villino raffigurato nel quadro donato a zia Ada dalla signora Lancaster, improvvisamente svanita nel nulla?
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Informazioni
eBook ISBN
9788852076565Categoria
Literatura generalLibro terzo
LA MOGLIE SCOMPARSA
10
Dopo la conferenza
I
«Ebbene, Beresford» disse il maggior generale Sir Josiah Penn, K.M.G., C.B., D.S.O., scandendo le parole con la solennità che si addiceva all’impressionante sfilza di lettere che seguivano il suo nome. «Ebbene, cosa ne pensa di tutte quelle chiacchiere?»
A giudicare da quelle parole il vecchio Josh, come veniva irrispettosamente chiamato a sua insaputa, non doveva essere entusiasta dei risultati del ciclo di conferenze a cui avevano assistito.
«Chi va piano va sano e va lontano» continuò Sir Josiah. «Tutto fumo e niente arrosto. Appena qualcuno si azzarda a dire qualcosa di sensato, ecco che quattro bellimbusti saltano in piedi e lo mettono a tacere. Non so proprio cosa ci facciamo qui. O quantomeno, so cosa ci faccio io. Non ho nient’altro da fare. Se non partecipassi a queste pagliacciate, dovrei starmene a casa. E sa cosa mi succede a casa? Mi trattano a pesci in faccia, Beresford. Tutti quanti, dalla governante al giardiniere, un anziano scozzese che non mi permette nemmeno di sfiorare le mie pesche. E dunque eccomi qui, a spadroneggiare e fingere di svolgere chissà quale funzione fondamentale per la sicurezza del paese! Che mucchio di scempiaggini. E lei? Cosa spinge un uomo relativamente giovane a sprecare il suo tempo in questo modo? Nessuno la ascolterà, nemmeno se dice qualcosa di interessante.»
Vagamente divertito dal fatto che il maggior generale Sir Josiah Penn lo considerasse un giovanotto nonostante l’età, che ormai riteneva avanzata, Tommy scosse la testa. Il generale doveva avere superato gli ottant’anni da un pezzo, era sordo e soffriva di una bronchite acuta, ma non era mica fesso.
«Non si riuscirebbe a combinare nulla se lei non fosse qui, Sir» disse Tommy.
«Mi piace pensarlo» ammise il generale. «Sono un bulldog senza denti, ma abbaio ancora. Come sta la signora? Non la vedo da un’eternità.»
Tommy rispose che Tuppence era in ottima forma e attiva come una ragazzina.
«Lo è sempre stata. A volte mi faceva pensare a una libellula, pronta com’era a volare dietro alle sue idee apparentemente assurde che poi non si rivelavano tali. Che spasso!» annuì il generale. «Niente a che vedere con le seriosissime signore di mezza età di oggi, perennemente dedite alle loro Cause con la C maiuscola. Quanto alle ragazze...» scosse la testa. «Tutt’altra cosa rispetto a quelle dei miei tempi. Erano belle come quadri. Quei vestiti di mussola! Ci fu un periodo in cui indossavano persino i cappelli a cloche. Si ricorda? No, probabilmente all’epoca andava ancora a scuola. Per vedere il volto bisognava guardare sotto la tesa. Era irresistibile, e loro lo sapevano! Me ne torna in mente una... vediamo... una sua parente... una zia, se non sbaglio... Ada. Ada Fanshawe.»
«Zia Ada?»
«La giovane più incantevole che abbia mai visto.»
Tommy riuscì a contenere la sorpresa. Che qualcuno potesse aver considerato incantevole zia Ada gli pareva inconcepibile. Il vecchio Josh era tutto emozionato.
«Sì, bella come un quadro. E quanto era allegra e vivace! Mi faceva impazzire. Ah, ricordo ancora l’ultima volta che la vidi. Ero un ufficiale subalterno in partenza per l’India. Un picnic di mezzanotte sulla spiaggia... io e lei ci allontanammo insieme e ci sedemmo su uno scoglio davanti al mare.»
Tommy lo guardò con profondo interesse: il doppio mento, la testa pelata, le sopracciglia folte, la pancia smisurata. Quindi pensò a zia Ada: i baffetti incipienti, il sorriso arcigno, i capelli grigio ferro, lo sguardo maligno. Cosa non faceva il tempo! Si sforzò invano di immaginare un giovane ufficiale subalterno e una bella ragazza al chiaro di luna.
«Ha idea di quanto fosse romantico?» sospirò Sir Josiah. «Quella notte avrei voluto chiederle di sposarmi, ma in quanto ufficiale subalterno guadagnavo troppo poco per potermelo permettere. Avremmo dovuto aspettare cinque anni, una durata improponibile per un fidanzamento. Be’, così è la vita! Partii per l’India e passò molto tempo prima che tornassi a casa in licenza. Per un certo periodo ci scrivemmo, ma poi i contatti si diradarono, come sempre capita. Non la rividi più, eppure non l’ho mai dimenticata e penso spesso a lei. Ricordo che una volta, anni dopo, fui sul punto di scriverle. Avevo saputo che si trovava nel mio quartiere, ospite di certe persone. Volevo chiederle il permesso di farle visita, ma poi pensai: “Non fare l’idiota. Ormai sarà un’altra donna”. Alcuni anni più tardi sentii un tizio parlare di lei. Diceva che era una delle donne più brutte che avesse mai visto. Sul momento non potevo crederci, ma ora penso che forse non vederla più è stata una fortuna. Cosa fa adesso? È ancora viva?»
«È morta due o tre settimane fa» rispose Tommy.
«Sul serio? Già, potevo immaginarlo. Quanti anni aveva, settantacinque o settantasei? Forse qualcuno in più.»
«Ottanta.»
«Pensa un po’. Quella scatenata moretta di Ada. E dove è morta? In una casa di riposo, oppure viveva con una dama di compagnia? O forse... non si è mai sposata, vero?»
«No» rispose Tommy. «Non si è mai sposata. Abitava in una casa di riposo per signore, peraltro di ottimo livello. Si chiama Sunny Ridge.»
«Sì, ne ho sentito parlare. Sunny Ridge. Se ben ricordo, mia sorella conosceva una delle ospiti. Una certa signora... come si chiamava... Carstairs, forse? L’ha mai incontrata?»
«No, non parlavo con nessun altro o quasi. In genere si fa visita solo al proprio familiare.»
«E non è facile, per giunta. Non si sa mai cosa dire.»
«Zia Ada era particolarmente ostica» disse Tommy. «Sa, era proprio intrattabile.»
«Non stento a crederlo» ridacchiò il generale. «Da giovane sapeva essere un vero demonio, quando voleva.»
Sospirò.
«Che supplizio, la vecchiaia. Un’amica di mia sorella si inventava le cose, povera cara. Diceva di aver ucciso qualcuno.»
«Mio Dio!» esclamò Tommy. «Ed era vero?»
«Oh, ne dubito. Nessuno sembrava crederci. E tuttavia» disse il generale, valutando l’idea con attenzione «non lo ritengo impossibile. Se continui a ripetere allegramente cose del genere, finirà che nessuno ti crede, vero? In ogni caso è divertente, non trova?»
«Chi sosteneva di aver ucciso?»
«Magari lo sapessi. Il marito, forse? Non ho idea di chi fosse, lei era vedova quando la conoscemmo. Be’,» sospirò «mi dispiace sapere di Ada. Non l’ho letto sul giornale, altrimenti avrei mandato dei fiori. Un mazzo di boccioli di rosa, qualcosa del genere. Li indossavano le ragazze sui vestiti da sera. Un mazzo di boccioli sulla spallina, era davvero grazioso. Ricordo un vestito di Ada, una specie di color ortensia, direi malva. Malva tendente al blu, e lei ci aveva applicato sopra i boccioli. Una volta me ne regalò uno. Non erano veri, naturalmente. Artificiali. Lo conservai a lungo, per anni. Lo so,» aggiunse, incrociando lo sguardo di Tommy «l’idea fa sorridere, ma mi creda, ragazzo mio, quando si diventa vecchi e rimbambiti come me si torna a essere romantici. Be’, ora sarà meglio che vada, l’ultimo atto di questa ridicola sceneggiata sta per cominciare. Porti i miei saluti alla signora T. quando torna a casa.»
L’indomani, sul treno, Tommy ripensò alla conversazione con un sorriso, sforzandosi nuovamente di immaginare la formidabile zia e l’implacabile maggior generale nel fiore degli anni.
«Questa devo proprio raccontarla a Tuppence. Si farà certe risate» disse. «Chissà cosa ha combinato mentre ero via?»
Continuava a sorridere.
II
Il fido Albert aprì la porta con un raggiante sorriso di benvenuto.
«Lieto di rivederla, sir.»
«Lieto di essere tornato» replicò Tommy consegnandogli la valigia. «Dov’è la signora Beresford?»
«Non è ancora tornata, sir.»
«Vuoi dire che è uscita?»
«È via da tre o quattro giorni, ma tornerà stasera per cena. Ha chiamato ieri per avvisare.»
«Cosa sta combinando, Albert?»
«Non saprei, sir. Ha preso l’auto, ma anche varie guide ferroviarie. Potrebbe essere ovunque, per così dire.»
«Già» annuì Tommy, pensieroso. «Potrebbe essere a John o’ Groats come a Land’s End, e scommetto che ha perso la coincidenza alla palude di Tentenny sulla via del ritorno. Dio benedica le ferrovie inglesi. Ha detto da dove telefonava?»
«Nossignore.»
«Che ore erano?»
«Poco prima di pranzo. Si è limitata ad assicurarmi che andava tutto bene, ha promesso che oggi sarebbe tornata ben prima di cena, pur non essendo certa dell’ora esatta, e mi ha suggerito di preparare del pollo. È d’accordo, sir?»
«Sì,» rispose Tommy guardando l’ora «ma è già tardi, dovrà sbrigarsi se vuole rincasare per cena.»
«Terrò a bada il pollo.»
Tommy sorrise. «Bravo,» disse «prendilo per la coda. Come te la passi, Albert? A casa tutto bene?»
«Temevamo un caso di morbillo in famiglia, ma era un falso allarme. Il medico ci ha detto che era solo uno sfogo.»
«Meglio così» disse Tommy, quindi salì al primo piano fischiettando una canzone. Entrò in bagno, si fece la barba, si lavò e si trasferì in camera da letto, guardandosi intorno. Possedeva quella curiosa aria deserta che hanno certe camere quando sono disabitate da giorni. L’atmosfera era fredda e inospitale, ogni cosa immacolata e perfettamente in ordine. Tommy si sentiva mogio come un fido cagnolone. Era come se Tuppence non fosse mai esistita: niente cipria sparsa, niente libri gettati a terra aperti con il dorso incavato.
«Sir.»
Era Albert, sulla soglia.
«Sì?»
«Comincio a preoccuparmi per il pollo.»
«Oh, al diavolo il pollo» sbuffò Tommy. «È proprio un’ossessione, la tua.»
«Be’, ero convinto che lei e la signora non vi sareste messi a tavola dopo le otto.»
«Ne ero convinto anch’io» disse Tommy guardando l’ora. «Mio Dio, sono davvero le otto e trentacinque?»
«Siss...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Sento i pollici che prudono
- Libro primo. SUNNY RIDGE
- Libro secondo. LA CASA SUL CANALE
- Libro terzo. LA MOGLIE SCOMPARSA
- Libro quarto. ECCO UNA CHIESA, ECCO IL CAMPANILE APRITE LE PORTE ED ECCO I FEDELI
- Agatha Christie e l’archeologia dell’immaginario
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