La disfatta di Gasr bu Hàdi
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La disfatta di Gasr bu Hàdi

1915: il colonnello Miani e il più grande disastro dell'Italia coloniale

  1. 156 pagine
  2. Italian
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  4. Disponibile su iOS e Android
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La disfatta di Gasr bu Hàdi

1915: il colonnello Miani e il più grande disastro dell'Italia coloniale

Informazioni su questo libro

Nell'aprile 1915 l'esercito italiano si prepara a combattere la Prima guerra mondiale. In quello stesso momento tra le sabbie libiche, migliaia di chilometri lontano dal Piave e dall'Isonzo, un'altra tragedia si sta consumando: la spedizione italiana comandata dal colonnello Antonio Miani, inviata a sedare la rivolta dei potenti mujâhidîn arabi, viene pesantemente sconfitta presso Gasr bu Hàdi. Una disfatta che peserà molto sul successivo sviluppo del colonialismo italiano. Male armato e peggio equipaggiato, tradito dai suoi, scarsamente informato della consistenza delle forze nemiche, Miani poté solo cercare di arginare i danni. Eppure, nel caos che seguì l'episodio, fu scelto come capro espiatorio, destinato a pagare gli errori delle alte sfere politiche e militari.
Un saggio accuratissimo e avvincente dove il più grande esperto di storia coloniale italiana ricostruisce la vicenda umana del colonnello Miani e descrive la complessa situazione in cui si situò la disfatta di Gasr bu Hàdi, offrendoci il ritratto di un uomo e di un'intera epoca della nostra storia.

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2014
Print ISBN
9788804528999
eBook ISBN
9788852058059
Argomento
Storia

Inserto fotografico

Porto di Tripoli, 15 luglio 1913. Miani assiste al carico dei cammelli e, precisa nella didascalia, degli autocarri. (CMPA, s.f., foto n. 4)
Porto di Tripoli, 15 luglio 1913. Miani assiste al carico dei cammelli e, precisa nella didascalia, degli autocarri. (CMPA, s.f., foto n. 4)
Porto di Tripoli, 15 luglio 1913. Miani assiste al carico dei cammelli e, precisa nella didascalia, degli autocarri. (CMPA, s.f., foto n. 4)
Porto di Tripoli, 15 luglio 1913. Miani assiste al carico dei cammelli e, precisa nella didascalia, degli autocarri. (CMPA, s.f., foto n. 4)
Porto di Tripoli, 15 luglio 1913. La città di Tripoli e le navi alla fonda viste dalla Matelot. (CMPA, s.f., foto n. 6)
Porto di Tripoli, 15 luglio 1913. La città di Tripoli e le navi alla fonda viste dalla Matelot. (CMPA, s.f., foto n. 6)
Porto di Tripoli, sera del 16 luglio 1913. Le navi della spedizione lasciano il porto dirette a Misurata. (CMPA, s.f., foto n. 8)
Porto di Tripoli, sera del 16 luglio 1913. Le navi della spedizione lasciano il porto dirette a Misurata. (CMPA, s.f., foto n. 8)
Misurata, 17 luglio 1913. Durante la sosta nel porto, per imbarcare truppe, Miani scatta quattordici fotografie. In questa immagine, reparti indigeni si avviano al porto. (CMPA, s.f., n. 17)
Misurata, 17 luglio 1913. Durante la sosta nel porto, per imbarcare truppe, Miani scatta quattordici fotografie. In questa immagine, reparti indigeni si avviano al porto. (CMPA, s.f., n. 17)
Misurata, 17 luglio 1913. Questo maestoso ulivo non sfugge all’occhio attento del colonnello Miani. (CMPA, s.f., foto n. 18)
Misurata, 17 luglio 1913. Questo maestoso ulivo non sfugge all’occhio attento del colonnello Miani. (CMPA, s.f., foto n. 18)
Misurata, 17 luglio 1913. La didascalia di Miani è concisa: «Tre ragazze arabe». Nessun commento. (CMPA, s.f., foto n. 20)
Misurata, 17 luglio 1913. La didascalia di Miani è concisa: «Tre ragazze arabe». Nessun commento. (CMPA, s.f., foto n. 20)
Misurata, 17 luglio 1913. Una parte della città vista dal vecchio forte turco. (CMPA, s.f., foto n. 21)
Misurata, 17 luglio 1913. Una parte della città vista dal vecchio forte turco. (CMPA, s.f., foto n. 21)
Sirte, base di partenza della spedizione verso l’interno, 18 luglio 1913. Nella lunghissima didascalia (13 righe) Miani descrive le scogliere di «arenaria compatta» che formano il porto. (CMPA, s.f., foto n. 24)
Sirte, base di partenza della spedizione verso l’interno, 18 luglio 1913. Nella lunghissima didascalia (13 righe) Miani descrive le scogliere di «arenaria compatta» che formano il porto. (CMPA, s.f., foto n. 24)
Sirte, 19 luglio 1913. Un’altra veduta del porto con il mare mosso che ostacola le operazioni di sbarco. (CMPA, s.f., foto n. 26)
Sirte, 19 luglio 1913. Un’altra veduta del porto con il mare mosso che ostacola le operazioni di sbarco. (CMPA, s.f., foto n. 26)
Sirte, 19 luglio 1913. Si sbarcano, fra molte difficoltà, gli autocarri della spedizione. (CMPA, s.f., foto n. 27)
Sirte, 19 luglio 1913. Si sbarcano, fra molte difficoltà, gli autocarri della spedizione. (CMPA, s.f., foto n. 27)
Sirte, 20 luglio 1913. Continua lo sbarco di uomini e di materiali sulla spiaggia. Sorgono i primi accampamenti. (CMPA, s.f., foto n. 32)
Sirte, 20 luglio 1913. Continua lo sbarco di uomini e di materiali sulla spiaggia. Sorgono i primi accampamenti. (CMPA, s.f., foto n. 32)
Carovaniera Sirte-Socna, agosto 1913. La cava, invasa dall’acqua, di Giohra Bugineira dalla quale i romani estraevano i massi per costruire il castello di Bu Ngeim. (CMPA, s.f., foto n. 38)
Carovaniera Sirte-Socna, agosto 1913. La cava, invasa dall’acqua, di Giohra Bugineira dalla quale i romani estraevano i massi per costruire il castello di Bu Ngeim. (CMPA, s.f., foto n. 38)
Bu Ngeim, agosto 1913. Alcuni ufficiali di Miani tra i ruderi del castello romano. «I massi squadrati» scrive il colonnello nella didascalia «mostrano, alla lente, la natura spugnosa del travertino durissimo.» Il fotografo, in questa occasione, si sposa al geologo. (CMPA, s.f., foto n. 40)
Bu Ngeim, agosto 1913. Alcuni ufficiali di Miani tra i ruderi del castello romano. «I massi squadrati» scrive il colonnello nella didascalia «mostrano, alla lente, la natura spugnosa del travertino durissimo.» Il fotografo, in questa occasione, si sposa al geologo. (CMPA, s.f., foto n. 40)
Bu Ngeim, agosto 1913. Miani incontra un gruppo di notabili della località. (CMPA, s.f., foto n. 41)
Bu Ngeim, agosto 1913. Miani incontra un gruppo di notabili della località. (CMPA, s.f., foto n. 41)
Bu Ngeim, agosto 1913. Una mandria di cammelli del tipo Orfella al pascolo nei pressi di Bugineira. (CMPA, s.f., foto n. 42)
Bu Ngeim, agosto 1913. Una mandria di cammelli del tipo Orfella al pascolo nei pressi di Bugineira. (CMPA, s.f., foto n. 42)
Fatimia, agosto 1913. La colonna fa tappa ai ricchi pozzi del villaggio. Miani scrive nella didascalia: «La ressa per attingere l’acqua». (CMPA, s.f., foto n. 43)
Fatimia, agosto 1913. La colonna fa tappa ai ricchi pozzi del villaggio. Miani scrive nella didascalia: «La ressa per attingere l’acqua». (CMPA, s.f., foto n. 43)
A Hammam, agosto 1913. Una sorgente termale che sgorga fra le dune. Nella didascalia Miani spiega il mistero della sua forza ascensionale. (CMPA, s.f., foto n. 51)
A Hammam, agosto 1913. Una sorgente termale che sgorga fra le dune. Nella didascalia Miani spiega il mistero della sua forza ascensionale. (CMPA, s.f., foto n. 51)
Hammam, agosto 1913. I cammellieri libici portano i loro animali all’abbeverata. (CMPA, s.f., foto n. 52)
Hammam, agosto 1913. I cammellieri libici portano i loro animali all’abbeverata. (CMPA, s.f., foto n. 52)
Socna, 26 agosto 1913. Per fare il suo ingresso in città, Miani abbandona l’autocarro per salire in groppa a un cammello. (CMPA, s.f., foto n. 54)
Socna, 26 agosto 1913. Per fare il suo ingresso in città, Miani abbandona l’autocarro per salire in groppa a un cammello. (CMPA, s.f., foto n. 54)
Socna, agosto 1913. Veduta della città, capoluogo dell’oasi di Giofra. Miani vi si fermerà per quattro mesi. (CMPA, s.f., foto n. 56)
Socna, agosto 1913. Veduta della città, capoluogo dell’oasi di Giofra. Miani vi si fermerà per quattro mesi. (CMPA, s.f., foto n. 56)
Socna, settembre 1913. Si riparano le botti per l’acqua in previsione della traversata del deserto fra Socna e lo Sciati. (CMPA, s.f., foto n. 57)
Socna, settembre 1913. Si riparano le botti per l’acqua in previsione della traversata del deserto fra Socna e lo Sciati. (CMPA, s.f., foto n. 57)
Socna, ottobre 1913. L’accampamento delle truppe di Miani poco lontano dalla città, che è completamente cinta da alte mura. (CMPA, s.f., foto n. 57 bis)
Socna, ottobre 1913. L’accampamento delle truppe di Miani poco lontano dalla città, che è completamente cinta da alte mura. (CMPA, s.f., foto n. 57 bis)
Uaddan, ottobre 1913. Miani e alcuni ufficiali in visita al centro carovaniero di Uaddan, sempre nell’oasi di Giofra. Miani scrive: «Antica città che vuolsi risalga all’epoca romana». (CMPA, s.f., foto n. 59)
Uaddan, ottobre 1913. Miani e alcuni ufficiali in visita al centro carovaniero di Uaddan, sempre nell’oasi di Giofra. Miani scrive: «Antica città che vuolsi risalga all’epoca romana». (CMPA, s.f., foto n. 59)
Gebel es-Soda, novembre 1913. La terrificante pietraia che la colonna Miani si accinge ad attraversare. Il colonnello dedica all’esame geologico dell’altipiano 14 dotte e fittissime righe. (CMPA, s.f., foto n. 64)
Gebel es-Soda, novembre 1913. La terrificante pietraia che la colonna Miani si accinge ad attraversare. Il colonnello dedica all’esame geologico dell’altipiano 14 dotte e fittissime righe. (CMPA, s.f., foto n. 64)
Gebel es-Soda, 4 dicembre 1913. La colonna Miani ha lasciato Socna e sta attraversando, sulla strada appena ultimata, il deserto di pietre. (CMPA, s.f., foto n. 67)
Gebel es-Soda, 4 dicembre 1913. La colonna Miani ha lasciato Socna e sta attraversando, sulla strada appena ultimata, il deserto di pietre. (CMPA, s.f., foto n. 67)
Bir Cateifa, ottobre 1913. Operai lavorano alla costruzione della strada nel Gebel es-Soda al pozzo di Bir Cateifa. «Provvisto di due pompe Norton e Bodan» precisa Miani «fornisce in dodici ore oltre 30 metri cubi di ottima acqua». (CMPA, s.f., foto n. 60)
Bir Cateifa, ottobre 1913. Operai lavorano alla costruzione della strada nel Gebel es-Soda al pozzo di Bir Cateifa. «Provvisto di due pompe Norton e Bodan» precisa Miani «fornisce in dodici ore oltre 30 metri cubi di ottima acqua». (CMPA, s.f., foto n. 60)
Gebel es-Soda, 5 dicembre 1913. Gli autocarri procedono agevolmente sulla strada, lunga cinquanta chilometri, fatta costruire da Miani. (CMPA, s.f., foto n. 68)
Gebel es-Soda, 5 dicembre 1913. Gli autocarri procedono agevolmente sulla strada, lunga cinquanta chilometri, fatta costruire da Miani. (CMPA, s.f., foto n. 68)
Gebel es-Soda, 5 dicembre 1913. Breve sosta all’uadi Firmi, a cinquantaquattro chilometri da Socna. (CMPA, s.f., foto n. 69)
Gebel es-Soda, 5 dicembre 1913. Breve sosta all’uadi Firmi, a cinquantaquattro chilometri da Socna. (CMPA, s.f., foto n. 69)
Deserto di Ben Afien, 7 dicembre 1913. Sfilano gli ascari eritrei sul terreno accidentato del deserto. Il primo autocarro è quello di Miani. (CMPA, s.f., foto n. 77)
Deserto di Ben Afien, 7 dicembre 1913. Sfilano gli ascari eritrei sul terreno accidentato del deserto. Il primo autocarro è quello di Miani. (CMPA, s.f., foto n. 77)
Gebel es-Soda, 6 dicembre 1913. Scrive Miani nella didascalia: «Principio della discesa dall’altopiano del Dahrat Mumen verso la valle di Um-Zercàt». (CMPA, s.f., foto n. 71)
Gebel es-Soda, 6 dicembre 1913. Scrive Miani nella didascalia: «Principio della discesa dall’altopiano del Dahrat Mumen verso la valle di Um-Zercàt». (CMPA, s.f., foto n. 71)
Deserto di Ben Afien, 7 dicembre 1913. Miani, con pastrano, osserva il passaggio della batteria di cannoni cammellata. (CMPA, s.f., foto n. 78)
Deserto di Ben Afien, 7 dicembre 1913. Miani, con pastrano, osserva il passaggio della batteria di cannoni cammellata. (CMPA, s.f., foto n. 78)
Oasi di Eschida, 12 dicembre 1913. La sorgente principale dell’oasi. Nelle vicinanze di Eschida Miani sostiene il suo secondo combattimento. (CMPA, s.f., foto n. 83)
Oasi di Eschida, 12 dicembre 1913. La sorgente principale dell’oasi. Nelle vicinanze di Eschida Miani sostiene il suo secondo combattimento. (CMPA, s.f., foto n. 83)
Brach, 13 dicembre 1913. Davanti alle truppe, ai notabili arabi e alla popolazione del capoluogo dello Sciati, Miani fa innalzare il tricolore sul castello e dichiara la regione «soggetta alla sovranità italiana». (CMPA, s.f., foto n. 87))
Brach, 13 dicembre 1913. Davanti alle truppe, ai notabili arabi e alla popolazione del capoluogo dello Sciati, Miani fa innalzare il tricolore sul castello e dichiara la regione «soggetta alla sovranità italiana». (CMPA, s.f., foto n. 87))
A due chilometri da Brach, 13 dicembre 1913. Scrive Miani: «Due parlamentari, con bandiera bianca, presentano la dichiarazione scritta delle popolazioni stabili dello Sciati di sottomissione e fedeltà al Governo d’Italia». (CMPA, s.f., foto n. 86)
A due chilometri da Brach, 13 dicembre 1913. Scrive Miani: «Due parlamentari, con bandiera bianca, presentano la dichiarazione scritta delle popolazioni stabili dello Sciati di sottomissione e fedeltà al Governo d’Italia». (CMPA, s.f., foto n. 86)
Brach, 13 dicembre 1913. All’interno del castello i notabili di Brach firmano l’atto di sottomissione all’Italia. (CMPA, s.f., foto n. 91)
Brach, 13 dicembre 1913. All’interno del castello i notabili di Brach firmano l’atto di sottomissione all’Italia. (CMPA, s.f., foto n. 91)
Maharuga, 24 dicembre 1913. Una fase della battaglia che sarà determinante per l’occupazione del Fezzan. (CMPA, s.f., foto n. 95)
Maharuga, 24 dicembre 1913. Una fase della battaglia che sarà determinante per l’occupazione del Fezzan. (CMPA, s.f., foto n. 95)
Brach, 13 dicembre 1913. Un primo piano dell’atto di sottomissione. (CMPA, s.f., foto n. 92)
Brach, 13 dicembre 1913. Un primo piano dell’atto di sottomissione. (CMPA, s.f., foto n. 92)
Maharuga, 24 dicembre 1913. Un posto di medicazione dopo la fine dei combattimenti. (CMPA, s.f., foto n. 99)
Maharuga, 24 dicembre 1913. Un posto di medicazione dopo la fine dei combattimenti. (CMPA, s.f., foto n. 99)
Maharuga, 24 dicembre 1913. Miani, al centro, si stringe al tricolore, forato da tre pallottole, dopo la vittoria su Mohammed ben Abdalla. (CMPA, s.f., foto n. 98
Maharuga, 24 dicembre 1913. Miani, al centro, si stringe al tricolore, forato da tre pallottole, dopo la vittoria su Mohammed ben Abdalla. (CMPA, s.f., foto n. 98
Maharuga, 24 dicembre 1913. Il tripudio dopo il successo. Il drappello della 3a compagnia del 5° battaglione eritreo che ha conquistato la bandiera verde dei mujâhidîn. (CMPA, s.f., foto n. 100)
Maharuga, 24 dicembre 1913. Il tripudio dopo il successo. Il drappello della 3a compagnia del 5° battaglione eritreo che ha conquistato la bandiera verde dei mujâhidîn. (CMPA, s.f., foto n. 100)
Maharuga, 25 dicembre 1913. La salma del capitano Domenico De Dominicis, caduto nello scontro di Maharuga. (CMPA, s.f., foto n. 101)
Maharuga, 25 dicembre 1913. La salma del capitano Domenico De D...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. LA DISFATTA DI GASR BU HÀDI
  4. Abbreviazioni
  5. I. La disfatta di Gasr bu Hàdi: un solo colpevole
  6. II. L’Africa come vocazione
  7. III. La conquista del Fezzan
  8. IV. La grande rivolta araba
  9. V. La ritirata dal Fezzan
  10. VI. Gli negano di difendere la patria
  11. VII. Cadorna fa esplodere il caso
  12. VIII. Una donna contro Cadorna
  13. Inserto fotografico
  14. Copyright