Sala di redazione del giornale politico quotidiano La Lotta. Uscio comune in fondo, che dà su un corridojo. Due scrivanie, disposte lateralmente, quasi di fronte. Un tavolino in mezzo, ingombro di giornali. Due vetrine; scaffali; un canapè; poltrone; seggiole. Alle pareti un orologio, un manifesto illustrato del giornale La Lotta; altri avvisi, ecc.
Al levarsi della tela, la scena è vuota. Poco dopo s’apre l’uscio e Cesare D’Albis mostra dalla soglia la stanza vuota a Livia Arciani.
D’ALBIS Ecco, vedete? non c’è. Prego.
Lascia passare Livia.
Non c’è davvero.
LIVIA Ma sì, lo credo... lo vedo.
D’ALBIS No, scusate: insisto; ho voluto darvi la prova, perché non abbiate a sospettare.
LIVIA Ma io non sospetto. Per me, può ricevere chi gli pare e piace.
D’ALBIS No, no! Al contrario! Ordine espresso, signora mia, di non introdurre mai nessuno.
LIVIA E... posso aspettarlo qua?
D’ALBIS Ah! Volete... volete aspettarlo?
LIVIA No, se non posso.
D’ALBIS Ma sì... perché no? Sì, che potete. Oh bella! oh bella! Voi diffidate.
LIVIA Non diffido nient’affatto. Vedo che qua ci sono due scrivanie. Non vorrei incomodare.
D’ALBIS Ma se non c’è nessuno! E poi, che dite incomodare? Voi non potete incomodare. È una fortuna! Non vi si vede mai! Siete... siete la donna del mistero...
LIVIA L’orsa, già.
D’ALBIS (sorpreso, sconcertato) No... che!
LIVIA So che mi si chiama così. E non me ne importa. Son orsa davvero. Lo dico perché lei...
Si corregge.
Voi... non so...
D’ALBIS (sorpreso, sconcertato) Vi chiedo scusa, se...
LIVIA Ma no, che scusa? Siccome voi, m’è parso, cercavate di tradurre gentilmente l’espressione... Ditemi pure orsa.
D’ALBIS Senza nessun mistero?
LIVIA Ma sì, senza nessun mistero.
D’ALBIS Impossibile. Orsa, con codesti occhi, impossibile, senza che ci sia sotto, ben covato, un mistero.
LIVIA Se lo dite voi...
D’ALBIS Lo sanno tutti.
LIVIA Ah sì? E che mistero allora? Curioso però che tutti saprebbero in me una cosa, che io non so.
D’ALBIS Curioso? Che gli altri vedano in noi quello che noi non vediamo? Ma questo avviene sempre! Io non mi vedo, e voi mi vedete. Non possiamo uscire fuori di noi, per vederci come gli altri ci vedono. E più viviamo assorti dentro, in noi stessi, e meno ci accorgiamo di quel che appare di fuori.
LIVIA Oh Dio mio, e che appare in me?
D’ALBIS Vedo i vostri occhi. E vedo che siete venuta qua.
LIVIA Ma ve l’ho detto perché sono venuta; non c’è nessun mistero: so che deve venire qua mio padre e sono venuta a prevenirne mio marito. Sospettate voi, invece, che ci sia sotto un’altra ragione misteriosa.
D’ALBIS Ma la vostra impazienza, io la vedo, voi non la vedete.
LIVIA Perché non so come fare adesso... Potessi almeno incontrare mio padre...
D’ALBIS Ritornerà presto, credo, Leonardo. Dev’essere in tipografia. Aspettatelo. Ma favorite, meglio, in salotto. Dico salotto, per modo di dire. Siamo per ora qua in un attendamento provvisorio. Ma starete almeno un po’ meglio. Venite.
LIVIA No, grazie. Sarà meglio che gli lasci un biglietto. Chi sa quando verrà... Ritornerò più tardi, se mai. Ora gli scrivo.
D’ALBIS Fate come vi piace.
LIVIA E nel caso che mio padre venisse prima di lui?
D’ALBIS Lo riceverei io. Avrò molto piacere di conoscerlo. So che è molto amico dell’onorevole Ruvo. Anzi avevo pregato Leonardo di condurlo qua, qualche giorno...
LIVIA Sarà qui tra poco certamente. Ma se il vostro uscere, avete detto, ha l’ordine così rigoroso di non introdurre mai nessuno?
D’ALBIS Oh, l’avvertiremo subito, il nostro Cerbero, non dubitate. Ecco.
Suona il campanello elettrico alla parete.
Vi assicuro che è un ordine necessario, per la salute di quel pover’uomo di vostro marito, dacché voi siete per lui... permettete?
LIVIA Dite, dite pure.
D’ALBIS Crudele.
LIVIA Ah sì? Io, crudele? E chi ve l’ha detto?
D’ALBIS I suoi debiti! Ah, lo strillano ai quattro venti, sapete!
LIVIA (andando a sedere innanzi a una delle scrivanie) E che c’entro io nei suoi debiti? Vi assicuro che non c’entro affatto.
D’ALBIS Lo so. Ma via, dovreste perdonare... Perché in fin dei conti...
LIVIA (indicando le cartelle su la scrivania) Posso scrivere qua?
D’ALBIS Spero che non vi siate offesa di nuovo.
LIVIA Oh, per così poco...
D’ALBIS Ah, no: sono molti. Crivellato. Aspettate: dove scrivete?
LIVIA Non fa nulla: due parole: posso scriverle anche qua.
D’ALBIS Ma no! Aspettate: vi farò dare un fogliet...